lunedì 31 agosto 2015

Come si manifestano gli angeli oggi?

Per angelo  s’intende una manifestazione sensibile o apparizione visibile di angeli. L’esistenza di esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. Ne danno una chiara testimonianza sia la Scrittura e sia la Tradizione. Di essi tratta pure il Catechismo della Chiesa Cattolica nei numeri 328 – 335. sant’Agostino dice a riguardo degli angeli: “La parola Angelo designa l’ufficio, non la natura. Se ci chiede il nome di questa natura, si risponde che è spirito; se si chiede l’ufficio, si risponde che è l’angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo” (S. Agostino, Enarratio in Psalmos, 102, 1,15). Gli angeli – secondo la Bibbia – sono servitori e messaggeri di Dio: “Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola. Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere, suoi ministri, che fate il suo volere” (Salmo 3,20-22). Gesù dice che essi “vedono sempre la faccia del Padre…che è nei cieli” (Mt 18,10). …
… Sono creature puramente spirituali ed hanno intelligenza e volontà: sono creature personali (cfr. Pio XII, Lett. Enc. Humani generis: Denz. – Schonm., 3891) e immortali (cfr. Lc. 20,36). Superano in perfezione tutte le creature visibili, come lo dimostra il fulgore della loro gloria (cfr. Dn. 10, 9-12). Dice il Vangelo di Matteo: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli…” (Mt 25,31). Gli angeli sono “suoi” in quanto sono stati creati per mezzo di lui e in vista di lui: “Poiché per mezzo di lui sono create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Col 1, 16). Sono suoi ancor più perché li ha fatti messaggeri del suo disegno di salvezza: “Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?” (Eb 1,14). Essi, fin dalla creazione (cfr. Gb 38,7) e lungo tutta la storia della salvezza, annunciano questa salvezza e servono la realizzazione del disegno salvifico di Dio. Essi – per citare alcuni esempi – chiudono il paradiso terrestre (cfr. Gn 3,24) , proteggono Lot (cfr. Gn 19), salvano Agar e il suo bambino (cfr. Gn 21,17), trattengono la mano di Abramo (cfr. Gn 22,11). La Legge viene comunicata “per mano degli angeli” (At 7,53). Essi guidano il Popolo di Dio (Es 23, 20-23), annunziano nascite (cfr. Gdc 13) e vocazioni (cfr. Gdc 6,11-24; Is 6,6) assistono i profeti (cfr. 1Re 19,5). Infine è l’arcangelo Gabriele che annunzia la nascita del Precursore e quella dello stesso Gesù Cristo (cfr. Lc 1, 11.26). dall’Incarnazione all’Ascensione, la vita del Verbo incarnato è circondata dall’adorazione e dal servizio degli angeli. Quando il Padre “Introduce il Primogenito nel mondo, dice: lo adorino tutti gli angeli di Dio” (Eb 1,6). Il loro canto di lode alla nascita di Gesù non ha cessato di risuonare nella liturgia della Chiesa: “Gloria a Dio…” (Lc. 2,14). Essi proteggono l’infanzia di Gesù (cfr. Mt 1, 20; 2,13.19), lo servono nel deserto (cfr. Mc 1,12;Mt 4,11), lo confortano durante l’agonia (cfr. Lc 22, 43), quando egli avrebbe potuto da loro essere salvato dalla mano dei nemici (cfr. Mt 26, 53) come un tempo Israele (cfr. 2 Mac 10, 29-30; 1,8). Sono ancora gli angeli che “evangelizzano” (Lc 2,10), annunziando la Buona Novella dell’Incarnazione (cfr. Lc 2, 8-14) e della Risurrezione (cfr. Mc 16, 5-7) di Cristo. Al ritorno di Cristo, che essi annunziano (cfr. At 1, 10-11), saranno là, al servizio del suo giudizio (cfr. Mt 13,41; 25,31; Lc 12, 8-9).
Numerose manifestazioni angeliche si trovano nell’ agiografia cristiana. Nella storia della vita di molti nostri santi cattolici spesso leggiamo di angeli che gli appaiono e parlano con loro, di solito quest’angelo è l’angelo custode di quel santo. Ovviamente tutte queste angelofanie differiscono da quelle riportate nelle Sacre Scritture, perché esse vertono interamente e unicamente sull’autorità umana e dunque non possono competere con nessuna di quelle riportate nel Libri Sacri. La prova storica non è sempre la stessa in questi riferimenti di visioni private e apparizioni di angeli. Quelle, per esempio, che sono state trovate nei non autentici atti dei martiri sono spesso fittizie o leggendarie. Ancora, possediamo molti resoconti ben documentati di angelofanie che riteniamo autentiche e molti casi attendibili di questo genere.
Se apparizioni angeliche si trovano in tutto il Vecchio Testamento, durante la vita di Cristo e dei suoi apostoli, dovremmo essere sorpresi se vediamo che esse continuano attraverso i secoli della storia della cristianità, che dopo tutto è la storia del Regno di Dio sulla terra?
Lo storico di chiesa Teodoreto conferma le apparizione angeliche avvenute a San Simone lo Stilita, che visse per 37 anni sull’angusta vetta di una colonna alta sessanta piedi, dove egli veniva spesso e visibilmente visitato dal suo angelo custode, che lo istruiva riguardo ai ministeri di Dio e della vita eterna e trascorreva con lui molte ore in conversazioni sante e infine gli predisse il giorno in cui sarebbe morto.

Durante le loro apparizioni, gli angeli non solo confortano le anime affaticate con la dolcezza e la saggezza delle loro parole, la bellezza e l’avvenenza dei loro lineamenti, ma essi spesso deliziano e risollevano lo spirito abbattuto con la più dolce musica e la più celestiale melodia. Leggiamo spesso di tali manifestazioni nella vita di monaci santi del passato. Memori delle parole del salmista:“A te voglio cantare davanti agli angeli”, e del consiglio del loro santo fondatore Benedetto, alcuni monaci attualmente trovano se stessi cantando il santo ufficio, di notte, insieme agli angeli, che uniscono le loro voci celestiali a quelle degli umani che cantano. Il Venerabile Beda, che ha citato spesso il passo precedente di San Benedetto, era fermamente convinto della presenza di angeli nei monasteri: “Io so,” egli disse un giorno, “che gli angeli vengono a visitare le nostre comunità monastiche; cosa direbbero se non mi trovassero lì tra i miei fratelli?”. Nel monastero di Saint-Riquier, sia l’abate Gervin che molti suoi monaci sentirono gli angeli unire le loro voci celestiali al canto dei monaci, una notte, mentre l’intero santuario si riempì improvvisamente dei più delicati profumi. San Giovanni Gualberto, fondatore dei monaci Vallombrosani, per tre giorni consecutivi prima di morire vide se stesso circondato da angeli che lo assistevano e cantavano preghiere cristiane. San Nicola di Tolentino, per sei mesi prima di morire, ebbe la gioia di ascoltare ogni notte il canto degli angeli, che accresceva in lui l’ardente desiderio di andare in cielo.
Molto più di un sogno fu la visione che ebbe San Francesco d’Assisi quella notte in cui non riusciva ad addormentarsi: “Tutto sarà come in cielo” egli diceva per confortare se stesso, “dove c’è pace e felicità eterna”, e dicendo ciò si addormentò. Allora egli vide un angelo che stava vicino al suo letto e teneva in mano un violino e un arco. “Francesco”, disse lo spirito celeste, “suonerò per te come suoniamo davanti al trono di Dio nei cieli”. Qui l’angelo sistemò il violino sulla sua spalla e strofinò l’arco tra le corde una sola volta. San Francesco fu invaso da una tale gioia e la sua anima provò una tale dolcezza, che era come se gli non avesse più il corpo e non avesse più dolori. “E se l’Angelo avesse ancora strofinato l’arco tra le corde”, disse il frate in mattino successivo, “allora la mia anima avrebbe lasciato il mio corpo per l’incontrollabile felicità”
Molto spesso tuttavia l’angelo custode assume il ruolo di una guida spirituale, un maestro di vita spirituale, che conduce l’anima alla perfezione cristiana, utilizzando tutti i mezzi indicati per quello scopo senza escludere correzioni e punizioni severe.

domenica 30 agosto 2015

Vescovi del Ghana contro aborto e matrimoni gay

I Vescovi ghanesi: ‘Unioni omosessuali e adulterio sono contro Dio’

Al contrario di molti i vescovi del Ghana hanno le idee chiare sulla dottrina cattolica e ribadiscono la loro più completa e totale fedeltà al vangelo e alla chiesa di Cristo. Senza mancare di carità verso nessuno e mantenendo il rispetto per le diversità, ribadiscono con forza quali sono i valori non negoziabili a favore della vita e della verità.

I Vescovi del Ghana hanno ribadito il proprio impegno a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, nonché a tutela del matrimonio come unione indissolubile di un uomo e di una donna. Pertanto, «le unioni omosessuali e l’adulterio sono ostili alla volontà del Creatore», come hanno evidenziato i prelati, che hanno riproposto con forza castità e fedeltà come virtù fondamentali.

Tutto questo è stato tradotto in un’apposita dichiarazione, diffusa subito dopo la conferenza pro-life svoltasi lo scorso 8 agosto ad Accra, per contrastare i tentativi posti in atto dal cosiddetto «nuovo ordine mondiale» di cambiare i loro cuori, la loro fede e le loro coscienze, imponendo un controllo totale sulla popolazione.

I Vescovi del Ghana hanno chiesto anche ai giovani di non cadere nella trappola dell’ipersessualizzazione dilagante nella società contemporanea, contrastando così col proprio comportamento «la promozione radicale dell’aborto e della contraccezione da parte di gruppi ed organizzazioni internazionali», privi di scrupoli nello sfruttare anche l’ignobile ricatto degli «aiuti umanitari».

L’Africa ancora una volta ha così rivelato la propria piena e fedele adesione alla retta Dottrina cattolica, adesione su cui l’Europa dovrebbe interrogarsi e lasciarsi rievangelizzare.

L'Occidente si sbaglia: l'Isis rappresenta l'Islam al 100%

Quando a raccontare la realtà delle sofferenze dei cristiani in Siria e Iraq, della loro lotta imparti contro l'Isis, tutte le dichiarazioni "politically correct" verso l'islam "moderato" scompaiono.

Sommerse dal grido di dolore che i due parroci, provenienti dalle città di Erbil e Aleppo, hanno portato al Meeting di Rimini.

Anche nell'uso delle parole, i due preti sono stati chiari: bisogna parlare di "genocidio" inIraq e di "Apocalisse" in Siria. "Aiutate la mia gente - è l'appello di Douglas Al-Bazi, parroco ad Erbil in Iraq - Vi imploro: non chiamate quello che succede nel mio paese un conflitto, è un genocidio e il genocidio è in Siria. Credo che ci distruggeranno in Medio Oriente, ma credo anche che l'ultima parola sarà la nostra. E sarà 'Gesù ci ha salvati'".

Ma non solo. L'ammonizione dei due parroci è ai buonisti occidentali che distinguono inappropriatamente tra islam moderato e Isis: "Se qualcuno dice che l'Isis non rappresenta l'Islam ha torto - ha detto Al-Bazi - L'Isis rappresenta l'Islam al 100%. Forse qui ci possono essere musulmani simpatici e amici, ma lì sono degli assassini".

I due sono intervenuti all'incontro "Una ragione per vivere e per morire: martiti di oggi".Ibrahim Alsabgh, prete di una chiesa di Aleppo in Siria, ha raccontato il dramma della situazione siriana, le difficoltà nel portare avanti una vita "normale": "Quello che sta avvenendo in Siria - ha detto - è una vera e propria Apocalisse. Manca tutto ormai, anche l'acqua". Siamo nel caos - ha aggiunto Alsabagh- siamo nel disordine totale. Aleppo è divisa in decine di parti e ogni gruppo di jihadisti controlla una parte. Viviamo nel caos, con la mancanza di tutto, prima di ogni cosa della sicurezza. Ci sono bombardamenti che non risparmiano la gente nelle case, le moschee e le chiese, i bambini e gli anziani. Siamo sotto un bombardamento continuo". Poi ha spiegato come "è molto difficile mangiare carne, latte e c'è mancanza di medicine. Tanti medici hanno lasciato il paese e tanti ospedali sono rimasti senza medicine. C'è poi la mancanza dell'acqua in questi giorni, è una cosa micidiale".

Ma il grido di dolore di quei cristiani è rimasto inascoltato. Da tutti. Dall'Onu, dall'America, dall'Europa. E in parte anche da Papa, che non ha rifiutato ogni "intervento umanitario" altre volte spalleggiato dal Vaticano. Nella sua parrocchia in Siria, Alsabagh ha creato un oratorio estivo con centinaia di bambini di famiglie non solo cristiane. "La gente non ce la fa - ha detto - Quelli ricconi sono partiti dai primi due anni del conflitto. Sono rimasti con noi i più poveri. Perché allora un cristiano deve rimanere? Meglio scappare e buttarsi nel mare. Diversi sono i casi di cristiani che hanno lasciato il paese e lo lasceranno forse nel domani. Sembra che siamo nel libro dell'Apocalisse."

"I cristiani in medioriente - ha concluso Al-Bazi - sono l'unico gruppo che ha visto il volto del male, l'Islam: aiutate la mia gente, salvate la mia gente. Sono un sacerdote e penso che mi ammazzeranno un giorno, ma mi preoccupo per i nostri figli". È l'Occidente che non preoccupa di loro.

via ilgiornale

sabato 29 agosto 2015

Anguera: messaggio del 18.08.2015

4.181 - 18.08.2015
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera. Quando gli uomini, con le loro leggi, cambieranno le verità che sono state sempre insegnate sarà un tempo di dolore per gli uomini e le donne di fede. Questi giusti soffriranno, ma non si tireranno indietro. Vi chiedo di essere coraggiosi e difensori della verità. Sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Non tiratevi indietro. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Restate con il Signore ed egli si prenderà cura di voi. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

L'ombra dell'islamismo su Amnesty International

Amnesty International - si legge sul sito - è una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale".

Una fiammella su sfondo giallo capace di conquistare nel 1977 il Premio Nobel per la pace. Eppure, sulle attvitità di denuncia delle torture e delle guerre, sta calando l'ombra dei legami con il terrorismo islamista.

In una corposa inchiesta, infatti, il times di Londraha scoperchiato il pentolone delle appartenenze multiple dei dirigenti della famosa Ong. "Amnesty director's links to global network of Islamists", i legami della direttrice di Amnesty con la rete globale islamista: è questo il titolo dell'articolo che accusa Yasmin Hussein, la direttore di "Fight and Human Rights" di Amnesty International, di avere contatti con Hamas e i Fratelli Mussulmani.

Amnesty conta circa 2 milioni di soci e 5 milioni di attivisti. Tra loro anche Wael Musabbeh, il marito di Hussein, membro della Union of Good, una Ong di stampo islamista che Israele ha prontamente bandito e che - a quanto pare - può vantare finanziamenti al terrorismo e oscuri legami con al Qaida. E non è tutto. Secondo quanto scrive il quotidiano londinese, infatti, Wael Musabbeh dirigerebbe anche il Claremont Community Trust, una organizzazione britannica dei Fratelli mussulmani.

Ora, la Fratellanza è compresa tra le organizzazioni terroristiche in Bahrain, Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan e Uzbekistan. È per questo che i legami della Hussein e del marito con la fratellanza ha sollevato lo scandalo in Gran Bretagna. La Hussein, infatti, quando viveva al Cairo ed era già una dirigente di rilievo di Amnesty, abitava a casa di Adly al Qazzaz, un consigliere egiziano proprio di quesi Fratelli Musulmani che la presa del potere da parte di Al Sisi ha messo da parte con il rovesciamento del governo di Morsi. La figlia di Adly al Qazzaz, inoltre, è la portavoce dei Fratelli musulmani nel Regno Unito e il figlio è stato il consigliere del deposto presidente Mohamed Morsi.

Non è un caso quindi che ad un anno dal colpo di Stato militare guidato da Al Sisi, Amnesty International abbia emesso un documento che ne denunciava il "catastrofico declino del rispetto dei diritti umani". "Arresti arbitrari in massa, detenzioni illegali, orribili episodi di tortura e decessi in custodia di polizia - si leggeva nella nota del 3 luglio 2014 - hanno caratterizzato il primo anno dalla deposizione di Mohamed Morsi e causato un profondo deterioramento della situazione dei diritti umani in Egitto".

Oggi, alla luce della recente inchiesta del Times, questo attacco al governo di Al Sisi si tinge di nuovo. Adly al Qazzaz e i suoi figli, infatti, sono stati arrestati dopo il rovesciamento di Morsi.

Dubbi sulla "politica di non schieramento con qualsiasi governo o partito politico" erano sorti anche a marzo, quando Amnesty International fu costretta a tagliare i ponti con Cage, una lobby britannica islamista che combatte per le "vittime della guerra al terrore" e che tra le altre cose aveva definito Jihadi John un "bravo ragazzo".

via ilgiornale

venerdì 28 agosto 2015

Anguera: messaggio del 16.08.2015

4.180 - 16.08.2015
Cari figli, amate e difendete la verità. Tutto ciò che si costruisce nella falsità crollerà. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per aiutarvi ad essere, in tutto, come Gesù. Restate saldi nella preghiera. Quando siete lontani, vi rendete bersaglio del demonio. Aprite i vostri cuori all’amore del Signore e affidate a lui la vostra vita. Non siete soli. Mio Figlio Gesù cammina al vostro fianco, anche se non lo vedete. Siate docili alla mia chiamata. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Quando tutto sembrerà perduto, il Signore vi darà la grazia della vittoria. Calmate i vostri cuori. Dio ha tutto sotto controllo. Siate forti nelle prove. Cercate forza nell’Eucarestia e nelle Parole di mio Figlio Gesù. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Avanti con coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 27 agosto 2015

Anguera: messaggio del 15.08.2015

4.179 - 15.08.2015
Cari figli, ecco il tempo della grande battaglia spirituale. Restate con me e io vi condurrò alla vittoria. Nelle mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; nel cuore, l’amore alla verità. Camminate verso un futuro di dolore. Non tiratevi indietro. Sono venuta dal cielo per condurvi al cielo. Cercate forza nell’Eucarestia e non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato nel corso di questi anni. Vi chiedo di essere fedeli a Gesù. Voi state nel mondo, ma siete del Signore. Conosco le vostre necessità e supplicherò mio Figlio Gesù per voi. Non temete. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera in famiglia. Io voglio aiutarvi, ma dipende da voi quello che faccio. Avete la libertà, ma è meglio fare la volontà di Dio. Coraggio. Chi cammina con il Signore non sperimenterà mai il peso della sconfitta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

mercoledì 26 agosto 2015

Anguera: messaggio del 11.08.2015

4.178 - 11.08.2015
Cari figli, voi siete del Signore e lui solo dovete seguire e servire. Non state con le mani in mano. Dio ha fretta, non rimandate a domani quello che dovete fare. Mio Figlio Gesù spera molto da voi. Vi chiedo di essere uomini e donne di preghiera. Non lasciatevi contaminare dalle cose del mondo. Datemi le vostre mani e vi condurrò a colui che è la vostra unica Via, Verità e Vita. Camminate verso un tempo di grandi prove, ma non perdetevi d’animo, non tiratevi indietro. La vittoria sarà del Signore e dei suoi fedeli. Soffro per ciò che vi attende ma, passata ogni tribolazione, il Signore asciugherà le vostre lacrime e sarete pienamente felici. Avanti senza paura. Sono vostra Madre e vi amo. Qualunque cosa accada, non perdete la fede. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

La Russia risponde alla Nato: arriva la maxi esercitazione

La Nato si prepara a una maxi esercitazione aerea in Europa. Si svolgerà in ben 4 Stati (Germania, Italia, Romania e Bulgaria) e vedrà la partecipazione di quasi 5mila soldati.

Sarà, questa, la più grande esercitazione Nato dopo la fine della Guerra Fredda. Ma la Guerra Fredda, in realtà sembra proprio non essere finita. Le forze armate russe cominceranno infatti oggi delle esercitazioni militari speciali su larga scala in sei regioni dei distretti Centrale e Occidentale. Queste esercitazioni sono state annunciate dal ministero della Difesa di Mosca, citato dall’agenzia stampa Itar Tass. Le esercitazioni, che termineranno il 29 settembre, coinvolgeranno 6mila uomini.

via ilgiornale

Macedonia al collasso: 3000 profughi al giorno

L'emergenza immigrazione rischia di travolgere il sud est dell'Europa. La Macedonia in pochissimi giorni è stata messa al tappeto dall'arrivo di migliai di profughi partiti dalla Turchia e transitati poi dalla Grecia

Una situazione di fatto esplosiva a livello umanitario e demografico. Di fratto i profughi si spostano di Stato in Stato per raggiungere il nord Europa e anche l'Italia. Nei prossimi giorni 3mila persone al giorno, fra migranti e rifugiati, entreranno in Serbia dopo essere arrivati in Europa dalla Grecia e avere attraversato dalla Macedonia. È l'avvertimento lanciato dall'Alto commissariato per i rifugiati, l'Unhcr. "Attualmente stimiamo che gli arrivi continueranno nei prossimi giorni a un ritmo di 3mila persone al giorno", ha detto alla stampa la portavoce dell'Unhcr, Melissa Fleming, aggiungendo che l'agenzia sta lavorando con le autorità serbe per affrontare le necessità di almeno 10mila persone. I 28 Stati membri dell’Ue devono assicurare «un’equa distribuzione» dei richiedenti asilo, ha aggiunto la porrtavoce Onu nel corso di un briefing a Ginevra. "E onestamente - ha commentato - ritengo che con adeguate misure questo sia qualcosa a cui l’Europa possa far fronte".

Secondo i dati diffusi oggi dal ministro dell'Interno, Mitko Cavkov, nella sola giornata di sabato a Gevgelija sono arrivati 8mila profughi, equivalenti a un terzo della popolazione della località. Dopo aver visitato la cittadina con il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, Cavkov ha sottolineato che il Paese riceve risorse troppo limitate per accogliere tali quantità di persone "improvvisamente e senza strutture sicure". Intanto sono 2.093 le persone entrate ieri illegalmente in Ungheria, in forte aumento rispetto agli ingressi dei giorni precedenti, compresi fra 1.000 e 1.500. Lo riferisce oggi la polizia ungherese. L'aumento si registra dopo che la Macedonia ha agevolato il percorso verso la Serbia di migliaia di migranti, perlopiù provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. L'Ungheria ha in programma di terminare entro la fine del mese un muro di un metro e mezzo di altezza alla frontiera con la Serbia per ostacolare l'ingresso dei migranti nel Paese. È il primo Paese dell'Ue e dello spazio Schengen in cui arrivano i rifugiati, il cui obiettivo è di proseguire poi il viaggio verso altri Paesi come Germania, Svezia e Austria.

via ilgiornale

martedì 25 agosto 2015

Anguera: messaggio del 10.08.2015

4.177 - 10.08.2015
Cari figli, rallegratevi nel Signore. Dopo il trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato, i giusti contempleranno nuovi cieli e nuova terra. Pieni di gioia diranno: “Questo è il giorno che il Signore ha riservato per noi. È la nostra ricompensa per essere stati fedeli”. Vedrete cose mai viste da occhi umani. Confidate nel potere di Dio. Egli ha tutto sotto controllo. Non perdetevi d’animo. Restate sul cammino che vi ho indicato. Non allontanatevi dalla preghiera. Abbiate fiducia, fede e speranza. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per aiutarvi. Accogliete i miei appelli e in tutto siate come Gesù. Conosco ciascuno di voi per nome e supplicherò il mio Gesù per voi. Coraggio. Niente è perduto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.




 

Nuovo video dell'orrore a Sirte, l'Isis giustizia 4 libici

Nuovo video dell'orrore dell'Isis in Libia: i jihadisti a Sirte hanno giustiziato 4 libici, tra cui un combattente di Fajr Libya, considerato una spia. I terroristi hanno poi legato ad una croce di legno il corpo di quest'ultimo e lo hanno esposto al pubblico a scopo di avvertimento per gli abitanti. Lo riferiscono testimoni.

Le altre vittime non sono state identificate. Al Arabiya ha pubblicato una foto presa dal video dei jihadisti dove si vede un uomo vestito in tuta arancione, colpito a morte e poi crocifisso. Fajr Libya è la milizia che detiene il potere a Tripoli. A metà agosto l'Isis aveva decapitato e crocifisso dodici combattenti delle milizie salafite libiche impegnate a cacciare i jihadisti da Sirte.

Caccia non identificati bombardano Sirte - Fonti militari libiche hanno annunciato che "aerei militari non identificati hanno bombardato pesantemente questa mattina l'Isis a Sirte". Secondo le stesse fonti i bombardamenti "hanno distrutto postazioni di Daesh e causato numerosi morti e feriti", senza però precisare il numero delle vittime.

Intanto proseguono gli scontri a Bengasi tra l'esercito libico e i combattenti del Consiglio della Shura dei rivoluzionari. Secondo fonti mediche dell'ospedale Al Galaa un soldato ha perso la vita ed altri 5 sono rimasti feriti nelle ultime 48 ore. Lo ha precisato la portavoce della struttura ospedaliera Fadia al Barghathi all'agenzia Mena, aggiungendo che tre militari feriti sono stati già dimessi.

Con l'aggravarsi della crisi, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha avuto tra ieri e oggi nuovi colloqui sulle prospettive di una soluzione. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Nel corso di una telefonata con Bernardino Leon, il ministro ha confermato il pieno sostegno agli sforzi dell'inviato speciale dell'Onu e ha in particolare ribadito l'auspicio che il negoziato si possa chiudere positivamente in tempi molto rapidi.

via ansa

Apparizione Madonna di Knock

Un evento a molti ignoto. Ma non a lui, a quel papa che ha rincorso Maria un po’ ovunque,  lì dove la Madre si è mostrata ai suoi figli: - “Ho sentito un forte desiderio di venire qui, il desiderio di compiere ancora un altro pellegrinaggio al Santuario della Madre di Cristo, la Madre della Chiesa, la Regina della Pace. Non vi sorprenda questo mio desiderio. Cominciando dalla mia prima gioventù e nel mio Paese, è stato per me una pratica il fare pellegrinaggi ai santuari della Madonna...”. Con queste parole Giovanni Paolo II esordiva nella sua omelia nel 1979, centenario di un’apparizione molto singolare e di cui poco si parla.

Facciamo allora un salto indietro, in quel villaggio irlandese di fine ottocento. Non c’era un santuario, naturalmente, ma solo una piccola chiesa di paese. Come di consueto, Mary Beirne, si accingeva a chiudere la porta. Ma qualcosa di diverso attirò quella sera la sua attenzione: una luce intensa proveniva da un lato dell’edificio e lì, ad una prima occhiata, «le parve di vedere delle statue di Maria, di Giuseppe e di San Giovanni accanto ad un nuovo altare su cui si trovavano un agnello e una croce».
Non ci fece molto caso, perché proprio in una notte tempestosa come quella, l’hanno precedente, erano andate perdute due statue, per cui pensò che il parroco le avesse acquistato per rimpiazzarle: “Ma perché lasciarle lì, sotto la pioggia battente?” - si chiedeva la donna. Più tardi, insieme a sua sorella, tornò per capire un po’ meglio quella stranezza, e con stupore ancora maggiore si accorse che le statue… si muovevano!
“È la Madonna!”, esclamò la maggiore delle due sorelle, e corsero ad avvertire familiari e conoscenti.

Ecco allora che quell’apparizione così insolita si mostrò in tutta la sua realtà, come ci viene riferito da David M. Lindsey nel suo libro The Woman and the Dragon: Apparitions of Mary:

“L’intero muro era illuminato da una intensa luce visibile in lontananza. Le figure erano sospese a circa mezzo metro da terra. L’altare con l’agnello e la croce era circondato di angeli che volteggiavano sopra di esso. Maria, la più grande delle figure, portava un mantello e una fascia bianchi, e un lungo velo sulla testa che le scendeva fino ai piedi. Sul capo, coperto dal velo, aveva una corona d’oro. Fra la corona e il bordo del velo c’era una rosa d’oro. Le sue mani erano sollevate all’altezza delle spalle e il suo sguardo, assorto nella preghiera, era rivolto verso il cielo. San Giuseppe era alla destra di Maria, la testa reclinata in avanti e le mani giunte in preghiera. San Giovanni Evangelista aveva una mitra da vescovo e stava alla sinistra di Maria, la mano destra era sollevata e il braccio sinistro teneva quella che pareva essere la Sacra Bibbia.
Mentre la piccola folla si inginocchiava davanti all’apparizione in preghiera, i visitatori celesti continuavano a restare in silenzio. Non una parola veniva pronunciata. Solo dopo molte ore improvvisamente le figure scomparvero”.


Possiamo immaginare cosa scatenò l’evento.
L’Arcivescovo istituì subito una commissione per studiare meglio i fatti e subito si evidenziarono delle anomalie. Il primo argomento fu che nelle apparizioni di solito si manifesta solo la Madonna, la quale non fa mai mancare un suo messaggio. Ma questa volta… totale silenzio. Inoltre il “gruppo” si era mostrato solo una volta ad un numero di veggenti anche questo inusuale:


ben 15 persone di tutte le età. Forti dubbi, allora, cominciarono a circondare i racconti dei testimoni, come un polverone. Ma durò poco, perché un ascolto più approfondito convinse la commissione della sincerità di quanti si erano trovati quella notte presenti all’evento, per cui non si impedì il culto di quel luogo ai fedeli, che cominciarono con il tempo a rendere il piccolo paesello meta di pellegrinaggi.

Oggi vi si recano ogni anno un milione e mezzo di persone.

Cosa in realtà ha voluto dirci il Signore mostrandoci quella scena? Don James, un frate francescano che studiò l’apparizione, scrive: “[San Giovanni] teneva in mano un libro. Ma se si vuole scoprire il messaggio di Knock bisogna aprire il Libro dell’Apocalisse. È il libro che contiene l’interpretazione della storia universale. Esso è permeato del grande tema della redenzione nelle sue tre fasi cosmiche.
C’è in primo luogo il mistero dell’”Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo”. Così San Giovanni descrive, nel capitolo tredicesimo, il piano eterno di redenzione, simboleggiato in maniera così semplice e toccante dall’agnello che fu visto a Knock.
In seconda istanza c’è il mistero della donna “vestita di sole” che viene vista in travaglio sulla terra.
C’è infine la Città di Dio che, viene detto, possiede la Gloria di Dio di cui l’Agnello è la lampada”.
Anche David M. Lindsey, dal cui libro abbiamo attinto le informazioni, individua nell’apparizione di Knock un chiaro rimando all’Apocalisse: “L’apparizione a Knock rimase in silenzio e sembrò che non desse alcun messaggio, ma in realtà non fu così. Il silenzio talvolta è più eloquente delle parole. Bisogna analizzare con attenzione l’apparizione per scoprire il messaggio silenzioso che essa nasconde. Maria apparve con il suo sposo terreno, San Giuseppe, e con il suo figlio adottivo, San Giovanni Evangelista, e portava la corona d’oro della Regina del Cielo… Al centro dell’altare brillava l’Agnello immolato, come lo vide nell’Apocalisse S. Giovanni sopra l’altare d’oro del cielo”.
Ecco, sto alla porta e busso… (AP 3, 20)
Forse non tutti sanno che il verbo inglese “to knock” significa “bussare”. “Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”, scrive Giovanni nell’Apocalisse (Ap 3, 20). Questo ci dice la Scrittura, e questo ci suggerisce anche la lettura dei tempi che stiamo vivendo. Gesù Cristo bussa alla porta del nostro cuore, bussa sulla soglia della nostra vita, e attende che lo facciamo entrare per mostrarci le meraviglie del suo regno.
Il richiamo dell'apparizione di Knock è eloquente: i tempi sono maturi, la Madre ci invita ad un unirci alla sua opera di corredenzione. Lasciamoci porgere da San Giovanni il libro che ci indica cosa fare per partecipare alla vittoria finale sul Dragone.
Affrettiamoci, e non manchiamo l'occasione di essere tra coloro che «hanno vinto mezzo del sangue dell`Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire»

 

Grecia, altri 2.500 siriani in arrivo al Pireo

Il traghetto Eleftherios Venizelos è atteso oggi nel porto ateniese del Pireo con altri circa 2.500 rifugiati siriani provenineti dall'isola Mitilene. Domenica scorsa lo stesso traghetto aveva trasferito al Pireo un totale di 2.466 rifugiati da Kos, Kalymnos, Leros e Samos. Intanto, come riferisce l'edizione online del quotidiano To Vima, le autorità portuali e la Guardia Costiera hanno adottato le misure necessarie per garantire che i profughi sbarchino in sicurezza dalla nave e che vengano poi trasferiti a bordo di autobus alla stazione ferroviaria di Larissis. Il cadavere di un uomo è stato recuperato da una motovedetta della Guardia costiera ellenica dopo che un barcone con a bordo 15 migranti si è rovesciato la scorsa notte nel tratto di mare antistante Mitilene, capoluogo dell'isola di Lesbos. Lo riferisce l'edizione online di Kathimerini. Finora sono state tratte in salvo otto persone mentre almeno altre sei risultano ancora disperse ed è tuttora in corso un'operazione di ricerca e soccorso da parte di unità della Guardia costiera e della Frontex.

In Serbia e' sempre emergenza immigrati. Nelle ultime due settimane oltre 23 mila profughi sono entrati in Serbia, quasi 90 mila dall'inizio dell'anno. Le autorità di Belgrado sono mobilitate per dare prima assistenza agli immigrati, e finora sono stati allestiti quattro centri di accoglienza, due a sud (Presevo e Miratovac) e due a nord, al confine con l'Ungheria (Kanijia e Subotica), A breve e' prevista l'apertura di un ulteriore centro alle porte di Belgrado, lungo l'autostrada per l'aeroporto.

A migliaia continuano ad affluire nel Paese dopo la decisione della Macedonia di togliere il blocco alla frontiera con la Grecia. Una piccola parte decide di chiedere asilo alla Serbia, la gran parte di loro prosegue invece il viaggio verso l'Ungheria e da li' alla volta di Germania, Austria e altri Paesi Ue del nord Europa. Entrare in Ungheria tuttavia e' sempre più difficile dopo la decisione del governo di Viktor Orban di erigere una barriera metallica lungo tutti i 175 km della frontiera con la Serbia.

Come ha riferito l'Ufficio di Belgrado dell'Alto commissariato dell'Onu per i profughi (Unhcr), nella notte tra sabato e domenica sono stati oltre 7 mila gli immigrati entrati in Serbia dal confine con la Macedonia - gran parte dei quali profughi dalle zone di guerra di Siria, Iraq, Afghanistan - e altre migliaia sono attesi per oggi. Oltre ai centri assistenza, è prevista oggi l'apertura nella capitale serba di un centro informazioni a disposizione dei profughi, compresa assistenza psicologica. I governi serbo e macedone - due Paesi che non fanno parte della Ue - hanno detto di aspettarsi nuovi aiuti da parte dell'Unione europea. A Belgrado sono stati istituiti una decina di punti di assistenza igienica, con toilette e docce. Aiuti - tende, materassi, stufette, gruppi elettrogeni - vengono inviati anche dal Centro umanitario serbo-russo che ha base a Nis, nel sud della Serbia

Parlando della Libia, "pace e stabilità non si possono imporre con le armi di un esercito occupante straniero. Questo scenario non esiste", sottolinea il ministro. "Noi lavoriamo per l'accordo tra i libici. Il semplice .Secondo la tv pubblica Rts, la notte scorsa a Belgrado sono giunti 70 autobus carichi di immigrati, entrati in Serbia dalla Macedonia, dopo che il governo di Skopje ha rivisto la decisione di chiudere la frontiera con la Grecia. Gli immigrati che entrano in Serbia o decidono di chiedere asilo alle autorita' del paese balcanico, una esigua minoranza, oppure nella stragrande maggioranza ottengono un permesso di 72 ore per lasciare la Serbia e raggiungere l'Ungheria, dove tuttavia devono superare la barriera metallica che il governo di Bupapest ha deciso di erigere lungo i 175 km di confine con la Serbia.

La Commissione Ue, intanto, colta alla sprovvista dalla reazione di Skopje, ha messo le mani avanti dicendo di dovere ancora esattamente stabilire i fatti, ricordando di avere già assegnato 90mila euro di aiuti alla Dall'Ungheria, Paese che fa parte della Ue, gli immigrati raggiungono poi Germania, Belgio, Francia Svezia e altri paesi europei del nord Europa. Attraverso la Serbia profughi e immigrati si spostano con autobus di linea, treni, taxi e altri mezzi di fortuna. I permessi di 72 ore possono essere rinnovati.

via ansa

Isis minaccia ancora: La Libia è la porta per arrivare a Roma

"La Libia è la porta per arrivare fino a Roma". E' il titolo della nuova campagna del terrore dei jihadisti dell'Isis in Libia, che su Twitter hanno pubblicato una serie di immagini che mostrano la città eterna in fiamme sovrastata da una mappa della Libia dove campeggia la bandiera nera del Califfato ed un combattente armato a lato. Nel messaggio postato sul proprio account Twitter un combattente Isis, Abu Gandal el Barkawi, si appella ai jihadisti ad "andare a Roma, o Romia, passando per la Libia, la porta per Roma". Nel messaggio sono postate anche immagini che ritraggono la città eterna in fiamme, vista dal cupolone di San Pietro. Nel testo Barkawi aggiunge: "le armi degli ottomani sono state lanciate e hanno accerchiato Roma dopo avere conquistato la Libia a sud dell'Italia. Chi vuole prendere Roma e l'Andalusia deve cominciare dalla Libia".

Video appello jihadisti, "uniamoci e andiamo in Libia"  - Un "quadro" dell'Isis, il saudita Ali el Gezrawi ha invitato "i fratelli all'unità" in Arabia Saudita, Tunisia, Egitto e Sudan a recarsi in Libia per combattere l'esercito libico. In un video pubblicato su un sito di Tripoli, Gezrawi, col volto coperto, ha detto: "la Libia è la terra della jihad e dell'immigrazione, non appartiene solo ai libici, ma a tutti i musulmani che credono in dio, ed è uno Stato del Califfato". Il jihadista ha poi minacciato di morte il generale Khalifa Haftar, comandante dell'esercito libico. Nelle stesse ore i sostenitori dello Stato Islamico a Sirte hanno hanno lanciato su Twitter l'hashtag "afflusso verso la Libia" e pubblicato alcuni video che mostrano la città libica nelle mani dell'Isis. Gli jihadisti dell'Isis presenti a Sirte, in Libia, hanno inoltre creato una sorta di "emirato", sostituendo i tribunali civili con una Corte islamica della Sharia. Lo scrive un sito di informazione locale citando testimoni, secondo i quali gli jihadisti hanno imposto classi separate per uomini e donne in scuole e università.

Dopo uccisione archeologo Isis distrugge tempio Palmira- Cinque giorni dopo aver decapitato su una piazza pubblica di Palmira Khaled al Asaad, 81 anni, uno dei massimi esperti siriani di antichità ed ex direttore del sito archeologico locale, l'Isis ha distrutto uno dei principali templi dell'antica perla nel deserto siriano. E' quello di Baalshamin, a poche decine di metri dal teatro romano della città, dove la Stato islamico aveva inscenato alcune esecuzioni pubbliche. Anche questa volta a riferirlo è l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che cita alcuni residenti della città in fuga dalla furia assassina dei jihadisti. Il santuario di Baalshamin (Il signore del Cielo) è del secondo secolo dopo Cristo ed è dedicato ad una divinità asssimilabile a Mercurio. Al Asaad è stato barbaramente ucciso il 18 agosto: decapitato sulla pubblica piazza davanti al museo che per decenni ha diretto, e il suo cadavere appeso ad una colonna romana, suscitando durissime reazioni internazionali e un profondo sdegno in tutto il mondo.

Il sito archeologico di Palmira e' da mesi sotto attacco dell'Isis e la distruzione del tempio di Baalshamin é l'ennesimo duro colpo per l'antica città semita situata nel centro della Siria. Il sito e' caduto nelle mani dello stato islamico il 20 maggio e da allora e' stato usato come palcoscenico per efferatezze e violenze. In un video diffuso all'inizio di luglio dall'Ondus, vengono mostrate immagini scioccanti: venticinque soldati siriani inginocchiati, alle loro spalle altrettanti giovani, alcuni ragazzini di forse 13 o 14 anni, che li uccidono con un colpo alla nuca mentre sulle gradinate dell'anfiteatro si vedono centinaia di uomini in abiti civili che assistono. Dichiarata dall'Unesco patrimonio dell'umanità la città fiorì nell'antichità come punto di sosta per le carovane di viaggiatori e mercanti che attraversavano il deserto siriano ed ebbe un notevole sviluppo fra il I ed il III secolo dopo Cristo. Per questo motivo fu soprannominata la 'Sposa del deserto'. Il nome greco della città, 'Palmyra', e' la traduzione fedele dall'originale aramaico, Tadmor, che significa 'palma'.

La città e' citata nella Bibbia e negli annali dei re assiri, ma in particolare la sua storia è legata alla regina Zenobia che si oppose, secondo la tradizione, ai romani e ai persiani. Poi venne incorporata nell'impero romano e Diocleziano, tra il 293 e 303, la fortificò, per cercare di difenderla dalle mire dei Sasanidi facendo costruire, entro le mura difensive, ad occidente della città, un grande accampamento con un pretorio ed un santuario per le insegne per la Legio I Illirica. A partire dal IV secolo le notizie su Palmira si diradano. Durante la dominazione bizantina furono costruite alcune chiese, anche se la città aveva perso importanza. L'imperatore Giustiniano, nel VI secolo, per l'importanza strategica della zona, fece rinforzare le mura e vi installo' una guarnigione. Poi sotto il dominio degli arabi la città andò in rovina.

Il sito archeologico comprende la via colonnata, il santuario di Nabu, le Terme di Diocleziano, il teatro e l'Agora. Vere e proprie perle architettoniche. Fondato nel 1961 all'entrata della città moderna, il museo di Palmira raccoglie numerosi reperti ritrovati nel sito archeologico che testimoniano l'alto livello di raffinatezza raggiunto dall'arte palmirea. Per timore di distruzioni, centinaia di statue e reperti del sito siriano 240 km a nord-est di Damasco sono stati trasferiti in altre località già prima dell'assalto finale dell'Isis.

 

via ansa

lunedì 24 agosto 2015

Era posseduta dal demonio: 16enne violentata dai fratelli ​durante un esorcismo

Nella provincia nord argentina del Chaco, un esorcismo ha quasi ucciso una adolescente di 16 anni.

Violentata, torturata e ridotta in fin di vita dai suoi fratelli e dalle sue sorelle. Il tutto con la complicità dei genitori, che credevano che fosse posseduta dal demonio. Un sacerdote ha consigliato alla famiglia di esorcizzare la ragazza, ma il rito si è trasformato in un incubo: diversi uomini l'hanno violentata e, infine, le sono stati cavati gli occhi, ritenuti la fonte del male e una forma di attrazione del demonio.

via ilgiornale

La ricetta della Slovacchia: "Accettiamo solo migranti cristiani"

Migranti? Sì grazie, ma solo cristiani. È questa la singolare soluzione prospettata dalla Slovacchia per fare fronte all'emergenza immigrazione che, lentamente, sta raggiungendo anche l'Europa centrale.

Il governo del piccolo Stato mitteleuropeo, guidato dal socialista Robert Fico, ha infatti comunicato all'Unione Europea la propria disponibilità ad accogliere alcuni richiedenti asilo siriani, sia pure in numero limitato: appena duecento migranti. Ma c'è una condizione: a Bratislava avrebbero accettato solo a patto che tutti i nuovi arrivati fossero rigorosamente cristiani. Parlando con The Wall Street Journal, un portavoce del ministero degli Interni slovacco ha spiegato: "In Slovacchia non abbiamo moschee e pertanto vogliamo poter scegliere solo migranti cristiani."

La Slovacchia sino ad ora non è stata investita in modo massiccio dall'emergenza immigrazione, sia per la posizione geografica non immediatamente confinante con Paesi esterni alla Ue, se si esclude la breve frontiera con l'Ucraina, sia per la presenza di altre nazioni economicamente più attrattive. Eppure nelle vicine Austria e Ungheria la situazione è assai diversa, con migliaia di migranti - provenienti soprattutto da Medio Oriente ed Asia Centrale - che da mesi tentano con ogni mezzo di penetrare nel territorio dell'Unione. In Austria in particolare, solo quest'anno sono previsti 80mila arrivi.

Questa situazione ha spinto Bruxelles a sollecitare a più riprese l'intervento slovacco per ripartire più equamente il carico dell'accoglienza. Le risposte, però, sono sempre state evasive. Almeno sino ad ora.

Adesso che il dado sembra tratto, il premier Fico getta la maschera: "La Slovacchia è un Paese cristiano, non possiamo tollerare l'invasione di 300.000-400.000 musulmani che vorrebbero riempirci di moschee e cambiare la natura, la cultura e i valori nazionali." Fonti della Commissione Ue hanno replicato alle esternazioni del premier slovacco criticandone lo spirito: "Agiamo nello spirito dei Trattati Ue che impediscono qualsiasi forma di discriminazione".

Come riporta il Washington Post, l'anno scorso la Slovacchia ha concesso l'asilo politico a quattordici richiedenti; nel Paese, la popolazione islamica rappresenta appena lo 0,2% del totale.

 

Crollo delle Borse asiatiche: la Cina fa sprofondare l'Europa

Nuovo scivolone per la Borsa di Shanghai che lascia sul terreno l’8,5%, accentuando la sua caduta della settimana precedente, in un mercato in preda al panico preoccupato per l’andamento dell’economia cinese, nonostante gli sforzi delle autorità cinesi per rassicurare gli investitori.

Pechino ha autorizzato i fondi pensione a investire in azioni e le banche a limitare le riserve per creare liquidità e la Banca centrale cinese è pronta a immettere liquidità negli istituti di credito.

L’indice composito di Shanghai ha chiuso in calo dell’8,49% a 3.209,91 punti, dopo essere sceso fino al 9% nel corso della sessione. La seduta della Borsa di Shenzhen si è conclusa con una caduta del 7,70% a 1.882,46 punti.

Con le pressioni in rapido aumento sui mercati internazionali, a causa dei timori sulla tenuta della Cina, delle turbolenze sulle valute dei paesi emergenti e delle incertezze che aprono le nuove elezioni in Grecia dopo le dimissioni del premier Tsipras, anche il Nikkei ha perso terreno e, in scia alla pesante correzione di Wall Street di venerdì, ha toccato un minimo intraday a 18.928,12 punti, perdendo quasi il 2,7%. L’indice guida del listino nipponico scivola sotto quota 19.000 per la prima volta in 5 mesi.

Male anche le borse indiane. L’indice principale del Bombay Stock Exchange di Mumbaicede il 4,03% negli scambi di stamani, perdendo oltre mille punti, a 2.262,90. L’indice Nifty del National Stock Exchange perde il 4,14% a 7.456 punti. La rupia sul mercato valutario viene venduta a piene mani e ha toccato un nuovo minimo da due anni, a 66,49 per dollaro.

Il governatore della Reserve Bank of India, Raghuram Rajan, ha detto che la banca centrale non esiterà a utilizzare le riserve per ridurre la volatilità della valuta: "Molti di voi guardando i mercati stamani si preoccupano per la volatilità, ma l’India è in buone condizioni. La Rbi non esiterà a intervenire sulla rupia".

Proprio ieri sera, la Banca centrale cinese si era detta pronta ad aumentare la liquidità delle banche, come riferito dal Wall Street Journal citato da Bloomberg. La Banca del Popolo starebbe infatti per tagliare l’ammontare delle riserve di liquidità che le banche sono obbligate a tenere a garanzia dei creditori. La Banca della Cina potrebbe quindi ridurre di mezzo punto percentuale il rapporto fra investimenti e capitale. La decisione è attesa per fine agosto o comunque al più tardi all’inizio di settembre e potrebbe liberare 678 miliardi di yuan ovvero 106 miliardi di dollari.

Il cattivo andamento delle Borse asiatiche si riflette sull'andamento dei mercati europei, che aprono a picco: Londra perde il 3,5%, mentre a Milano l’indice Ftse Mib segna -3,62% a 20958 punti. Francoforte cede il 3% e Parigi va giù del 3,5%

via ilgiornale

A Palmira Isis ha distrutto il tempio di Baalshamin

Un altro colpo mortale all'arte da parte dell'Isis. Dopo aver distrutto buona parte dei reperti di Palmira e dopo avre giustiziato il custode decapitandolo adesso i miliziani jihadisti hanno messo nel mirino il tempio di Baal Shamin.

È stato fatto saltare in
aria dalo Stato islamico. Lo hanno riferito le autorità di Damasco. "Una grossa quantità di esplosivi è stata piazzata oggi -ha detto Maamoun Abdulkarim, capo del Dipartimento antichità del paese mediorientale-è stata fatta deflagrare e ha causato grandissimi danni". Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, si tratterebbe del tempio di Baalshamin, uno dei capolavori dell’antica città della Siria. Il tempio si trovava a pochi decine di metri dal teatro romano della città. Solo qualche giorno fa i miliziani dell'Isis hanno distrutto un monastero a Qaryatayn, località strategica della Siria, sulla strada che porta da Palmira verso la regione montagnosa del Qalamun, nella provincia di Damasco, al confine con il Libano.

Lo ha riferito l'Osservatorio Human Rights in Siria. Decine di cristiani rapiti sono inoltre stati trasferiti dai militanti in una delle roccaforti di Isis, nel regione nord orientale della Siria. Per riprendere la zona di Qaryatayn, dove si trovano i più importanti giacimenti di gas del Paese e che dall'inizio di agosto è nelle mani di Isis, l'esercito siriano ha tentato una controffensiva su larga scala ma senza successo.

via ilgiornale

Ottomila profughi in Serbia in 24 ore

Sono almeno 8mila i profughi accolti dal centro di accoglienza a Presevo, nel sud della Serbia, nelle ultime 24.

Lo riferisce il segretario della Croce rossa locale, Ahmet Halimi. I profughi, dal Medio oriente, sono entrati in Serbia dalla Macedonia che ha aperto la frontiera con la Grecia dopo l’arrivo in massa dei migranti. Halimi ha precisato all’agenzia di stampa Beta che la registrazione è durata tutta la notte, aggiungendo che un gran numero di rifugiati continua ad arrivare dalla Macedonia.
Al momento, circa 2.000 profughi sono situati dentro e intorno Presevo, in un altro centro di accoglienza nel villaggio di Miratovac. Ai profughi vengono forniti cibo e acqua in attesa di essere trasferiti sugli autobus messi a disposizione da Unhcr che li trasporta a Belgrado.

La stazione ferroviaria di Gevgelija, in Macedonia, ora è completamente vuota, situazione completamente diversa da ieri quando c’erano più di sei mila profughi. Nella Terra di nessuno, tra la Macedonia e la Grecia, si trovano ancora profughi che in gruppi di 100-200 persone entrano in Macedonia dove vengono registrati e poi trasferiti in Serbia. Da ieri sera, le autorità di Skopje e quelle di Atene hanno avuto diversi incontri in seguito ai quali hanno concordato collaborazione per affrontare l’emergenza profughi ed evitare i problemi alla frontiera dei giorni precedenti.

 

via ilgiornale

domenica 23 agosto 2015

Isis: Hai l'Aids? Allora fai il kamikaze

I miliziani dell’Isis che contraggono l’Aids devono diventare terroristi suicidi.

Kamikaze. È quanto si legge sul sito del Daily Mirror, che cita alcune dichiarazioni di fonti mediche all’agenzia di stampa curda Ara News. Questo destino dovrebbe toccare a 16 terroristi che sono stati infettati in Siria dopo rapporti con due donne marocchine, divenute "schiave sessuali" nello Stato islamico, e ora sono stati isolati in un centro di quarantena. "Molti di quelli infettati sono militanti stranieri che sono stati con le due donne", ha detto la fonte. Le prigioniere sarebbero riuscite a mettersi in salvo dall’Isis fuggendo in Turchia.

via ilgiornale

Turchia: nuovi raid contro Pkk

L'aviazione turca ha condotto la notte scorsa nuovi raid aerei contro campi del Pkk curdo al confine turco-iracheno. Secondo i media locali, si tratta di una reazione all'esplosione che ieri ha ucciso 8 soldati turchi nella provincia sudorientale di Siirt. I jet F-16 turchi, partiti dalla base di Diyarbakir, hanno bombardato le postazioni del Pkk nell'area di Karacali per circa un'ora, entrando nello spazio aereo iracheno.

sabato 22 agosto 2015

Il crollo delle economie emergenti e crollo delle borse

Le economie emergenti non stanno bene. Il tracollo dei prezzi delle materie prime, petrolio in testa, ha trascinato diverse di loro nella crisi valutaria, come nel caso di Russia e Brasile, entrambi in recessione. Lo scorso anno, il rublo aveva perso il 46%, ma da gennaio fino a metà maggio aveva registrato un rally, che si era tradotto in un cambio apprezzato del 15%. Tuttavia, il ripiegamento delle quotazioni  del greggio, da cui dipende la metà delle entrate e che rappresenta per l'economia russa i 3 quarti delle esportazioni, ha provocato un nuovo tonfo e oggi il cambio tra rublo e dollaro viaggia a un soffio da 65,50, ossia in calo di quasi il 10% da inizio anno.

Identico destino per il real brasiliano, che complice una crisi dalle cause anche interne, crolla del 35% su base annua e non consente alla banca centrale di abbassare l'inflazione, nonostante 2 anni e mezzo di stretta monetaria.

Ma, in generale, è il complesso delle valute emergenti ad essere debole, segnando otto settimane di fila di cali. Ne stanno risentendo chiaramente i bond di questi paesi, così come l'indice MSCI delle loro economie, sceso oggi a un minimo degli ultimi 4 anni e segnando un regresso del 20,50% su base annua.

Crescita mondiale in rallentamento



Non è solo il calo dei prezzi delle commodities a generare tale spirale negativa sui rispettivi mercati. Oltre a fattori di portata locale (la crisi politica turca e quella brasiliana, ad esempio), esiste anche il più vasto timore di un rallentamento dell'economia mondiale, di cui la Cina sta dando prova con la svalutazione delloyuan, attuata in 3 mosse la settimana scorsa, che molti analisti e investitori credono sia frutto della volontà di Pechino di sostenere le esportazioni e ravvivare così la sua crescita, ai minimi dal 1990.

Oggi è arrivata anche pubblicazione dei dati sul pil in Giappone, che nel secondo trimestre è scivolato dello 0,4% sui 3 mesi precedenti e dell'1,6% annuo, meno delle attese, ma si tratta pur sempre di un passo indietro. Per non parlare della decelerazione della già bassa crescita dell'Eurozona, che lo scorso trimestre è cresciuta dell'1,3% annuo contro il +1,5% messo a segno nel primo trimestre.

Stretta USA accelera i deflussi


In sostanza, delle prime 4 economie (considerando l'Eurozona un'unica realtà), ben 3 stanno deludendo, ossia Eurozona, Cina e Giappone. Parliamo di quasi la metà del pil complessivo del pianeta, che quest'anno potrebbe crescere meno delle attese. Se ciò fosse vero, la domanda di petrolio e di altre materie prime potrebbe rallentare, ma ciò è proprio quello che il mercato sta scontando, unitamente a un eccesso di offerta, facendone scendere i prezzi.

Questo clima di pessimismo si aggiunge alla previsione di un rialzo deitassi USAda parte della Federal Reserve, che dovrebbe mobilitare i capitali dalle economie emergenti, dove sono stati investiti durante la crisi finanziaria alla ricerca di rendimenti maggiori, verso casa. Ciò sta costringendo già da tempo le rispettive banche centrali ad alzare anch'esse i tassi per contenere i deflussi e il crollo dei cambi, ma con la conseguenza di indebolire temporaneamente i tassi di crescita. Un mix, che sta portando all'allontanamento da mercati fino a poco tempo fa ghiotti per l'investitore.

via investireoggi

 

Attacco a Bangkok a lungo pianificato

Almeno 10 persone sono sospettate di aver organizzato l'attentato esplosivo di lunedì a Bangkok. Lo ha detto oggi il capo della polizia Somyot Poompanmuang, aggiungendo di credere che l'attacco sia stato pianificato almeno con un mese di anticipo.

Il portavoce dell'esercito thailandese Winthai Suvaree, stamane ha detto che è improbabile che l'attacco di Bangkok sia stato organizzato dal terrorismo internazionale, aggiungendo che i turisti cinesi "non erano un obiettivo diretto" degli attentatori.

Premier scarta pista uigura - Il premier thailandese Prayuth Chan-ocha crede che la pista uigura sia da scartare tra quelle ipotizzate per l'attentato di lunedì a Bangkok, che ha causato almeno 20 morti e 123 feriti. Lo scrive oggi il Bangkok Post. "Se fossero stati militanti uiguri, avrebbero già rivendicato l'attacco", ha detto il capo della giunta militare in una conferenza stampa ieri sera, invitando i giornalisti a evitare di mettere sotto esame la politica di Bangkok verso la minoranza cinese musulmana e turcofona, vittima di discriminazioni in patria. L'ipotesi di una vendetta uigura era tra quelle al novero degli investigatori, che davano l'impressione di prediligerla all'inizio. A luglio il governo thailandese aveva rispedito in Cina 109 uiguri accusati di utilizzare la Thailandia come base per andare a combattere in Siria. La deportazione aveva portato un gruppo di uiguri in Turchia ad attaccare il consolato thailandese a Istanbul. Nell'attentato di lunedì al santuario Erawan, meta di migliaia di turisti al giorno, sono morti anche sette cinesi.

Rimpasto per governo militare, 9 nuovi ministri - La giunta militare thailandese ha annunciato oggi un rimpasto di governo, una mossa che stava prendendo forma da settimane e che giunge a tre giorni dall'attentato che ha causato almeno 20 morti e 123 feriti a Bangkok, in un Paese in cui l'economia mostrava già segni di rallentamento e che ora potrebbe subire effetti ancora più gravi. Nell'esecutivo, 15 ministri sono stati confermati, mentre 11 sono facce nuove e altri nove sono stati trasferiti a un nuovo incarico. Tra le nomine, la più significativa è quella del nuovo vicepremier Somkid Jatusripitak, che sarà anche a capo del team responsabile della gestione dell'economia. Somkid, un ex dirigente di marketing, era stato ministro del commercio in un governo di Thaksin Shinawatra, il magnate la cui sorella è stata deposta dal colpo di stato che lo scorso anno ha portato al potere i generali. Successivamente, la giunta guidata di Prayuth è sembrata essere ossessionata dall'eliminare qualsiasi influenza politica di Thaksin, rinviando a data da destinarsi il ritorno alla democrazia. Prima dell'attentato di lunedì, le autorità avevano già previsto un rallentamento della crescita dell'economia, prevista sotto il 3 percento. Il dato potrebbe ulteriormente peggiorare a causa dei timori sulla sicurezza successivi all'attacco di lunedì.

La Corea del Nord schiera le truppe alle ore 10.30 è scaduto l’ultimatum a Seul

Seul - Alle 10,30 ora italiana (le 17 ora di Pyongyang) scade l’ultimatum di 48 ore dato dal dittatore nordcoreano, Kim Jong-un al Sud per porre fine alla diffusione di messaggi di propaganda attraverso una serie di altoparlanti posizionati in 11 punti lungo la zona demilitarizzata che segna il confine tra Nord e Sud.

La Corea del Nord dichiara il “semi-stato di guerra” con Seul

A quell’ora - in questa surreale contesa (Seul pretende che Pyongyang riconosca la responsabilità di aver ferito due soldati sudcoreani in seguito all’esplosione di una mina per spegnere gli altoparlanti), si vedrà se Kim darà l’ordine di aprire il fuoco alle batterie di artiglieria che ha schierato lungo il 38esimo parallelo. Evento di cui il comando delle forze armate di Seul è convinto e al quale, ha già annunciato, risponderà colpo su colpo.

Ieri Kim ha schierato «in stato di guerra» le sue truppe alla frontiera con Seul per «essere del tutto pronte al lancio di qualsiasi azione militare a sorpresa» dalle 17 di oggi, ora locale (le 10,30 in Italia). L’ennesimo episodio di guerra tra le due Corre, formalmente ancora Paesi belligeranti visto che Pyongyang e Seul, alla fine del conflitto (1950-1953), hanno solo firmato un armistizio e mai un accordo di pace alla fine del conflitto, è esploso giovedì quando l’artiglieria nordcoreana ha esploso 4 colpi contro il Sud che ha a sua volta risposto con 29 cannonate.

Spari e bombardamenti tra Nord e Sud, tensione alle stelle tra le due Coree

Da entrambe le parti non si è registrato alcun ferito a conferma del fatto - si spera - che si tratta della prosecuzione con altri mezzi della guerra di propaganda, nella quale, a ”sparare” solo slogan è la rete di altoparlanti (la pratica abituale tra le due Coree fino al 2004) di entrambe le parti, e non i cannoni. Ieri sono state confermate le manovre militari congiunte annuali tra le forze armate Usa (a Sud ci sono ancora 28.500 soldati americani) e quelle sudcoreane che inizieranno lunedì e si concluderanno venerdì prossimo.

Nel corso della giornata, però, gli animi si sono stemperati. Le due Coree terranno colloqui ad alto livello alle 18 (le 11 in Italia) al villaggio di Panmunjeom, al confine tra i due Paesi, per verificare come «raffreddare le tensioni» dopo lo scambio di colpi di artiglieri di giovedì. Lo riferisce l’Ufficio della presidenza di Seul, secondo cui Kim Kwan-jin, a capo del servizio di Sicurezza nazionale, e il ministro dell’ Unificazione Hong Yong-pyo si incontreranno con Hwang Pyong-so, direttore dell’Ufficio politico generale dell’Esercito popolare, e Kim Yang-gon, uno dei segretari del Partito dei Lavoratori

Spari su treno Amsterdam-Parigi, fermato da militari Usa

Colpi di kalashnikov su un treno ad alta velocità Thalys, in viaggio tra Amsterdam e Parigi. Un gesto dal probabile "carattere terrorista" e il cui bilancio è stato limitato dal pronto intervento di passeggeri, due americani rimasti gravemente feriti. Tutto è cominciato, secondo la ricostruzione del quotidiano locale La Voix du Nord, intorno alle 16 di oggi. L'assalitore era in una toilette del treno, impegnato a caricare l'arma automatica, quando alcuni passeggeri, i militari americani (alcuni media hanno parlato di "Marines"), sono stati insospettiti dai rumori che produceva. Gli uomini sono riusciti a bloccarlo prima che aprisse il fuoco nello scompartimento, ma sono rimasti seriamente feriti, uno da un proiettile e l'altro da una coltellata. Uno di loro potrebbe essere ancora in pericolo di vita, secondo un portavoce del ministero dell'Interno francese.

Il treno è stato a quel punto deviato verso la stazione di Arras, nel nord della Francia, dove l'assalitore è stato arrestato. Si tratta di un marocchino di 26 anni, già noto ai servizi segreti francesi perché oggetto di una "scheda di segnalazione". Le autorità transalpine non hanno confermato legami con ambienti islamisti, ma secondo la CNN si trattava di un noto "simpatizzante islamico".

"Invito tutti alla massima prudenza sull'identità e il profilo dell'uomo che è stato catturato", si è limitato a dire il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, che non ha però escluso l'ipotesi di un atto terrorista. Ben più esplicito il Premier belga, Charles Michel, che ha parlato di "attacco terrorista". In ogni caso, le indagini sull'accaduto sono nelle mani della procura antiterrorismo di Parigi, ritenuta competente per le modalità di svolgimento dell'attacco e le prime informazioni sulla persona che lo ha compiuto. Tra i passeggeri del convoglio c'era anche l'attore francese Jean-Hugues Anglade, oggi noto soprattutto per il ruolo del commissario Adamsberg nella serie tv dedicata ai libri della giallista Fred Vargas.

Giunto ad Arras, è stato medicato in ospedale per una lieve ferita alla mano, che si è procurato tentando di tirare il freno di sicurezza, e uno stato di shock. Gli altri viaggiatori - tra le 200 e le 300 persone in gran parte francesi, olandesi, belgi e inglesi - sono al momento ospitati in una sala messa a disposizione dal comune di Arras in una scuola nei pressi della stazione. Numerosi sono in stato di shock. I passeggeri americani "sono stati particolarmente coraggiosi e hanno mostrato grande coraggio in circostanze davvero difficili. Senza il loro sangue freddo avremmo potuto trovarci di fronte a una terribile tragedia", ha detto il ministro dell'Interno lasciando intendere che con le armi in suo possesso il marocchino avrebbe potuto compiere una strage

 

via ansa

Russia-Cina, al via nuove esercitazioni navali

Al via le esercitazioni navali russo-cinesi al largo della costa del Territorio del Litorale, la regione della Federazione Russa appartenente al Distretto federale dell'Estremo Oriente.

Lo ha comunicato oggi il capitano Roman Martov, portavoce del Distretto.

Secondo il ministero della Difesa russo, le esercitazioni congiunte, che portano il nome di ‘Sea Cooperation-2015(II)', coinvolgono circa 20 tra navi da guerra russe e imbarcazioni di supporto, oltre ad alcuni velivoli ed elicotteri.

Stando alle previsioni, la Cina dovrebbe partecipare con sei elicotteri, cinque aerei e circa 200 soldati.

Le esercitazioni congiunte si tengono nel Golfo di Pietro il Grande, il più vasto del Mar del Giappone e non lontano dal porto di Vladivostok, molto importante per la Russia dal punto di vista strategico.
via sputniknews

 

venerdì 21 agosto 2015

Macedonia dichiara stato di emergenza e blocca flusso da Grecia

E' caos in Macedonia per l'afflusso dei migranti dalla Grecia: le autorità macedoni hanno dichiarato lo stato d'emergenza nell regioni alla frontiera con la Grecia e la polizia ha bloccato il confine sulla principale autostrada Skopje-Atene, lasciando migliaia di migranti in una terra di nessuno, tra la Grecia ed il confine della Macedonia, e consentendo sporadicamente solo a piccoli gruppi di entrare. Le autorità starebbero cercando di alleggerire la pressione sulla città di confine di Gevgelija, da dove migliaia di migranti sperano di partire in treno alla volta della Serbia.

Per far fronte alla crisi il governo di Skopje intende far ricorso alle forze armate. "In considerazione di una pressione crescente alla frontiera meridionale e di un flusso migratorio più intenso nel corridoio balcanico, si ritiene necessario un controllo più forte ed efficace nella regione frontaliera, dove si registrano passaggi illegali e massicci in provenienza dalla Grecia", si legge nel comunicato del governo.

Ieri le autorità macedoni aveva dichiarato di essere a corto di vagoni ferroviari per far fronte al massiccio afflusso di profughi siriani dalla Grecia, chiedendo aiuto ai paesi vicini. La Macedonia ha lanciato un appello ai paesi vicini perchè mettano a disposizione vagoni dei treni, appello finora caduto nel vuoto.

 

Intanto sono stati portati ad Atene, su un traghetto, circa 2.450 profughi siriani provenienti dalle isole di Kos, Kalymnos, Leros e Mitilene. In un primo momento si pensava che i migranti sarebbero stati portati a Salonicco, nella Grecia del nord, da dove sarebbero stati trasferiti nella località di Idomeni vicino Kilkis, al confine con l'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (Fyrom). La maggior parte dei rifugiati siriani vogliono infatti raggiungere i Paesi del nord Europa e la via più breve è passare attraverso Macedonia, Serbia e Ungheria. Poi il cambio di rotta e l'arrivo al Pireo. Sulla Grecia si sta riversando da mesi un flusso continuo di migranti dalla Turchia, in particolar modo sull'isola di Kos dove non sono mancati tafferugli nei giorni scorsi tra migranti e forze dell'ordine.

La scorsa settimana sono arrivati in Grecia quasi 21mila migranti, per un totale di 160mila dall'inizio dell'anno, secondo i dati dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani.

Intanto sull'emergenza migranti a Calais è stato siglato oggi un accordo tra i ministri dell'Interno di Francia e Gran Bretagna, Bernard Cazeneuve e Theresa May, che prevede mezzi supplementari per la sorveglianza dell'Eurotunnel e per il trattamento delle domande d'asilo, e misure di lotta al traffico di esseri umani. A Calais, sul lato francese del canale della Manica, da mesi decine di immigrati irregolari provano quotidianamente a nascondersi illegalmente in camion e furgoni per raggiungere il Regno Unito. Il piano stabilisce che Londra stanzierà "strumenti supplementari" per mettere in sicurezza la zona dell'Eurotunnel, che collega i due Paesi attraverso lo stretto della Manica. Il governo britannico destinerà 10 milioni di euro in due anni per contribuire alla gestione dei migranti a Calais e invierà sul posto un numero ancora imprecisato di agenti di polizia.

Siria bombardata da Israele e Damasco accusa Netanyahu: Così sostengono i terroristi

Sono stati 14 i siti colpiti dall’esercito israeliano in Siria in risposta ai quattro razzi lanciati ieri pomeriggio nel nord di Israele.

La zona colpita, ha fatto sapere un portavoce, è quella delle Alture del Golan sotto il controllo ddl regime siriano. L’esercito ha sostenuto che i razzi di ieri sono stati "pianificati dal capo del dipartimento palestinese della Forza Quds iraniana, Sayyid Izdi" che è anche coinvolto "nel contrabbando di armi in Siria e Libano". l’attacco è stato compiuto contro una postazione militare alle 23:30 ora locale (le 22:30 in Italia) vicino a Quneitra, nella parte siriana delle Alture del Golan, teatro di combattimenti tra i ribelli da un lato e, dall’altro, le forze governative di Damasco e di Hezbollah.

Ieri, un portavoce militare israeliano aveva addossato la responsabilità del lancio di razzi sul suo territorio al "jihad islamico, sponsorizzato dall’Iran", ma aveva avvertito che Israele riteneva "responsabile il governo siriano per gli attacchi partiti dalla Siria". L’attacco, secondo fonti militari siriane, è avvenuto in due fasi. Dapprima, intorno alle 18:30 di ieri, un elicottero israeliano ha lanciato diversi razzi contro la direzione dei Trasporti e la sede del governatore a Quneitra, provocando solo danni materiali. Cinque ore dopo, un raid aereo ha preso di mira la postazione militare, provocando vittime tra i soldati. Damasco è tornata ad accusare Israele di sostenere i gruppi armati ribelli, tra cui quelli fondamentalisti islamici, che si battono contro il governo siriano. Una fonte militare citata dalla Sana ha affermato che i raid sono stati compiuti "nel tentativo di sostenere le organizzazioni armate terroriste e dare impulso al loro morale".

 

via ilgiornale

Medjugorje: messaggio del 13.08.2015

Cari figli: Anche oggi vi invito a tutti alla santità. Cari figli, miei amatissimi: Pregate, pregate e siate perseveranti nella preghiera. In particolare vi invito a pregare per le famiglie, per la santità nelle famiglie. Pregate per la famiglia perché soltanto con la preghiera nelle famiglie nasceranno le nuove vocazioni, i nuovi sacerdoti. La madre prega insieme a tutti voi e intercede per ognuno di voi. Grazie cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata! Andate in pace, cari figli miei!”

Isis distrugge monastero cattolico in Siria

Militanti dell'Isis hanno distrutto nelle scorse ore il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryqatayn, vicino a Homs in Siria, costruito nel quinto secolo dopo Cristo. La stessa Isis ha diffuso un video con i bulldozer al lavoro tra le rovine.

Nel video - in realtà una serie di fotografie in successione - si vede innanzi tutto la profanazione della chiesa, seguita dalla riesumazione dei resti di Sant'Elian - ucciso dai romani nel 285 - a chi il monastero era dedicato, e quindi la distruzione dello storico complesso, situato nel deserto siriano. Il monastero, considerato uno dei centri cattolici più importanti della Siria, era stato ricostruito a diverse riprese nel corso dei secoli e accoglieva ogni anno il 9 settembre in occasione della festa del santo, migliaia di pellegrini. Il responsabile del monastero, padre Jacques Mouraud, è stato rapito nel maggio scorso, probabilmente dall'Isis stessa.

 

via ansa

Coree: Kim Jong-un dichiara quasi-stato di guerra

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha dichiarato il "quasi-stato di guerra" nelle aree di prima linea nel mezzo delle crescenti tensioni con Seul: secondo i media di Pyongyang, giovedì sera si è tenuta una riunione di emergenza della Commissione militare centrale del Partito dei Lavoratori dopo lo scambio di colpi di artiglieria al confine occidentale.

Monito Sud al Nord, pronti a reagire se nuovi attacchi  - La Corea del Sud ha messo in guardia il Nord da altri attacchi all'indomani dello scambio di colpi di artiglieria sul confine occidentale: "siamo pronti a reagire - scrive il capo dello Stato maggiore di Seul in una lettera al Dipartimento dello Stato generale dell'esercito popolare - con misure di autodifesa e tutte le responsabilità che ne potranno derivare saranno addebitabili al Nord". "Sollecitiamo il Nord a rinunciare del tutto a ulteriori atti temerari", si legge nella missiva, secondo l'agenzia Yonhap.

Alta tensione fra le due Coree, pioggia di cannonate - Prima un intenso fuoco di artiglieria pesante e razzi in due ondate dal Nord in territorio sudcoreano, poi, dopo pochi minuti, la risposta del Sud, con decine di cannonate dirette verso le postazioni d'artiglieria di confine di Pyongyang. L'incidente militare avvenuto ieri, il più grave fra le due Coree in almeno cinque anni, è terminato senza feriti né danni particolari, ma segna un nuovo picco di tensione nell'ultima sacca della Guerra Fredda che fa prevedere una escalation nei prossimi giorni.

Il "casus belli" dell'improvviso attacco delle forze nordcoreane, iniziato alle 15:52 locali (le 8:52 di ieri in Italia) si è appreso, è l'irritazione per i potenti altoparlanti piazzati da Seul lungo il confine della "zona demilitarizzata" (Dmz), una "terra di nessuno" fra i due Paesi nemici, dai quali vengono lanciati di continuo messaggi di propaganda. Una tattica che Seul aveva abbandonato fin dal 2004, ma ripresa dopo 11 anni come forma di ritorsione per il ferimento lo scorso 4 agosto di due soldati sudcoreani lungo la Dmz da mine antiuomo piazzate dal Nord - che però nega. La pioggia di granate e di razzi - caduti fino a soli 60 km dalla capitale Seul - ha obbligato circa 800 persone nella provincia di Gyeonggi a evacuare le abitazioni e a cercare riparo nei rifugi. Una ventina di minuti dopo, una nuova gragnola di cannonate a tiro diretto. Pochi minuti dopo, la rappresaglia sudcoreana, con un fitto cannoneggiamento con granate da 155 mm contro le postazioni di lancio nemiche. "Le nostre forze armate hanno innalzato l'allerta al livello massimo e stanno osservando attentamente i movimenti dei militari della Corea del nord, pronti a rispondere con forza e con decisione a qualunque altra provocazione dal Nord", ha dichiarato il portavoce militare, col. Jeon Ha-gyu, citato dall'agenzia Yonhap, mentre il presidente Park Geun-hye ha riuniva d'urgenza il Consiglio di sicurezza nazionale a Seul. Il governo di Seul ha reso noto che in una trasmissione radio indirizzata al Sud quando le artiglierie tacevano da circa un'ora, Pyongyang ha avvertito che se non saranno smantellati gli altoparlanti entro 48 ore, "saranno prese iniziative militari". Il fatto che i razzi non abbiano colpito gli altoparlanti, che tanto irritano il regime totalitario e isolazionista di Kim Jong-un, si fa notare a Seul, dimostra che si è trattato di un avvertimento. La Russia oggi s'è detta preoccupata, auspicando che nessuna delle due parti "oltrepassi la linea di pericolo". Ma non sembra che sia prevedibile a breve un calo della tensione, la più grave dal punto di vista militare da quando nel novembre del 2010 un cannoneggiamento del Nord provocò la morte di quattro persone: due militari e due civili. Quello fu il più grave degli episodi recenti di una storia costellata di provocazioni e violenze, ma anche di momenti di distensione, e di provocazioni globali, come i test nucleari e i lanci di collaudo di missili balistici, che ha caratterizzato negli ultimi 60 anni i rapporti fra le due metà nemiche della Corea. Le quali formalmente sono ancora in guerra, avendo messo fine al conflitto del 1950-53 non con una pace ma solo con un armistizio. Che è ancora tale.

Siria: ong, 181 morti in raid regime

Sono stati 181, tra i quali 18 bimbi o ragazzi minorenni, gli uccisi in raid aerei governativi siriani in una sola settimana in aree controllate dai ribelli a Est di Damasco. Il bilancio, reso noto oggi dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), si riferisce a bombardamenti che hanno colpito dal 12 al 19 agosto i centri di Harasta, Erbin, Hammuriyya, Saqba e Kafr Batna nella Ghuta orientale, alle porte di Damasco. I feriti sono stati 500, tra i quali decine di minori.

giovedì 20 agosto 2015

Coree: scambio colpi artiglieria

Scambio di colpi di artiglieria tra Corea del Nord e Corea del Sud al confine. Lo riferisce il ministero della Difesa sud-coreano, secondo cui l'esercito della Corea del Sud ha sparato decine di colpi di artiglieria contro la Corea del Nord, dopo il Nord aveva lanciato un proiettile in direzione della città sudcoreana di Yeoncheon. La Corea del sud ha dato ordine di evacuare la zona a ridosso della parte occidentale del confine.

Anguera: messaggio del 08.08.2015

4.176 - 08.08.2015
Cari figli, confidate nel Signore e consegnate a lui la vostra vita. Non temete. Qualunque cosa accada, restate saldi nella fede. Sono vostra Madre e sono al vostro fianco. Coraggio. Inginocchiatevi in preghiera. Quando vi sentite deboli, chiamate Gesù ed egli si prenderà cura di voi. L’umanità porterà una croce pesante, ma arriverà la vittoria. Il Signore vincerà e con lui tutti quelli che sono fedeli. Avanti senza paura. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

L'Isis decapita l'archeologo capo dei musei di Palmira

Va accolto appello di @pierofassino e #Anci: bandiere a mezz'asta in tutti i musei e luoghi cultura dello Stato per onorare Khaled al Assad", scrive in un tweet il ministro della cultura Dario Franceschini.

E' stata un'esecuzione pubblica in una piazza di Palmira, alla quale hanno assistito decine di persone, quella in cui l'Isis ha decapitato Khaled al Asaad, 82 anni, uno dei massimi esperti siriani di antichita' ed ex direttore del sito archeologico locale. Lo riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).
A dare per primo la notizia della decapitazione di Al Asaad era stato ieri sera il direttore delle Antichità e dei musei siriani Maamoun Abdulkarim parlando con l'agenzia governativa Sana. Asaad ha detto che successivamente il corpo dell'anziano archeologo e' stato portato al sito dell'antica Palmira, dove e' stato appeso ad una colonna romana. Abdulkarim ha detto che l'Isis aveva arrestato un mese fa Al Asaad e da allora lo aveva interrogato nella speranza di avere informazioni su dove fossero stati eventualmente nascosti reperti romani del sito prima dell'occupazione dello Stato islamico, avvenuta in maggio. Khaled al Asaad era stato direttore del sito archeologico di Palmira per 40 anni, fino al 2003. Dopo il pensionamento, ha riferito la Sana, aveva continuato a lavorare come esperto per il Dipartimento dei musei e delle antichita'. Era stato autore di diversi libri e testi scientifici anche in collaborazione con colleghi stranieri.

via ansa

Egitto, attentato vicino al Cairo: 29 feriti

L'Isis ha rivendicato in un comunicato la paternità delle esplosioni che nelle prime ore di oggi hanno colpito la sede della Sicurezza nazionale a Shubra El-Khema, nel governatorato di Qalyubiyya, subito a nord del Cairo. L'attentato era stato rivendicato stamane su Facebook anche da un gruppo black bloc egiziano. "Questa operazione - spiegano ancora i miliziani - è la vendetta per i nostri fratelli e tutti i martiri musulmani". Secondo l'emittente Tahrir, i feriti sarebbero almeno 29, di cui sei poliziotti.

Mentre nelle prime ore di oggi l'attacco era stato rivendicato anche da un gruppo black bloc egiziano, che aveva scritto sulla sua pagina Facebook

In nome di Allah misericordioso, annunciamo la nostra piena e completa responsabilità per le esplosioni verificatesi poche ore fa".

Il ministero dell'Interno egiziano parla da parte sua di una autobomba lasciata esplodere da un assalitore poi fuggito in sella a una motocicletta.

Quattro palestinesi rapiti in Sinai da uomini armati - Uomini armati hanno rapito quattro palestinesi in Sinai dopo aver intercettato un autobus diretto all'aeroporto del Cairo, secondo quanto riferisce Hamas. Secondo il ministero dell'Interno dell'organizzazione palestinese, erano entrati in Egitto da Gaza attraverso il valico di Rafah. Testimoni riferiscono che miliziani a volto coperto, presumibilmente affiliati all'Isis, hanno sparato in aria e fermato l'autobus mezz'ora dopo il suo ingresso nella penisola egiziana.

via ansa

Nuova strage di Boko Haram Uccise almeno 150 persone

Almeno 150 persone sono state uccise o sono morte annegate in un fiume a nordest dellaNigeria mentre tentavano di fuggire alle violenze degli estremisti islamici di Boko Haram, come ha riferito PressTv.

Il massacro è avvenuto il 13 agosto scorso, ma la notizia è stata diffusa solo oggi dopo il racconto dei testimoni. L’attacco, hanno raccontato, è avvenuto nel remoto villaggio di Kukuwa-Gari, nello stato nord-orientale di Yobe, martoriato dalle violenze. Gli integralisti islamici hanno assalito il villaggio a bordo di moto e di un’auto, costringendo gli abitanti a fuggire. A quel punto hanno aperto il fuoco: molte persone sono cadute nel fiume nel tentativo di fuggire ai colpi e sono morti annegati. I testimoni hanno riferito che i corpi di diverse persone sono stati recuperati a diversi chilometri di distanza. La notizia del massacro è stata diffusa solo oggi in quanto i terroristi hanno distrutto le antenne per la telecomunicazione intorno al villaggio.

mercoledì 19 agosto 2015

Anguera: messaggio del 04.08.2015

4.175 - 04.08.2015
Cari figli, non perdetevi d’animo. Io sono al vostro fianco, anche se non mi vedete. Riponete la vostra fiducia e speranza nel Signore. Siete importanti per lui. Siate docili alle sue ispirazioni e tutto finirà bene per voi. Conosco le vostre necessità e sono venuta dal Cielo per aiutarvi. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Non allontanatevi dalla preghiera. Quando siete lontani, vi rendete bersaglio del nemico. Siete del Signore e lui solo dovete seguire e servire. Mostrate a tutti, con i vostri esempi e parole, che siete uomini e donne di fede. Nutritevi con il prezioso alimento dell’Eucarestia. La vostra vittoria è in Gesù. Verranno giorni difficili per gli uomini e le donne di fede. Siate forti. Non tiratevi indietro. Dopo il dolore verrà la gioia. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

martedì 18 agosto 2015

Anguera: messaggio del 03.08.2015

4.174 - 03.08.2015
Cari figli, mio Figlio vi ha scelti per la sua Chiesa, ma il demonio vuole allontanarvi dalla verità. State attenti. Credete fermamente nel Vangelo del mio Gesù e testimoniate ovunque la vostra appartenenza al Signore. Non tiratevi indietro. Date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Dio ha bisogno di voi. Siate docili alla sua chiamata. Quando tutto sembrerà perduto, il Signore agirà a favore del suo Popolo e vedrete il trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Non allontanatevi dalla preghiera. Non rimanete fermi nel peccato. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per indicarvi il cammino del bene e della santità. Coraggio. Tra le mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura, nel cuore l’amore alla verità. Rallegratevi. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

lunedì 17 agosto 2015

Anguera: messaggio del 01.08.2015

4.173 - 01.08.2015
Cari figli, riponete la vostra fiducia e speranza in Gesù. Solo lui è il vostro tutto, e senza di lui nulla siete e nulla potete fare. Inginocchiatevi in preghiera, perché solo così potete ottenere vittoria. Sono vostra Madre e voglio vedervi felici già qui sulla Terra e più tardi con me in Cielo. Coraggio. Chi sta con il Signore non sarà mai sconfitto. Camminate verso un futuro di grandi difficoltà spirituali. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Cercate forza nell’Eucarestia e nelle parole del mio Gesù. Ascoltate il vero magistero della Chiesa. State attenti. In tutto, Dio al primo posto. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 16 agosto 2015

Anguera: messaggio del 30.07.2015

4.172 - 30.07.2015
Cari figli, sono vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende. Non permettete che nulla vi allontani da mio Figlio Gesù e dalla verità del suo Vangelo. Ci sarà un pronunciamento con una richiesta di perdono che scuoterà i miei devoti. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. La menzogna del demonio rende schiavi, ma la Verità di mio Figlio Gesù libera. State attenti. Camminate verso un futuro di dolorose prove, ma quelli che resteranno fedeli sperimenteranno grande vittoria. Coraggio. Non perdetevi d’animo. Io mi prenderò cura di voi. Siate docili. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

sabato 15 agosto 2015

Anguera: messaggio del 28.07.2015

4.171 - 28.07.2015
Cari figli, verranno tempi difficili e molti di quelli scelti per difendere la verità saranno contaminati da falsi pastori. Sarà questo il tempo del grande naufragio della fede. Vi chiedo di vivere nella verità e di cercare di testimoniare che appartenete al Signore. L’umanità berrà il calice amaro della sofferenza spirituale. Soffro per quello che vi aspetta. Inginocchiatevi in preghiera. Qualunque cosa accada, restate con la verità. Ascoltate la voce del Signore e restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Sono venuta dal cielo per soccorrervi. Ascoltatemi. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Mali: l'incubo jihadista continua a colpire

Volti coperti, in mano fucili Ak-47 e poi; grida e spari: in Mali, l'incubo islamista continua a colpire, con prepotenza e versando l'ineluttabile tributo di morte.

Venerdì un commando di miliziani jihadisti ha assaltato il Byblos Hotel a Sevare, albergo solito ospitare personale delle Nazioni Unite. Alle prime ore del mattino un gruppo di guerriglieri qaedisti ha preso di mira la struttura tenendo in ostaggio diversi uomini che si trovavano all'interno dell'edificio. Sul posto, immediato, è stato l'arrivo delle truppe speciali maliane e i fori delle pallottole impressi sui muri sono oggi la testimonianza dell'assedio durato più di 24 ore. Al termine dello scontro il bilancio è stato di 12 morti: quattro terroristi, cinque soldati maliani, due dipendenti dell'albergo e un membro della Missione Onu in Mali. Un'azione che ha creato sconcerto. Innanzitutto perchè è stata la prima volta che un gruppo di islamisti ha sferrato un attacco di quest'intensità a Sevare, dimostrando così la volontà di spostare la guerriglia dal nord, sotto controllo delle truppe francesi e dei caschi blu, ad altre regioni del Mali. Inoltre è la dimostrazione di come la jihad nel Paese africano prosegua e sia una professionista della resurrezione, dal momento che ogni volta che sembra essere sul punto di venire sconfitta ed estirpata riaffiora accompagnata da una connaturata scia di sangue. Nelle ore che hanno seguito l'attacco solo ipotesi sugli autori dell'azione, poi questa mattina la rivendicazione: la responsabilità sarebbe di Souleyman Mohammed Kennel uomo vicino a diversi gruppi jihadisti in particolare ad Ansar Dine. Dalla capitale Bamako le autorità maliane, in merito all'accaduto, dai microfoni di Radio France International, hanno fatto sapere: «Un terrorista è un terrorista. Loro agiscono tutti insieme anche se è una sola la testa che rivendica».

venerdì 14 agosto 2015

Musica,celebrità e il patto con il diavolo

Quando si parla del connubio tra un certo genere di musica e l’occulto molte persone sono ancora dubbiose o addirittura scettiche. Purtroppo non è un invenzione, non è una storia tratta da un film di fantascienza o peggio ancora dell’orrore, ma forse è una realtà così spaventosa che la nostra mente non riesce a concepire interamente. Spesso succede che anche davanti all’evidenza la ragione umana non riesce, o non vuole comprendere, e anche se viene messa davanti alla realtà dei fatti si volterà dall’altra parte. In questo articolo vedremo come alcuni famosi artisti hanno svelato il lato oscuro dell’industria musicale nelle loro canzoni e nelle loro interviste. È quindi possibile vendere l’anima al diavolo? Questa frase, spesso usata dalle celebrità quando vogliono descrivere le dinamiche all’interno dell’industria discografica, può essere intesa in maniera più letterale di quanto ci si aspetterebbe. In effetti, oltre a dover fare cose di cui non si ha nessuna voglia, la “vendita” implica di andare contro i valori morali con i quali si è cresciuti. E, peggio ancora, implica la totale resa alle forze oscure che governano il settore e la partecipazione a tutti i sacrifici spirituali che ne conseguono.

Bob Dylan, uno dei protagonisti della scena rock degli ultimi 50 anni, senza giri di parole spiegò in una intervista la ragione del suo successo. Il 5 dicembre 2004, nel corso di un’intervista concessa al giornalista Ed Bradley andata in onda durante il programma 60 Minutes (CBS News), l’artista affermò di aver fatto un patto. Di che genere? E soprattutto, con chi?
C’è anche chi, come la giovane cantante Katy Perry, trova nella faccenda anche un lato divertente, e racconta di aver venduto l’anima al diavolo nello stesso modo in cui potrebbe parlare della cena del giorno precedente:

“fin dall’età di 15 anni volevo diventare come Amy Grant ma non ci riuscivo, così ho venduto l’anima al diavolo”

Molti, naturalmente, hanno pensato che le sue affermazioni siano state dette per scherzo, ma perché una persona con fama e successo in tutto il mondo farebbe una dichiarazione simile? Che si tratti di una battuta o di una metafora poco importa, dal momento che all’interno del contesto del successo tali espressioni assumono di per sé delle valenze in parte inquietanti. La giovane Perry, tra l’altro, fu negli anni adolescenziali la classica ragazza tutta “casa e chiesa”, e dopo aver imparato a cantare nel coro della parrocchia, ed aver esordito con un album di brani a tematiche cristiane, ha infine deciso di aggiungersi alla schiera della Good Girls Gone Bad, le ragazze del pop che dopo essersi fatte conoscere come adolescenti innocenti con un look acqua e sapone si sono trasformate in burattini nelle mani degli Illuminati (vedi Britney Spears, Cristina Aguilera, Rihanna, Miley Cyrus e così via).

Nicole Scherzinger, l’ex delle Pussycat Dolls, al quotidiano The Independent (Marzo 2013) affermò di non essere pienamente soddisfatta dei riconoscimenti ricevuti e di questo diede la colpa al fatto di essere stata troppo quel che si dice una “brava ragazza”:

“Vengo da una famiglia molto religiosa (mio nonno era prete) se loro mi davano il supporto, e l’hanno sempre fatto, allora io mi sentivo bene. È un ambiente duro, per stare nel giro devi vendere l’anima al diavolo. Io non mi sono mai venduta. Probabilmente è per questo che non ho raggiunto la vetta della mia montagna”.

In una recente intervista esclusiva a Jeff Duran, produttore di Britney Spears, il giornalista ha chiesto: È vero che Britney Spears è sotto il controllo degli Illuminati e che certi suoi momenti negativi sono stati condizionati da loro? Il produttore ha così risposto:

“Gli Illuminati esistono, sono reali, ed è verissimo che lei ha attraversato un brutto periodo per essere indipendente e fare le sue scelte senza essere sotto il loro controllo ma Britney non fa parte degli “Illuminati” (o come volete chiamarli). Lei è in questo business dall’età di 8 anni ed è ovvio che per la sua posizione può essere tirata per dei fili”

Ovviamente Duran non poteva far altro che difendere la sua pupilla ma tra le righe ha affermato delle inquietanti verità: Britney ha tentato di ribellarsi al sistema che l’opprimeva ma nonostante il suo tentativo (fallito) di uscirne l’artista continua ad essere tutt’oggi un burattino nelle mani di chi vuole manipolarla per fini – a quanto pare – loschi.

 

Il giornalista Joseph Niezgoda, nel suo libro The Lennon Prophecy, un nuovo esame degli indizi della morte dei Beatles, porta delle buone prove sulla questione di John Lennon che abbia fatto un patto con Satana in cambio di fama e fortuna. “Nel mio libro – un progetto di 15 anni – ho raccolto fatti circa gli indizi e i segni del legame satanico che il gruppo aveva con gli occultisti e il loro dilettarsi con l’occulto. Credetemi, ce ne sono in abbondanza”. In tutto il libro, si afferma che l’intero gruppo era legato all’occulto. Niezgoda inizia il suo libro con la nota osservazione che Lennon fece al suo amico Tony Sheridan a metà degli anni ‘60: “Ho venduto la mia anima al diavolo”

Anche Eminem ha parlato del lato oscuro dell’industria discografica attraverso la canzone My Darling del 2009. È un vero e proprio dialogo tra l’artista e Satana nel momento in cui ha venduto la sua anima in cambio del successo. Ecco una parte del testo:

Non puoi uccidere uno spirito anche se ci provi varie volte

mi hai venduto la tua anima hai bisogno che te lo ricordi?

Ti ricordi quella notte in cui pregavi Dio

avresti fatto qualsiasi cosa per avere un contratto discografico,

bene, hai firmato con Dre, questo è tutto quello che volevi dalla vita, Marshall, giusto?

Guarda queste case, queste automobili, io sono così contento, woo!

Oh ma tu non lo sapevi che la fama ha un prezzo alto da pagare

e solo ora ne stai vedendo il lato negativo

hai perso il tuo migliore amico delle superiori e anche tua moglie

e non sei neanche sicuro di piacere alle tue bambine,

sei sempre in tour, la notte non ti addormenti senza prendere il Nyquil

sei diventato un tossicodipendente da valium

hai iniziato un ciclo di riabilitazione ma insieme noi possiamo interrompere il ciclo, Marshall!

Nessun altro ti amerà come lo faccio io

io non vorrei mai che tu mi lasciassi mio caro

io e te avremmo dovuto stare insieme mio caro

se io non posso averti, nessun altro potrà,

sei mio, mio caro, io possiedo la tua anima, la tua mente, il tuo cuore e il tuo corpo

Michael Jackson è sicuramente uno dei primi esempi di una giovane stella della musica reclutata dall’industria musicale e probabilmente costretta a cedere il controllo delle sue creazioni artistiche. Nel 2002 però Jackson tagliò – pare – i legami di questo controllo, iniziando a pronunciarsi contro il male che affligge questo settore. Stava diventando sempre più esplicito sui loschi traffici dell’industria della musica. Nel giugno del 2002 infatti il cantante tenne un discorso sul lato oscuro del commercio e dell’intrattenimento puntando il dito contro Tommy Mottola, ex presidente di Sony Music, dipinto come un vero e proprio manipolatore mentale più che un fedele compagno:

“La storia è generalmente la stessa, è dura, però, sapete che tutti questi grandi artisti, da Sammy Davis Jr, James Brown, Jackie Wilson, Fred Astaire, Gene Kelly finiscono male, sono storie molto tristi, perchè le case discografiche se ne approfittano di loro, per davvero. (…) Sono un artista che ha fatto guadagnare alla Sony miliardi, tanti miliardi. Credevano che io pensassi solo a cantare e a ballare, ed in parte è cosi; ma non credevano che sarei stato in grado di decidere per me stesso e mandarli a quel paese” (Michael Jackson, Giugno 2002).

Michael sapeva… aveva capito ciò che si nascondeva nello show business musicale, l’industria dell’intrattenimento aveva il controllo su di lui. La sua scelta di denunciare questa realtà potrebbe spiegare i motivi della sua morte. Potrebbe essere una pista! Potrebbe.

Certo è che l’industria della musica ha un potere straordinario sul condizionamento mentale delle masse. Molti artisti per raggiungere la vetta e rimanere sulla cresta dell’onda scendono a compromessi accettando la “spintarella” degli Illuminati e sono disposti a vendere la loro anima al diavolo. La fama e il successo arrivano ma è un successo che richiede sempre grandi privazioni in cambio, una concezione estremamente pericolosa da sempre presente nella natura umana ma che pare divenire ai giorni nostri sempre più un modello “vincente”, atteggiamento addirittura giustificabile. Un modello che (come una sorta di droga letale) alla fine, tuttavia, non paga mai. Anzi inganna, spegne l’amore, porta alla disumanità ed infine uccide! Lo stesso Vangelo parla dell’estrema seduzione (la terza), in termini molto eloquenti, ed attraverso un vero e proprio dialogo. La terza tentazione è una richiesta di adorazione da parte del diavolo (tentazione che non riguarda solo le star, ma riguarda in misura più o meno evidente tutti noi: c’è da stare sempre in guardia): “Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai” (Matteo 4,8-9).

Gesù seppe rispondere alle tentazioni del diavolo con delle citazioni bibliche tratte dal libro del Deuteronomio.

“Ma Egli rispose: sta scritto, non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Matteo 4,4)

“Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo” (Matteo 4,7)

“Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto” (Matteo 4,10).

Questa strada forse non porterà al fittizio ed ingannevole successo immediato, ma di certo porterà al successo finale ed eterno.

giovedì 13 agosto 2015

La Nato è pronta a combattere Mosca

Lo afferma uno studio dell’European Leadership Network (Eln), un think tank di Londra, che ha analizzato le esercitazioni militari condotte dalle due parti nell’attuale situazione di tensione causata dalla crisi ucraina. La conclusione dell’Eln è che "la Russia si sta preparando ad un conflitto con la Nato e la Nato si prepara per un possibile confronto con la Russia".

L’Alleanza Atlantica ha però respinto questa interpretazione. Lo studio dell’Eln riguarda le esercitazioni condotte in giugno dalla Nato in Polonia e nei Paesi baltici con 15mila uomini e quelle effettuate in marzo dalla Russia con 80mila uomini. Secondo il rapporto, entrambe le parti "hanno in mente le capacità dell’altra e probabili piani di guerra. Il cambiamento di profilo delle esercitazioni è un fatto e svolge un ruolo nel mantenere l’attuale stato di tensione".

Le due parti, afferma lo studio, possono anche dire che si tratta di passi difensivi, ma così facendo si rischia di incoraggiare un pericoloso circolo vizioso di azioni e reazioni, aumentando il rischio di scontri militari. Per questo l’Eln consiglia una migliore comunicazione fra Russia e Nato durante le esercitazioni e un’attenta valutazione dei vantaggi e i rischi dell’attività militare vicino ai confini. L’Alleanza Atlantica ha respinto nettamente l’interpretazione dell’Eln. "Le esercitazioni Nato non rendono, come suggerisce il rapporto, più probabile la guerra in Europa - ha detto la portavoce Carmen Romero - intendono avere l’effetto contrario: vogliono rafforzare la sicurezza e la stabilità in Europa di fronte alla crescente aggressione russa".

Le manovre militari russe, ha aggiunto la Romero, vanno invece "ben oltre" quelle della Nato nell’ampiezza e gli obiettivi e "aumentano le tensioni nella regione". La portavoce ha aggiunto che l’Alleanza Atlantica continua a mantenere i canali di comunicazione con Mosca e la trasparenza sulle proprie manovr. A riprova di questo atteggiamento, la Romero ha sottolineato che alle prossime esercitazioni Nato - previste in Spagna, Italia e Portogallo fra il 3 ottobre e il 6 novembre - saranno invitati osservatori russi e di altri paesi fuori dalla Nato.

DA UN ESORCISMO DELL’ 11 FEBBRAIO 2013 , LUCIFERO :”QUELLO LASSU’ STA PER TORNARE SULLA TERRA ,NON SO NE’ IL DOVE NE’ IL QUANDO ,MA SENTO CHE QUEL GIORNO E’ MOLTO ,MOLTO,MOLTO VICINO …”

Esorcismo dell’11 febbraio 2013 L’annuncio del Romano Pastore della Chiesa Universale, suscita in noi riflessione e timore per quanto sta at...