mercoledì 30 settembre 2015
Falsi profeti: Giorgio Bongiovanni
Siciliano di nascita, nel 1989 dichiara di aver ricevuto una visione, un incontro con un certa “Myriam” (la Vergine) che gli lascia in dono i segni della croce, le stimmate (anche Satana può travestirsi da angelo di luce, persino da Maria).
Di lì a poco, assieme al fratello, fonderà la setta “Non siamo soli“, riprendendo gli scritti e le testimonianze del contattista Eugenio Siragusa, suo padre spirituale.
Bongiovanni propone al mondo ed ai suoi seguaci delle dottrine del tutto incoerenti con il Cristianesimo (religione a cui dice di essere appartenente): reincarnazione, pianeti abitati e relativi ufo e, cosa più grave di tutte, assenza del peccato.
A causa di tutte queste eresie nel 2000 viene giustamente scomunicato dalla Chiesa Cattolica, contro la quale egli porterà avanti una campagna diffamatoria negli anni a venire.
Così come il suo padre spirituale, anch’egli è in continuo contatto contro questo “essere stellare” chiamato Ashtar (Ashtar o Ashtoret è il nome d’origine di Astaroth, uno dei demoni più vicini a Satana).
Russia attacca la Siria, Italia: Pronti a ruolo in Libia, U.S.A:"Sconfiggeremo il califfato" è iniziata la guerra
Il Parlamento russo ha approvato l'uso delle truppe in Siria come richiesto dal presidente Putin. Lo riferisce Russia Today. La richiesta si riferiva all'uso delle forze armate in Siria per combattere il terrorismo su richiesta del presidente siriano Assad. L'ultima volta che Putin ha chiesto al Senato russo il permesso di inviare truppe all'estero e' stato nel marzo del 2014 poco prima dell'annessione della Crimea. Durante la seduta odierna del Senato - riporta l'agenzia Tass - la richiesta è stata presentata ai parlamentari dal capo dell'amministrazione presidenziale Serghiei Ivanov, dal vice ministro degli Esteri Mikhail Bogdanov e dal vice ministro della Difesa Nikolai Pankov. La Russia userà solo forze aeree in Siria. Lo ha detto il capo dell'amministrazione presidenziale, Serghiei Ivanov, citato dall'agenzia Tass. Il portavoce del Cremlino ha poi sottolineato che la Russia sara' "l'unico paese" a intervenire militarmente in Siria contro l'Isis nel rispetto del diritto internazionale perché la decisione di lanciare dei raid aerei arriva in seguito alla richiesta di assistenza militare ricevuta dal presidente siriano Bashar al-Assad.
La Siria ha confermato la richiesta d'intervento alla Russia. In particolare Damasco ha confermato quanto detto dalla Russia secondo cui la richiesta di un intervento dell'aviazione di Mosca nel Paese e' stato chiesto "tramite una lettera del presidente Bashar al Assad al presidente Vladimir Putin". Lo riferisce l'agenzia governativa Sana citando una nota della presidenza della Repubblica. "La lettera in questione - si sottolinea nella nota - includeva un invito ad inviare forze aeree russe nel quadro dell'iniziativa del presidente Putin per combattere il terrorismo". il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aveva detto che che la Russia era "l'unico paese" a intervenire militarmente in Siria contro l'Isis nel rispetto del diritto internazionale perché la decisione di lanciare dei raid aerei arrivava in seguito alla richiesta di assistenza militare ricevuta dal presidente siriano Bashar al-Assad. Tali operazioni, aveva aggiunto Peskov, sono possibili solo sulla base di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu o, appunto, su richiesta delle autorità legittime di un Paese interessato.
Durante il recente incontro a margine dell'assemblea generale dell'Onu, Vladimir Putin e Barack Obama "si sono detti d'accordo sul fatto che Stati Uniti e Russia hanno un interesse comune nella lotta contro l'Isis in Siria" e "sulla necessita' di istituire un canale di comunicazione per prevenire una mancanza di intesa tra le unità della coalizione (con a capo gli Usa) e la Russia". Lo fa sapere l'ambasciata americana in Russia.
"Italia pronta ad assumere ruolo guida in Libia". Intervenendo all'Assemblea Generale, Renzi ha detto che la Libia non è stata dimenticata dall'Onu, che i libici "non sono soli" e ha lanciato un appello perché "tutti le parti in Libia" aspirino ad una pace duratura. Renzi ha aggiunto che "l'Italia è pronta a collaborare con un governo di unità nazionale nei settori chiave", oltre ad essere pronta ad assumere, "se il governo libico lo chiederà, un ruolo guida per un meccanismo di assistenza e stabilizzazione con il sostegno della comunità internazionale". "Abbiamo preso atto del fallimento dell'inerzia in Siria" e bisogna avere "coraggio di guardare in faccia la realtà: l'Isis è un nemico pericoloso alle nostre porte, ha spiegato Renzi. Poi parlando della delicata questione israelo-palestinese, "non c'è alternativa al dialogo, con l'obiettivo dei due Stati che vivano fianco a fianco in sicurezza".
via ansa
Buddista risorge dopo 3 giorni e conferma l'esistenza di Gesù
Questi avvenimenti scossero l’intera regione. Più di 300 monaci diventarono Cristiani e cominciarono a studiare la Bibbia. L’uomo risorto continuò ad avvertire tutti di credere in Gesù, perché lui è il solo vero Dio. Audiocassette del resoconto del monaco furono distribuite in ogni parte del Myanmar. La gerarchia Buddista e il governo furono presto allarmati, e arrestarono il monaco. Da allora non è stato più visto, e si teme che sia stato ucciso per farlo stare zitto. Adesso è un crimine serio ascoltare le audiocassette, perché il governo vuole soffocare la sensazione’.
Tratto da: Dawn 2000, 09
‘Noi sentimmo parlare per la prima volta degli avvenimenti da un certo numero di conduttori di chiese del Burma, che investigarono le notizie e non hanno nessun dubbio sulla loro autenticità. Il monaco, Athet Pyan Shintaw Paulu, ha cambiato la sua vita, e soffre e rischia molto per raccontare la sua storia. Nessuno sopporterebbe tale avversità per niente. Egli ha già condotto centinaia di monaci a Gesù, è stato imprigionato, disprezzato dai suoi parenti, amici e colleghi, ed è stato minacciato di morte se non addolcisce le notizie. Attualmente non si sa con certezza dove sta: una fonte Burmese afferma che egli sia in prigione e può essere stato ucciso, un’altra fonte dice che egli è libero e sta predicando’ (Asian Minorities Outreach).
Il resoconto personale dell’ex monaco
Mi chiamo Athet Pyan Shintaw Paulu, sono nato nel 1958 in Bogale nel Irrawaddy Delta, Myanmar del Sud (Burma). Quando raggiunsi 18 anni, i miei genitori Buddisti mi mandarono come novizio in un monastero. A 19 anni, io diventai un monaco, entrando nel monastero di Mandalay Kyaikasan Kyaing, dove fui istruito da U Zadila Kyar Ni Kan Sayadaw, probabilmente il più famoso insegnante buddista del tempo, che morì in un incidente stradale nel 1983. Quando entrai nel monastero mi fu dato un nome nuovo; U Nata Pannita Ashinthuriya. Io cercai di sacrificare i miei propri pensieri e desideri egoistici: persino quando le zanzare si posavano sul mio braccio, io invece di cacciarle via gli permettevo di morsicarmi.
I medici rinunciano
Mi ammalai molto gravemente, e i medici diagnosticarono una combinazione di Malaria e Febbre Gialla. Dopo un mese in ospedale, essi mi dissero che non potevano fare altro per me, e mi dimisero dall’ospedale in modo che potessi prepararmi a morire. Di ritorno al monastero, io diventai sempre più debole, e alla fine persi i sensi. Io scoprii che ero morto solo più tardi: il mio corpo cominciò a imputridirsi e odorava di morte, il mio cuore aveva cessato di battere. Il mio corpo fu fatto passare attraverso i riti di purificazione del Buddismo.
Lago di fuoco
Ma il mio spirito era completamente sveglio. Io mi trovai in una potente tempesta che faceva volare via tutto. Non un singolo albero, niente rimase in piedi. Io ero in una pianura vuota. Dopo qualche tempo, io attraversai un fiume, e vidi un terribile lago di fuoco. Ero confuso, perché il Buddismo non conosce una tale cosa. Io non sapevo che fosse l’Inferno fino a che non incontrai Yama, il Re dell’Inferno. La sua faccia era quella di un leone, i suoi piedi erano come serpenti, ed egli aveva molte corna sulla sua testa. Quando chiesi il suo nome, egli disse: ‘Io sono il Re dell’Inferno, il Distruttore’. Io poi vidi gli abiti color zafferano dei monaci di Myanmar nel fuoco, e guardando più da vicino io vidi la testa rasata di U Zadila Kyar Ni Kan Sayadaw. ‘Perché lui è nel lago di fuoco?’, domandai. ‘Egli era un insegnante molto bravo; la sua audiocassetta ‘Sei un essere umano o un cane?’ ha aiutato migliaia di persone a riconoscere che essi valgono più di un cane’. ‘Sì, era un bravo insegnante’, disse Yama, ‘Ma lui non credette in Gesù Cristo. Ecco perché è all’Inferno!’
Buddha all’Inferno
Mi fu poi mostrato un altro uomo, con dei capelli lunghi legati in un gomitolo sulla parte sinistra della sua testa. Egli indossava anche un abito, e quando domandai chi egli fosse, mi fu detto: ‘Gautama, che voi adorate (Buddha)’. Fui sconvolto. Buddha all’Inferno, con tutta la sua etica e tutto il suo carattere morale?’ ‘Non è importante quanto egli fosse buono. Egli non credette nell’Eterno Dio, e così è all’inferno’, rispose il Re dell’Inferno. Io vidi anche Aung San, il capo rivoluzionario. ‘Egli è qui perché perseguitò e uccise i Cristiani, ma principalmente perché egli non credette in Gesù Cristo’, mi fu detto. Un altro uomo era molto alto, indossava un’armatura e portava una spada e uno scudo. Egli aveva una ferita sulla sua fronte. Egli era più grosso di chiunque altro io potessi vedere, era alto circa otto piedi [1 piede = 30,48 centimetri]. Il Re dell’Inferno mi disse: ‘Quello è Goliath, che è all’Inferno perché egli schernì l’eterno Dio e il suo servo Davide’. Io non avevo mai sentito parlare né di Goliath e né di Davide. Un altro ‘Re dell’Inferno’ si avvicinò a me e mi domandò: ‘Stai andando anche tu nel lago di fuoco?’ ‘No, io dissi, io sono qui solo per guardare’. ‘Hai ragione’, mi disse la creatura, ‘Tu sei venuto solo per guardare. Io non riesco a trovare il tuo nome. Tu dovrai tornare là da dove sei venuto’.
Due vie
Sulla strada di ritorno, io vidi due vie, una larga e una stretta. La via stretta, che io seguii per circa un’ora, fu presto fatta di puro oro. Io potevo vedere perfettamente la mia propria immagine riflessa! Un uomo di nome Pietro mi disse: ‘Ora torna indietro per dire alle persone che adorano Buddha e altri dii che essi finiranno all’inferno se non cambiano. Essi devono credere in Gesù. Egli poi mi diede un nome nuovo: Athet Pyan Shintaw Paulu (Paolo, che ritornò in vita). La cosa successiva che sentii fu mia madre che gridava: ‘Figlio mio, perché ci lasci ora?!’ Io compresi che giacevo in una bara. Quando mi spostai, i miei genitori gridarono: ‘E’ vivo!’, ma gli altri che erano attorno non credettero loro. Quando essi mi videro, essi furono agghiacciati dalla paura e cominciarono a gridare: ‘E’ un fantasma!’ Io notai che stavo seduto in mezzo a tre coppe e mezzo di un liquido odoroso che doveva essere venuto dal mio corpo mentre io giacevo nella bara. Mi fu detto che stavano per cremarmi. Quando un monaco muore, il suo nome, la sua età, e il numero degli anni del suo servizio da monaco sono incisi nella bara. Io ero già stato iscritto come morto, ma come voi potete vedere, io sono vivo!’
martedì 29 settembre 2015
Siria, incontro Obama-Putin: "Raid aerei comuni contro l'Isis"
Tanto che idue sembrano convergere sull'ipotesi di raid aerei congiunti contro l'Isis in Siria.
Ma le divergenze sul ruolo del leader Bashar al Assadrimangono aperte. E sono nette.
Dopo lo scambio di accuse nei rispettivi interventi all’Assemblea generale delle Nazioni unite, i due leader hanno avuto un faccia a faccia a porte chiuse durato molto più del previsto. Per 95 minuti si sono detti disposti al dialogo sulla transizione politica in Siria. "Ma sul futuro del presidente Assad c’è un forte disaccordo", riferiscono fonti della Casa Bianca. "Il colloquio con Obama è stato sorprendentemente franco, costruttivo. Possiamo lavorare insieme - ha detto Putin in conferenza stampa - ma i raid aerei in Siria sono illegali perché non c’è l’autorizzazione dell’Onu. Obama e Hollande non sono cittadini siriani. Non possono decidere sul futuro del Paese". Mentre la Russia è aperta alla possibilità di partecipare alla campagna aerea contro lo Stato islamico ("Solo se in linea con con il diritto internazionale"), Putin esclude che le truppe russe, già schierate nel Paese, attaccheranno sul terreno. Fonti della Casa Bianca riferiscono che gli Stati Uniti non considerano il dispiegamento delle forze militari russe in Siria come necessariamente distruttivo per ottenere un risultato positivo sul territorio, ma l’opinione dell’amministrazione dipenderà dalle azioni di Mosca e dal modo in cui proseguiranno. "Se i russi usano la loro forza militare solamente per combattere l’Isis, allora va bene - sostiene una fonte della Casa Bianca - ma se lo fanno per rafforzare la lotta di Assad contro il suo stesso popolo, questo sarà negativo". I due leader hanno, infine, convenuto che le forze armate dovrebbero comunicare al fine di "evitare conflitti militari tra di loro nella regione".
Prima del faccia a faccia, Obama e Putin si erano accusati a vicenda, nei rispettivi interventi all’Assemblea generale dell’Onu, per la catastrofica guerra in Siria e la crisi dei rifugiati che ha contribuito a generare. "Ci sono delle potenze internazionali che agiscono in contraddizione con il diritto internazionale - ha affermato l’inquilino della Casa Bianca con una chiara stoccata a Putin - c'è 'qualcuno' che ci dice che dovremmo sostenere dei tiranni come Assad perché l’alternativa è molto peggio". Quindi, rimarcando che, "dopo tanto spargimento di sangue, dopo tanta carneficina, non si può tornare allo status quo", Obama ha aggiunto: "Assad ha brutalizzato il suo popolo: una soluzione in Siria deve essere la transizione a un nuovo leader. Conduco l’esercito più forte che il mondo abbia mai conosciuto e non esiterò mai a proteggere il mio Paese o i nostri alleati unilateralmente e con la forza se necessario. Ma non possiamo risolvere i problemi del mondo da soli". Putin non ha ceduto di un millimetro sulla linea di appoggiare il governo di Damasco, "il cuiesercito è l’unico in grado di sconfiggere l’Isis". "Non cooperare con il governo di Assad è un grave errore - ha proseguito Putin - per combattere l’Isis occorre una coalizione internazionale come quella che si creò contro Hitler durante la Seconda guerra mondiale".
via ilgiornale
Ciò che il demonio non sopporta
E’ ben noto che il Diavolo è menzognero e padre della menzogna (cfr. Gv 8,44) tuttavia quando è Dio che gli ordina di dire la verità per l’edificazione e la conversione di qualcuno, egli è costretto ad ubbidire anche se ciò gli arreca indicibili sofferenze.
Le seguenti parole e argomenti sono tratti da alcuni esorcismi fatti da un noto Sacerdote, alla presenza di alcuni suoi collaboratori, e registrati su nastro magnetico.
Gli argomenti non sono tutti. Egli ha riportato soltanto alcuni, i più scottanti e importanti, che serviranno, speriamo, a fare riflettere molte persone.
Ciò che dispiace a Lucifero
– La confessione…che stupida invenzione…Quanto mi fa male…mi fa soffrire…il Sangue di quel vostro falso Dio…quel Sangue mi schiaccia…mi distrugge…lava le vostre anime e mi fa scappare…(strilli orribili di pianto!)…quel Sangue; quel Sangue…è la mia pena più atroce…però ho trovato quei Preti che non ci credono più alla Confessione e mandano i cristiani a ricevere quel falso Dio in peccato…Bene, bene…bravissimi…quanti sacrilegi faccio commettere…
– Il pasto dove mangiate la Carne e il Sangue di quel Crocifisso che ho ucciso io…E qui mi trovo disarmato…non ho più le forze per lottare…quelli che si nutrono di questa Carne e bevono di questo Sangue diventano fortissimi contro di me, diventano invincibili alle mie scaltre seduzioni e tentazioni, sembrano diversi dagli altri, sembra abbiano una luce speciale e una intelligenza velocissima…mi fiutano subitaneamente…e si allontanano da me e mi scacciano come se fossi un cane…che tristezza, che dolore aver a che fare con questi cannibali…(strilli di pianto!)…Ma li perseguito ferocemente…e tanti vanno a mangiare quell’ostia in peccato…hahaha! Che contento…che gioia…odiano il loro Dio e lo mangiano, hahaha! Vittoria mia…vittoria mia…urrah…urrah…
– Quanto sono insensati quelli che perdono ore e ore di giorno e di notte, in ginocchio, ad adorare un pezzo di pane nascosto in una scatola sull’altare di quel falso Dio (È l’ora di adorazione). Quanta rabbia mi fanno queste persone! Mi distruggono tutte le mie opere, che ottengo da tanti sacrileghi cristiani, Preti, suore e Vescovi…Quanti sacrileghi mieti in continuazione, è una mia incessante vittoria Quanto dolore…quanta rabbia queste adorazioni irrazionali…!
– Odio il Rosario…quell’arnese guasto e marcio di quella Donna lì, è per me come un martello che mi spacca la testa…ahiiiii! È l’invenzione dei falsi cristiani che non mi ubbidiscono, per questo seguono quella donnaccia! Sono falsi, falsi…invece di ascoltare me che regno su tutto il mondo, questi falsi cristiani vanno a pregare quella donnaccia, mia prima nemica, con quell’arnese…oh quanto male mi fanno…(strilli di pianto)…
– Il male più grande di questo tempo, per me, sono le continue presenze (apparizioni) di questa donnaccia…in tutto il mondo…in tutte le nazioni appare e mi perseguita; strappando dalle mie mani tante anime…migliaia e migliaia…per ascoltare i suoi falsi messaggi…Per fortuna mi difendono i Vescovi e i Preti miei che non credono a quella ignobile Donna…non credono e così apportano scompiglio…bravi, bravi questi miei apostoli dell’eresia…hahaha…
– Ma ciò che maggiormente mi distrugge è l’asinesca obbedienza a quell’uomo, vestito di bianco (il Papa), che comanda a nome del falso redentore e del falso vostro salvatore…che asini…pecore che consigli…! Obbedire a quell’uomo che ama quella donnaccia lì che mi perseguita da sempre…che vergogna…questo mi distrugge il mio regno…Ma io ho suscitato centinaia di Preti, frati, teologi e Vescovi che gli fanno la guerra…guerra senza frontiere a quel pagliaccio bianco…Vincerò io; vincerò io hahaha!
Lo farò morire, assassinare una brutta fine gli farò fare…È odioso ai miei seguaci, quel polacco che ama quella donnaccia lì…che propaganda il Rosario di quella ignobile Donna, come la sua preghiera preferita…che vigliacco…che asino…mi schiaccia…mi schiaccia…ohohohohoh (urli di pianto)… !
– Molto mi preoccupano quelle servette con la testa fasciata, che abbandonano tutti e tutto per rinchiudersi entro quattro mura, per sacrificare tutto ciò che è bello e buono per quel Dio che solo io sono riuscito a vincere (sono le monache di clausura)…
Giorno e notte si mortificano con veglie e digiuni incoscienti e inconsistenti…non dormono sufficientemente…non mangiano secondo le necessità dell’appetito e del corpo, che reclama il vitto necessario…non parlano liberamente ovunque e sempre…taciturne…ammusonite…piene di tristezza, la più disumana…pregano…cantano…e tutto questo sacrificio per chi lo fanno? Per quali motivi particolari…per quali fini…con quali risultati…?
La stragrande maggioranza, per fortuna, sono persone poco e punto intelligenti…ottuse di mente…abuliche di volontà…che si sono lasciate trascinare da qualche Prete insoddisfatto…Povere donnicciole, che non sanno e non conoscono il vero piacere del sesso con tutte le relative gioie che esso dona…!
Povere servette, che non hanno sentito mai le sensazioni della carne procurate dagli amplessi e dai baci dei miei uomini…! Eppure quante ne faccio cadere”, le riduco ad una vita grama, sterile, prive di ogni fervore, gettandole nel massimo della tiepidezza…Sì, ne devo fare una vera strage…perché soprattutto di queste claustrali ho paura…ho paura terribile…!
Sono i nemici miei più terribili e agguerriti…mi strappano dalle mani tante anime di ogni sesso, di ogni classe e condizione…Che nemici terribili…quando incominciano a pregare per la conversione di un’anima da strapparmi, non la smettono più…più…più…sono tenaci e caparbie! Se poi non bastassero le lunghe ed estenuanti preghiere al loro falso Dio Crocifisso, del quale si chiamano spudoratamente sue “spose”, allora incominciano con le estenuanti penitenze di ogni genere…che nemici…che soldati di primo assalto…! Ho tentato tante volte di diminuire le vocazioni a questa stupida vita…ma purtroppo non ci sono ancora riuscito…sono troppe ancora le donnette stupide e sciocche, anche se tante volte siano perfino laureate e diplomate…Che nemici…!
– Chi sono poi i miei veri persecutori acerrimi e accaniti, sono quelli, che si fanno chiamare “esorcisti”…Che brutta genia…che disgrazia nel mondo…per fortuna ce ne sono ancora pochi, pochissimi, perché io dissuado i Vescovi a nominarli…e questi mi credono e mi ubbidiscono, anche contro il comando del loro Dio Crocifisso che comandò loro: “In mio nome, scacciate i dèmoni”. Che buffone!!! Questi Vescovi hanno paura di me, tanta, tantissima! lo già li possiedo nella forma sia pure delicatissima perche non se ne accorgano, ma li possiedo…e non faccio fare a loro gli esorcismi contro di me e neppure permetto loro che nominino esorcisti…che nemici feroci…!
Molte volte sono riuscito a vendicarmi…a punirli…a schiaffeggiarli…a bastonarli…a fermarli con tante e svariate malattie; a volte anche gravi…Ma purtroppo, non cedono…non cedono…E quando essi si avvicinano alle mie prede, devo scappare…o presto o tardi devo fuggire…che preghiere fanno…e sempre in nome di quel loro Dio..e di quella loro Donna madre del crocifisso…Oh, che dolori, che strazio per me…!
Conclusioni:
Ecco alcune registrazioni, trascritte per l’ammaestramento di tutti noi, affinché ci si allontani dal male e si viva del vero Amore, Cristo Gesù, che per noi ha dato il Suo preziosissimo Sangue, vita e salvezza nostra.
Precedentemente abbiamo riportato delle affermazioni terrificanti,che il temibile Satana ha infernalmente dette e vomitate in alcuni esorcismi, davanti a testimoni fedeli, e anche registrate…una vera e propria catechesi diabolica da prendere seriamente e soppesare: infatti trattano argomenti terribilmente scottanti.
Facciamo alcune riflessioni.
Anzitutto: la catechesi diabolica è doppia: una positiva per il Diavolo e negativa per noi e l’altra, al rovescio, è positiva per noi e negativa per lui. Ciò che piace a Lucifero, è chiaro che risulta tutto negativo per noi e che quindi dovremmo assolutamente evitare; ma ciò che a lui dispiace, è positivo per noi e che quindi dovremmo assolutamente praticare con tutti i nostri sforzi, senza mai farci ingannare da lui, a cui dispiace.
Riassumendo, Satana è contento per il materiale, esposto in dieci punti, come in un decalogo:
– la profanazione dell’eucarestia;
– i Preti e religiosi vestiti da “netturbini” e camuffati;
– gli ecclesiastici iscritti alla massoneria e alle sette;
– le gonne corte, malcostume di vestiario femminile;
– la televisione come strumento di divisione della famiglia e propaganda di malcostume;
– le discoteche, come luogo di corruzione della gioventù;
– la separazione e il divorzio dei coniugi, per distruggere la famiglia e la società, facendo prevalere soltanto il sesso;
– l’aborto, come uccisione degli innocenti, distruggendo l’umanità;
– la droga, per impazzire i giovani e ridurli a larve;
– soprattutto certi ecclesiastici, che negano l’esistenza del Demonio, lasciandolo così agire liberamente e senza alcun disturbo nelle anime cristiane.
Chi legge comprenda la gravità delle asserzioni. Toccano tutta la vita e l’opera salvifica del battezzato. Il tempio della SS. Trinità che ha santificato e consacrato le nostre anime, viene non soltanto profanato per opera di Satana, ma addirittura distrutto, sia individualmente, sia familiarmente, sia socialmente. E, quello che appare più grave, la non azione immediata e positiva, il non intervento cioè immediato dei “pastori” del gregge, perché oggi, ottenebrate le loro menti, convinti che esistano soltanto malati da psichiatria, non credono più nell’azione e nel potere del Diavolo.
Eppure la realtà è ben diversa, quante persone non sanno dove sbattere il capo, dopo aver girato ospedali e cliniche con spese enormi ed essersi sentite ripetere sempre lo stesso ritornello: “Lei non ha nulla…”. Ma il malato resta sempre tale, finché qualche esorcista non lo libera dalla vera ragione del male, il Diavolo, con manifestazioni infernali…
La vera pastorale deve cominciare proprio dalla lotta contro Satana: è scritto infatti in S. Giovanni che “Cristo è venuto per distruggere le opere del Demonio”.
Costoro possono continuare pure a negare: in tal caso però sono dei veri e propri eretici, perché l’esistenza del Diavolo, come persona che odia e perseguita le anime e Dio, è un vero dogma di fede. Negare l’ esistenza del Demonio è negare anche l’esistenza di Cristo. Infatti, per quale motivo si è incarnato Cristo, se non per “distruggere le opere del Demonio? D’altra parte lo stesso Satana ci dà la conferma di quanto stiamo dicendo, con la seconda parte della sua catechesi in sei punti.
A lui dispiace e fa male:
– il sacramento della Confessione, ove Cristo lava le nostre anime con il suo Sangue preziosissimo;
– l’Eucarestia, che ci nutre direttamente di Gesù in Corpo, Sangue, Anima e Divinità;
– l’adorazione eucaristica, ove continuiamo l’unione con Gesù;
– il Santo Rosario, nel quale contempliamo i misteri della nostra santa fede insieme alla Madonna;
– le apparizioni della Madonna, che ci richiama ci riporta a Gesù;
– l’obbedienza fedele al Papa, vicario di Gesù.
Se il Demonio non esistesse, dunque, perché mai avrebbe paura di queste realtà, che ci danno la vita divina e ci proiettano nell’eternità beata, ove godremo per sempre il nostro Dio?
Attenzione quindi al comportamento superficiale e stolto di chi crede, o pensa di credere, che l’esistenza del Demonio, con le relative manifestazioni, siano “cose da medioevo”. In realtà, chi nega Satana o ha paura di Satana, è già infestato o posseduto dalle sue catene infernali.
Medjugorje: messaggio del 25.09.2015
Isis:ucciso un cooperante italiano
"In un’operazione speciale dei soldati del Califfato in Bangladesh, una pattuglia di sicurezza ha preso di mira lo spregevole crociato Cesare Tavella dopo averlo seguito in una strada di Dacca, dove gli è stato sparato a morte con armi silenziate, sia lode a Dio.
Ai membri della coalizione crociata diciamo: Non sarete sicuri nelle terre dei musulmani. È solo la prima goccia di pioggia", conclude la rivendicazione. Un cooperante italiano di 50 anni, Cesare Travella è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Dacca, capitale del Bangladesh. Lo rende noto la polizia locale. "Un 50enne, è stato raggiunto per tre volte da spari nella zona di Gulshan, nella capitale, oggi pomeriggio", ha affermato un portavoce della polizia di Dacca, Muntashirul Islam. "È morto dopo essere stato trasportato in ospedale", ha aggiunto. La dinamica dell’uccisione non è ancora chiara. Secondo il portavoce, i tre aggressori sono fuggiti a bordo di una motocicletta dopo aver aperto il fuoco. La polizia ha spiegato che Tavella lavorava per la Icco Cooperation, organizzazione che si occupa di cooperazione allo sviluppo ed ha uffici in Bangladesh.
La Farnesina ha per ora confermato il decesso del connazionale a Dacca, senza fornire ulteriori dettagli, mentre l’ambasciata italiana - che ha informato la famiglia - sta seguendo il caso in stretto contatto con gli inquirenti locali. Proprio oggi il Foreign Office britannico aveva messo in guardia i propri connazionali dalla minaccia terroristica nel Paese del sudest asiatico, riferendo in particolare di "informazioni affidabili" secondo cui "militanti potrebbero pianificare di colpire interessi occidentali in Bangladesh". Solo ieri la squadra australiana di cricket aveva rinviato la propria partenza per un tour nel Paese nel timore di attacchi mirati. Tavella, secondo la polizia, era in tenuta da jogging quando è stato raggiunto per strada dal commando armato verso le 19. Testimoni hanno raccontato ai media locali di aver sentito almeno tre spari, che hanno ferito l’uomo all’addome, alla mano destra e al gomito sinistro. Gli uomini armati hanno quindi lasciato l’italiano "in una pozza di sangue" e sono poi riusciti a scappare. Alcuni passanti hanno quindi caricato il corpo per portarlo agli ’United Hospitals’, dove Tavella, secondo una fonte ospedaliera, è arrivato già morto "con numerose ferite da arma da fuoco". La polizia ha subito escluso l’ipotesi della rapina finita male, visto che la vittima aveva ancora con sè tutti i suoi effetti personali.
A Dacca Tavella lavorava come project manager per una ong olandese, la Icco Cooperation, che ha uffici in Bangladesh. In particolare si occupava di un progetto, ’Proofs’ (Profitable
Opportunities for Food Security), nel settore dell’agricoltura locale e dell’alimentazione. Secondo il suo profilo sul sito del programma, aveva cominciato a lavorare nell’ambito dello sviluppo nel 1993, sempre nel settore della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale, in diverse ong internazionali soprattutto in Asia. Di lui si legge che "si considera un giocatore di squadra, che cerca di fare le cose nel modo più efficiente possibile con un team di persone sorridenti".
via ilgiornale
lunedì 28 settembre 2015
La chiesa scomunica Halloween
Di tre giorni fa la notizia che la Chiesa Cattolica ha “scomunicato” Halloween, la festa importata dagli Stati Uniti e cresciuta molto negli ultimi anni, sull’onda di un galoppante sfruttamento commerciale, come un insieme di pratiche “sataniste”.
In un messaggio pubblicato sul sito internet del’Arcidiocesi di Roma, la tradizione di Halloween è definita “un frutto della propagazione dell’occultismo e della magia”.
Questa tradizione ha “le sue radici – continua – nell’adorazione pagana degli spiriti e di un dio celtico della morte. Anton Lavey, fondatore del satanismo moderno, sosteneva che la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre era la più grande festa luciferina e vi si tenevano numerosi atti occultistici di violenza. La Chiesa condanna apertamente tali pratiche“.
“Con la scusa di divertirsi – attacca la Chiesa – si invitano i bambini e gli adulti a praticare l’occultismo, e questo è in contraddizione con la Chiesa e con la vocazione cristiana“.
Oggi, invece, è stata diffusa la notizia che la festa di Halloween è stata bandita nelle scuole e nei luoghi di incontro di tutta la nazione, su iniziativa del Ministero dell’Interno e della Pubblica Istruzione. Lo riferisce il sito del quotidiano Libertà. In una sua direttiva, il Ministero, citando esperti ed esponenti della diocesi romana, sostiene che la festa – molto popolare negli Usa e diffusasi in Italia solo dopo il crollo del totalitarismo –«rappresenta una grande minaccia per i bambini».
«il culto della morte e la personificazione degli spiriti del male contraddice la natura laica della pubblica istruzionee distrugge la salute psichica e spirituale degli alunni», osserva il ministero, aggiungendo che le scuole dovrebbero organizzare feste sulla base dei valori tradizionali cattolici.
«I bambini che partecipano a questi festeggiamenti spesso si impauriscono, avvertono sentimenti di oppressione e aggressione, e sono inclini al suicidio», si legge nel documento, che cita il parere di psichiatri e psicologi. La diocesi locale ha definito sul proprio sito quella di Halloween«una festa satanica» e «un esempio dell’attacco contro la cultura tradizionale e la morale».
Falsi profeti: Vissarion - Chiesa dell'Ultimo Testamento
Già alla metà degli anni ’90 inizia ad ordinare sacerdoti e fondare chiese in suo nome. Oggi è a capo della “Chiesa dell’Ultimo Testamento”, organizzazione che ha sedotto quasi 15000 anime.
Si è direttamente dichiarato “Figlio di Dio” – facendosi anche venerare come Lui – tornato sulla terra per istruire ancora (falsità: Gesù ha completato la sua missione e redento tutti 2000 anni fa). Vissarion propone un “nuovo” tipo di cristianesimo miscelato a buddismo, induismo, esoterimo e wiccan – new age in poche parole: reincarnazione, rituali, cerchi sacri in onore della terra e così via.
Ecco cosa fanno a scuola i bambini del Califfato
Un altro, accanto ad una bandiera nera dei tagliagole islamici in Siria, è alto poco più del kalashnikov che tiene al suo fianco. Bambini con magliette mimetiche o di città americane, come New York, armati di fionda e fucile mitragliatore alzano il dito indice verso il cielo per indicare Allah. Un gruppo di minori più grandi è disteso sulla sabbia pronto a sparare con i kalashnikov.
Tutti «piccoli jihadisti» immortalati in una sequenza di immagini scandalose, che fanno parte di un video di reclutamento della guerra santa indirizzato ai bambini. L'idea è del Partito islamico del Turkestan, un gruppo armato fedele ad Al Qaida, che combatte in Siria, ma deriva dalla regione cinese dello Xinjiang a maggioranza islamica.
Molti bambini bardati alla Rambo hanno gli occhi a mandorla. Evidentemente sono i figli degli uiguri, i musulmani cinesi, che si sono trasferiti in Siria con tutta la famiglia per combattere la guerra santa.
Fra i minori a rischio indottrinamento c'è anche Davud, un bambino di quattro anni che viveva nella provincia di Belluno, ma è stato portato in Siria da sua padre Ismar Mesinovic. Il genitore di origini bosniache è rimasto ucciso in combattimento nel gennaio dello scorso anno. Il figlio è stato affidato ad un famiglia balcanica che ha aderito al Califfato. La madre cubana, Lidia Solano Herrera, che vive ancora nel bellunese, lo vuole indietro.
In un altro video girato di recente due ragazzini, che parlano perfettamente francese, vengono ripresi mentre imbracciano delle armi e sostengono di essere a Raqqa, la «capitale» siriana dello Stato islamico. Anche se minorenni, fanno parte dei volontari europei del Califfo.
I bambini addestrati dagli estremisti islamici in Siria e Iraq sono migliaia e vengono reclutati, con le buone o le cattive, dagli 8-9 anni in su. Lo scorso giugno i seguaci delle bandiere nere hanno rastrellato 1.227 minori nelle zone attorno a Mosul per mandarli nei campi di indottrinamento e addestramento chiamati «gli orsacchiotti del Califfato». Si calcola che siano almeno una decina fra l'Iraq e la Siria. In luglio i miliziani cinesi di Al Qaida ne hanno filmato uno vicino a Idlib, dove i minorenni vengono addestrati a sparare con fucili automatici Ak 47 e mitragliatrici. I «piccoli jihadisti», come sono chiamati nel nuovo video di reclutamento, subiscono il lavaggio del cervello in nome della Sharia, la dura legge del Corano. Alcuni vengono selezionati per gli attacchi suicidi. Il kamikaze più giovane era un ragazzino di 14 anni, Abu al Hassan al Shami, che si è fatto esplodere nella provincia irachena di Salahuddin. Sia Al Nusra, la costola di Al Qaida in Siria, che il Califfato, reclutano i piccoli jihadisti. Il 17 luglio un ragazzino che dovrebbe andare alle medie è stato filmato mentre tagliava la testa ad un prigioniero vicino a Homs, una delle città martiri siriane. Nel primo video del genere con un minore, il piccolo boia dichiara che «il nostro obiettivo non è solo Damasco, Homs o Palmira, ma Gerusalemme e Roma».
Prima di trasformarli in assassini in nome della guerra santa i manipolatori dei bambini organizzano concorsi a premio sulla conoscenza del Corano. I vincitori ottengono in regalo delle armi e a loro volta trascinano i coetanei sulla strada delle violenza. I piccoli jihadisti fanno anche i cuochi, i barellieri o le spie. Un minore kazako, che sta rimontando un kalashnikov con la bravura di un adulto, lancia in un video l'ennesimo messaggio devastante: «Noi verremo ad uccidervi, infedeli. Se Allah vorrà vi sgozzeremo tutti».
via ilgiornale
domenica 27 settembre 2015
Gesù spiega le benedizioni che i sacerdoti fanno su di noi
La benedizione è uno straripamento della mia Divina Santità. Apri la tua anima e lascia che diventi santa attraverso la mia benedizione. Essa è rugiada celestiale per l’anima, attraverso la quale tutto ciò che viene fatto può essere fruttuoso. Tramite il potere di benedire, ho dato al sacerdote il potere di aprire il tesoro del mio Cuore e di riversare una pioggia di grazie sulle anime.
Quando il sacerdote benedice, Io benedico. Allora una sterminata corrente di grazie fluisce dal mio Sacro Cuore all’anima fino a riempirla completamente. In conclusione: tieni aperto il tuo cuore per non perdere il beneficio della benedizione. Attraverso la mia benedizione ricevi la grazia di amore e aiuto per l’anima e per il corpo. La mia santa Benedizione contiene tutto l’aiuto che è necessario all’umanità. Per mezzo di essa ti è data la forza e il desiderio di cercare il bene, di sfuggire il male, di godere della protezione dei miei figli contro i poteri delle tenebre. È un grande privilegio quando ti è concesso di ricevere la benedizione, non puoi capire quanta misericordia ti giunge per suo mezzo. Perciò mai ricevere la benedizione in modo piatto o distratto, ma con tutta la tua attenzione completa!!! Tu sei povera prima di ricevere la benedizione, sei ricca dopo averla ricevuta.
Mi addolora che la benedizione della Chiesa sia tanto poco apprezzata e raramente ricevuta. La buona volontà è rafforzata per suo mezzo, le iniziative ricevono la mia Provvidenza particolare, la debolezza è potenziata dal mio potere. I pensieri sono spiritualizzati e tutte le cattive influenze neutralizzate. Ho dato alla mia benedizione poteri senza confini: essa proviene dell’infinito amore del mio Sacro Cuore. Maggiore è lo zelo con il quale la mia benedizione è data e ricevuta, maggiore la sua efficacia. Sia che venga benedetto un bambino, sia che venga benedetto il mondo intero, la benedizione è assai più grande di 1000 mondi.
Rifletti che Dio è immenso, infinitamente immenso. Quanto piccole le cose a suo paragone! E accade lo stesso, sia che uno soltanto, sia che molti ricevano la benedizione: questo non ha importanza perché Io do a ciascuno a seconda della misura della sua fede! E poiché Io sono infinitamente ricco di tutti i beni, vi è concesso di ricevere senza misura. Le tue speranze non sono mai troppo grandi, tutto supererà le tue più profonde aspettative! Figlia mia, proteggi chi dà la benedizione! Stima altamente le cose benedette, così piacerai a Me, tuo Dio. Ogni volta che tu sei benedetta, sei unita più strettamente a Me, santificata di nuovo, risanata e protetta dall’amore del mio Sacro Cuore
Spesso Io tengo nascosti i risultati della mia benedizione in modo che siano conosciuti soltanto nell’eternità. Spesso sembra che le benedizioni non abbiano risultato, invece è meravigliosa la loro influenza; anche i risultati apparentemente infruttuosi sono una benedizione ottenuta attraverso la santa benedizione: questi sono i misteri della mia Provvidenza che non desidero manifestare. Le mie benedizioni producono molte volte effetti sconosciuti all’anima. Perciò abbi grande fiducia in questo straripamento del mio S. Cuore e rifletti seriamente su questo favore (ciò che gli apparenti risultati sono a te nascosti).
Ricevi la santa Benedizione sinceramente perché le sue grazie entrano soltanto nel cuore umile! Ricevila con buona volontà e con l’intenzione di diventare migliore, allora essa penetrerà nelle profondità del tuo cuore e produrrà i suoi effetti. Sii una figlia della benedizione, allora tu, tu stessa sarai una benedizione per gli altri”
(Gesù a Teresa Neumann in una rivelazione privata. Teresa Neumann, nata a Konnersreuth, villaggio della Baviera, da una famiglia di umile origine, ebbe in dono la capacità di avere visoni e le stimmate in ben determinati periodi, e altri fenomeni quali la bilocazione, la xenoglossia, la telepatia e le capacità profetiche)
Anguera: messaggio del 19.09.2015
Cari figli, tornate al Signore e troverete forze per i tempi difficili che verranno. Appartenete al Signore e solo lui dovete seguire e servire. Non permettete che le cose del mondo vi allontanino dal cammino della Salvezza. Pentitevi con sincerità. Non tiratevi indietro. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per portarvi al cielo. Camminate verso un futuro doloroso. Quelli che amano la verità porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Cercate forza nella preghiera e nell’Eucarestia. La vostra vittoria è nel Signore. Coraggio. Io pregherò il mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Isis: Francia, al via raid aerei in Siria
"La Francia - si legge nel comunicato della presidenza - ha colpito in Siria. Lo abbiamo fatto sulla base di informazioni raccolte nelle ultime operazioni aeree condotte da oltre due settimane, nel rispetto della nostra autonomia d'azione, in coordinamento con i nostri partner della coalizione". Parigi "conferma il risoluto impegno" a combattere contro "la minaccia terroristica rappresentata da Daesh" annunciando di voler "colpire ogni volta che la nostra sicurezza nazionale sarà in gioco".
via ansa
sabato 26 settembre 2015
Ecco cosa dobbiamo sapere sulla bestemmia
Sfida Dio, in quanto lo tratta per nemico, lo provoca a reagire, lo considera impotente a controbattere, lo oltraggia solo per il maledetto piacere di oltraggiarlo.
È il linguaggio del diavolo, che disse: “Salirà in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono.., salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farà uguale all’Altissimo” (Is. 14, 13-14).
Offende gli altri nella loro coscienza religiosa che sente sacro il sentimento verso Dio e verso quanto è a Lui intimamente unito, e li offende anche nella loro dignità di persone.
Contagia tutti, perché l’uomo ripete quello che sente, vive di imitazione, opera secondo l’ambiente, diventa prigioniero delle abitudini comuni, ripensa alle cose udite anche quando non è pienamente cosciente di sé.
Attenta alla società, perché, essendo di solito pubblica, è facile a dilagare, arriva anche alle orecchie di chi non vuol sentirla, rende peggiori i cattivi, indigna i buoni, diminuisce il rispetto per l’uomo, abbassa il comune sentire religioso.
È esattamente il contrario dell’adorazione, della lode e della preghiera dovute al Creatore; lo sputo della malvagità più ripugnante di quello della bocca; il peggior segno dell’empietà umana.
Procede più da scelleratezza che da fragilità o da ignoranza si beve essa stessa la maggior parte del suo veleno, è peccato. Ma oltre che malizia, la bestemmia contiene stoltezza.
È irragionevole. Se il bestemmiatore crede nell’esistenza di Dio e quindi sa che Egli è infinitamente potente e può colpirlo sull’istante, perché lo offende invece di invocarlo per le proprie necessità?
Questi sono alcuni concetti della bestemmia, vorrei ora affrontare in base alla mia esperienza un argomento poco trattato ma molto importante da conoscere : “Le conseguenze della Bestemmia”
Don Enzo Boninsegna nei suoi scritti definisce la bestemmia “Urlo dell’ inferno”,
E’ proprio così. Infatti come testimoniano le tante persone, che vengono da me per una speciale benedizione o una preghiere di liberazione e guarigione, ho potuto verificare che il crollo della loro vita è dovuto proprio a una maledizione, che ha le sue radici nella bestemmia. Questa maledizione ricade sia sulla persona stessa sia su tutta la famiglia scatenando un vero e proprio inferno. In breve, l’allontanamento dalla grazia di Dio, conseguenza della bestemmia, attira su di sé quella maledizione della vita terrena, cioè quel malessere interiore, che è già esperienza della rovina eterna.
Le principali conseguenze di questa maledizione sono:
– La salute – un susseguirsi di malattie a volte inspiegabili scientificamente e senza guarigione, con la conseguenza spesso di una grave spesa monetaria.
– Litigi in famiglia – incomprensione, incapacità di dialogo, urli d’imprecazione, urli di maledizione, disperazione, sfiducia totale, diffidenza nei rapporti con se e con gli altri, manifestazione di odio e di ira l’uno contro l’altro , mancanza di lavoro o grossi problemi lavorativi sia con le altre persone sia a livello pratico spesso causa di ulteriori preoccupazioni e depressioni, inoltre portatori di abitudini nefaste e distruttive (droghe , alcol e così via), crisi economica. La situazione familiare peggiora giorno dopo giorno senza via di uscita andando incontro alla desolazione del deserto ,all’agonia e alla morte di ogni virtù.
A volte si può avere l’impressione, dall’esterno, che chi bestemmia, abbia una vita decorosa e dignitosa sia dal punto di vista economico che umano, ma ad un occhio spiritualmente e virtuosamente attento risulta evidente quanto tutto questo sia effimero e vano. Infatti, se si avesse la possibilità di vedere queste persone in ogni istante della loro vita si vedrebbe il loro malessere e la loro disperazione e desolazione interiore, questo è visibile ad un occhio attento magari nel momento in cui questa persona lo mostra in modo evidente con un atteggiamento di collera improvvisa o di odio o di invidia, mostrandosi in tutta la sua disumanità.
La bestemmia , in varie regioni, è diventata una cultura del linguaggio popolare generando sempre meno disagio ,ed è diventata normalità con la inconsapevolezza delle sue conseguenze malefiche.
Anche le bestemmie pronunciate per abitudine o in un atto di rabbia senza la cattiva intenzione possono verificarsi fatali.
“Urlo dell’inferno” proprio così, la bestemmia produce l’inferno, come ne fanno esperienza coloro che le pronunciano, essendo una condanna in se stessa.
Quando infatti si pronuncia una bestemmia si scatenano le potenze infernali, in un urlo di gioia, e la persona che bestemmia viene afferrata dalle zanne del demonio che difficilmente se la lascerà strappare, anzi quest’anima sarà trascinata sempre più verso una collaborazione sia in atti che in parole all’offesa dell’Onnipotente Dio creatore del cielo e la terra e di tutta la sua corte celeste. Nonostante questa persona possa ricevere, attraverso eventi o contatti con altre anime il messaggio salvifico di amore e accoglienza di Dio creatore, ne rimarrà diffidente poiché trascinato dall’inganno del demonio che egli stesso ha attirato, questo è il motivo per cui risulta difficile un’inversione di rotta.
La superbia ,la disobbedienza dell’uomo verso Dio conseguenza del peccato producono tante tragedie all’umanità, Dio nella sua infinita misericordia permette ciò affinché l’uomo si ravveda e possa ritornare al suo creatore, ma spesso in queste situazioni l’uomo bestemmia Dio ancora di più.
Nell’Apocalisse, parola di Dio, per ben tre volte ci conferma questi avvenimenti apocalittici; è la situazione dell’uomo contro Dio (Ap. 16,9) “E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tale flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio; (Ap. 16, 9b-10) “Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni; (Ap. 16,21) “ E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello”. Ecco la condizione dell’uomo quando bestemmia.
Quale potrebbe essere la salvezza della sua anima? Non basta una semplice confessione, anche se al bestemmiatore si rende difficile confessarsi poiché è già qualcosa lontano da lui, ma quando vi riesce ed ha l’occasione di pentirsi, perché è vero che Dio perdona tutti i nostri peccati, rimangono comunque le conseguenze che sono radicate nell’anima e che portano tanta rovina. Prima di tutto c’è bisogno di tanta riparazione, assiduità nel partecipare alla santa messa, preghiere del Sangue preziosissimo del nostro Signore Gesù Cristo in croce, offerta di atti di carità e penitenza per i bestemmiatori, la confessione almeno una volta alla settimana per un periodo di tempo, e una continua preghiera per chiedere la conversione di cuore e l’umiltà di ogni giorno, ed ogni volta che sente bestemmiare gli altri, pregare il sangue di Cristo di bagnare questa anima perché abbia la possibilità di salvezza e possa arrivare a lui l’annuncio del vangelo affinché si possa redimere.
Fratelli e figli miei non sapete il dolore che mi causa quando una persona confessa il peccato della bestemmia, basta una volta per travolgere tutto. Il dolore è più forte di quando una donna confessa il peccato dell’aborto, nonostante abbia una scomunica (latae sententiae), viene reintegrata nel seno della chiesa con molta misericordia , ed è una gioia che abbia chiesto perdono e possa amare il suo figlio non nato, pregando per lui affinché questo figlio sia avvolto della luce dell’amore di Dio.
Il bestemmiatore, invece, mi fa piangere perché è un godimento del demonio e la persona appartiene ad esso con le sue conseguenze. Purtroppo oggi il tutto viene preso con leggerezza come fosse un peccato qualsiasi.
Con questa mia pubblicazione, delle conseguenze della bestemmia, voglio far prendere coscienza della gravità che essa comporta e dare degli strumenti perché questa anima abbia la possibilità di liberarsi di questa tragedia che sta devastando l’umanità.
In ultimo affinché queste persone si redimano, innalzo una preghiera alla potente intercessione della nostra mamma celeste, affinché lei possa in comunione con tutti i santi del paradiso schiacciare la testa del maligno che ci soccombe giorno e notte. Stenda il suo manto materno a noi figli facendo scendere su di noi lo Spirito Santo per essere abbracciati dalla bontà di Dio nel cuore misericordioso del suo Figlio Gesù Cristo.
Don Alberto Abreu.
Di seguito inserisco il libretto di Don Enzo Boninsegna che ben illustra la sottovalutaizone dell’estendersi della piaga della bestemmia.
porcellini
Questa immagine che vedi può sembrare brutale e fuori posto per un libro che vuole trattare un tema serio e tragico qual’è quello della bestemmia. Io sono invece convinto che sia l’immagine più azzeccata per dare un’idea della bassezza a cui si degrada l’uomo che offende il suo Signore con la bestemmia.
Il bestemmiare ostinato, che non tollera richiami e giustifica le sue bestemmie, reclamando per sé il dirittio di fare ciò che vuole, sempre, comunque e dovunque, è un “serpente insidioso”, che semina scandalo e corruzione; è un “cane ringhioso”, avvelenato dalla stoltezza e dalla rabbia; è un “somaro testardo”, incapace di parlare e capace solo di ringhiare; è una “puzzola fetente” che appesta l’aria con la sua presenza. Soprattutto è un “porco di razza” che mostra, con i suoi grugniti, quanto è grande la sua stupidità. E mi perdoni il porco se ho usato la sua immagine per dare un’idea del bestemmiatore incallito. Il porco infatti non offende il suo creatore, il bestemmiatore si!. A chi pensa che io, fin da queste prime battute, stia esagerando nel tono, ricordo che prima di me e più di me anche Gesù, San Giovanni Battista e gli Apostoli hanno paragonato certi uomini ostinatamente malvagi alle vipere, ai cani, ai porci, alle scrofe, ai somari … e ad altri personaggi dello zoo. La bibbia ce ne dà ampia conferma; cito solo alcuni passi: Mt 7,6 *Fil 3,2 * Pt 2,16.
Dunque .. non facciamo tanto i raffinati! Se qualche cosa c’è da scandalizzarsi è del dilagare della bestemmia e del “non far niente” dei cristiani, non certo di alcune mie espressioni verbali.
Grazie fin d’ora del vostro buon cuore e della vostra comprensione!
Don Enzo Boninsegna
Una parola ai preti…
Se per non aver fastidi dalla gente abbimo preso il vizietto di non dar fastidio a nessuno, e quindi neanche ai bestemmiatori (chi infatti sente ancora parlare contro la bestemmia?), ricordiamoci che più che “pastori del gregge” siamo diventati … “mandriani di porci”.
***
“A voi questo monito, o sacerdoti. Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio Nome, dice il Signore degli eserciti, manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizione le vostre benedizioni”. (Ml 2, 1-2).
Queste parole del profeta Malachia la dicono lunga sulla sterilità della nostra pastolrale.
***
Come è saggezza di un medico curare prima le ferite più gravi e poi le meno gravi, cosi è dovere della Chesa combattere prima di tutto e soprattutto la bestemmia, che tra tutti ipeccati è sena dubbio il più grave
Anguera: messaggio del 15.09.2015
Cari figli, coraggio. Sono con voi. Non perdetevi d’animo. Non perdete la speranza. Dio ha tutto sotto controllo. Cercate forza nel Signore e non vivete lontani dalla sua grazia. Vivete nel tempo delle tribolazioni, ma il domani sarà migliore per voi. Il trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato porterà pace al mondo e vedrete la mano potente di Dio agire. Datemi le vostre mani, perché desidero condurvi a mio Figlio Gesù. Vi chiedo di vivere i miei appelli e di cercare di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Avanti. Tra le mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; nel cuore l’amore alla verità. Siete importanti per il Signore. Siate miti e umili di cuore e tutto finirà bene per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
venerdì 25 settembre 2015
No agli oggetti superstiziosi
Messaggio della Madonna 14 aprile 1982 Medjugorje.
Indossare o appendere nell’auto il ben noto“corno rosso” (colorato o di metalli preziosi non fa differenza) magari insieme alla corona del Rosario o insieme al crocifisso. Ciò costituisce un vero e proprio mix disuperstizione in quanto le due cose sono totalmente inconciliabili tra loro.
Non si può credere in Dio ed allo stesso tempo affidarsi alla buona sorte che il cornetto dovrebbe garantire.
Esso rischia di diventare un vero idolo e di infrangere il primo comandamento, in quanto si mette sullo stesso piano la legge di Dio e le stolte credenze pagane. Anche se fatto in buona fede,costituisce comunque un peccato e denota la totale superficialità religiosa della persona, di fatto ancorata alla mentalità superstiziosa.
Lo stesso discorso vale per la varie medaglie, ciondoli e bracciali riportanti il propriosegno zodiacale. Chi infatti crede nell’Astrologia e negli oroscopi, imposta spesso la propria vita in funzione di essi e non pratica l’abbandono nelle mani di Dio che è l’unico Padre premuroso per ognuno di noi.
– Appendere nell’auto i cosiddetti “scacciaspiriti indiani o acchiappasogni” (dreamcatcher) costituiti da una rete che secondo una leggenda pellirossa farebbe passare solo i sogni buoni mentre catturerebbe nelle maglie gli spiriti cattivi. Siamo di nuovo nell’ambito della superstizione che rifiuta l’amorosa protezione di Dio.
Lo stesso vale per i diffusi ciondoli cinesi o indiani che molto frequentemente vengono appesi nell’auto poiché creduti dotati di particolari virtù protettive.
– Credere nelle occulte virtù curative del “bracciale di rame” pubblicizzato da molti come soluzione ideale contro artriti, dolori ecc.
Esso costituisce un elemento popolare molto conosciuto e venduto anche in molti siti internet che si raccomandano di indossarlo costantemente per non disperderne il potenziale di guarigione. Alcuni affermano di aver trovato la soluzione ai problemi di salute utilizzando il bracciale di rame e di vedere ricomparire i sintomi appena lo tolgono anche per poche ore. Si instaura così un rapporto di dipendenza molto simile a quello di un idolo o di un oggetto magico.
Sebbene siano scientificamente verificate alcune proprietà benefiche del rame, questo braccialeviene spesso considerato come un vero e proprio oggetto magico che veniva ampiamente utilizzato anche dagli antichi egizi (che erano esperti maghi). Nella sua pubblicizzazione incorriamo in termini che ci ricordano molto da vicino quelli della New Age: energia, vibrazioni, magnetismo, ecc.
A conferma di ciò si ricorda che alcuni promotori di questo bracciale richiedono che esso sia ricavato da un pezzo di rame che è stato attraversato da una scarica elettrica ad alto voltaggio (20.000 Volt !?). Ciò sarebbe necessario per acquisire i suoi “poteri” curativi.
– Discorso analogo può essere fatto per il più recente braccialetto “Power Balance” che promette di riequilibrare e bilanciare il campo magnetico ed energetico del corpo umano migliorando, a detta dei produttori, “forza, equilibrio, flessibilità e resistenza fisica”. E’ una moda che si sta diffondendo a macchia d’olio, tanto che molti finiscono per mettere più bracciali in varie parti del corpo e addirittura nel letto, al fine di ottenere i tanto auspicati benefici.
Taluni affermano l’efficacia di questo tipo di bracciale anche se non si fonda su alcun base scientifica in quanto il braccialetto è composto da semplice gomma e da due comuni oleogrammi. Sono in commercio anche delle varianti a ciondolo in perfetto stile “talismano”. Questo oggetto sembra aver condotto molta gente verso una deriva magico-supertiziosa mediante un ben strutturato plagio psicologico.
– Sempre rimanendo nell’ambito, possiamo ricordare i cosiddetti “anelli dell’immortalità” di Alex Chiu che promettono di apportare grandi benefici per la salute e l’equilibrio psicofisico. Consistono semplicemente in quattro magneti discoidali, bipolari, di diametro circa 1 cm ognuno. Montati in una struttura in plastica, vengono indossati ai mignoli, con polarità opposte.
La cosa veramente umoristica è rappresentata dal fatto che gli utilizzatori di questi anelli sostengono che, se indossati correttamente ogni notte durante il sonno, essi siano in grado di fermare l’invecchiamento e addirittura invertirne il processo. L’inventore degli anelli, illustrando i principi di funzionamento, tira in ballo i già citati concetti che stanno alla base delle dottrine orientali e della New Age quali “Energia Vitale” ( “Qi” o “Ki” o “Prana” ), “chakra”, ecc. <img class="fleft" title="" src="http://www.cristianicattolici.net/images/porta-fortuna-corni-rossi-ferro-di-cavallo.jpg" alt="" width="320" height="320" />
Insieme ai suddetti anelli, il famigerato inventore, suggerisce di utilizzare la “Gorgeous Pill”, pillola miracolosa per diventare più belli, prestanti dal punto di vista fisico e mentale e tanti altri benefici. Possiamo proprio dire che alla superstizione, qui si aggiunge veramente una grande dose di ridicolezza.
– Possedere quadri e incisioni della cosiddetta “Mano di Fatima” (Hamsa) o indossare il relativo ciondolo.
Nonostante il nome ingannevole di questo simbolo, costituito da una mano aperta con al centro un occhio, non ha niente in comune con il celebre santuario mariano portoghese, ma trae la sua origine da una leggenda musulmana alla cui base c’è la figlia di Maometto che si chiamava proprio Fatima.
Esso è considerato un amuleto contro il malocchio e gli influssi negativi in genere. La credenza in questo oggetto superstizioso si è allargata nel tempo fino ad essere utilizzata anche dalle filosofie orientali, dalla New Age ed dai movimenti esoterici ed occultistici.
Una variante della Mano di Fatima è il “Nazar Boncuk”, famoso talismano conosciuto in Italia anche con il nome di “Occhio di Allah”. E’ diffuso anche in Grecia, Cipro ed altri paese limitrofi.
Se ne realizzano ciondoli da appendere al muro o nell’auto, collane, braccialetti, orecchini, anelli, e in questi paesi rappresenta un’importante fonte di reddito per molti commercianti locali.
Il talismano è legato ad una credenza superstiziosa che gli attribuisce la capacità di assorbire le energie negative trasmesse da coloro che comunicano il malocchio.
In molti paesi rappresenta un vero e proprio fenomeno superstizioso di massa, ma anche in Italia sono numerosi i turisti che al rientro da questi paesi che ne fanno uso.
– Indossare portafortuna, talismani e amuleti (pietre, denti, radici, polveri, pentacoli ecc.), specialmente se consegnati e raccomandati da maghi o similari.
– Oggetti religiosi indossati con mentalità superstiziosa e scarsa devozione. Portare ad esempio un Rosario, una croce o una medaglietta al collo confidando nella protezione derivante dall’oggetto stesso, rischia di far scivolare nel campo della superstizione alla pari di un amuleto. Lo stesso vale per l’acqua santa qualora venga utilizzata come se l’elemento stesso fosse dotato di particolari proprietà e poteri.
Gli oggetti religiosi (meglio se benedetti) assumono un reale valore di protezione ed aiuto divino solo se indossati con fede e con spirito di preghiera, confidando nel fatto che la protezione ci è assicurata da ciò che essi rappresentano e non dall’oggetto in se stesso.
– Un accenno a parte alla cosiddetta “pianta magica” che deve essere annaffiata con il thé mentre si esprimono dei desideri. Tale operazione sarebbe inoltre integrata con la pronuncia di parole misteriose che ricordano molto da vicino le formule magiche e le espressioni per evocare gli spiriti.
E’ opportuno sradicare anche ogni attaccamento a credenze e forme di superstizione più leggere legate a determinate circostanze: specchio rotto, gatti neri, passare sotto le scale, numero 13 e 17, martedì e venerdì, rovesciare il sale, ferro di cavallo, posate incrociate sul piatto, pestare escrementi, aprire l’ombrello in casa, toccare ferro, buttare il sale, fare i corni scaramantici, ecc.
Anguera: messaggio del 14.09.2015
Cari figli, rallegratevi. Dopo il dolore verrà la vittoria. Confidate pienamente in mio Figlio Gesù. Egli è al vostro fianco, anche se non lo vedete. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Siate uomini e donne di preghiera. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Pregate. Non allontanatevi dalla preghiera. Se vi succede di cadere, chiamate Gesù ed egli verrà in vostro aiuto. Non perdetevi d’animo. Io camminerò con voi. Nella grande e finale tribolazione, gli angeli del Signore vi guideranno e sarete protetti. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Amate e difendete la verità. Chi sta con il Signore non sarà mai sconfitto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
giovedì 24 settembre 2015
Isis: Tagliamo la testa ai soldati russi
Questo intervento, ha detto l'imam "è un invito ai soldati del Califfato motivati a fare in modo che ai soldati russi in Siria venga tagliata la testa". L'imam si è poi augurato che la Russia in Siria si "frantumi" come accaduto in Afghanistan "e che i soldati dello Stato islamico distruggano il trono dei crociati".
L'imam ha pronunciato il suo sermone in occasione della Id al-Adha, la festa del sacrificio. Nelle ultime settimane Mosca ha dimostrato la sua determinazione nell'appoggiare il regime del presidente siriano Bashar Assad nella sua lotta contro gli jihadisti e non ha escluso l'ipotesi di intervenire militarmente, se Damasco lo chiedesse.
La Russia ha inoltre dispiegato in Siria numerose compagnie di fanteria della marina, incaricate di proteggere le località di interesse strategico russe in Siria: la base navale di Tartus e l'aeroporto di Latakia.
L'importanza di andare a Messa
L’andare a Messa non è semplicemente una pia pratica.
La santificazione della festa non è semplicemente un precetto.
L’eucaristia è la perpetuazione del sacrificio di Cristo sui nostri altari. E che, proprio per questo, la Messa ha gli stessi effetti che il sacrificio di Cristo sulla croce?
Effetti di valore immenso per l’espiazione dei peccati e per la redenzione del mondo.
A casa tua, raccolta in te stessa e in comunione vera col Signore, non puoi tuttavia fare quello che fai a Messa: perché a Messa si rende presente “realmente” il Signore, si ascolta la sua parola, si offri il suo sacrificio per la redenzione del mondo!
La Messa ha effetti di valore immenso quanto all’adorazione e all’amore che vengono dati a Dio. Finalmente si adora e si ama Dio come Dio è degno di essere adorato e amato.
Per conto nostro, da soli, che cosa facciamo? Il nostro amore è sempre troppo basso, troppo imperfetto, e la stessa cosa si deve dire della nostra adorazione. A Messa, invece, è tutta un’altra cosa. Non sono da soli ad amare e ad adorare Dio. Lo adoriamo e lo amiamo insieme con Cristo, realmente presente in mezzo a noi. E così possiamo dire: “Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a Te, Dio Padre onnipotente, nell’unità della Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen”.
A Messa vi sono poi gli effetti di valore immenso quanto alla santificazione delle nostre anime a motivo della santa Comunione: Qui il Signore viene nel nostro cuor con le mani piene di grazie e dice: “Sono venuto qui per servirti, per i tuoi bisogni e per quelli di tutto il mondo. Domanda, comanda. Sono a tua disposizione!”. Ti pare poca cosa questa?
E poi ascolti la sua parola, che è accompganta anche dalla riflessione del sacerdote. E mentre il sacredote parla, per quanto possano essere dimesse le sue parole, il Signore fa la sua parte nel cuore dei fedeli.
Quando si va a Messa solo per paura di fare un peccato mortale vuol dire che del cristianesimo non si è capito niente, ma proprio niente. Perché il cuore del cristianesimo è Lui, Gesù Cristo, vivo, vero, operante nei sacramenti nel medesimo e perfettissimo modo con cui operava quand’era sulla terra con il suo corpo fisico.
Dovremmo correre verso di lui nel medesimo modo in cui correva la gente per vederlo, per sentirlo, per toccarlo quando passava dalle loro parti.
A Messa c’è questo contatto addirittura “fisico” con Cristo.
Scrivi anche che puoi raccoglierti col tuo Signore anche a casa tua. Non metto in dubbio che tu possa pregare anche per conto tuo. Ma a questo proposito devo dire tre cose.
Primo, a Messa stai a contatto con lui per circa tre quarti d’ora, oltre il tempo per andare e per tornare dalla Chiesa. E anche questo è tempo dato al Signore.
Dimmi con tutta sincerità: quella che la pensano come te e che non vanno a Messa, dedicano al Signore un’ora o un’ora e mezza del loro tempo? Stanno insieme con lui così tanto? Oppure sbrigano tutto in due minuti, se lo fanno!…
Inoltre, supposto anche che uno dedichi mezza giornata della domenica alla preghiera personale, non potrà mai fare quello che fa a Messa: la presenza del Signore, la rinnovazione del suo sacrificio, la santa Comunione…
Infine: a Messa c’è l’incontro con la comunità cristiana. A Messa la Chiesa si “visibilizza”. Tu vedi la Chiesa solo quando i fratelli si trovano insieme. Diversamente questa Chiesa non si vedrebbe mai. E questo vedere la Chiesa e questo incontrarsi con la Chiesa è pieno di significati, di richiami, di comunione, di esigenza di perdono reciproco, di donarsi e di donare anche materialmente.
Ma è necessario dire che Cristo ha promesso la “sua presenza” quando i fratelli si trovano insieme.
E poi vi sarebbero mille altre cose da dire, ma non ti possono fare un trattato sul significato della messa e della santificazione delle festa.
Ma “perché è peccato grave non andare a Messa”, vi rispondo: è poca cosa dire a Cristo che non sappiamo che farcene del suo sacrificio per la nostra vita e per la vita del mondo, che non sappiamo che farcene di incontrarlo perché abbiamo di meglio e di più importante da fare, che abbiamo da preferirgli il nostro sonno, le nostre pigrizie, le nostre perdite di tempo, le nostre chiacchiere inutili, i nostri peccati, e via dicendo?
Vi rispondo con queste parole del Vangelo: “Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!». Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena» (Lc 14,15-24).
È come se il fidanzato, invitato dalla fidanzata che ha preparato per lui qualcosa di davvero grande e a caro prezzo, andasse per i fatti suoi e poi le facesse sapere che della sua presenza, dei suoi doni e del suo amore non sapeva che farsene, perché aveva da ricuperare del sonno perso in chiacchiere inutili, nello stare con gli amici, con altre ragazze o anche… con prostitute.
Ti pare che un fidanzato che si comporta così ci tenga all’affetto della fidanzata? Se si comporta così, significa che non la ama.
E la stessa cosa si deve dire di chi per mille pretesti non sa che farsene della presenza del Signore, del suo sacrificio, della sua parola, dei doni che gli porta e che porta per la vita del mondo…
Per essere onesti, bisogna dire che uno che si comporta così non ama il Signore. E il peccato mortale è proprio questo.
Carissimi, vorrei tanto che voi capiste che l’Eucaristia è davvero una grande cena, alla quale si accede pieni di gratitudine per un invito tanto immeritato e tanto onorifico.
Invochiamo l’aiuto della Madonna perché ti ottenga la grazia di capire sempre di più e sempre meglio la grazia dell’Eucaristia.
Anguera: messaggio del 12.09.2015
Cari figli, avanti senza paura. Cercate forza nella preghiera e nell’ascolto della Parola. Vivete nel tempo delle tribolazioni ed è arrivato il momento del vostro ritorno al Signore. Non state con le mani in mano. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per chiamarvi alla conversione. Ascoltatemi. Siate docili ai miei appelli e sarete grandi nella fede. Un fatto spaventoso accadrà nella Casa di Dio e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Soffro per ciò che vi attende. Allontanatevi dal peccato e servite il Signore con fedeltà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Strage Mecca: i morti sarebbero 717 secondo le autorità di Riad
Oggi si tratta del momento più delicato e pericoloso dei riti del Hajj. Si tratta, infatti, della festa islamica del Sacrificio (Eid al Adha), in cui i fedeli affrontano la tappa delle tre steli che si trovano a Mina contro le quali dovranno lanciare sette pietre, simbolo della lapidazione di Satana effettuata dal profeta Maometto. Durante il rito si registra sempre un grande affollamento intorno alle tre steli e quasi ogni anno sono decine le persone che perdono la vita per la calca o per malori vari in questa fase.
Un copione che, puntuale, si è ripetuto anche quest'anno.
Per evitare ulteriori tragedie, dopo quella del crollo di una gru sulla moschea della Mecca avvenuto due settimane fa che ha provocato la morte di 108 persone, le autorità saudite avevano rafforzato le misure di sicurezza dispiegando 100mila agenti per seguire i riti del pellegrinaggio, ma questo accorgimento non ha impedito il peggio.
Al momento sono almeno 700 i fedeli morti schiacciati nella calca. Più di 800, invece, i feriti, ma il timore è che il bilancio possa salire ancora, hanno fatto sapere la protezione civile saudita.
mercoledì 23 settembre 2015
Anguera: messaggio del 11.09.2015
Cari figli, siate uomini e donne di fede. Camminate verso un futuro doloroso e la vostra croce sarà pesante. Cecate forza in Gesù. Ascoltate con attenzione quello che vi dico: non permettete che nulla scuota la vostra fede. Voi state nel mondo, ma appartenete al Signore. Coraggio. Sono vostra Madre e sarò sempre al vostro fianco. Allontanatevi dal peccato e, pentiti, supplicate il perdono del mio Gesù attraverso il Sacramento della Confessione. Avanti sul cammino che vi ho indicato nel corso di questi anni. Non dimenticate: in tutto, Dio al primo posto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
martedì 22 settembre 2015
Le tentazioni
I Santi Padri, in questa navicella battuta dalle acque del mare in burrasca in cui dorme Gesù mentre i suoi discepoli si affaticano per non fare naufragio, identificano la santa Chiesa la quale, fin dal suo nascere, quasi barca in mare burrascoso, fu sempre combattuta da fierissime persecuzioni. Primi a perseguitare questa navicella di S. Pietro furono i tiranni persecutori che fecero scorrere il sangue dei martiri per ogni dove si estendeva il cristianesimo; poi, gli eretici con gli errori e le false dottrine; infine, innumerevoli cristiani con i loro stravizi e la loro disordinata condotta. In mezzo a tante procelle, per grazia di Dio, la Chiesa si mantenne sempre ferma ed immobile e qualunque attacco nemico non valse mai a farla minimamente crollare, perché di lei sta scritto che: « Portae inferi non prevalebunt ».
Ma della povera anima nostra, che ne sarà? Anch’essa è la mistica navicella, dicono i sacri commentatori, gettata nel mare tempestoso della vita e assalita da fierissime tentazioni. Si manterrà essa ferma, costante, inamovibile nella sua fedeltà verso Dio? Allontanerà sempre, con prontezza e diligenza, l’urto nemico di continue tentazioni? Ecco l’argomento che io oggi presento alla vostra considerazione, mie Suore, affinché voi possiate essere sempre fedeli a Dio e all’anima vostra, rigettando sempre, con ogni diligenza, qualunque tentazione vi possa assalire. Vi mostrerò con brevità la fonte da cui nascono le tentazioni e vi suggerirò poi i mezzi per vincerle e superarle con sicurezza. La materia, come vedete, è di somma importanza, perciò ascoltate con attenzione.
Il beato Giacomo da Varazze, che fu nostro Arcivescovo, dice che le burrasche di mare sogliono provenire da tre cause; dall’influsso maligno di certe stelle erranti che rannuvolano il cielo, conturbano l’atmosfera e scatenano la tempesta; dallo sconvolgimento che eccitano, in fondo al mare, certi mostri marini per cui si agitano le acque mettendo in pericolo le navi e, finalmente, dal soffiare dei venti impetuosi i quali gonfiano le onde, squarciano le vele, sconquassano i legni e, spingendo la povera barca ora sulla cresta di un maroso ora su quella di un altro, la mettono in pericolo di fare naufragio.
Anche nella divina Scrittura pare si faccia menzione di queste tre cause delle tempeste marine.
L’Apostolo S. Giuda, nella sua lettera canonica, parla di certe stelle erranti le quali hanno splendore e pare che illuminino, mentre il loro influsso è maligno e nuoce grandemente a coloro su cui si riflette. La luce di siffatte stelle, infatti, si estingue in perpetue tenebre. Nel Libro di Giobbe si fa menzione di un grosso pesce chiamato balena che, sconvolgendo con i suoi movimenti le acque del mare, copre di spavento i miseri naviganti. S. Luca, poi, narrando il fatto della burrasca sollevata in mare mentre Gesù si trovava in barca con i suoi discepoli, dice apertamente che i venti, col loro soffiare impetuoso, agitarono talmente le acque che, accavallandosi, i marosi minacciavano di sommergere la povera navicella.
Venendo ora alla morale e applicando al caso nostro l’esposta allegoria, possiamo dire che le tentazioni, le quali come burrasche spaventose mettono spesso in grande pericolo la mistica barchetta dell’anima nostra, possono provenire ugualmente in noi da tre funesti motivi: 1) dai dannosi esempi di cattive compagnie; 2) dalla propria concupiscenza; 3) dai soffi del vento contrario, cioè dal demonio.
Dapprima le tentazioni possono derivare dagli esempi di cattive compagnie. Purtroppo si trovano nel mondo, e talvolta anche nelle stesse famiglie religiose, persone che, con certi loro discorsi poco rispettosi concernenti l’ubbidienza dovuta ai propri superiori e la santa carità verso i propri simili, seminano, quasi senza volerlo, nel cuore di chi li ascolta il seme dell’insubordinazione e della discordia. Non mancano poi quelle che, mostrandosi superficiali e leggere, rustiche ed intrattabili, fanno scuola di vanità, di dissipazione, di parziali amicizie e di immortificazione così che, in breve, rovinano il buon andamento di una Comunità. Ora, questi o queste tali sono appunto quelle stelle di morte che, col saper dire la loro ragione in faccia a chiunque senza riguardo né a dignità, né a persone, né ad autorità, con astuzia sanno sottrarsi all’osservanza dei più sacri doveri vantando di avere talento e di essere pratiche ed illuminate tanto da poter benissimo fare da maestre alle altre, mentre in realtà esercitano un influsso tanto nocivo che è sufficiente a far naufragare nella pratica della virtù e della cristiana perfezione tutte le loro compagne. Stelle malaugurate che, continuando a camminare fuori della retta via della religiosa osservanza, non possono aspettarsi altro che le tenebre sempiterne.
La seconda causa delle tentazioni è la nostra concupiscenza la quale, nel fondo del nostro cuore come le balene nei mari, suscita talvolta tale e tanto tumulto, che pare proprio voglia mettere a soqquadro tutte le virtù della povera anima nostra. S. Agostino paragona allora il nostro cuore alla nave in pericolo durante la tempesta. La concupiscenza è il pessimo effetto del peccato che rimane in noi anche dopo il battesimo; è quella che forma in noi quella legge del peccato contraria alla legge dello spirito, per cui il S. Apostolo Paolo tanto si affliggeva e tanto temeva di venir meno alla grazia di Gesù Cristo, che andava sospirando: «Chi mi libererà da questo corpo di morte?». La concupiscenza ci spinge a mal fare, ci distoglie dall’operare il bene, si trasforma in tutte le passioni dell’animo nostro, assume mille forme per combattere la vita dello spirito: con la superbia combatte la santa umiltà, con la cupidigia e l’attaccamento ai miseri beni della terra fa guerra alla povertà cristiana, con l’amore ai piaceri terreni mette in fuga la purezza dell’anima o, per lo meno, ne intorbida il sereno e ne diminuisce la bellezza, con l’irascibilità annulla la pazienza, con la curiosità la modestia, con la golosità la temperanza, con la tenacia la misericordia, con l’accidia la devozione, con il timore la confidenza, con la tristezza e la malinconia la carità, e genera, infine, la disperazione e la morte.
La terza causa, finalmente, da cui spesso hanno origine le violente tentazioni che talora ci assalgono, è il soffio del vento contrario, voglio dire l’istigazione del demonio. Il demonio, dice S. Pietro, ci gira sempre attorno come un furioso leone, per far preda dell’anima nostra. Egli fa come un capitano di armata il quale, volendo impadronirsi di qualche fortezza, le gira bene attorno e l’assale là dove la vede più debole. Così il demonio va esplorando bene tutte le tendenze e le inclinazioni dell’anima nostra e, dove ci vede più deboli, ivi rivolge i suoi assalti. A volte ci spinge a violare un precetto, a volte ci trattiene dal praticare una virtù. Quell’anima la conquista per mezzo della collera e del risentimento, questa per mezzo della dissipazione e della negligenza; una coi piaceri, l’altra con la vanagloria e la propria stima. In mezzo a tanti combattimenti, assalite da tanti nemici, bersagliate da tante burrasche, chi ci scamperà dal naufragio? Chi ci salverà dalla morte del peccato?
Vedute le cause e l’origine delle nostre tentazioni, vediamo ora quali siano i mezzi che dobbiamo usare per non rimanere sommersi dalle onde di sì violente tempeste. Essi sono vari, secondo la diversa natura delle tentazioni che ci si presentano. Se le tentazioni ci vengono dall’esterno, voglio dire se noi siamo tentati di venir meno ai nostri doveri dai cattivi esempi di qualcuno dei nostri simili, dobbiamo fuggirne la compagnia, astenerci dal conversare con tali persone e non intavolare discorsi, né contrarre con loro familiarità alcuna; altrimenti la mistica navicella della povera anima è in pericolo e, dice lo Spirito Santo: «Chi si mette volontariamente in pericolo, cioè in occasione di peccato, cadrà nel pericolo stesso».
Se il parlatorio, ad esempio, vi è motivo di mormorare o di restare dissipata e svogliata nel fare il bene, non ci andate. Se quella visita vi riempie la testa di fantasie, di desideri e di pretese, astenetevene. Se quella persona vi sollecita ad insuperbirvi, ad assecondarvi, ad accontentarvi, lasciatela stare da sola. Voi ricordatevi di ciò che vi impone la santa legge di Dio e del vostro stato, altrimenti farete naufragio nella carità, nella devozione e nella grazia di Gesù Cristo.
Se, poi, le tentazioni sono di quelle che nascono nel nostro cuore o dalla nostra malvagia concupiscenza o dall’istinto maligno del demonio, non bisogna inasprirsi o perdersi d’animo, ma ricorrere a Dio con confidenza e rassegnazione. I Santi Apostoli, quando videro agitarsi il mare, gonfiarsi le onde e alzarsi i marosi, non se ne stettero con le mani in mano, ma ricorsero chi al timone, chi alle vele e, quando videro che non bastavano le loro forze per resistere al pericolo, ricorsero a Gesù e gli dissero: «Signore, salvaci, noi periamo!». Così anche noi, quando sentiamo sollevarsi nel fondo dell’animo certe tentazioni, sentimenti d’ira, di avversione, di tristezza o di diffidenza, o affacciarsi alla nostra mente certe fantasie ed impure rappresentazioni, non ci perdiamo di coraggio e non stiamo inoperosi, ma presto procuriamo di volgere altrove l’attenzione o di frenare la nostra superbia o di mortificare con più diligenza i nostri sensi e, dopo tutto questo, rivolgiamoci con grande umiltà e maggiore confidenza a Gesù che dorme nel nostro cuore a causa del nostro torpore e della nostra tiepidezza e, facendo appello alla fede, alla speranza e alla carità, svegliamolo e diciamogli con tutto l’animo: «Signore, salvateci voi da questo pericolo, perché non siamo capaci di liberarcene». Gesù si alzerà e, comandando al vento e al mare, cioè infondendoci una grazia più copiosa e più efficace, tranquillizzerà ogni tumulto e l’anima resterà in pace.
Notate bene, però, che non dobbiamo pregare il Signore che ci liberi dalla tentazione: questo no, perché nella nostra condizione di miseri figli di Adamo non è possibile poter condurre la vita senza contrasti e senza combattimenti; dobbiamo solamente pregarlo di darci la grazia per non cedere alla tentazione e riportare vittoria su di essa, dobbiamo formulare, in questo caso, la preghiera degli Apostoli a Gesù addormentato nella barca, insieme a quella che lo stesso divino maestro ci insegnò nella sesta domanda del Pater Noster. Quando, nel Pater Noster, noi chiediamo al Padre celeste che non ci induca in tentazione, non intendiamo pregarlo che ci liberi da ogni tentazione, ma di non lasciarci cadere nella tentazione e di sostenerci sempre col suo divino aiuto, in modo da riuscire sempre vittoriosi.
Oltre a ciò, un altro efficace mezzo per riportare vittoria sulle tentazioni, di qualunque genere esse siano, consiste nel ricorrere alla Beatissima Vergine. Se noi amassimo di vero cuore Maria, Ella ci salverebbe da ogni pericolo. Ella ha il titolo di «Stella del mare», appunto perché ci salva nel mare tempestoso di questo mondo. Quando, dunque, ci sentiamo assalire da qualche fiero impeto di vento contrario o di smodata concupiscenza, rivolgiamoci con affetto a questa «Stella del mare»:
« Aspice stellam, voca Mariam » e, in mezzo alle nostre tempeste, diciamole con veri sentimenti di amore: «O Maria, tu sei l’unica stella che può salvare la navicella dell’anima mia».
Se poi, dopo tutto questo la tentazione non cessa, il sereno non viene, la calma non subentra, conviene rimettersi con lieta rassegnazione al divino beneplacito. Dio, infatti, tiene in considerazione il nostro buon volere e noi dobbiamo essere certi che le tentazioni non possono turbare mai un’anima che le sa dissimulare e che, anche qualora una tentazione di qualsiasi natura durasse tutta la nostra vita, non potrebbe mai renderci sgraditi al nostro buon Dio, purché essa non sia da noi accolta ed assecondata.
Notate bene che passa grandissima differenza tra il sentire la tentazione e l’acconsentire alla stessa; uno può sentire le tentazioni anche se gli dispiacciono, ma non vi può acconsentire senza che esse gli piacciano, poiché il piacere, per ordinario, serve di scalino per arrivare al consenso.
Quanto a voi, avendo l’anima vostra concepito il grande desiderio, ispiratole da Dio, di non essere che di Lui e di non vivere che per Lui, non siate facili a credere che l’anima vostra presti il suo consenso a tentazioni contrarie al suo santo desiderio. Se voi ne sentite l’importunità ed il vostro cuore se ne lamenta, non sono forse questi contrassegni che esse non sono da voi accettate con consenso deliberato?
Non vi turbate, o mie Suore, all’arrivo di certe tentazioni. Esse, forse, vi turbano perché vi pensate troppo. Il disprezzo per certe tentazioni è il miglior rimedio e il più utile. Il Signore permette che siamo combattuti e travagliati da funeste tentazioni per provare la nostra virtù, per esercitare la nostra pazienza, per risvegliare in noi la fede: per darci, in una parola, occasione di acquistare maggiori meriti per il paradiso. Lo Spirito Santo, per bocca dell’Apostolo S. Giacomo, dice: «Beato l’uomo che soffre la tentazione perché, dopo che sarà stato provato, riceverà la corona della vita che Dio promise a coloro che lo amano veramente».
Se noi facciamo ogni sforzo per combatterle, non temiamo che si abbia a perdere la nostra barca ove riposa Gesù. Egli dorme, o finge di dormire, nel nostro cuore, perché noi poco lo amiamo, ma se a Lui ci accostiamo con vero fervore si sveglierà presto e, levandosi su, comanderà alle passioni che si tranquillizzino e così alla burrasca subentrerà per noi la tranquillità e la pace.
Putin: accordo con Israele per combattere isis
Dopo il positivo incontro Putin ha dichiarato: “La Russia agirà in Medio Oriente in maniera responsabile” anche per tutelare il popolo di Israele, uno Stato “dove vive un grande numero di ex cittadini sovietici”. Netanyahu ha parlato di “risultato importante per la nostra sicurezza nazionale”, sottolineando che l’alternativa sarebbero stati probabili scontri tra esercito russo e quello israeliano “nel teatro di guerra siriano”.
La Russia si prepara dunque ad un ruolo fondamentale nelle vicende siriane e nella lotta all’Isis e a quanto pare lo avrà anche con l’avallo o comunque con il tacito consenso degli Stati Uniti che potrebbero anche partecipare a quella coalizione che vede già attive anche Francia, Gran Bretagna e Canada. Putin ha dato la spinta decisiva affinché la guerra all’Isis e ai ribelli non si limitasse più soltanto ai raid aerei che, a quanto pare, non hanno dato i risultati sperati lasciando di fatto le cose così com’erano. Anzi, come abbiamo visto in queste settimane, l’Isis ha potuto avanzare e compiere i suoi atroci delitti. Ora tutto questo potrebbe essere fermato anche e soprattutto grazie a Putin che ormai non si nasconde più e si candida ad essere colui che salverà l’Europa dall’Isis. Senza contare il fatto che una pacificazione nell’area siriana potrebbe arginare anche le migrazioni di massa dei profughi che a quel punto non avrebbero più una guerra da cui scappare.
lunedì 21 settembre 2015
Medjugorje e le sue guarigioni
Alcune guarigioni inspiegabili
I seguenti casi presentano una abbondante documentazione medica allegata.
…da malattia al cervello
Damìr Coriæ, Mostar, Jugoslavia (estate ’81)
Nato nel ’60, è stato curato presso la clinica neurochirurgica di Zagabria, perché affetto da hydrocephalus internus, ossia aumento della pressione del liquor sul cervello. Operato per tre volte, si doveva ogni volta rioperare, per il sopravvenire di un’emorragia cerebrale. Nel marzo dell’81 viene dimesso ma resta la prognosi: senza il drenaggio del liquor aumenterà sempre la pressione nell’interno del cranio; mentre purtroppo il drenaggio, causando ipotensione, finirà per provocare il collasso del cervello. È in queste gravi condizioni che Damìr, in agosto, viene portato a Medjugorje. Qui Vicka prega su di lui ed ecco, il male d’improvviso scompare del tutto.
…dalla cecità
Jozo Vasilj, di Medjugorje (luglio ’81)
Ecco la sua testimonianza (era ottantacinquenne all’epoca dei fatti): «Otto anni fa, in seguito a un attacco di apoplessia, il mio occhio sinistro si era completamente spento; negli ultimi quattro anni, poi, anche l’altro occhio mi lasciò, e io non ci vedevo più. Chiesi allora a Vida Vasilj di portarmi dalla collina delle apparizioni un mazzo di salvia e del semprevivo: immersi le piante nell’acqua di una catinella e la mattina dopo mi ci lavai. Ed ecco che, mentre mi asciugavo la faccia, dico a mia moglie: «Moglie, ci vedo!». Lei mi risponde: «Ma va là, com’è che ci vedi?». «Vedo che non ti sei messa le calze!». Così mia moglie, e dopo tutti gli altri, potè rendersi conto che adesso ci vedevo. Mentre mi lavavo recitavo il Credo.»
..da sclerosi multipla
Prof. Rita Klaus, Pennsylvania, U.S.A. (giugno ’86)
Insegnante universitaria, madre di tre figli, ha sofferto per 26 anni di sclerosi multipla, in continuo peggioramento ed è stata operata più volte perché i due ginocchi si erano flessi all’interno; usava stampelle o carrozzine e soffriva di incontinenza. Ecco la sua testimonianza: «L’8 giugno dell’86, mentre recitavo il rosario, mi venne il pensiero di chiedere a Nostro Signore la guarigione per intercessione della Madonna di Medjugorje, di cui avevo letto.
D’un tratto avvertii in tutto il corpo una violenta scossa, seguita da una sensazione dolcissima che mi lasciò dentro una grande pace». Il giorno dopo Rita ritrovò la sensibilità dei piedi: si tolse gli apparecchi ortopedici alle gambe che le erano tornate dritte e finalmente corse giù per le scale gridando di gioia. I suoi cari, felici, telefonarono al medico curante che ascoltò incredulo; ma la visita fu determinante: non vi era più traccia della sclerosi.
…da tumore al seno
Venka Bilie Brajcic di Split, Jugoslavia (inverno ’81)
Nel gennaio dell’80 le viene asportato il seno sinistro. Nove mesi dopo, nonostante la cobaltoterapia, proliferano le metastasi raggiungendo il seno destro. Ecco la testimonianza di Venka: «Nel settembre dell’81, dopo sei mesi di trattamento, le croste che erano sul mio petto si erano trasformate in piccole piaghe che poi via via si sono unite in due grandi uniche piaghe… Allora mi accompagnarono a Medjugorje e lì, dopo le preghiere in chiesa, continuate per tre giorni da parte delle donne che si erano unite a me e a mia sorella, le piaghe cambiarono aspetto: sotto le croste cadute si andava formando una pelle nuova. Durante il gennaio dell’82 la piaga posta più in basso scomparve, e anche quella di sopra si seccò…». L’esame medico conferma ormai la totale assenza di proliferazione di metastasi.
…da sclerosi multipla
Iva Iole, Mostar, Jogoslavia (sett ’81)
La diagnosi dell’ospedale di Mostar: infiammazione disseminata delle circonvoluzioni cerebrali. All’ospedale di Zagabria precisano: Encelalomielite disseminata. In una terza clinica specializzata l’infausta diagnosi viene completata: Sclerosi multiplex, non curabile. Allora nell’agosto dell’81 Iva, affidatasi a Dio, si reca a Medjugorje. Qui i veggenti pregano per lei la Vergine; anche lei prega e digiuna, migliorando poco a poco; finché il 13 settembre, sul monte Križevac, durante la Messa sulla Croce, guarisce repentinamente e totalmente.
…un’amputazione evitata
Mirko Brkic, Banjaluka, Jugoslavia (marzo ’82)
Si era fratturato una gamba. Nell’ospedale di Banjaluka gli avevano messo un chiodo; e poi era stato curato nell’ospedale di Belgrado, ma sotto il ginocchio gli si era formata una piaga che non si chiudeva. I ripetuti interventi non avevano arrestato il male e la piaga diventava sempre più profonda: ormai si vedeva l’osso. A questo punto veniva deciso di amputare la gamba. La famiglia di Mirko fece allora voto alla Madonna di Medjugorje, pregando e digiunando. Ed ecco che, alla vigilia del giorno fissato per l’amputazione, la piaga improvvisamente si richiuse. Meravigliati, i medici rinunciarono all’operazione. Dopo qualche giorno la piaga era completamente cicatrizzata.
…da frattura alla spina dorsale
Marija Brumec, Maribor, Slovenia (agosto ’83)
Nel giugno dell’82 è caduta dall’alto di un carro di fieno fratturandosi la spina dorsale. Diagnosi: l’undicesima vertebra è spezzata, schiacciata; e aderisce con la decima. Nonostante le cure di riabilitazione, Marija viene dichiarata invalida per il resto della vita. Nel corso di un pellegrinaggio a Medjugorje, nell’agosto dell’83, guarisce all’istante. Ora Marija, nei campi, può fare i lavori più pesanti, come prima dell’incidente: sulle ultime lastre della spina dorsale non v’è traccia della lesione.
…da sclerosi a placche
Diana Basile, Milano, (maggio ’87)
Colpita nel 72 da disgrafia alla mano destra (tremori e impossibilità di scrivere e mangiare) e da completa cecità dell’occio destro, dovette sospendere il lavoro al Centro Traumatologico di Milano, perché nel novembre 1972 le fu confermata la diagnosi di Sclerosi Multipla e la sospensione per invalidità. Si aggiunsero successivamente difficoltà motorie, l’inutilizzo del braccio destro e una totale incontinenza urinaria e fecale con dermatosi perineale. Dopo un viaggio a Lourdes concluso con un lieve miglioramento, fu sospesa ogni terapia fino all’83, quando subentrò la perdita dell’equilibrio e del controllo motorio. Alla malata, colta da una crisi depressiva, viene proposto un pellegrinaggio a Medjugorje, organizzato dal parroco di San Nazaro, a Milano, don Giulio Giacometti.
La Sig.a Basile dichiara: «mi trovavo ai piedi degli scalini, presso l’altare della chiesa di Medjugorje, il giorno 23 Maggio 1984. La Sig.a Novella Baratta di Bologna (Via Calzolerie, 1) mi ha aiutato a salire i gradini, prendendomi per il braccio. Quando mi sono trovata là non volevo più entrare nella sagrestia con i veggenti. Ricordo che un signore in lingua francese mi diceva di non muovermi da quel punto. In quel momento la porta è stata aperta e sono entrata nella sagrestia. Mi sono inginocchiata dietro la porta, poi sono entrati i veggenti in attesa dell’apparizione. Quando questi ragazzi si sono inginocchiati contemporaneamente, come spinti da una forza, ho sentito un rumore forte. Poi non ricordo più nulla (né preghiera, né osservazione). Ricordo soltanto una gioia indescrivibile e di aver rivisto (come in un film) alcuni episodi della mia vita che avevo completamente dimenticato.
Alla fine dell’apparizione ho seguito i veggenti che si recavano verso l’altare principale della chiesa di Medjugorje. Improvvisamente camminavo dritta come tutti e mi sono inginocchiata normalmente, ma non me ne accorgevo. La Sig.a Novella di Bologna mi è venuta incontro piangendo.
Il signore francese di circa 30 anni (forse era prete perché aveva il collare ecclesiastico) era emozionato e mi ha subito abbracciata.
Il Sig. Stefano Fumagalli, consulente tessile del Tribunale di Milano (Ab. Via Zuretti, 12) che viaggiava sul mio stesso pullman, mi è venuto incontro dicendo «lei non è più la stessa persona; dentro di me chiedevo un segno ed ora lei esce di lì così cambiata».
Gli altri pellegrini che viaggiavano sullo stesso pullman della Sig.a Basile hanno subito capito che era accaduto qualcosa di molto evidente. Hanno subito abbracciato la Sig.a Basile ed erano visibilmente emozionati. Rientrando in Hotel a Liubuskj in serata la Sig.a Basile notava di essere tornata perfettamente continente, mentre la dermatosi perineale era scomparsa.
Normale è tornata la possibilità di vedere con l’occhio destro (cecità dal 1972). Il giorno dopo (24/5/84) la sig.a Basile, insieme all’infermiere sig. Natalino Borghi ha percorso a piedi il tragitto Liubuskj-Medjugorje (circa 10 km.) a piedi nudi, in segno di ringraziamento (nessuna lesione) e nello stesso giorno (Giovedì) è salita sulla montagnetta delle tre croci (luogo delle prime apparizioni).
DA UN ESORCISMO DELL’ 11 FEBBRAIO 2013 , LUCIFERO :”QUELLO LASSU’ STA PER TORNARE SULLA TERRA ,NON SO NE’ IL DOVE NE’ IL QUANDO ,MA SENTO CHE QUEL GIORNO E’ MOLTO ,MOLTO,MOLTO VICINO …”
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