giovedì 22 giugno 2017

DA UN ESORCISMO DELL’ 11 FEBBRAIO 2013 , LUCIFERO :”QUELLO LASSU’ STA PER TORNARE SULLA TERRA ,NON SO NE’ IL DOVE NE’ IL QUANDO ,MA SENTO CHE QUEL GIORNO E’ MOLTO ,MOLTO,MOLTO VICINO …”

Esorcismo dell’11 febbraio 2013


L’annuncio del Romano Pastore della Chiesa Universale, suscita in noi riflessione e timore per quanto sta attraversando la vacillante barca di Pietro.

A tal proposito riportiamo la confessione fatta da Lucifero, durante un esorcismo, che lascia sbigottiti e sgomenti, qualora le sue parole risultassero confermate nel prossimo futuro.

Ecco il testo integrale:

Esorcista: Nel nome dell’Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo?

Lucifero: ” Noooooo, Quella là nooooo!
Il solo sentire pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demoni, un tormento infinito.

Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l’Alta Dama mi obbliga a risponderti Prete schifoso!
La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. E’ l’ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale.

Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove e né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino. Le mie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto, devo concentrarmi e recuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demoni contro la Sede Apostolica.

Non basta la corruzione, non basta l’avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.

Esorcista: Nel nome di Cristo, dimmi cosa vuoi fare contro la dolce Sposa di Dio?

Lucifero: Sono duemila anni che noi angeli decaduti con l’aiuto di uomini di Chiesa e di politicanti da strapazzo, cerchiamo di colpire mortalmente Quella tremenda Invenzione del Nazareno. Purtroppo non ci siamo ancora riusciti, perchè essa appartiene all’Onnipotente.

Tutti i nostri sforzi risultano vani, perchè le porte dell’inferno, come Quel crocefisso disse, non prevarranno. Ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a colpirla, a ferirla, a farla sanguinare, anche grazie a chi, dall’interno di essa, si è consegnato nelle nostre mani.

Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di Quello inchiodato alla croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi.

Stiamo lavorando a spopolare i seminari, a far chiudere i conventi, ma non riusciamo a far smettere quelle donne e quegli uomini, rinchiusi dietro una grata, di pregare. Ancora ci sono giovani che si dedicano alla preghiera nel silenzio di quei monasteri. Maledetti! quanto ci fanno male quelle vite donate all’Altissimo.

Esorcista: In nome di Dio Onnipotente, ti ordino di dirmi cosa stai cercando di fare e di organizzare?

Lucifero: Nooooooo! Non te lo dicooooooo!

Esorcista: Ti ordino per il Sangue Preziosissimo di Cristo, di dirmi quanto ti ho chiesto?

Lucifero: Quello lassù è stanco dei vostri peccati, è disgustato dell’azione degli uomini, è deluso dall’agire delle donne. Siete affogati nel peccato. La maggior parte dell’umanità è mia, morta spiritualmente e non riesce a risollevarsi.

Ormai molti Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, sono in totale dissenso rispetto alla Tradizione della vostra Chiesa, sono in disaccordo sul conservatorismo papista.

E dietro il progressismo, dietro certe aperture post conciliari ci siamo noiiiiiiiii! Perchè vogliamo la confusione, la dissociazione, la divisione dentro e fuori la Sede petrina, come la chiamate voi.

Continuate pure a credere che tutto è una favola pretigna, cosi il numero di quelli che precipitano qui all’inferno aumenterà sempre più. Ormai non si contano più.

Esorcista: Nel nome dei Santi Martiri, di San Pio, di Santa Bernadette, di la verità sul futuro della Chiesa di Roma?

Lucifero: Non conosco il domani. Questo lo conosce solo Lui. Non so cosa accadrà tra un istante, perchè lo sa solo Lui. Non prevedo eventi, ma solo il presente.

Sono un perdente, uno che si è ribellato ed ha perso tutto. Ho perso il paradiso. Per sempre. Ma ho un obiettivo: trascinare quante più anime possibili nel mio regno di tormento. Voglio vendicarmi della mia cacciata dal paradiso, con lo strappargli anime. E’ questa la mia eterna vendetta.

Io non sono eterno, sono creatura proprio come voi, ma molto più forte di voi, molto più potente, più abile, più astuto. Sfrutto la mia astuzia per rovinarvi.

Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua Stabilità.

Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell’allontanamento da Lui.

Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal Suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo.

Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto non le daremo pace.

Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare.

Sento il tuono dell’Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l’obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo.

Quel papa della “Rerum Novarum”, vide, mentre celebrava la Messa, i demoni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Cosi scrisse quell’odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione.

Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti, e se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio.

Se vedeste i mostri infernali agirarsi per il mondo morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.

Esorcista: Nel nome della Santissima Trinità dimmi cosa hai in mente di fare contro l’umanità?

Lucifero: Distruggerla con tutte le mie forze. Ridurla in schiavitù. In una parola : Dannarla.
Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all’esasperazione e alla bestemmia.
La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare.

Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all’inferno.

I miei servi sono già all’opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine.

La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. E’ questo il mio fine: essere dio al posto di Lui.

Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli.

Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia.

Il tempo sta per finire ed Io sono tutto preso dall’aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.

Esorcista: Nel nome di Santa Gemma Galgani, di Santa Teresa di Gesù Bambino, di Santa Maria Goretti, cosa dobbiamo fare per vincerti e salvarci l’anima?

Lucifero: Noooooo! Non voglio parlareeeeeee!
Quello lassù mi costringe a risponderti.
La preghiera del Rosario, quella corona maledetta che tante anime ci strappa, è potentissima contro di noi, è un martello che ci schiaccia.

Ritornate in Chiesa, confessatevi settimanalmente e comunicatevi spesso. Controllatevi, sopportatevi reciprocamente i difetti. Amatevi e fate risplendere in voi la luce della Fede. La pace l’otterrete solo con la corona tra le mani, solo con la comunione sovente.

Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità. Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna. E’ uno scudo potente contro l’inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male.

Pregate per Papa Benedetto, ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa, il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell’anima, ma non l’ho vinto.

Pregate per i Cardinali, MOLTI DEI QUALI SONO MIEI, pregate per i vescovi che ormai vanno per conto loro.

Pregate per i sacerdoti hanno bisogno del sostegno delle vostre preghiere. Pregate per i nemici, gli amici, gli sconosciuti, i lontani, e Lui si ricorderà di voi.

Quellà lassù è triste perchè vede ogni giorno molti suoi figli precipitare all’inferno, nonostante le sue continue apparizioni, a cui non crede quasi nessuno.

Le sue lacrime versate per lo stato pietoso in cui molte anime vivono, stanno per terminare e lasceranno spazio ai castighi del Cielo”.

lunedì 19 giugno 2017

Gli angeli custodi

 

Non dei paffuti cherubini che suonano l’arpa su una nuvola, ma esseri spirituali potenti che lottano per la tua anima. Ecco come evitare di seguire credenze sbagliate sugli angeli custodi


Quanto spesso ci fermiamo a riflettere su quanto sia una benedizione aver ricevuto il dono un angelo che ci guida e che veglia su di noi? Molti di noi da bambini hanno pregato la preghiera dell’angelo custode, ma da adulti tendiamo a dimenticare l’importanza e la potenza che gli angeli possono avere sulle nostre vite.

La spiritualità New Age ha lasciato molta confusione su cosa siano davvero gli angeli, su come possiamo comunicare con loro e sul potere che esercitano nelle nostre vite. È importante sapere cosa dice la tradizione della Chiesa Cattolica riguardo agli angeli custodi.

Ecco una lista di cose da sapere sugli angeli custodi per evitare di seguire credenze sbagliate:


1. Sono reali


La Chiesa Cattolica non ha inventato gli angeli custodi per far addormentare i bambini. Gli angeli custodi sono reali. “L’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l’unanimità della Tradizione (Catechismo della Chiesa Cattolica, 328). Ci sono innumerevoli esempi di angeli nelle Scritture. Hanno ministrato a chiunque, dai pastori a Gesù stesso.

“Quando siete tentati, invocate il vostro angelo. Lui vuole aiutare voi più di quanto voi vogliate essere aiutati! Ignorate il diavolo e non abbiate paura di lui; trema e fugge alla vista del vostro angelo custode.” (Giovanni Bosco)

2. Tutti ne abbiamo uno


“Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore per condurlo alla vita” (San Basilio Magno). Non dobbiamo condividere gli angeli custodi. Sono così importanti per il nostro benessere spirituale che Dio ci ha benedetti con un angelo custode personae. “Grande è la dignità dell’anima degli uomini, perché ognuno di essi ha dall’inizio della vita un angelo incaricato di proteggerlo”. (S. Girolamo)

3. Ci conducono in Cielo (se noi lo permettiamo)


“Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?” (Ebrei 1:14). I nostri angeli custodi ci proteggono dal maligno, ci assistono nella preghiera, ci spingono verso decisioni sagge, ci rappresentano davanti a Dio. Sono in grado di agire sui nostri sensi e sul nostro pensiero, ma non sulla nostra volontà. Non possono scegliere per noi, ma ci incoraggiano in ogni modo possibile a scegliere la verità, la bontà e la bellezza.




4. Non ci abbandonano mai


“Cari amici, il Signore è sempre vicino e operante nella storia dell’umanità, e ci accompagna anche con la singolare presenza dei suoi Angeli, che oggi la Chiesa venera quali ‘Custodi’, cioè ministri della divina premura per ogni uomo. Dall’inizio fino all’ora della morte, la vita umana è circondata dalla loro incessante protezione” (Papa Benedetto XVI). Non c’è motivo per disperarsi e sentirsi soli, perché ci sono angeli che camminano al nostro fianco per intercedere del continuo per le nostre anime. Neanche la morte ci separerà dal nostro angelo. Sono continuamente al nostro fianco sulla terra, e di certo resteranno con noi nel cielo.

sabato 17 giugno 2017

​4.484 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 15/06/2017

Cari figli, Mio Figlio Gesù è il vostro tutto. Confidate in Colui che vede ciò che è nascosto e vi conosce per nome. Cercate forze nelle Sue Parole e nell’Eucaristia. La Promessa del Mio Gesù fatta alla Sua Unica Chiesa deve essere motivo di gioia per tutti voi: “Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”. Egli è realmente in mezzo a voi presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità nell’Eucaristia. CercateLo sempre per essere grandi nella fede. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Camminate per un futuro di dolore. Gli eretici causeranno grande disordine. Dalla mancanza di umiltà e di accettazione della verità nascono le eresie che conducono i Miei poveri figli alla morte spirituale. Sono la vostra Madre Addolorata. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Siate forti. Non tiratevi indietro. Non perdetevi d’animo. Difendete Gesù. Pietro, con coraggio, ha difeso i Veri Insegnamenti di Mio Figlio Gesù e fermò gli eretici; Fu perseguitato, ma non si ritirò. Voi che siete del Signore, non lasciatevi ingannare dal pantano delle false dottrine. Restate con i Veri Insegnamenti della Chiesa di Mio Figlio Gesù. Chi rimarrà fedele sino alla fine sarà proclamato Benedetto del Padre. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

venerdì 16 giugno 2017

12 fenomeni inspiegabili che si verificano sui corpi incorrotti dei santi

Dalle luci prodigiose ad odori particolari, dalle membra flessibili al sangue liquido a distanza di decenni e secoli


Il prodigio dell’incorruzione del corpo dei santi è accompagnato quasi sempre da fenomeni insoliti e inspiegabili, che appaiono come un ulteriore segno dell’intervento diretto di Dio.


Come spiega Giuseppe Fallica in “Il miracolo dei corpi incorrotti” (edizioni Segno), possono essere suddivisi in dodici categorie.


1) L’ODORE DI SANTITA’


Il fenomeno costatato con più frequenza è quello di una dolcissima fragranza preternaturale, percettibile nelle vicinanze del corpo del defunto, e che qualche volta dura per mesi o persino per anni.


Qui basti citare il caso di Sant’Alberto Magno (m. nel 1280), fragrante a 200 anni di distanza dal trapasso; quello del Beato Angelo da Sansepolcro (m. nel 1306), profumatissimo dopo 176 anni; quello di Santa Teresa d’Avila (m. nel 1582), dopo 330 anni, o ancora quello di Santa Rita da Cascia (m. nel 1447), fragrante ancora oggi.




La principale obiezione dei critici è che si possa trattare di un odore prodotto da balsami che furono utilizzati per la conservazione della salma. Tuttavia, diversi elementi concorrono a smentire tale ipotesi.


In primo luogo le prove testimoniali che, oltre ad escludere il ricorso a sostanze conservative, dimostrano come solitamente il profumo cominci immediatamente dopo il decesso (per esempio San Vincenzo Pallotti, Beata Giuseppa di Sant’Agnese, ecc).


In secondo luogo le circostanze della morte o della sepoltura, che consentono di escludere l’applicazione di balsami. Per esempio la santa di York, Inghilterra, Santa Margherita Clitherow Middleton, martire, fu condannata a morte dai protestanti, stesa al suolo legata con le mani e i piedi a dei pioli. Poi sotto la schiena fu posta una pietra aguzza e sul corpo una porta di legno sulla quale furono ammassati grossi pesi fino a schiacciarla mortalmente. Il martirio durò in tutto una quindicina di minuti, poi il corpo fu gettato in una fossa di acqua putrida e melmosa. Per sei settimane venne ricercato il suo corpo, finché non fu ritrovato ancora incorrotto fresco, puro e profumato. Il Beato Bernardo Scammacca, invece, fu gettato in una fossa comune, e quando si aprì la tomba per trasferirlo in un luogo più dignitoso, il suo corpo era incorrotto e rilasciava un odore inebriante.

In terzo luogo le ricognizioni necroscopiche dei corpi, durante le quali non fu mai riscontrata l’applicazione di trattamenti (per esempio Serva di Dio Maria Margherita Wake, San Gaspare Del Bufalo, ecc.).

Per di più, in certi casi il miracolo non si limita alla salma. L’aroma sulla salma di Santa Lucia da Narni (m. nel 1544) si trasmise a tutti gli oggetti con cui la reliquia venne a contatto durante la sua esposizione. Nel caso di San Vincenzo Pallotti (m. nel 1850), il profumo esalato dal cadavere persistette per un mese nella stanza in cui era deceduto, malgrado la finestra aperta.


2) LA FLESSIBILITA’ PERMANENTE DELLE MEMBRA


Dopo il buon odore, l’assenza della rigidità cadaverica è il fenomeno riscontrato con più frequenza nei corpi di persone morte in fama di santità.


Alla morte della Beata Maria della Passione (1912), per esempio, il suo medico testimoniò: “Nonostante la stagione fosse caldissima, essendosi al 27, 28, e 29 luglio, nell’Italia meridionale, in Chiesa piccolissima e con numeroso concorso di popolo, tuttavia il corpo ancora flessibilissimo, e sebbene maltrattato dal continuo toccare delle persone che si avvicinavano, con meraviglia di tutti, rimase sempre incorrotto e senza tramandare il benché minimo cattivo odore; anzi si osservò che il volto diveniva sempre più bello e profilato” (l. Fontana)


3) L’EFFUSIONE DI SANGUE FRESCO


Il flusso di sangue fresco nei corpi santi, anche dopo un intervallo di settimane, mesi, o persino anni, è un fenomeno abbastanza ricorrente nei casi d’incorruzione, anche se meno comune dell’odore di santità e del- l’assenza del rigor.


Tra i tanti episodi che si possono citare, ricordiamo il flusso di sangue fresco scaturito dalle narici di Santa Caterina da Bologna (m. nel 1463) a distanza di tre mesi dalla dipartita; il versamento generato dal- l’amputazione di un dito della salma di San Giovanni della Croce (m. nel 1591), nove mesi dopo il trapasso; l’effusione di sangue dal naso che si verificò il ventiquattresimo giorno d’esposizione del corpo di San Bernardino da Siena (m. nel 1444).




4) L’ESSUDAZIONE DI FLUIDI


Un altro evento tipico è l’essudazione di particolari fluidi, descritti (secondo i casi) come olio vegetale, liquore, unguento, manna, profumo o acqua; e in grado di operare miracolose guarigioni.


Ad esempio su San Gerardo Maiella (m. nel 1756 e sepolto a Materdomini, Avellino), un secolo dopo la sua scomparsa le autorità ecclesiastiche ordinarono una ricognizione delle reliquie. All’apertura della tomba si scoprì che un olio fragrante sgorgava copiosamente dal cranio e dalle ossa.


A Toledo, in Spagna, il corpo della Beata Maria di Gesù (m. nel 1640) essuda ancora oggi un profumo (descritto come aroma di rose e gelsomini), insieme con una manna oleosa.


Il fenomeno risulta assolutamente inspiegabile per la scienza, che non è stata in grado di individuare casi simili d’essudazione, né sui corpi conservati artificialmente, né su quelli preservati da cause naturali. Naturalmente è da scartare in partenza l’ingenua tesi che si possa trattare di balsamo utilizzato per la conservazione delle salme: come spiegare, infatti, la quantità e la durata di tali secrezioni (persino centinaia d’anni), la loro cadenza periodica, oppure il fatto che ad essudare siano semplici ossa o una lapide?


5) IL MANTENIMENTO DEL CALORE


Meno frequente, ma riferita da testimoni degni di fiducia, è la persistenza del calore per molto tempo dopo la morte; a volte con una temperatura notevolmente alta.


Nel caso della Serva di Dio Maria Villani (m. nel 1670), il chirurgo che eseguì (nove ore dopo il decesso) l’intervento per l’estrazione del cuore, ebbe difficoltà a introdurre la mano nelle cavità addominali, talmente forte era il calore. Lo stesso fenomeno venne riscontrato con la Venerabile Serafina di Dio (m. nel 1699), a trenta ore di distanza dal trapasso.


Secondo la scienza, è possibile che i fenomeni putrefattivi possano com- portare il ritorno di un certa temperatura, ma l’ipotesi non è applicabile agli incorrotti, in quanto (nel loro caso) il calore si accompagnava alla constatazione di organi freschi, assenza di cattivo odore e nessuna traccia di putrefazione.


6) I MOVIMENTI RAZIONALI E VOLONTARI DELLA SALMA


Non mancano gli episodi in cui il Santo, già morto, abbia alzato un braccio per benedire (San Gibriano, Santa Eustochia da Messina), sollevato un piede per essere baciato (Sant’Agnese da Montepulciano), aperto gli occhi e rivolto il capo verso il Santissimo Sacramento (San Pasquale Baylon), coperto le parti intime con le mani mentre veniva rivestito (San Filippo Neri, San Gerardo da Aurillac), incrociato le braccia sul petto (Beata Veronica da Binasco), oppure abbia sorriso mentre veniva trasportato davanti all’altare (Santa Caterina De’ Vigri).


Si tratta di eventi, per i quali si deve escludere la possibilità di uno stato catalettico o di una morte apparente, a causa delle circostanze stesse che accompagnano il fenomeno; così come, la razionalità e la logica dei gesti escludono la possibilità di movimenti convulsivi del cadavere dovuti alle conseguenze della putrefazione.


7) IL RINGIOVANIMENTO DEI CORPI


Il corpo incorrotto generalmente non suscita né orrore né spavento, anzi colpisce per la serenità dell’aspetto, simile a quello di una persona addormentata. Ma si conoscono casi clamorosi in cui i testimoni presenti al trapasso hanno assistito ad autentici miracoli: in pratica (scomparse improvvisamente le tracce che il tempo e le malattie avevano lasciato) le sembianze del defunto apparivano abbellite e ringiovanite di molti anni.


Un caso esemplare è quello di San Francesco d’Assisi. Ma si possono citare anche Sant’Antonio da Padova, Santa Lutgarda, Sant’Andrea Avellino, la Beata Colomba da Rieti.


8) LA CRESCITA DELLE UNGHIE, DELLA BARBA, DEI CAPELLI


In alcune circostanze, oltre al fenomeno dell’incorruzione è stata riscontrata una prodigiosa crescita delle unghie, dei capelli o della barba. Citiamo ad esempio San Gaudenzio, San Jodoco, Sant’Amando da Maastricht, la Venerabile Maria Lorenza Longo, la Beata Elena Enselmini.




9) LA TRAS-VERBERAZIONE DEL CUORE


A volte, durante la ricognizione della salma è stata notata la presenza di stigmate nel cuore, già preannunciate (e descritte minutamente) dal Santo mentre era in vita. In alcuni casi il muscolo cardiaco è apparso letteralmente trapassato da una lesione (Santa Teresa d’Avila), mentre in altri conteneva escrescenze carnose raffiguranti il crocifisso, i chiodi della passione, o altri simboli religiosi (Santa Veronica Giuliani, Santa Chiara da Montefalco, la Venerabile Caterina Savelli, la Venerabile Serafina di Dio, ecc.).


Alcuni critici hanno contestato la realtà di questi miracoli, sostenendo che si trattava piuttosto di patologie cardiache scambiate ingenuamente per prodigi. Una tesi, questa, che non regge alla prova dei fatti, in quanto furono proprio medici e chirurghi ad eseguire le autopsie.


Inoltre, rimarrebbe inspiegabile come questi grandi mistici abbiano potuto anticipare le immagini, poi trovate all’interno dei loro corpi.


10) LA COMPARSA DI LUCI PRODIGIOSE


Numerosi testimoni hanno assistito all’apparizione di luci, provenienti dai corpi o dalle tombe di alcuni di questi Santi. Subito dopo la morte di San Luigi Bertrand (1581), una misteriosa luce uscì per parecchi minuti dalla sua bocca illuminando l’intera cella. Durante i due giorni d’esposizione della Beata Marianna di Gesù (m. nel 1624), molti testimoni videro il viso effondere luminosità, al punto da rischiarare l’umile stanzetta dove visse.


Ma la manifestazione più impressionante avvenne nella tomba di San Charbel Makhlouf (m. nel 1898): la forte luce che brillò per quarantacinque notti sopra la sepoltura, venne osservata da molti compaesani e in seguito si ripeté durante l’esumazione.


11) L’INCORRUZIONE ESTESA AGLI ABITI, AI FIORI, ECC


In alcuni casi, il fenomeno dell’incorruzione è sembrato estendersi anche agli abiti ed agli oggetti presenti all’interno della sepoltura.


Nel 2001, in occasione dell’esumazione della Serva di Dio Teresa di Gesù da Coopersburg (m. nel 1939), è stato trovato un ramoscello di palma ancora verde dentro la bara. Altri casi rilevanti riguardano Santa Gemma Galgani (fiori intatti dopo sei anni), Santa Lucia Filippini (fiori di giacinto, freschi e fragranti dopo centoventi anni).


12) LA GERMINAZIONE DI FIORI DAL CUORE O DALLA BOCCA


E’ un genere di miracoli talmente inverosimile da apparire leggendario; eppure, anche per questi eventi non mancano le testimonianze.


All’apertura del sepolcro del Beato Cherubino da Avigliana (m. nel 1479), si vide che un giglio profumatissimo era germogliato dal cuore. Lo stesso avvenne col Beato Ugolino da Cortona m. nel 1367) e col Beato Francesco da Siena (m. nel 1328). Invece, nel caso della Beata Elena Enselmini (m. nel 1241) e del Beato Antonio da Monticiano (m. nel 1311), il fiore germinò dalla bocca.

mercoledì 14 giugno 2017

Le 3 sofferenze dell’inferno

La tradizione e la teologia cattoliche permettono di identificare tre caratteristiche principali della Geenna


Vuoto

L’essere umano è fatto per l’infinito. A immagine del suo Creatore, l’essere umano ha bisogno di amare e di essere amato – è una necessità universale e illimitata. L’inferno, tuttavia, è vuoto d’amore, di ogni bene, di tutte le cose belle e interessanti.

Come una persona che si asfissia con un sacchetto sulla testa, l’anima all’inferno affoga cercando il bene. È un panico eterno. Come una persona affamata, ossessionata dal cibo, l’anima all’inferno impazzisce. L’anima si spacca e si frammenta, sa che è fatta per il bene infinito, ma è ancorata all’odio eterno.

Rimorso

“Il tarlo che rode e non muore mai” è un’immagine che viene utilizzata spesso nella tradizione cattolica per illustrare i rimorsi dell’anima all’inferno.

C’è il ricordo dei peccati, ma anche quello del sacrificio di Gesù, così immenso ma che l’anima all’inferno avrà reso inutile. E poi tutti gli appelli di Dio, tutte le grazie che ci ha mandato nel corso della nostra vita e di cui non abbiamo saputo approfittare, che abbiamo rifiutato, alle quali abbiamo anteposto “tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano” (Mt 6, 19).

Eternità

L’eternità è stata creata per il cielo, per garantire il riposo delle anime, ma questo concetto si applica anche all’inferno: “La tromba della giustizia divina risuona eternamente all’inferno; fa suonare queste terribili parole ai condannati: sempre, sempre, mai, mai”, dice Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ne “Il cammino della salvezza”.

Temiamo, quindi, l’inferno per noi e per gli altri, e come Santa Caterina da Siena preghiamo per loro riponendo la nostra fiducia nella Divina Misericordia: “Come potrei sopportare, o Signore, che uno solo di quelli che hai creato a tua immagine e somiglianza si perda e sfugga dalle tue mani? No, per nessuna ragione io voglio che uno solo dei miei fratelli si perda, uno solo di quelli che sono uniti a me attraverso una stessa nascita”.

​4.483 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 13/06/2017

Cari figli, verranno giorni in cui gli uomini cercheranno la Verità e la incontreranno in pochi luoghi. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Rimanete fermi nella Verità del Vangelo. Dite a tutti che nella Verità insegnata dal Mio Gesù e nel Vero Magistero della Sua Chiesa non c’è spazio per mezza verità. I Ministri del Mio Gesù devono rimanere nella verità e condurre i Miei poveri figli nel Cammino della Salvezza. Quelli che appartengono al Mio Signore annunciano senza paura che solamente nella Chiesa del Mio Gesù l’uomo troverà la Salvezza. Siate come Ezechiele: lasciatevi guidare dalla Volontà di Dio e sarete vittoriosi. Ezechiele affrontò i potenti per difendere quello che appartiene al Signore. Come il Signore guidò Ezechiele, così vi guiderà e vi porterà alla Grande Vittoria. Siate giusti. Dopo tutto il dolore, il Signore asciugherà le vostre lacrime. Non ci sarà sconfitta per gli uomini e le donne che rimangono nella verità. Coraggio. Nell’Eucaristia è la vostra forza. Non allontanatevi da Gesù. La Verità sull’Eucaristia è Eterna, È una verità non negoziabile: Corpo, Sangue, Anima e Divinità; Questa è la Piena Verità annunciata da Mio Figlio Gesù. Qualunque insegnamento al di fuori di questo è opera del demonio. Avanti nella verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico   nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

martedì 13 giugno 2017

​4.482 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 10/06/2017

Cari figli, sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende. Camminate per un futuro di grandi discordie. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Vedrete ancora orrori nella Casa di Dio. Date il meglio di voi e siate difensori della verità. Non temete. Il Mio Gesù sarà con voi. Camminate per un futuro di grande corruzione morale e spirituale. Non rimanete in silenzio. Non permettete che gli insegnamenti dei falsi profeti contaminino i Miei poveri figli. Siate coraggiosi come Michea. Siate profeti di verità. Il Mio Signore sarà sempre con i giusti. L’azione dei nemici condurrà molti uomini e donne all’errore. Rimanete sempre con la verità. Accogliete il Vangelo e gli Insegnamenti del Vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù; Nelle lezioni del passato troverete la strada per una sincera e vera conversione. Fate attenzione. I nemici di Dio avanzano contaminando con falsi insegnamenti, ma quelli che appartengono al Signore potranno vincerli, come Michea, nella difesa della verità. Non dimenticate: In tutto Dio al primo posto. Avanti senza paura.  Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

lunedì 12 giugno 2017

​4481 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace in Sud Ceilândia / DF, trasmesso il 06/06/2017

Cari figli, voi siete del Signore e Lui si aspetta molto da voi. Difendete senza paura Mio Figlio Gesù, perché Egli è il vostro Unico e Vero Salvatore. Camminate per un futuro di grandi battaglie spirituali. Non temete. Restate con il Signore e Lui vi darà la Grazia della Vittoria. L’esercito dei nemici di Dio cresce ogni giorno, ma voi potete vincere questa grande battaglia. La vostra arma è la verità. Non dimenticate: Solamente con la verità potete vincere i nemici. Ricordatevi del servo Abdia che lottò e vinse perché si fece piccolo e collocò  Dio davanti. Chi mette Dio al primo posto sarà sempre vittorioso. Verranno giorni di tenebre sull’umanita. Gli uomini cammineranno guidati da ciechi che li hanno ingannati con false dottrine. Soffro per quello che vi attende. Pregate. Cercate forze nelle Parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. Non dimenticate gli insegnamenti del passato e rimanete con gli Insegnamenti del Vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. Io sono vostra Madre e vi amo. Non temete. Nel Signore è la vostra forza e vittoria. Avanti nella verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 11 giugno 2017

​4.480 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, a Goiânia / GO, trasmesso il 05/06/2017

Cari figli, abbiate cura  della vostra vita spirituale. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera in famiglia. Pregate per le vocazioni e lasciatevi guidare da Dio. Voi siete del Signore e le cose del mondo non sono per voi. Abbiate cura dei vostri figli, affinché essi siano segni di Mio Figlio Gesù. Camminate per un futuro doloroso e solamente con la forza della preghiera potete sostenere il peso delle prove. Vi chiedo di imitare l’esempio delle grandi donne di fede, come Lòide, ed Eunìce , che vissero per servire e con il loro esempio attirarono le Benedizioni di Dio per le loro vite e comunità. Non vivete fermi nel peccato. Riconciliatevi con Dio per mezzo del Sacramento della Confessione. Quando vi sentite deboli, cercate forze nell’Eucaristia. Il Mio Gesù è il vostro tutto e senza di Lui non potete fare nulla. Siate fedeli. La vostra fedeltà contribuirà al ritorno di tutti quelli che sono lontani. Coraggio. Io sono vostra Madre e pregherò il Mio Gesù per voi. Avanti nella difesa della verità. Verranno giorni in cui quello che è falso sarà abbracciato e la verità sarà rigettata. Non dimenticate: La verità è nel Vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. Qualunque cosa accada, rimanete con Gesù. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

sabato 10 giugno 2017

​4.479 – Messaggio di Nostra Signora della Pace, a Fortaleza / CE, trasmesso il 04/06/2017

Cari figli, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Siate liberi per servire unicamente il Signore. Non permettete che la vostra libertà vi allontani da Mio Figlio Gesù. L’umanità è diventata povera spiritualmente perchè gli uomini si sono allontanati dalla verità. Ritornate a Gesù. Egli vi ama e vi aspetta a braccia aperte. Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo. Aprite i vostri cuori alla Luce del Signore e Lui trasformerà le vostre vite. Siate docili e in tutto imitate Mio Figlio Gesù. Ricordatevi sempre che Mio Figlio Gesù è la Verità Assoluta del Padre e che in Dio non c’è mezza verità. Allontanatevi da tutto quello che è contrario al Disegno di Dio. Fuggite le false dottrine e rimanete fedeli al Vero Magistero della Chiesa di Mio Figlio Gesù. La Chiesa del Mio Gesù berrà il calice amaro della sofferenza. I giusti porteranno una pesante croce e saranno portati al Calvario. Soffro per quello che vi attende. Cercate forze nelle Parole del Mio Gesù e nell’Eucaristia. Non vivete lontani dalla preghiera. Avanti senza paura. Dopo tutto il dolore,il Signore asciugherà le vostre lacrime e sarete ricompensati per la vostra fedeltà. Io vi amo e resterò sempre con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

venerdì 9 giugno 2017

Clamorosa svolta a Medjiugorje nessuno se lo aspettava! documenti shock svelati dal KGB

Incredibile ma vero una svolta che potrebbe risultare decisiva sulla questione Medjugorje, dure accuse ai due Vescovi di Mostar Zanic e Peric che sembrerebbero aver collaborato con i servizi segreti Russi comunisti e quelli Jugoslavi per mettere a tacere le apparizioni nel piccolo villaggio bosniaco,se la notizia fosse confermata verrebbero a cadere tutte le incertezze e i dubbi inerenti alla veridicità delle apparizioni della Gospa.

“Da Fatima a Medjugorje” – il regista è Ami Drozd – (qui si può vedere: https://youtu.be/ZLZsp_1FPKo) è una storia sul centesimo anniversario dell’apparizione della Madonna a Lourdes e Fatima. Ma la parte più interessante del film riguarda i  (presunti?) documenti segreti del KGB (servizi segreti dell’Unione Sovietica) e dell’UDBA (la polizia segreta della Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia) relativi a Medjugorje. Per la prima volta – assicura la casa di produzione Nazareth – il pubblico sarà in grado di vedere documenti che mostrano come i due servizi segreti si sono attivati per distorcere e distruggere Medjugorje.

“Il regime percepiva  – spiegano – che Medjugorje rappresentava una minaccia diretta al modo di governare comunista, e siccome ciò avrebbe dovuto essere immediatamente distrutto, i francescani dell’Erzegovina dovevano essere avvertiti e imprigionati”.

Quale ruolo svolgono i due vescovi di Mostar (Zanic e Peric) in questo scenario?

Principale testimone d’accusa dei due prelati che vengono accusati di collaborazionismo con il regime è un personaggio inquietante (su internet non si trova niente su di lui): tale generale Maksimov, ex agente del KGB. Secondo la sua testimonianza i due monsignori avrebbero eseguito ordini dall’Unione Sovietica per stroncare il “fenomeno Medjugorje”

Accuse del genere contro Zanic e Peric – per dirla tutta – erano già note. Ma solo oggi sono così circostanziate.

La diocesi di Mostar, per bocca del suo vicario (qui puoi leggere il comunicato http://www.md-tm.ba/clanci/calumnies-film) replica in modo durissimo: Il generale Maksimov non esiste e se è una persona reale chiediamo un confronto pubblico. I documenti citati dal film sono falsati e screditano tutta la Chiesa. Per questo la diocesi di Mostar assicura querela.

fonte Luce di Maria

4.478 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 03/06/2017

Cari figli, Io sono vostra Madre e vi amo. Vi invito ad essere in tutto come Mio Figlio Gesù. Fatevi coraggio e testimoniate ovunque che Appartenete al Signore. Soffro per quello che vi attende. Una grande guerra verrà e il Signore vi chiama ad essere come Gedeone. Siate difensori della verità. Non tiratevi indietro. Il vostro cammino sarà vittorioso se rimanete fedeli alla Vera Dottrina. Non permettete che i nemici di Dio vincano.  Gedeone lottò contro un esercito di nemici e fu vittorioso. La vostra battaglia sarà molto difficile, perché i nemici saranno in mezzo a voi e spesso non sarete capaci di riconoscerli. Coraggio. Il Signore non vi abbandonerà. La vostra debolezza è nel peccato; la vostra forza è nel Signore. Non dimenticate: Nelle mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; Nel cuore, l’amore per la verità. A voi, sacerdoti, voglio dire: Siate luce per coloro che stanno vivendo nelle tenebre del peccato. Con i vostri esempi e parole, dimostrate a tutti che Mio Figlio Gesù è l’Unica Speranza per l’umanità. Incoraggiate i Miei poveri figli a recitare il Rosario. Siate sempre disponibili per tutti quelli che Vi cercano. Siate del popolo, perché così ha fatto Mio Figlio Gesù; Vivete per servire, così sarete come Gesù e tutti si rallegreranno per il vostro impegno con Mio Figlio Gesù. Io camminerò con voi. Quando vi sentirete scoraggiati, chiamateMi. Io resterò sempre vicino a voi. Mi rallegro per il vostro Sì. Colui che vi chiamò sarà sempre presente nella vostra vita sacerdotale. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


 

lunedì 5 giugno 2017

​4.477 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 02/06/2017

Cari figli, cercate Gesù e lasciate che Lui trasformi le vostre vite. Non permettete che le tenebre del demonio vi allontanino dal Cammino della Salvezza. Mio Figlio è la Luce del Mondo e tutti quelli che sono fedeli alla Sua Parola mai si perderanno. Aprite i vostri cuori all’Azione di Dio. Voi siete del Signore e solamente Lui dovete seguire e servire. Camminate per un futuro doloroso: La guerra tra la Vera e la falsa Chiesa sarà dolorosa. Il Mio Gesù ha bisogno di voi. Barak è stato chiamato a combattere e confidò nelle promesse del Signore; Barak fu vincitore, insieme ad altri uomini e donne di fede. Voi sarete vincitori se rimanete fedeli al Vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. La vostra battaglia è spirituale. State uniti ai vostri fratelli nella fede e difendete la verità. Il Signore sarà con voi. Abbiate coraggio. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Qualunque cosa accada, rimanete con Gesù. Egli è il vostro Unico e Vero Salvatore. Quelli che sono di Mio Figlio Gesù e difendono la verità saranno perseguitati e buttati fuori, ma questi saranno proclamati Benedetti del Padre nell’Ultimo Giorno, per essere rimasti fedeli. Avanti nella verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 4 giugno 2017

Medjugorje: messaggio del 02.06.2017

Cari figli, come negli altri luoghi dove sono venuta, così anche qui vi chiamo alla preghiera.Pregate per coloro che non conoscono mio Figlio, per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio, contro il peccato, per i consacrati, per coloro che mio Figlio ha chiamato affinché abbiamo amore e spirito di forza, per voi e per la Chiesa. Pregate mio Figlio, e l’amore che sentite per la Sua vicinanza, vi darà forza e vi preparerà alle opere buone che farete in Suo nome. Figli miei siate pronti. Questo tempo è un bivio della vita. Per questo io vi chiamo nuovamente alla fede ed alla speranza, vi mostro la strada da prendere. Queste sono le parole del Vangelo. Apostoli miei, il mondo ha così bisogno delle vostre mani alzate verso il cielo, verso mio Figlio e verso il Padre Celeste. È necessaria molta umiltà e purezza di cuore. Abbiate fiducia in mio Figlio e sappiate che potete sempre migliorare. Il mio cuore materno desidera che voi, apostoli del mio amore, siate sempre piccole luci del mondo. Illuminiate là dove le tenebre desiderano regnare e con la vostra preghiera ed il vostro amore, mostrate la strada giusta. Salvate le anime. Io sono con voi. Vi ringrazio.

​4.476 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 30/05/2017

Cari figli, siate fedeli a Gesù e al Vero Magistero della Sua Chiesa. La zizzania cresce in mezzo al grano, soffocando i Miei poveri figli. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Questo è il tempo della grande confusione spirituale. Il demonio vuole allontanarvi dalla verità seminando il veleno mortale delle false dottrine. State attenti. La vittoria finale sarà di Mio Figlio Gesù, ma voi dovete mantenere la vostra fedeltà, se volete la Salvezza. Siate coraggiosi e lottate contro i nemici. La vostra arma di difesa è la verità. Cercate sempre la verità nelle Parole del Mio Gesù e negli Insegnamenti della Sua Chiesa. Non temete. Guardate l’esempio di fede e coraggio di Debora; Ha difeso il suo popolo dalle azioni dei nemici e fu vittoriosa. Credete nella Sacra Scrittura; In essa troverete grandi tesori per la vostra vita spirituale. Lasciatevi guidare dalla mano del Signore e sarete condotti alla vittoria. I nemici agiranno e faranno grandi danni spirituali, ma voi potete cambiare tutta questa situazione rimanendo fedeli a Colui che è la vostra unica Via, Verità e Vita. Avanti nella verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

mercoledì 31 maggio 2017

​4.475 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 27/05/2017

Cari figli, fatevi coraggio e difendete Mio Figlio Gesù. Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio. Nessuno è al di sopra di Mio Figlio Gesù. In Lui è tutta l’Autorità; nella Terra tutti sono servi. Non permettete che la verità sia disprezzata. In Dio non c’è mezza verità. I re della Terra devono inchinarsi davanti a Colui che è il Re dell’Universo. Guardate l’esempio di coraggio di Ester : Davanti al Re difese il suo popolo. Difendete la verità e non permettete che gli uomini si allontanino dal cammino della salvezza con i loro falsi insegnamenti. Ascoltate Mio Figlio Gesù e rimanete fermi nel cammino che vi ho indicato. Tempi verranno in cui le false ideologie occuperanno un posto di rilievo. Molti saranno contaminati e l’umanità berrà il calice amaro della sofferenza. Pregate. Solamente con la forza della preghiera potete ottenere la vittoria. Io sono vostra Madre e vi amo. Non restate con le braccia incrociate. Avanti nella verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

martedì 30 maggio 2017

​4.474 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 26/05/2017

Cari figli, voi siete del Signore. Non vivete lontani dalla Sua Grazia. Prendetevi cura della vostra vita spirituale. Date il vostro contributo per la salvezza di tutti quelli che sono lontani dal Signore. A causa dei vostri peccati, attirate molte sofferenze, ma sappiate che il Signore è sempre vicino a voi. Camminate per un futuro di grandi prove, ma non tiratevi indietro. Quando sentite il peso della croce, ricordatevi di Giobbe, il fedele servo di Dio. Giobbe ha bevuto il calice amaro della sofferenza, ma sopportò tutto nel silenzio e nella preghiera; Egli con l’approssimarsi delle tentazioni si rafforzò nel Signore e fu fedele fino alla fine. Vi chiedo di non indietreggiare davanti alle vostre sofferenze. Dopo la croce, verrà per voi la grande vittoria. Ricordatevi sempre che tutto in questa vita passa, ma solamente la Grazia di Dio in voi sarà Eterna. Aprite i vostri cuori e il Signore ascolterà le vostre preghiere. Avanti. Non allontanatevi dalla preghiera. Cercate Gesù nell’Eucaristia e rafforzatevi nell’ascolto e nel vivere le Sue Parole. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che vi attende. Coraggio. Nulla è perduto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

lunedì 29 maggio 2017

"A Medjugorje capimmo scientificamente che non era una truffa"

“I risultati delle indagini medico-scientifiche che operammo sui veggenti di Medjugorje ci hanno portato ad escludere la patologia o la simulazione e dunque un’eventuale truffa. Se si tratti di manifestazioni del divino non spetta a noi, ma noi possiamo certificare che non si trattò di allucinazioni né di simulazioni”. Il professor Luigi Frigerio arrivò per la prima volta a Medjugorje nel 1982 per accompagnare una paziente guarita da un tumore all’osso sacro. Le apparizioni erano iniziate da un anno appena, ma la fama di quel posto così sperduto dove si diceva che apparisse la Gospa, si era già iniziata a diffondere in Italia. Frigerio conobbe la realtà del paesino della Bosnia e venne incaricato dal vescovo di Spalato di avviare un’indagine medico scientifica sui sei ragazzini che asserivano di vedere e parlare con la Madonna.

Oggi, 36 anni dopo, nel pieno della diatriba su Medjugorje sì o no, che sta animando il dibattitto cattolico dopo le esternazioni di Papa Francesco, torna a riparlare di quell’attività di indagine che venne consegnata immediatamente alla Congregazione per la Dottrina della Fede direttamente nelle mani del cardinal Ratzinger. Per confermare che non ci fu truffa e che le analisi vennero fatte nel 1985, dunque già in quella che, secondo la commissione Ruini, sarebbe la seconda fase delle apparizioni, quella più “problematica”. Ma soprattutto per ricordare che quegli studi non sono mai stati confutati da nessuno. Dopo anni di silenzio, Frigerio ha deciso di raccontare alla Nuova BQ come andò l’indagine sui veggenti.

Professore, da chi era composta l’equipe?

Eravamo un gruppo di medici italiani: io, che all’epoca ero alla Mangiagalli, Giacomo Mattalia, chirurgo alle Molinette a Torino, il prof. Giuseppe Bigi, fisiopatologo dell’Università di Milano, il dottor Giorgio Gagliardi, cardiologo e psicologo, Paolo Maestri, otorinolaringoiatra, Marco Margnelli, neurofisiologo, Raffaele Pugliese, Medico Chirurgo, il prof Maurizio Santini, neuropsicofarmacologo dell’Università di Milano.

Quali strumenti avete utilizzato?

Avevamo apparecchiature sofisticate già all’epoca: un algometro per studiare la sensibilità al dolore, due estesiometri corneali per toccare la cornea, un poligrafo multicanale, la cosiddetta macchina della verità per lo studio contemporaneo della frequenza respiratoria, della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della resistenza dermocutanea e la portata vascolare periferica. Inoltre avevamo un apparecchio che si chiama Ampleid mk 10 per l’analisi delle vie uditive e oculari, un impedenzometro ampleid 709 dell’Amplfon per i riflessi uditi del nervo acustico, della coclea e del muscolo facciale. Infine alcune telecamere per lo studio della pupilla.

Chi vi incaricò di effettuare l’indagine?

L’equipe si forma nel 1984 dopo l’incontro con il vescovo di Spalato Frane Franic, sotto la cui metropolia dipende Medjugorje. Ci chiese uno studio, era sinceramente interessato a capire se quei fenomeni arrivassero da Dio. Ma l'ok arrivò da Giovanni Paolo II. Al mio ritorno in Italia il dott Farina insieme a padre Cristian Charlot parlarono con mons Paolo Knilica. Papa San Giovanni Paolo II invitò mons Knilica a scrivere una lettera di incarico che permise ai medici italiani di recarsi nella parrocchia di Medjugorie per queste rilevazioni. Tutto fu poi consegnato nelle mani di Ratzinger. Tenga presente che c'era ancora il regime titino, quindi per loro era indispensabile avere un’equipe di medici esterni.

Il vostro fu il primo gruppo medico a intervenire?

Contemporaneamente al nostro studio si stava svolgendo l’indagine di un gruppo francese coordinata dall’Università di Montpellier del professore Joyeux. Quel gruppo era nato su interessamento del celebre mariologo Laurentin. Si dedicarono principalmente agli studi elettroencefalografici. Questi esclusero forme di sonno o di epilessia, avevano dimostrato che il fondo dell’occhio e il sistema oculare era anatomicamente normale.

Quando avvennero le indagini?

Facemmo due viaggi: uno tra l’8 e il 10 marzo 1985, il secondo tra il 7 e il 10 settembre 1985. Nella prima fase studiammo il riflesso dell’ammiccamento spontaneo e il battito delle ciglia e la conseguente lubrificazione dell’occhio mediante la palpebra. Nel toccare la cornea capimmo che si poteva escludere scientificamente una qualche forma di simulazione, magari attraverso l’utilizzo di farmaci, perché subito dopo il fenomeno, la sensibilità dell’occhio ritornava sui valori normalissimi.

Ci colpì il fatto che cessavano gli ammiccamenti naturali dell’occhio prima di fissarsi su un’immagine. I sei veggenti avevano una discrepanza di un quinto di secondo, in posizioni diverse, nel fissare il medesimo punto dell’immagine con differenze impercettibili tra di loro, quindi in simultanea.

E nel secondo test di settembre?

Ci concentrammo sullo studio del dolore. Utilizzando l’algometro, che è una piastra d’argento di un centimetro quadrato che si surriscalda fino a 50 gradi, toccavamo la pelle prima del fenomeno, durante e dopo. Ebbene: prima e dopo i veggenti allontanavano le dita in una frazione di secondo, secondo i parametri, mentre durante il fenomeno, diventavano insensibili al dolore. Abbiamo provato a prolungare l’esposizione oltre i 5 secondi, ma fermammo per evitare loro delle ustioni. La reazione era sempre la medesima: insensibilità, nessun processo di fuga dalla piastra incandescente.

L’insensibilità si manifestava anche in altre parti del corpo sollecitate?

Toccando la cornea con una pesata minima di 4 milligrammi in fase normale, i veggenti chiudevano l’occhio immediatamente; in fase di fenomeno gli occhi rimanevano aperti nonostante sollecitazioni anche oltre i 190 milligrammi di pesata.

Significa cioè che il corpo resisteva a sollecitazioni anche invasive?

Sì. L’attività elettrodermica di questi ragazzi durante le manifestazioni era caratterizzata da una modifica progressiva e da un aumento della resistenza cutanea, l’ipertonia del sistema ortosimpatico si attenuava subito dopo l’evento, dai tracciati elettrodermici si notava un’assenza totale di resistenza elettriche cutanee. Ma questo si verificava anche quando utilizzavamo un pennino per ulteriori stimoli algici improvvisi o quando utilizzavamo un flash fotografico: l’elettrodermia si modificava, ma erano completamente insensibili alla circostanza. Appena terminata l’esposizione al fenomeno, i valori e le reazioni ai test erano perfettamente normali.

Fu per voi una prova?

Fu la prova che se esiste una definizione di estasi, cioè di essere distaccati da quella che è la circostanza, loro erano assolutamente e fisicamente assenti. E’ la stessa dinamica notata dal medico di Lourdes su Bernadette quando fece la prova della candela. Noi applicammo lo stesso principio con macchinari ovviamente più sofisticati.

Una volta redatte le conclusioni che cosa faceste?

Consegnai io personalmente al cardinal Ratzinger lo studio che fu molto dettagliato e corredato da fotografie. Andai in Congregazione per la Dottrina della fede dove ad attendermi c’era il segretario di Ratzinger, il futuro cardinal Bertone. Ratzinger stava ricevendo una delegazione di spagnoli, ma li fece attendere oltre un’ora per parlare con me. Gli illustrai sinteticamente il nostro lavoro poi gli chiesi che cosa ne pensasse.

E lui?

Mi disse: “E’ possibile che il divino si riveli all’umano attraverso l’esperienza dei ragazzi”. Mi accomiatò e sulla soglia gli chiesi: “Ma il papa come la pensa?”. Rispose: “Il Papa la pensa come me”. Tornato a Milano pubblicai un libro con quei dati.

Che cosa ne è del vostro studio ora?

Non lo so, però so che servì alla Congregazione e quindi alla Santa Sede per non vietare i pellegrinaggi. Il Papa voleva capire in via preliminare questo, per decidere eventualmente se bloccare i pellegrinaggi. Letto il nostro studio, decisero di non ostacolarli e di permetterli.

Crede che il vostro studio sia stato acquisito dalla commissione Ruini?

Credo di sì, ma non ho informazioni in merito.

Perché crede di sì?

Perché verificammo che i ragazzi erano attendibili e soprattutto nel corso degli anni nessuno studio successivo confutò le nostre risultanze.

Sta dicendo che nessuno scienziato è intervenuto per contraddire il vostro studio?

Esatto. La questione fondamentale era stabilire se in queste presunte visioni e apparizioni i veggenti credevano in ciò che vedevano o vedevano ciò che credevano. Nel primo caso la fisiologia del fenomeno è rispettata, nel secondo caso ci saremmo trovati di fronte a una proiezione allucinatoria di carattere patologico. Sul piano medico-scientifico fummo in grado di stabilire che questi ragazzi credevano in ciò che vedevano e questo fu un elemento da parte della Santa Sede per non chiudere lì questa esperienza e non proibire visite di fedeli.

Oggi si è tornati a parlare di Medjugorje dopo le parole del Papa. Se fosse vero che non si tratta di apparizioni significherebbe che saremmo di fronte ad una truffa colossale da 36 anni.

Sono in grado di escludere la truffa: non fummo autorizzati a fare il test del naloxone per vedere se si fossero drogati, ma c’erano evidenze elementari anche perché dopo un secondo tornavano ad avere dolore come gli altri.

Lei ha parlato di Lourdes. Vi siete attenuti alle metodologie di indagine del bureau medical?

Esattamente. Le procedure adottate furono le stesse. Di fatto eravamo un bureau medical in trasferta. Nella nostra equipe c’era il dottor Mario Botta, che faceva parte proprio della commissione medico-scientifica di Lourdes.

Che cosa pensa delle apparizioni?

Quello che posso dire è che certamente non c’è frode, non c’è simulazione. E che questo fenomeno non trova tutt’ora una spiegazione medico-scientifica valida. Il compito della medicina è escludere una patologia, che qui è stata esclusa. L’attribuzione di questi fenomeni a un evento soprannaturale non è compito mio, noi abbiamo solo il compito di escludere la simulazione o la patologia.

sabato 27 maggio 2017

Medjugorje: messaggio del 25.05.2017

"Cari figli! L’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

venerdì 26 maggio 2017

LO DISSE NEL 1960: «È SATANA CHE SI È INTRODOTTO NEL SENO DELLA CHIESA E, IN POCO TEMPO, VERRÀ A GOVERNARE UNA FALSA CHIESA»

L'autorevole testata cattolica online americana 'OnePeterFive' riprende un'intervista concessa nel 2011 da padre Gabriele Amorth al giornalista spagnolo José María Zavala - a noi già noto -, da divulgare solamente dopo la morte del famoso esorcista. Padre Amorth frequentò Padre Pio da Pietrelcina per ventisei anni.

Alcune battute:
Dopo aver ricordato che la Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, con quella formula escogitata 'in extremis', fatta da Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984 non è valida, anche perché avallata da una falsa lettera di Suor Lucia, l'intervista prosegue:



ZAVALA - "Mi perdoni se insisto sul Terzo Segreto di Fatima: Padre Pio, allora, lo riferiva alla perdita di fede all'interno della Chiesa?"

Padre Gabriele corruga la fronte e protende il mento. Sembra molto colpito.

P. GABRIELE - "Effettivamente. Un giorno Padre Pio mi ha detto molto dolorosamente: 'Lo sai, Gabriele? È Satana che si è introdotto nel seno della Chiesa e, in poco tempo, verrà a governare una falsa Chiesa' ".

Z. - "Dio mio! Una specie di Anticristo! Quando lo ha profetizzato questo?"

P.G. - "Dev'esserr stato intorno al 1960, poiché ero già un prete allora".

Z. - "È stato per questo che Giovanni XXIII aveva un tale panico nel rendere pubblico il Terzo Segreto di Fatima, perché i fedeli non pensassero che fosse un antipapa o qualcosa del genere ...?"

Padre Amorth sorride.

Z. - "Padre Pio le ha detto altro su catastrofi future: terremoti, inondazioni, guerre, epidemie, fame ...? Ha fatto allusione alle stesse piaghe profetizzate nelle Sacre Scritture? "

P.G. - "Nessuna cosa del genere gli importava, per quanto terrificanti si dimostrassero, tranne la grande apostasia all'interno della Chiesa. Questa è stata la questione che lo ha veramente tormentato e per cui ha pregato e ha offerto gran parte della sua sofferenza, crocifisso per amore".

Z. - "Il Terzo Segreto di Fatima ?"

P.G. - "Esattamente.”

Z. - "C'è un modo per evitare qualcosa di così terribile, padre Gabriele?”

P.G. - "C'è la speranza, ma è inutile se non è accompagnata da opere. Cominciamo consacrando la Russia al Cuore Immacolato di Maria, recitiamo il Santo Rosario, preghiamo e facciamo tutti penitenza ..."

Chiusura dell'articolo:

Come con altri figli spirituali di Padre Pio - il dott. Ingo Dollinger (quello delle indiscrezioni attribuite a Ratzinger sul "cattivo Concilio" e la "cattiva Messa") e don Luigi Villa - sembra che padre Pio stia ancora intercedendo per noi, operando in favore di coloro che ha incontrato e guidato quando era ancora in questo mondo. Sembra che faccia parte del suo carisma aiutarci in questi tempi difficili. Preghiamo allora Padre Pio di Pietrelcina e chiediamo la sua intercessione!

giovedì 25 maggio 2017

4.473 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 23/05/2017

Cari figli, verranno giorni in cui gli uomini e le donne di fede troveranno l’Eucaristia solo in luoghi segreti. Ci sarà grande persecuzione dei cristiani e tutto sarà come nel tempo in cui il Mio Gesù affidò la Sua Chiesa a Pietro. Oggi ne abbiamo in abbondanza nell’altare, ma verrà il giorno in cui non si troverà il Prezioso Alimento. I Consacrati berranno il calice amaro del dolore. I Ministri del Mio Gesù che rimarranno fedeli agiranno come all’Inizio del Cristianesimo; Troveranno aiuto nelle case dei fedeli e lì celebreranno la Santa Messa. Dio susciterà donne pie, a esempio di Ninfa (Colossesi 4,15), donna di fede, che accoglieranno gli Uomini di Dio e contribuiranno alla crescita della loro comunità. Coraggio. Non tiratevi indietro. Non buttate via i Tesori che il Signore vi concede. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Aprite i vostri cuori alle Parole del Mio Gesù e lasciate che il Suo Amore penetri nelle vostre vite. Con i vostri esempi e parole, dimostrate a tutti che siete nel mondo ma non siete del mondo. Avanti per il cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

mercoledì 24 maggio 2017

IL RITORNO DI BENEDETTO XVI SCATENA REAZIONI FURIBONDE, MA LA SUA È LA VERA VOCE DELLA CHIESA CHE TORNA A FARSI SENTIRE

L’intervento con cui Benedetto XVI torna pubblicamente a pronunciarsi sulla vita della Chiesa, ha scatenato durissime reazioni, in linea con il clima di pesante intolleranza instaurato da Bergoglio e dal suo establishment . Il mio commento intende mettere a fuoco la “svolta” di papa Benedetto.
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Il ritorno di Benedetto XVI (che forse non ha mai lasciato il papato): questa è la sensazione di molti cattolici. Sono bastati due suoi sorprendenti interventi per provocare la rabbia dell’attuale establishment bergogliano e – dall’altra parte – l’entusiasmo dei tanti credenti (smarriti e confusi) che ora riconoscono finalmente la voce del vero pastore.
Tre settimane orsono, in un messaggio al convegno sul suo pensiero politico voluto dal Presidente della Repubblica della Polonia e dai vescovi di quel Paese, Benedetto XVI aveva centrato “una questione essenziale per il futuro del nostro Continente” cioè “il confronto fra concezioni radicalmente atee dello Stato e il sorgere di uno Stato radicalmente religioso nei movimenti islamistici”.
Papa Ratzinger aveva affermato che questa tenaglia fra laicismo (o ateismo marxista) e islamismo, due concezioni sbagliate, “conduce il nostro tempo in una situazione esplosiva, le cui conseguenze sperimentiamo ogni giorno. Questi radicalismi esigono urgentemente che noi sviluppiamo una concezione convincente dello Stato, che sostenga il confronto con queste sfide e possa superarle”.
Era un evidente richiamo al suo storico discorso di Ratisbona che – non a caso – aveva fatto infuriare un certo laicismo di casa nostra e un certo mondo islamista.
Inoltre in queste ore è stato reso noto un altro intervento di Benedetto XVI che sta provocando un vero terremoto in Vaticano.

DAL SILENZIO

Ha infatti scritto una post-fazione al libro del card. Robert Sarah, “La forza del silenzio” (Cantagalli) e con ciò – ha osservato Riccardo Cascioli – “scende direttamente in campo a difesa del cardinale Robert Sarah che, come prefetto della Congregazione per il Culto divino, è stato ormai isolato ed emarginato dalle nuove nomine di papa Francesco, e pubblicamente smentito nel suo indirizzo dallo stesso Papa Bergoglio”.
Sulla liturgia – che apparentemente interessa solo gli specialisti, ma invece nella Chiesa è l’essenziale, il cuore della sua vita e l’espressione vera della sua dottrina – si starebbe per scatenare un attacco finale di tale gravità che Benedetto XVI ha ritenuto di esporsi in prima persona per scongiurarlo. Ne va della Chiesa stessa, dunque a mali estremi, estremi rimedi.
Papa Ratzinger “blinda” così il card. Sarah, lo definisce un vero “maestro spirituale” e conclude: “Con il cardinal Sarah la liturgia è in buone mani”.
Quanto dirompente sia questo intervento lo si capisce dalla reazione sdegnata del teologo Andrea Grillo, un perfetto rappresentante della rivoluzione bergogliana.
Grillo parla di “un vero e proprio incidente. Come se Ratzinger avesse, improvvisamente, rinunciato alla rinuncia e volesse influenzare le decisioni del suo successore”.
Dopo un attacco pesantissimo a Sarah, il sopra citato teologo si lancia direttamente contro Benedetto XVI che definisce polemicamente “vescovo emerito” e non “papa emerito”.
Grillo tuona così: “la mossa (di Benedetto XVI, ndr) appare tanto più grave se, nel frattempo, si sta preparando un inevitabile e salutare avvicendamento all’incarico di Prefetto. Una sorta di ‘difesa in extremis’ di un Prefetto ormai esautorato. Una cosa è certa… la interferenza che un intervento di questo tipo esercita sul libero esercizio della autorità del successore costituisce una interferenza grave e una alterazione degli equilibri ecclesiali. La scelta di discrezione e di umiltà, del tutto necessaria a chi esercita una ‘rinuncia all’esercizio del ministero’ sembra in tal modo profondamente incrinata”.
Insomma: sono furibondi. Quello che più li “disturba” è anzitutto la netta presa di posizione pubblica di papa Ratzinger a difesa della liturgia cattolica: un vero “non possumus”. Pronunciato da chi ha il munus petrino, cioè da chi, nel suo ultimo discorso pubblico, disse testualmente: “la mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero non revoca questo”.
Poi irrita che Benedetto XVI mostri la statura spirituale del card. Sarah, che per certi versi ricorda Karol Wojtyla (infatti anche lui, nel suo Paese, si oppose coraggiosamente alla dittatura rischiando di persona).


Card. Sarah: il vescovo deve, tramite un programma di catechesi e formazione cristiana, fare di tutto perché la sua comunità abbia un 'cuore che vede' le miserie della società e venga incontro, portando conforto e consolazione, ai poveri e ai sofferenti

Oltretutto Sarah – che è nato povero e viene da un villaggio africano, quindi dal vero Terzo Mondo – non ha nessuna cedevolezza di fronte alla demagogia di sinistra e al populismo bergogliano sull’emigrazione: “La Chiesa” ha scritto Sarah “si è gravemente sbagliata per quanto riguarda la natura della sua vera crisi, se pensa che la sua missione essenziale sia di offrire soluzioni a tutti i problemi politici in materia di giustizia, di pace, di povertà, di accoglienza dei migranti, ecc trascurando l’evangelizzazione”.
Benedetto XVI cita un altro pensiero del card. Sarah sulla preghiera e sulla sua intensa esperienza del silenzio. Poi il “papa emerito” commenta:
“Queste frasi (del card. Sarah, ndr) rendono palese ciò di cui vive il cardinale, ciò che dà alle sue parole la loro profondità interiore. Da questa posizione privilegiata, egli può vedere i pericoli che minacciano di continuo la vita spirituale, anche dei sacerdoti e dei vescovi, e che quindi mettono pure a repentaglio la Chiesa stessa, nella quale non è raro che la Parola venga rimpiazzata da una verbosità che diluisce la grandezza della Parola”.
Chi è che nella Chiesa oggi rimpiazza la Parola di Dio con la sua verbosità?
Si può capire meglio proseguendo la lettura di Benedetto XVI: “Vorrei citare solo un passo (di Sarah) che può diventare un esame di coscienza di ogni vescovo: ‘Può succedere che un sacerdote buono e pio cada rapidamente nella mediocrità una volta elevato alla dignità episcopale, preoccupandosi solo del successo mondano. Sopraffatto dal peso dei doveri che incombono, preoccupato del potere, dell’autorità e delle necessità materiali del suo ministero, gradualmente esaurisce le energie’. Il cardinal Sarah è un maestro spirituale che parla dal profondo del silenzio con il Signore, dalla sua unione interiore con Lui, e per questo ha davvero qualcosa da dire a ognuno di noi”.
Al recente Sinodo sulla famiglia, Sarah si è espresso duramente contro la “rivoluzione” di Kasper (sponsorizzata da Bergoglio): “Affermo dunque con solennità che la Chiesa d’Africa si opporrà fermamente a ogni ribellione contro l’insegnamento di Gesù e del Magistero”.
I cardinali che al Sinodo sostennero l’insegnamento di sempre della Chiesa, sulla via di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, rappresentano oggi per i cattolici la vera voce della Chiesa.
Uno dei loro maggiori esponenti, il cardinale Carlo Caffarra, che è fra i firmatari dei “Dubia” relativi all’Amoris laetitia, proprio ieri ha tenuto un discorso potentissimo al Rome Life Forum, incontro internazionale prolife alla vigilia della Marcia per la vita di oggi a Roma.
Il card. Caffarra – vero pastore e uomo di grande spessore teologico – ha lanciato un allarme altissimo richiamando addirittura l’Apocalisse, lo scontro finale fra Cristo e Satana, ma proiettandolo sul tempo presente.
Ha spiegato che “due sono le colonne della creazione”: la sacralità della vita umana e “l’unione coniugale tra uomo e donna, luogo in cui Dio crea nuove persone umane ‘a sua immagine e somiglianza’” (“È la legge della cooperazione umana al governo divino… Dio celebra la liturgia del suo atto creativo nel tempio santo dell’amore coniugale”).
La trasformazione dell’aborto in un diritto, sancito da tutti sistemi giuridici (un miliardo di aborti in 20/25 anni) “è la demolizione della prima colonna” della creazione per cui la vita umana è sacra.
L’altra demolizione, afferma Caffarra, è la cancellazione del matrimonio come “unione legittima dell’uomo e della donna, fonte della vita” per una liquidità di forme che non riconoscono più l’ordine maschio/femmina della creazione.
Così Caffarra tratteggia un drammatico crinale della civiltà umana: il crinale in cui ci troviamo oggi. Con Benedetto XVI e questi cardinali si torna a sentire la voce vera della Chiesa.
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Antonio Socci

​4.472 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 20/05/2017

Cari figli, avanti nella verità. Il Signore è con voi. Vengo dal Cielo per dirvi che siete importanti per la realizzazione dei Miei Piani. Siate docili e ascoltate i Miei Appelli. Vivete nel tempo delle grandi battaglie spirituali. Aprite i vostri cuori e rivestitevi della Grazia di Dio. Verrà un giorno in cui solamente gli uomini e le donne di preghiera potranno sopportare il peso delle prove che verranno. Sarete perseguitati a causa della vostra fede, ma gli Angeli del Signore saranno con voi. Quelli che resteranno fedeli sperimenteranno grande gioia. Curate la vostra vita spirituale. L’umanità ha perso la pace, perché gli uomini si sono allontanati dal Creatore. Pentitevi e convertitevi. Riconciliatevi con Dio e tutto finirà bene per voi. Conosco le vostre necessità e pregherò il Mio Gesù per voi. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Cercate forze nell’Eucaristia, perché solamente così sarete rafforzati per questo tempo difficile. Non tiratevi indietro. Chi è con il Signore non deve temere nulla. A esempio di Giovanni Battista, annunciate Gesù a tutti quelli che non Lo conoscono, e dite che Gesù è l’Unica Speranza per l’umanità. Coraggio. Io vi amo e cammino con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

martedì 23 maggio 2017

​4.471 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, a Salò (BS) Italia, trasmesso il 18/05/2017

Cari figli, siate fedeli a Gesù. Lui ha bisogno della vostra testimonianza pubblica e coraggiosa. L’amore per la verità guiderà la Chiesa del mio Gesù alla vittoria. Quelli che seminano confusione saranno sconfitti. Abbiate coraggio, fede e speranza. Io sono vostra Madre e sono con voi. Non perdetevi d’animo. Quando tutto sembrerà perduto, la Vittoria di Dio verrà per voi. Non dimenticate: Nelle Mani, il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; Nel cuore, l’amore per la verità. Allontanatevi dalle cose mondane, dalle novità di questo mondo, e rimanete con il Vangelo di Gesù e gli insegnamenti del Vero Magistero della Sua Chiesa. Quando sentite il peso della croce, chiamate Gesù. In Lui c’è la certezza della vostra Piena Felicità. Piegate le vostra ginocchia in preghiera. Un uomo giusto aiuterà la Chiesa del Mio Gesù; Condurrà il gregge in mezzo a grandi tribolazioni; Lui contribuirà al Trionfo della Chiesa, sebbene lui stesso non vedrà il Trionfo. Avanti con gioia. Io pregherò il Mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

lunedì 22 maggio 2017

4.470 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, a Cuneo / Italia, trasmesso il 17/05/2017

Cari figli, Io vi amo come siete e vi chiedo di allontanarvi da tutto quello che vi allontana da Mio Figlio Gesù. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Vivete in un tempo peggiore di quello del Diluvio ed è vicino il momento del vostro ritorno al Signore. Siate coraggiosi e testimoniate che siete di Mio Figlio Gesù. Voi sarete perseguitati a causa della vostra fede. Non vivete lontani dalla preghiera. Amate e difendete la verità. Annunciate a tutti quelli che sono lontani la Verità che Mio Figlio vi ha insegnato. L’umanità è cieca spiritualmente e cammina verso un grande abisso. Datemi le vostre mani e Io vi condurrò a Colui che è il vostro Unico e Vero Salvatore. Cercate forze nelle Parole di Mio Figlio Gesù e nell’Eucaristia. La vostra vittoria è nell’Eucaristia. Fuggite dal peccato e servite il Signore con gioia. Verrà un giorno in cui il Signore darà un ordine e i Suoi Angeli lo annunceranno. La famosa piazza cadrà e la croce sarà pesante per i Miei poveri figli. Ritornate. Quello che dovete fare, non rimandatelo a domani. Conosco le vostre necessità e pregherò il Mio Gesù per voi. Avanti nella difesa della verità. Nulla è perduto. Confidate nel Signore e Lui vi salverà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 21 maggio 2017

4.469 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso a Roma il 16/05/2017

Cari figli, non scoraggiatevi. Non indietreggiate. Dio ha il controllo di tutto. Vivete in un tempo di dolori, ma non siete soli. Il Mio Gesù è molto vicino a voi. L’umanità si è contaminata con il peccato e ha bisogno di essere curata. Convertitevi. Voi appartenete al Signore e solo Lui dovete seguire e servire. Verrà un giorno in cui Due Angeli passeranno per questa città. I giusti saranno portati in un luogo sicuro e gli empi periranno. In questo giorno gli uomini si ricorderanno le ingiustizie di Nerone. Soffro per quello che verrà. Voi siete del Signore. Non temete. Siate fedeli. Siate giusti. Non allontanatevi dalla verità. Ricordatevi che in questa terra, colui che fu scelto da Mio Figlio Gesù per governare la Sua Chiesa (San Pietro) versò il suo sangue. I prescelti per difendere la verità porteranno una croce pesante. Come in passato, i fedeli saranno perseguitati e condotti nei tribunali. Confidate in Gesù. Egli sarà la Difesa dei Suoi Eletti. Coraggio. Cercate forze nelle Parole di Mio Figlio Gesù e nell’Eucaristia. Siate docili ed accettate la Volontà di Dio per le vostre vite. Quando tutto sembrerà perduto, la vittoria verrà per Miei Devoti. Qualunque cosa accada, rimanete con la verità. Ascoltate i Miei Appelli e in tutto siate come Gesù. Io pregherò il Mio Gesù per voi. Avanti con gioia. Chi è con il Signore non  sperimenterà mai il peso della sconfitta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

sabato 20 maggio 2017

4.468 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 13/05/2017






Cari figli, oggi ricordate la Mia Presenza nella Cova da Iria e gli appelli che ho fatto all’umanità. Vi chiedo di mantenere la fiamma della vostra fede. Se gli uomini ascoltassero i Miei Appelli l’umanità sarebbe guarita spiritualmente. Gli uomini si sono chiusi alla Grazia di Dio e sono diventati ciechi spiritualmente. Soffro per quello che vi attende. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Valorizzate la preghiera in famiglia. Pregate il Rosario. Voi, Sacerdoti di Mio Figlio Gesù state attenti. Voi foste scelti da Mio Figlio Gesù e non dagli uomini. Assumete la vostra responsabilità per la salvezza delle anime. Annunciate la verità, correggete gli errori. Nella vostra vita e missione, Dio deve occupare il primo posto. Allontanate i Miei poveri figli dalle tenebre delle false dottrine. Amate e difendete la verità. Se desiderate la vostra salvezza, dovete obbedire a Dio e non agli uomini. Non date spazio a mezza verità. Non dimenticate: A chi molto fu dato, molto verrà chiesto. Coraggio. Guardate l’esempio di Natan * e lasciatevi condurre dall’Azione di Dio. L’umanità è diventata povera spiritualmente perché gli uomini si sono chiusi alla verità. Avanti. Io sono vostra Madre e vengo dal Cielo per richiamare quello che è di Dio. Non tiratevi indietro. Io pregherò il Mio Gesù per ognuno di voi. Fuggite dal peccato e siate del Signore. Con i vostri esempi e parole, mostrate al mondo che Appartenete al Signore. Le porte si chiuderanno per tutti quelli che difendono la verità, ma il Signore non abbandonerà i Suoi Prescelti. Molti prescelti per difendere la verità saranno contaminati dalle false ideologie e il dolore sarà grande per gli uomini e le donne di fede. Ritornate. Questo è tempo di grazia per le vostre vite. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


(Natan: rif.  Salmo 50; 2 Samuele)




mercoledì 17 maggio 2017

La tesi del Dio alieno di Mauro Biglino smontata pezzo per pezzo

Molti dei suoi lettori cercano in lui semplicemente un puntello per sorreggere la loro ostilità al cristianesimo e alla Chiesa, ma non pochi tra loro restano turbati dai suoi libri per difetto di strumentario tecnico


Pare che il paradossale apologeta inglese non l’abbia mai scritta, questa cosa, ma certamente è innegabile il suo sapore chestertoniano: «Quando la gente smette di credere in Dio non è vero che non crede più a niente: anzi, comincia a credere a tutto». Mi torna in mente ogni volta che vedo qualcuno levarsi dal collo “il giogo della fede” e caricarsi quello delle superstizioni… ma anche quello delle dicerie, dei complottismi, delle “fake news”.


Ci penso una volta di più leggendo Antico e Nuovo testamento, libri senza Dio, di Mauro Biglino. Nelle intenzioni dell’autore, questo libro dovrebbe replicare ad alcune delle obiezioni fondamentali mosse ai suoi lavori precedenti da alcuni lettori critici. Recentemente, la Uno Editori ha raccolto questo titolo con i due precedenti, del medesimo autore, ed ha accorpato il tutto con un capitolo inedito. Evidentemente autore ed editore guardano a questi scritti considerandoli in qualche modo un punto d’arrivo, un traguardo di compiutezza.


Meglio così: se non altro sappiamo che leggendo queste pagine attingiamo a uno stadio tendenzialmente stabile della loro proposta. Per quanto nell’introduzione all’ultimo volume della trilogia, appunto, si legga:




Questo nuovo libro è come un fiume, una corrente il cui flusso scorre con i pensieri che si richiamano gli uni con gli altri senza suddivisioni didascaliche.


(p. 12)



A dire il vero, una suddivisione mi sembra ravvisabile fin dall’indice: i capitoli 1-4 si concentrano sulla questione del termine “אֱלוֹהִים” [“Elohîm”]; i capitoli 5-6 entrano nel Nuovo Testamento e discutono le narrazioni sulla figura di Gesù; mentre gli ultimi capitoli (7-9) ambiscono a tirare le somme di tutte le considerazioni precedenti, appurando una buona volta se «quello che ci è stato detto sulla Bibbia è falso» o no. Chiaramente Biglino ritiene di sì, cioè che grossomodo tutte le credenze accumulate e trasmesse nei secoli mediante e riguardo ai testi biblici siano nient’altro che un sistema di controllo e di dominio delle coscienze. Invenzioni «costruite a tavolino – recita il sottotitolo del libro – per mantenere il potere».


Non una tesi inedita, a ben pensare: da Marx in qua, una siffatta critica è stata rivolta a ogni religione, e in particolare al cristianesimo. Anche il bersaglio di Biglino, si parva licet…, è in prima e fondamentale istanza la tradizione cristiana (e cattolica in specie), ma ciò comporta infine un attacco a ogni credenza religiosa. Neppure Marx aveva inventato qualcosa di eccezionale, a dirla tutta: almeno da Cicerone in qua si ammette che nell’età classica le liturgie romane fossero meri instrumenta regni (strumenti di governo), e che nessuno dei ceti alti credesse davvero alle divinità. A chi non conosca le tesi di Biglino sembrerà forse strano, ma in effetti l’accostamento alla testimonianza ciceroniana parrebbe portare acqua al suo mulino, poiché è convinzione dell’autore che il “dio unico” di Israele altro non sia che uno dei tanti “dèi” discesi dal cielo chissà come e chissà quando, che le religioni tutte siano in sostanza un inganno ordito dagli alieni per assoggettare gli uomini e che vi sia sempre stato qualcuno “messo a parte” del segreto – qualcuno che avrebbe tratto maggior frutto dalle mistificazioni religiose – e Cicerone sarebbe un candidato meraviglioso da portare a supporto di questa tesi. Anzi, strano che non se ne trovi traccia, nelle pagine di Biglino…


Ma forse il lettore ignaro dell’opera di Biglino sta rimanendo disorientato dall’eterogeneità degli argomenti chiamati in causa: filologia semitica, archeologia, letteratura classica, ufologia… No, non mi sono sbagliato: c’è davvero tutto questo nelle sue singolari tesi. Se aggiungiamo anche la critica di Feuerbach per cui le religioni tengono schiavi gli uomini con la paura della morte abbiamo davvero tutto. Salvo che Biglino ha (pure) il tic di ribadire che la Bibbia non promette a nessuno l’immortalità: questo però quando dimostra che “la Bibbia non è un libro sacro”, non quando rivela che “le religioni si fondano sulla paura della morte”. E pazienza se le argomentazioni confliggono insanabilmente tra loro: del resto è comprensibile, essendo “questo nuovo libro” «una corrente il cui flusso scorre con i pensieri che si richiamano gli uni con gli altri senza suddivisioni didascaliche». Il lettore è avvertito, bisogna darne atto.


Così si può leggere nella stessa pagina (58), anzi in due paragrafi consecutivi, quanto segue:




La sacralità e l’unicità di questo insieme di testi sono il frutto di una vera e propria imposizione che si è variamente sviluppata e concretizzata nei secoli con fini e obiettivi che nulla hanno a che vedere con la spiritualità e con la presunta purezza di un pensiero religioso distaccato e divinamente ispirato.



E subito prima si aveva:




[…] è fondamentale evitare tutte quelle riflessioni che nella voluta e ricercata complessità tendono a nascondere l’evidenza di un testo che, nella sua disarmante semplicità, nulla ha mai avuto di sacro.



Insomma, la Bibbia è il frutto di un complotto ordito a tavolino da un alieno particolarmente meschino (YHWH, nientemeno), ma leggendo questo stesso testo ingannatore con «ragionamenti semplici, chiari, coerenti» dovrebbe balzare agli occhi la matrice dell’inganno.


Se non ci si stupisce di come si possano ritenere “semplici, chiari, coerenti” certi fantasiosi bizantinismi, c’è perlomeno da stupirsi della coriacea e plurimillenaria resistenza di un dolo tanto palese… sarà il trucco della lettera di Poe, chi lo sa!


A proposito del richiamarsi di idee… sarà un caso ma scorrendo le pagine di questa innovativa esegesi ho riassaporato la memoria dei romanzi di Zecharia Sitchin e Peter Kolosimo. Davvero quasi le stesse trovate, in quei testi come in questo. E peccato che, anche qui, non ci siano citazioni a confermare l’esattezza della reminiscenza. Sarà che Biglino afferma di voler limitare la bibliografia al minimo indispensabile; sarà che certi genî arrivano per vie separate alle medesime verità (in fondo anche Newton e Leibniz scoprirono contemporaneamente, ma senza collaborare, il calcolo infinitesimale!); o sarà che anche alla Nasa tutti hanno letto Jules Verne e visto Fritz Lang, ma che nessuno ama mostrarsi debitore di romanzieri, quando ambisce a passare per “uomo di scienza” o “intellettuale”.


Questo un po’ mi stupisce per quanto riguarda Biglino, perché ho recentemente scoperto che sulla “sua” storia degli Elohîm tale Riccardo Rontini produce un suggestivo fumetto.



La si dirà una “Biblia Biglini pauperum”, che ha se non altro il pregio di illustrare plasticamente la profondità di un pensiero che nega l’esistenza di una divinità da cui innumerevoli persone attestano di essere state salvate, e afferma l’esistenza – per dirla col salmista – di «un dio che non può salvare».


Dunque la questione di/degli Elohîm è fondamentale, dice Biglino. Anzi, più esattamente:




Ho […] scelto di rispondere in modo circostanziato alla più importante delle contestazioni che l’esegesi giudaico-cristiana mi rivolge: quella relativa al termine Elohim, al suo essere plurale o singolare, al suo significare “Dio” oppure no.


Come si comprende bene, questa infatti è la questione di fondo, tutte le altre non ne costituiscono che il corollario e rivestono un’importanza di gran lunga inferiore.


È infatti fondamentale stabilire se la Bibbia parla del Dio unico oppure no.


(p. 9)



È un approccio che onestamente mi lascia senza parole: non perché mi impressioni la teoria in sé, che appare inconsistente a chiunque sia arrivato alla lezione numero 3 di ebraico biblico (e mano a mano che si procede con le lezioni appare sempre più inconsistente), ma perché Biglino le riconosce quest’importanza capitale, mentre tutto il suo procedere si fonda su asserti fragili quanto l’assurda pretesa di individuare un plurale laddove innumerevoli passi attestano per via verbale un soggetto singolare (e quindi un “plurale di astrazione”, tipico delle lingue semitiche… ma anche del greco, che per esempio chiama “il futuro” “τά μέλλοντα” [tá méllonta, le cose che stanno per essere]).


Allora precisiamo preliminarmente che אֱל [“El”], tutte le sue forme – abbreviate, piene o derivate – non sono native della lingua ebraica, bensì sono comuni al semitico nord-occidentale e alle lingue di molti dei popoli che hanno abitato la zona. S’intendono così richiamati tutti quei piccoli regni di cui il medio oriente antico era pieno, e le sovranità cittadine, o città-stato, disseminate per il territorio: Mari, Ebla, Ugarit, Meghiddo e via dicendo.


El” era certamente un nome comune semanticamente coesteso al nostro “dio” o “divinità”, “nume” o “lare”: nessuna delle sue forme indica un nome proprio, se non per derivazione di eccellenza, come quando s’intende “capo degli dèi”, “padre degli dèi” (e per “padre” non s’intende certo ciò che la dogmatica trinitaria cristiana avrebbe elaborato nei secoli).


Un caso analogo a quello dell’ebraico Elohîm è dato dall’ugaritico Ilanu, che è il plurale di Ilu ed è perfettamente equiparato al suo significato singolare di “dio” (mentre mai accade l’inverso, cioè l’uso plurale della forma singolare). Ora, questa è grammatica storica delle lingue derivanti dal semitico nord-occidentale: se con un nome dalla morfologia plurale si usano abitualmente voci verbali dalla morfologia singolare il filologo è tenuto a postulare che, per qualche motivo (di natura linguistica, non teologica né – tantomeno – ufologica), quel referente plurale abbia un contenuto singolare. Al grammatico spetta poi il ruolo, mediante la linguistica comparata, di cercare di stabilire come e perché si verifichino certe anomalie linguistiche (capitano anche in altre lingue, specialmente per nomi astratti, come ho ricordato con l’esempio del greco). Fino a questo punto, insomma, il teologo non è chiamato in causa. Ancora meno lo è l’ufologo. E siamo alla terza lezione di ebraico biblico.


Ma dopo questa premessa – che è materia di filologia pura e di grammatica storica, dunque non soggetta a influssi di sorta – volgiamoci a vedere come Biglino argomenta la sua tesi. Vediamo anzitutto la vicenda dello sfortunato alieno precipitato sul pianeta Terra.




Supponiamo che io colonizzatore (cioè Elohim biblico, theos greco, deus romano, ecc.) sia un materialista impenitente, non creda in nulla che non sia ciò che si sperimenta quotidianamente e abbia come scopo fondamentale, anzi unico, quello di passare il resto della mia vita in modo più agiato possibile. Per vivere al meglio gli anni che la biologia mi concede avverto la necessità di accumulare beni e dotazioni materiali: dovrò poterne disporre a mio piacimento […]. Per questo il mio scopo sarà quello di possedere molto e sapere di poterne disporre per sempre: le-’olam, direi biblicamente, cioè per un “lungo tempo”, almeno per tutta la durata della mia vita che, casualmente, è di gran lunga superiore a quella degli autoctoni che ho trovato sul pianeta e/o territorio nel quale sono giunto.


Grazie a questa particolarità lascerò inoltre che gli abitanti del luogo credano che io sia eterno: se ne convincono da soli, perché le loro generazioni si susseguono mentre io permango.


(34)



Così Biglino struttura la sua proposta: si parte con un “supponiamo” cui segue una liberissima ricostruzione di fantasia (e chi può obiettare qualcosa? ha detto “supponiamo”!). Ogni tanto si butta nel paragrafo qualche nozione di lessico biblico, più o meno corretta, come quella sull’espressione “le-’olam” (questa è corretta), e in quel caso – solo in quel caso! – si rimanda a una fonte autorevole (nella fattispecie si tratta del Dizionario di ebraico e di aramaico biblici, di Philippe Reymond e Albert Soggin, pubblicato dalla prestigiosa Società Biblica Britannica e Forestiera). Il lettore, che per il fatto stesso di essere un lettore di Biglino non è uno specialista, resta impressionato dallo scoprire una cosa che non sapeva e che discorda dalle sue (normalmente scarse) nozioni di cultura religiosa; e lo è tanto più se vede che la nozione viene confermata da una fonte esterna, indipendente e autorevole: l’effetto è che s’insinua o si consolida in lui il sospetto di essere effettivamente vittima della propria ignoranza. La cosa terribilmente ironica è che in effetti lo è, ma forse il suo sospetto lo spinge a guardare nella direzione sbagliata… Ma torniamo al nostro crudele YWHW, cioè a uno degli Elohîm finiti sul nostro pianeta non-si-sa-come-non-si-sa-quando-non-si-sa-perché; torniamo a lui e alla sua dura fatica di tirare a campare la sua sporca quasi-eternità.




[…] Nell’immediatezza ho la necessità di trovare dei collaboratori, perché non posso fare tutto da solo e, in prospettiva futura, devo pensare di ridurre al minimo il numero dei possibili rivali […]. Per il primo obiettivo […] stabilirò dei rapporti privilegiati con un numero ridottissimo di individui accuratamente selezionati. […] Con pochi – pochissimi di loro – il rapporto sarà anche aperto, chiaro ed esplicito: conosceranno cioè la “verità” e condivideranno | i miei obiettivi, godendone i privilegi sia pure in misura ridotta rispetto alla mia. Questi li chiamerò “iniziati” e sono quelli che i racconti antichi conoscono come i re-sacerdoti: rappresentanti di vere e proprie caste dotate di quel potere che derivava loro dalla conoscenza reale dei fatti.


(35-36 passim)



Insomma, in pratica mentre il perfido YHWH circuiva Abramo (il credulone), l’astuto Melchidesech faceva da spalla all’alieno ingannatore. Pare (ma su questo punto Biglino non si sbilancia del tutto!) che tali collaborazionisti primordiali fossero




in primis i discendenti diretti dei signori venuti dall’alto, i figli che derivavano dalle unioni sessuali che intercorrevano con i rappresentanti della specie umana: erano i sangue-misto cui si riferisce esplicitamente anche la Bibbia.


(Ibid.)



“Esplicitamente?”, pensa atterrito il lettore. “Anche la Bibbia?”! E mentre, per il sospetto di essere stato raggirato da millenni, già la rabbia gli ribolle dentro, trascura di porsi la semplice domanda di cui sopra? «Se questo libro è stato scritto per ingannarmi, come mai basta leggerlo per svelare l’inganno?».


Domande da pivelli, pensa il sagace lettore di Biglino, ormai smaliziato e avviato sul sentiero dell’iniziazione: «Eppoi – osserva stupito dopo una morbosa consultazione del mai-prima-sfogliato Gen 6 – sulla Bibbia c’è scritto davvero, che gli angeli andavano a letto con le donne!». Dunque Biglino ha ragione. Dunque Melchisedech e gli altri re-sacerdoti erano collaborazionisti degli alieni e i cosiddetti patriarchi erano solo i primi di molti allocchi a credere a una fandonia cosmica (tanto male imbastita che basta leggerla una volta per scoprire il trucco). Le reminiscenze liceali di genetica, che potrebbero porre sensate obiezioni, sono ormai inattingibili… chissà se anche quelle fanno parte dell’inganno!


Sfoglio e sfoglio in attesa degli argomenti decisivi a sostegno della tesi fondamentale, ossia: «Che cosa significa veramente Elohîm?». Niente, a un tratto leggo che quella di Dio sarebbe




una costruzione fatta di idee che reggono se stesse in un circolo vizioso autoreferenziale.


(38)



Che strano: sono parole che esprimono egregiamente l’idea che vado facendomi delle tesi del loro autore… Cerco argomenti e trovo affermazioni così:




Il mistero della fede, il mistero di Dio, sono concetti che i fedeli devono accettare perché i teologi sono stati costretti a inserirli. Ciò che hanno inventato è talmente incoerente e contraddittorio che deve necessariamente essere ricompreso nella categoria del mistero: non lo possono spiegare diversamente.


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E la cosa deve suonare confortante all’ormai infuriato lettore, che scopre di non doversi neppure sentire ignorante (cosa che in effetti è), perché a quanto par di capire non ci sarebbe niente da comprendere, niente che possa rientrare in un pensiero logico. Ecco perché non ci aveva mai capito niente! Quanto a me, invece, che mi sforzo di mettere da parte i miei «due soldi d’elementari / e uno d’università», vorrei solo leggere un argomento a sostegno della fantasmagorica tesi sugli Elohîm alieni. E non ne trovo, perché Biglino divaga su Federico II di Svevia e su Gregorio IX (rivelandomi per giunta che i due erano in combutta: e io che ho perso tempo a studiare le due scomuniche – due – che il secondo inflisse al primo!), aggiungendo al tutto una spolverata di Lutero (più di tre secoli di distanza dai primi due… ma che vuoi che sia di fronte a un le-’olam!). A p. 50 si trova poi lo spot di un DVD di Biglino in cui si spiegherebbe «la vicenda di Saul che è illuminante ai fini della comprensione di chi erano i “buoni e giusti” per l’Elohim di Israele». Mi spiace ma non ho il cuore di comprare (anche) il DVD: sto ancora cercando la spiegazione promessa sulla faccenda di Elohîm. E non la trovo. Qui Biglino vanta gli «anni di traduzione dell’ebraico masoretico per le Edizioni San Paolo» (51), ma nel dare prova di queste doti il nostro sembra tanto modesto quanto invece pare schietto nel rivendicarle. La spiegazione non arriva.


In compenso, segue un intero capitolo dedicato a gustose pericopi delle opere di Giuseppe Flavio: non si capisce in che modo debbano rispondere alla domanda su quella che Biglino aveva annunciato come “questione fondamentale”, visto che parlano di Noè e di Abramo, ma ce le prendiamo così come sono. In fondo al capitolo (pp. 70-71) una scheda riassume che, comunque, ruach è il rumore delle astronavi degli Elohîm e kavod è come chiamavano le astronavi. Ma per capirlo per bene, spiega Biglino, bisogna comprare i suoi libri. Gli altri.


Fermi tutti, arrivano ben due capitoli dedicati alla grammatica.


Biglino ribadisce quindi che gli Elohîm, i quali sono tanti, avevano assunto le funzioni di legislatori, governatori, giudici; che avevano fatto gli adam; che ci si erano pure accoppiati (già che c’erano); che sono mortali proprio come gli adam (del povero Salmo 82, messo a puntello di queste “tesi”, parleremo meglio trattando Gesù). I due capitoli proseguono con una serie di frettolose e parziali citazioni di casi che, uno per uno, troverebbero tranquillamente semplici e lineari risposte filologiche. Ad esempio Biglino afferma che Elohîm non può essere un plurale tantum perché ci sono diversi testi in cui ricorre insieme con il nome al singolare: come se un esegeta biblico potesse stupirsi di imbattersi in ripetizioni, parallelismi e merismi. Ma il meglio è sempre che il Nostro affronta i testi antichi con le categorie (filosofiche o linguistiche) moderne, rivendica che i suoi anacronismi metodologici siano leciti, e infine (come riporterò tra un attimo) copre tutte le proprie incoerenze procedurali con dei sontuosi “beh, comunque sono cose difficili e la grammatica mica la rispettavano, questi”. Insomma, Biglino, la rispettavano o no?


Gustosa anche l’obiezione per cui, quando si parla di Elohîm




siamo in presenza […] di un individuo concreto che mangia, beve, si sporca, si lava, deve riposare […]… Una concretezza drammaticamente materiale; nulla a che vedere con l’astrattezza dei termini che l’esegesi teologica pone a confronto nel tentativo di giustificare la desinenza plurale.



Non a caso infatti Umberto Cassuto (buon ultimo, ma non se ne trova traccia nella bibliografia di Biglino) osserva una differenza proprio in tal senso tra l’uso di YHWH e quello di Elohîm: il primo indicherebbe concretezza, il secondo astrazione. Non mancano i critici anche all’opera del Cassuto, che però vanta su Biglino il vantaggio incomparabile di partire dal testo e non da fantasiose ipotesi imbastite su silenzi irrimediabili.


L’arrampicata sugli specchi prosegue con surreali accostamenti tra gli usi plurali di Elohîm (quanto ai verbi usati) e il nome šoftîm (giudici), per “spiegare” le figure teofaniche dell’ultima parte di Gen e di Es. Si tocca il massimo del surrealismo quando Biglino afferma che, sì, anche mitsraîm significa “gli egiziani” o, per astrazione, “l’Egitto”… ma lì è diverso. Perché? Perché Elohîm sarebbe più astratto, più evanescente.


E infine Biglino sconfina nel Nuovo Testamento, sul quale però torneremo prossimamente. Qui resta un’altra cosa da osservare, circa le petizioni di principio del Nostro, e ce ne offre lo spunto proprio lui alla fine del capitolo IV:




Se il termine Elohim fosse singolare la Bibbia sarebbe un testo assurdo, incoerente, confuso e pressoché incomprensibile. Se, per contro, si dovesse rivelare veritiera la mia ipotesi, secondo la quale Elohim indica una pluralità di individui, il testo sarebbe chiaramente intelligibile da tutti, senza necessità di intermediazioni e interpretazioni.


(132)



La falsità della seconda affermazione risulta evidente non appena si considera che per 132 pagine (e per troppe altre ancora) Biglino afferma che non ci si può fidare di nessuno, nella lettura della Bibbia, per non uscire dall’interpretazione che lui ne dà. Dunque un interprete è certamente necessario, ed è lui. In effetti però “intermediatore” è meglio di “interprete”: dubito che Biglino voglia veramente fondare una nuova religione (le religioni sono cose che noi adamîm gestiamo a prezzo di fatiche sovrumane, e le sue fantasticherie sugli Elohîm dovrebbero averglielo insegnato); innegabilmente, però, egli si pone come chi offre una nuova rivelazione. Forse del nulla, dal momento che Biglino sembra foriero di una Weltanschauung nichilista, ma Biglino si pone come un mediatore.


E la prima affermazione? È vera o falsa? L’onere della prova spetta all’accusa, non alla difesa: l’accusa ha prodotto testi truccati, domande faziose, inferenze indebite, approssimazioni e minimizzazioni ad libitum… non si vede a che titolo possa chiedere che sia la difesa a rispondere. La Bibbia è stata letta da decine di secoli senza che nessuno – tra quanti l’ebraico lo parlavano agevolmente (e prima dei masoreti!) – abbia mai provato imbarazzo su quando e come tradurre Elohîm come theós (dio) e quando tradurlo come theói (dèi). Se venti secoli dopo un italiano che ha studiato ebraico a Torino vuole convincerci che gli ebrei alessandrini dell’intetestamento non capivano quello che leggevano o che volevano perpetuare un inganno portato sul nostro pianeta da alieni di cui non sarebbe rimasto un solo reperto extratestuale oggettivo… noi ci sentiamo liberi di seppellire costui con una sonora risata.


Ma Biglino chiude il quarto capitolo con una sicumera contraddetta da quanto aveva scritto all’inizio del terzo, e la disposizione illogica delle parti (e dei modi) serve appunto per lasciare il lector simplex con un senso di fiducia nel “rivelatore” – senza omettere di indossare cautelativamente una foglia di fico da esibire ai meno sprovveduti tra i suoi lettori. Introducendo finalmente il primo dei capitoli dedicati alle questioni filologiche, il Nostro aveva infatti messo le mani avanti:




Le diatribe filologiche condotte su un singolo termine molto spesso non determinano risultati assodati e condivisi: la cosa non ci deve stupire perché le disquisizioni e le speculazioni “chirurgiche” non hanno la possibilità di produrre i risultati sperati a causa delle inevitabili incertezze connaturate alla conoscenza delle lingue antiche e per l’impiego che di queste facevano gli autori stessi i quali, a differenza nostra, non si sentivano sempre e necessariamente legati alla rigidità delle regole grammaticali.


(76)



Che dire? Nel momento in cui Biglino deve mostrarsi più solido – giacché è quello che ha promesso nell’introduzione – sfiora l’ineffabile:




[…] il prof. Garbini […] rileva che i masoreti non hanno operato su base linguistica e grammaticale, non hanno quindi scritto tenendo conto di regole precostituite, ma hanno invece operato su basi e, soprattutto, con intenti prettamente ideologici e teologici.


(Ibid.)



Al solito: l’appello a un’autorità forte, esterna e indipendente (la quale però non sta avallando la tesi: vorrei sentirlo, Paolo Garbini, dire con le sue labbra che Elohîm non significa “dio”), il generico richiamo alla difficoltà della ricerca da condurre, il vaso di Pandora additato nei fantomatici “intenti prettamente ideologici e teologici”… e potremmo risparmiarci di sfogliare le pagine seguenti: Biglino non può documentare che Elohîm significa ciò che vorrebbe darci a intendere. Non può perché la sua è una pura invenzione fantascientifica, che imbastisce una trama di ipotesi non verificabili su un ordito di argumenta ex silentio. Niente di più lontano da qualunque criterio di esegesi rigorosa. D’altronde




[…] spesso queste regole non esistevano neppure: sono il frutto dell’elaborazione che i grammatici moderni hanno condotto a | posteriori e purtroppo talvolta anche sotto il condizionamento, più o meno consapevole, determinato dal substrato culturale teologico indissolubilmente connesso con il cosiddetto “libro sacro”.


(76-77)



Ecco qui: il testo biblico è una trappola diabolica ordita dagli alieni, e basta leggerlo per rendersene conto; però bisogna leggerlo in un modo diverso da come fanno tutti gli altri, perché gli altri sono caduti nella trappola dell’alieno. E però alla fine sarebbero i teologi a fare petizioni di principio!

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