Mt 5,43-48
43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Commento
A cura di Monaci Benedettini Silvestrini
L'ingiustizia non può sempre trionfare. Verrà il momento in cui le cose saranno messe in ordine. Saremmo fortunati se questo avviene mentre ancora siamo lontani dalla giustizia di Dio, che non ammette scuse o ammende. Il vangelo stesso ci avverte: Mettiti d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via...perché il giudice non ti condanni... Acab si reca a prendere possesso della vigna dopo aver assassinato Nabot. Pensa in cuor suo di poter cantare vittoria... ma ci pensa il profeta Elia a richiamarlo alla propria responsabilità. Una sciagura enorme si abbatterà su Acab e la sua famiglia. Questo annuncio di sventura scuote Acab che si strappa le vesti, si copre di sacco e di cenere e digiuna... Dio vede questo pentimento... e rimanda a dopo la sua morte, la sciagura annunziata. Nel vangelo abbiamo un messaggio che ci sgomenta... Ogni credente è chiamato a imitare il Padre celeste che fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni, fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Dinanzi a noi c'è un cammino in salita... interminabile. D'altra parte la novità del Vangelo è proprio questa: l'amore verso il nemico. Tanto è vero che il Signore Gesù ce lo ha affidato come segno distintivo di appartenenza a Lui, invitandoci al perdono, come atto supremo di amore verso Dio e verso il prossimo, come gesto del nostro Credo religioso. E' arduo capire perché devo amare chi mi sta rovinando la vita... Tentiamo di fare un po' luce... Siamo tutti figli del Padre celeste, siamo tutti fratelli... Quelli che ci sono "nemici" perché si lasciano vincere dallo spirito di vendetta e dal desiderio di far del male, potrebbero paragonarsi ai fratelli malati, infermi della famiglia e quindi più bisognosi di attenzioni. D'altra parte chi ha fede sa che la vita presente ha un valore molto relativo... siamo incamminati verso l'eternità. Questo è il vero e sommo bene... Aiutare il prossimo in questo cammino con il perdono, con la testimonianza dell'amore di Dio, che vuole salvo anche quel fratello, è la missione che il credente deve svolgere nel mondo. Difficile missione, ma urgente in un mondo dilaniato da vendette e discordie. Colpa del nostro messaggio non credibile?... E allora?... Lasciamoci guidare dallo Spirito di Amore.
sabato 28 febbraio 2015
venerdì 27 febbraio 2015
Scandalo spy cables con in sottofondo la crisi tra Usa e Israele
Non si sa ancora chi abbia dato l'ordine di rendere pubblici i documenti top secret sul Mossad e il nucleare iraniano. Ma una cosa è certa: l'obiettivo era screditare Netanyahu
"Spy Cables", ovvero la diffusione di materiale top secret riguardante (tra le altre cose) anche Mossad e Cia, rischia di intaccare pesantemente le elezioni israeliane del prossimo 17 marzo.
Non è un caso che questi documenti, che riguardano il Mossad ma non sono del Mossad, siano stati resi pubblici proprio mentre il clima elettorale si fa maggiormente rovente. Haaretz, per esempio, ha pubblicato un interessante articolo sui 145mila dollari che Bibi Netanyahu avrebbe donato nel 2002 a un uomo che, per ora, rimane ignoto. Colpi su colpi contro l'attuale presidente israeliano. Perché? Perché Al Jazeera, Guardian e Haaretz stanno attaccando con tanta veemenza il premier israeliano?
Netanyahu esce da una campagna elettorale "pop": dopo aver vestito i panni del baby sitter (anzi: Bibi sitter) della Nazione, si è poi calato nei panni del maestro d'asilo intento a mettere in riga gli studenti irrequieti Naftali Bennett e Avigdor Lieberman. Ma è l'ultimo video elettorale di Netanyahu che ci potrebbe aiutare a capire il motivo per cui i documenti sono stati "leakati": le parole scritte in ebraico si stagliano sulla bandiera americana e una voce in sottofondo dice: se Ben Gurion non si fosse scontrato con il Congresso americano, ora Israele non esisterebbe.
Ecco quindi un nuovo spunto per comprendere "Spy Cables". I rapporti tra Israele e Usa non sono mai stati così logori. Lo scorso gennaio, John Boehner, leader repubblicano, ha invitato Netanyahu a parlare al Congresso. L'argomento? L'arsenale nucleare dell'Iran. Il primo ministro israeliano ha accettato di buon grado di partecipare a questo evento, ma qualcosa è andato storto.
La conferenza di Netanyahu, prevista per l'11 febbraio, sarebbe stata spostata al 3 marzo prossimo. Obama non sapeva nulla di questo invito e, non appena è venuto a conoscenza della cosa, è andato su tutte le furie e si è rifiutato di incontrare Netanyahu. Motivi diplomatici, si dice. Non è bene che uno dei candidati alle prossime elezioni israeliane incontri il presidente americano. L'insofferenza di Obama nei confronti di Netanyahu è paragonabile a quella di Hollande, che non è ancora riuscito a digerire la presenza - imposta quasi con la forza, come racconta Haaretz - del primo ministro israeliano.
Ma torniamo ai rapporti tra Usa e Israele. Mentre Netanyahu, già nel 2012, si impegnava per spingere i falchi contro l'Iran, il Mossad avviava una politica più moderata, come hanno confermato i documenti "leakati": l'Iran "non sta svolgendo l'attività necessaria per la produzione di armi". In quell'occasione Haaretz parlò di sfida del Mossad a Netanyahu. Di certo fu uno scontro frontale.
C'è ora da capire a chi è giovata maggiormente la pubblicazione di questi documenti. Come scrive Panorama, "le rivelazioni di Spy Cables potrebbero essere utili al presidente americano" in quanto giustificherebbero l'intervento diplomatico (e non bellico) nei confronti dell'Iran.
In conclusione: questi documenti potrebbero esser stati resi pubblici da qualcuno che cerca di mantenere la pace in un già martoriato Medioriente. Sia esso la Terra Santa o l'Iran. Oppure da qualcuno che sta cercando di far fuori Netanyahu in vista delle elezioni del prossimo marzo. O, infine, da Obama stesso, stanco dei giochetti del presidente israeliano.
Dubbi e domande che rimarranno tali fino a quando non usciranno nuovi documenti e nuovi testimoni.
"Spy Cables", ovvero la diffusione di materiale top secret riguardante (tra le altre cose) anche Mossad e Cia, rischia di intaccare pesantemente le elezioni israeliane del prossimo 17 marzo.
Non è un caso che questi documenti, che riguardano il Mossad ma non sono del Mossad, siano stati resi pubblici proprio mentre il clima elettorale si fa maggiormente rovente. Haaretz, per esempio, ha pubblicato un interessante articolo sui 145mila dollari che Bibi Netanyahu avrebbe donato nel 2002 a un uomo che, per ora, rimane ignoto. Colpi su colpi contro l'attuale presidente israeliano. Perché? Perché Al Jazeera, Guardian e Haaretz stanno attaccando con tanta veemenza il premier israeliano?
Netanyahu esce da una campagna elettorale "pop": dopo aver vestito i panni del baby sitter (anzi: Bibi sitter) della Nazione, si è poi calato nei panni del maestro d'asilo intento a mettere in riga gli studenti irrequieti Naftali Bennett e Avigdor Lieberman. Ma è l'ultimo video elettorale di Netanyahu che ci potrebbe aiutare a capire il motivo per cui i documenti sono stati "leakati": le parole scritte in ebraico si stagliano sulla bandiera americana e una voce in sottofondo dice: se Ben Gurion non si fosse scontrato con il Congresso americano, ora Israele non esisterebbe.
Ecco quindi un nuovo spunto per comprendere "Spy Cables". I rapporti tra Israele e Usa non sono mai stati così logori. Lo scorso gennaio, John Boehner, leader repubblicano, ha invitato Netanyahu a parlare al Congresso. L'argomento? L'arsenale nucleare dell'Iran. Il primo ministro israeliano ha accettato di buon grado di partecipare a questo evento, ma qualcosa è andato storto.
La conferenza di Netanyahu, prevista per l'11 febbraio, sarebbe stata spostata al 3 marzo prossimo. Obama non sapeva nulla di questo invito e, non appena è venuto a conoscenza della cosa, è andato su tutte le furie e si è rifiutato di incontrare Netanyahu. Motivi diplomatici, si dice. Non è bene che uno dei candidati alle prossime elezioni israeliane incontri il presidente americano. L'insofferenza di Obama nei confronti di Netanyahu è paragonabile a quella di Hollande, che non è ancora riuscito a digerire la presenza - imposta quasi con la forza, come racconta Haaretz - del primo ministro israeliano.
Ma torniamo ai rapporti tra Usa e Israele. Mentre Netanyahu, già nel 2012, si impegnava per spingere i falchi contro l'Iran, il Mossad avviava una politica più moderata, come hanno confermato i documenti "leakati": l'Iran "non sta svolgendo l'attività necessaria per la produzione di armi". In quell'occasione Haaretz parlò di sfida del Mossad a Netanyahu. Di certo fu uno scontro frontale.
C'è ora da capire a chi è giovata maggiormente la pubblicazione di questi documenti. Come scrive Panorama, "le rivelazioni di Spy Cables potrebbero essere utili al presidente americano" in quanto giustificherebbero l'intervento diplomatico (e non bellico) nei confronti dell'Iran.
In conclusione: questi documenti potrebbero esser stati resi pubblici da qualcuno che cerca di mantenere la pace in un già martoriato Medioriente. Sia esso la Terra Santa o l'Iran. Oppure da qualcuno che sta cercando di far fuori Netanyahu in vista delle elezioni del prossimo marzo. O, infine, da Obama stesso, stanco dei giochetti del presidente israeliano.
Dubbi e domande che rimarranno tali fino a quando non usciranno nuovi documenti e nuovi testimoni.
Il Vangelo del giorno 27.02.2015
Mt 5,20-26
20Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
23Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 26In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!
Commento
A cura di Movimento Apostolico - rito romano
Gesù con scienza e sapienza di Spirito Santo, con arte divina, con somma attenzione rilegge la Legge Antica, quella praticata dagli scribi e dai farisei, e le conferisce il pieno compimento. È questa la giustizia superiore cui ogni uomo deve sottomettersi, se vuole essere figlio del Regno di Dio.
Questa rilettura e questo compimento non li fa però in nome di Dio, non li svolge da Profeta dell'Altissimo, li opera in nome proprio. È Lui che legge, interpreta, compie, definisce. È Lui che si manifesta vero Signore della Legge e dei Profeti. È Lui che si rivela Autore della Nuova Legge, che è il compimento perfetto della Legge antica. Alla sua interpretazione e compimento nulla si dovrà più aggiungere, nulla togliere per l'eternità. Con Cristo Gesù la Legge entra nella sua definitività di perfezione.
Non basta non uccidere per essere a posto dinanzi a Dio e agli uomini. La vita dell'uomo è complessa, molto complessa. È vissuta in una molteplicità di relazioni, di significati, di eventi, di circostanze, si situazioni. Ebbene, ognuno di questi infiniti momenti deve essere vissuto nel rispetto più grande, nella carità più totale, nella giustizia più perfetta, nella grande delicatezza spirituale e morale, nella gentilezza e serenità della mente e del cuore. Anche lo stesso corpo deve partecipare a quest'azione di carità, di amore, di giustizia, di gioia, di pace verso il fratello. Perché questo avvenga anche le parole devono essere ponderate, pesate, devono essere gentili, sante, buone, vere. Una sola parola può uccidere l'uomo nel suo spirito. Una sola frase lo può ammazzare nella sua anima. Un solo gesto lo può ferire mortalmente nel suo cuore e nei suoi sentimenti. Una sola reazione può dare la morte.
Mai un discepolo di Gesù dovrà offendere in qualsiasi modo - parole, opere, omissioni, pensieri - un suo fratello, una sua sorella. Un discepolo di Gesù potrà però venire offeso. Ecco il giusto comportamento, la regola santa della giustizia e della carità, la perfetta misericordia che Gesù gli chiede: deve riconciliarsi con l'offensore prima di presentarsi dinanzi a Dio per fare la sua offerta, offerta di preghiera, offerta di sacrificio, offerta di lode, offerta di ringraziamento. Il discepolo di Gesù deve essere sempre uomo di riconciliazione, di pace, di bontà, di perdono, di misericordia, di grande amore.
Altra cosa che sempre deve fare il discepolo di Gesù è questa: essere persona saggia, accorta, diligente, capace di grande discernimento. Deve sapere in ogni istante qual è il più grande bene per lui e per gli altri e questo bene perseguire ad ogni costo, a costo di ogni rinunzia e sacrificio, a costo anche di perdere tutto ciò che è della terra.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Vergine Sapiente, insegnaci la vera sapienza, la vera obbedienza, la vera carità. Angeli e Santi di Dio, otteneteci la grazia di imitare Cristo Gesù che prima di offrire il suo sacrificio di redenzione al Padre, si riconciliò con i suoi fratelli chiedendo a Dio perdono per loro. Non sapevano quel che facevano.
20Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
23Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 26In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!
Commento
A cura di Movimento Apostolico - rito romano
Gesù con scienza e sapienza di Spirito Santo, con arte divina, con somma attenzione rilegge la Legge Antica, quella praticata dagli scribi e dai farisei, e le conferisce il pieno compimento. È questa la giustizia superiore cui ogni uomo deve sottomettersi, se vuole essere figlio del Regno di Dio.
Questa rilettura e questo compimento non li fa però in nome di Dio, non li svolge da Profeta dell'Altissimo, li opera in nome proprio. È Lui che legge, interpreta, compie, definisce. È Lui che si manifesta vero Signore della Legge e dei Profeti. È Lui che si rivela Autore della Nuova Legge, che è il compimento perfetto della Legge antica. Alla sua interpretazione e compimento nulla si dovrà più aggiungere, nulla togliere per l'eternità. Con Cristo Gesù la Legge entra nella sua definitività di perfezione.
Non basta non uccidere per essere a posto dinanzi a Dio e agli uomini. La vita dell'uomo è complessa, molto complessa. È vissuta in una molteplicità di relazioni, di significati, di eventi, di circostanze, si situazioni. Ebbene, ognuno di questi infiniti momenti deve essere vissuto nel rispetto più grande, nella carità più totale, nella giustizia più perfetta, nella grande delicatezza spirituale e morale, nella gentilezza e serenità della mente e del cuore. Anche lo stesso corpo deve partecipare a quest'azione di carità, di amore, di giustizia, di gioia, di pace verso il fratello. Perché questo avvenga anche le parole devono essere ponderate, pesate, devono essere gentili, sante, buone, vere. Una sola parola può uccidere l'uomo nel suo spirito. Una sola frase lo può ammazzare nella sua anima. Un solo gesto lo può ferire mortalmente nel suo cuore e nei suoi sentimenti. Una sola reazione può dare la morte.
Mai un discepolo di Gesù dovrà offendere in qualsiasi modo - parole, opere, omissioni, pensieri - un suo fratello, una sua sorella. Un discepolo di Gesù potrà però venire offeso. Ecco il giusto comportamento, la regola santa della giustizia e della carità, la perfetta misericordia che Gesù gli chiede: deve riconciliarsi con l'offensore prima di presentarsi dinanzi a Dio per fare la sua offerta, offerta di preghiera, offerta di sacrificio, offerta di lode, offerta di ringraziamento. Il discepolo di Gesù deve essere sempre uomo di riconciliazione, di pace, di bontà, di perdono, di misericordia, di grande amore.
Altra cosa che sempre deve fare il discepolo di Gesù è questa: essere persona saggia, accorta, diligente, capace di grande discernimento. Deve sapere in ogni istante qual è il più grande bene per lui e per gli altri e questo bene perseguire ad ogni costo, a costo di ogni rinunzia e sacrificio, a costo anche di perdere tutto ciò che è della terra.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Vergine Sapiente, insegnaci la vera sapienza, la vera obbedienza, la vera carità. Angeli e Santi di Dio, otteneteci la grazia di imitare Cristo Gesù che prima di offrire il suo sacrificio di redenzione al Padre, si riconciliò con i suoi fratelli chiedendo a Dio perdono per loro. Non sapevano quel che facevano.
giovedì 26 febbraio 2015
Medjugorje: messaggio del 25.02.2015
Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti: pregate di più e parlate di meno. Nella preghiera cercate la volontà di Dio e vivetela secondo i comandamenti ai quali Dio vi invita. Io sono con voi e prego con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Medjugorje: messaggio del 23.02.2015
«Anche stasera, come ogni giorno dopo l’incontro con la Madonna, desidero descrivere e avvicinare anche a voi l’incontro di stasera. Anche stasera la Madonna è venuta a noi molto gioiosa e felice e, come sempre, all’inizio ci ha salutati tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi la Madonna ha steso le mani e ha pregato per un periodo di tempo qui su tutti noi. Ha pregato in particolare su voi malati presenti. Poi la Madonna ha detto:
“Cari figli, figlioli miei, anche oggi desidero invitarvi, in questo tempo di grazia che viene: pregate di più nelle vostre famiglie, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie. In particolare pregate, cari figli, con i vostri figli. Pregate, cari figli, per le mie intenzioni, per i miei piani che desidero realizzare con la mia venuta qui. Pregate in particolare per i miei piani di pace. La Madre prega insieme a voi e vi è sempre vicina. Perciò decidetevi, decidetevi a pregare di più. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.
Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Come sempre, anche oggi io ho raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e, in particolare, i malati. Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti voi con le mani distese e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei”.
“Cari figli, figlioli miei, anche oggi desidero invitarvi, in questo tempo di grazia che viene: pregate di più nelle vostre famiglie, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie. In particolare pregate, cari figli, con i vostri figli. Pregate, cari figli, per le mie intenzioni, per i miei piani che desidero realizzare con la mia venuta qui. Pregate in particolare per i miei piani di pace. La Madre prega insieme a voi e vi è sempre vicina. Perciò decidetevi, decidetevi a pregare di più. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.
Poi la Madonna ci ha benedetti tutti con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Come sempre, anche oggi io ho raccomandato tutti voi, tutti i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e, in particolare, i malati. Poi la Madonna ha continuato a pregare qui su tutti voi con le mani distese e in questa preghiera se n’è andata, se n’è andata nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei”.
I santuari Mariani (liberazione da satana)
di P. Gabriele Amorth, tratto dalla rivista “Madre di Dio”
Di solito le persone possedute dal Diavolo vengono liberate in santuari mariani o in altri luoghi di culto. Il caso di due bambine che sta all’origine del “Santuario di Santa Maria dei Miracoli”, a Morbio Inferiore.
Padre Candido, il santo esorcista che per sei anni mi fece da maestro, mi disse fin dal primo incontro con lui: ”Non si aspetti di vedere liberazioni (dal Demonio) alla fine dei suoi esorcismi. Salvo casi rarissimi, in genere le persone si liberano a casa loro o, più spesso, in santuari mariani o in altri luoghi di culto”. Da parte sua era particolarmente devoto della Madonna di Lourdes e di Loreto, ove ottennero la liberazione molte persone da lui esorcizzate.
Anche a me è accaduta la stessa cosa. Ho in mente, ad esempio, Alessandro che si sentì liberato passando sotto la Grotta di Lourdes; e ricordo Stefania che pure a Lourdes ottenne la liberazione, dopo aver pregato per tutta una notte davanti alla grotta.
Ci sono chiese e altri luoghi di culto in cui con più frequenza avvennero liberazioni di persone ossesse. Cito ad esempio il Santuario di Caravaggio, che è il principale della Lombardia, a cui un tempo accorrevano da tutta Italia e dall’estero persone indemoniate. Parlando di luoghi, non posso non citare il Duomo di Sarsina, in provincia di Forlì, dove il collare di ferro del Vescovo San Vinicio ha spesso giovato alla liberazione di ossessi.
Mi piace raccontare un episodio in cui la liberazione di due possedute dal Diavolo ha fatto sorgere un Santuario mariano. L’episodio, ben documentato, avvenne il 29 Luglio 1594 a Morbio Inferiore, nella Svizzera.
Protagoniste degli eventi furono due bambine di Milano: Caterina di 10 anni e Angela di 7. Erano entrambe indemoniate. Bastava la vicinanza di immagini sacre per renderle furiose, con urla e bestemmie a non finire. Le loro madri, angosciate, vennero a sapere che a Morbio c’era un Sacerdote, don Gaspare dei Barberini, molto stimato come esorcista. Si recarono a Morbio di buon mattino, ma il Sacerdote era assente. Pensarono di attenderlo, e intanto si sedettero tra le rovine di un vecchio Castello.
Le bambine giocavano. Giunte a un certo punto, incominciarono a urlare, a pronunciare parole sconce e bestemmie, come di solito facevano vicino a immagini sacre. Le madri compresero allora che lì vicino doveva esserci una sacra immagine. Informatesi dalle donne del posto, vennero a sapere che in una parete diroccata c’era dipinta una Madonna con Bambino, rovinata dalle intemperie e quasi nascosta dalle erbacce. Subito le due donne, piene di fede, si diedero a ripulire quella parete dalle erbacce che coprivano l’immagine e poi si misero a pregare la Santa Vergine. Costrinsero anche con la forza le loro riluttanti figliole ad avvicinarsi all’immagine. A quella vista Angela cadde a terra svenuta. Caterina invece si sentì liberata dal Demonio; per di più, le apparve la Vergine che chiese che in quel luogo si costruisse un tempio. Poi, per ordine della Madonna, Caterina chiamò Angela; e questa rinvenne subito, essa pure del tutto liberata dalla possessione diabolica.
Il Vescovo di Como, dal quale allora dipendeva Morbio, aprì un processo canonico da cui risultò la verità dei fatti. Nel verbale di detto processo, si leggono le parole di Caterina che riferisce come la Madonna le aveva detto che ”avvisasse che si facesse rifare quel luogo e che su gli si dicesse Messa”. La Madonna le aveva pure chiesto di dire a tutti che ”dovessero dire 15 Pater Noster e 15 Ave Maria per i misteri della vita, passione, morte e risurrezione del Signore”. Infine, Caterina afferma che la Madonna le aveva fra l’altro chiesto ”che si dovesse fare Capuccina”, e che lei le aveva promesso di fare secondo quanto le veniva richiesto. Questa è la storia delle origini del “Santuario di Santa Maria dei Miracoli”, detto anche “Santuario per gli Indemoniati”.
Tra i miei cari amici defunti, ricordo con gratitudine don Faustino Negrini, prima Parroco e poi Rettore ed Esorcista nel Santuario “Madonna della Stella” di Gussago (Brescia), dove morì carico di anni e di meriti. Riporto alcuni episodi da lui raccontati.
“Evviva la Madonna! Sono liberata!”: questo il grido di gioia di F. S., 24 anni, quando si accorse di non essere più preda del Demonio, il 19 luglio 1967.
Fin dalla prima infanzia essa era stata posseduta da Satana, in seguito a un maleficio che le era stato fatto. Durante le benedizioni (dell’esorcismo) emetteva urla, bestemmie, insulti; abbaiava come un cane e si rotolava per terra. Ma gli esorcismi non sortivano alcun effetto. Tanti pregavano per lei, ma c’era l’influenza negativa del padre, che era un accanito bestemmiatore. Finalmente un Sacerdote convinse il genitore a giurare che non avrebbe mai più bestemmiato: questa decisione, mantenuta fedelmente, fu risolutiva.
Non sempre, però, le liberazioni avvenivano nel Santuario, bensì anche a casa propria o in qualche altro luogo.
Una ragazza di Soresina (Cremona), certa M.B., era posseduta da 13 anni. Invano furono tentate tutte le cure mediche, pensando si trattasse di qualche malattia; perché il male era di altra natura.
Recatasi con fede al santuario della “Madonna della Stella”, pregò a lungo. Quando venne benedetta si mise a urlare e a dimenarsi per terra. Al momento non accadde nulla di straordinario. Ritornata a casa, mentre pregava la Madonna, si sentì di colpo interamente liberata.
Una donna anziana fu liberata a Lourdes. Tante volte per lei erano state fatte preghiere di liberazione al santuario della “Madonna della Stella”. Quando iniziavano, essa diventava stravolta, irriconoscibile, rabbiosa, alzando i pugni contro un’immagine di Maria Santissima. Si fece fatica ad iscriverla ad un pellegrinaggio a Lourdes, perché il regolamento escludeva ”gli isterici, gli ossessi, i malati furiosi”, che potevano disturbare gli altri malati. Un medico compiacente la fece iscrivere, dichiarando che era soltanto soggetta a malesseri generici.
Giunta alla grotta, la posseduta smaniava e cercava di fuggire. Tanto più si infuriava quando volevano trascinarla alle ‘piscine’. Ma un giorno le infermiere riuscirono con la forza ad immergerla in una delle vasche. Fu con grande fatica, tanto che l’indemoniata – afferrata un’infermiera – la trascinò con sé sotto l’acqua. Ma quando uscirono dall’acqua, l’indemoniata era completamente liberata e felice.
Come si vede, in tutti e tre i casi l’intercessione della Madonna fu risolutiva.
Di solito le persone possedute dal Diavolo vengono liberate in santuari mariani o in altri luoghi di culto. Il caso di due bambine che sta all’origine del “Santuario di Santa Maria dei Miracoli”, a Morbio Inferiore.
Padre Candido, il santo esorcista che per sei anni mi fece da maestro, mi disse fin dal primo incontro con lui: ”Non si aspetti di vedere liberazioni (dal Demonio) alla fine dei suoi esorcismi. Salvo casi rarissimi, in genere le persone si liberano a casa loro o, più spesso, in santuari mariani o in altri luoghi di culto”. Da parte sua era particolarmente devoto della Madonna di Lourdes e di Loreto, ove ottennero la liberazione molte persone da lui esorcizzate.
Anche a me è accaduta la stessa cosa. Ho in mente, ad esempio, Alessandro che si sentì liberato passando sotto la Grotta di Lourdes; e ricordo Stefania che pure a Lourdes ottenne la liberazione, dopo aver pregato per tutta una notte davanti alla grotta.
Ci sono chiese e altri luoghi di culto in cui con più frequenza avvennero liberazioni di persone ossesse. Cito ad esempio il Santuario di Caravaggio, che è il principale della Lombardia, a cui un tempo accorrevano da tutta Italia e dall’estero persone indemoniate. Parlando di luoghi, non posso non citare il Duomo di Sarsina, in provincia di Forlì, dove il collare di ferro del Vescovo San Vinicio ha spesso giovato alla liberazione di ossessi.
Mi piace raccontare un episodio in cui la liberazione di due possedute dal Diavolo ha fatto sorgere un Santuario mariano. L’episodio, ben documentato, avvenne il 29 Luglio 1594 a Morbio Inferiore, nella Svizzera.
Protagoniste degli eventi furono due bambine di Milano: Caterina di 10 anni e Angela di 7. Erano entrambe indemoniate. Bastava la vicinanza di immagini sacre per renderle furiose, con urla e bestemmie a non finire. Le loro madri, angosciate, vennero a sapere che a Morbio c’era un Sacerdote, don Gaspare dei Barberini, molto stimato come esorcista. Si recarono a Morbio di buon mattino, ma il Sacerdote era assente. Pensarono di attenderlo, e intanto si sedettero tra le rovine di un vecchio Castello.
Le bambine giocavano. Giunte a un certo punto, incominciarono a urlare, a pronunciare parole sconce e bestemmie, come di solito facevano vicino a immagini sacre. Le madri compresero allora che lì vicino doveva esserci una sacra immagine. Informatesi dalle donne del posto, vennero a sapere che in una parete diroccata c’era dipinta una Madonna con Bambino, rovinata dalle intemperie e quasi nascosta dalle erbacce. Subito le due donne, piene di fede, si diedero a ripulire quella parete dalle erbacce che coprivano l’immagine e poi si misero a pregare la Santa Vergine. Costrinsero anche con la forza le loro riluttanti figliole ad avvicinarsi all’immagine. A quella vista Angela cadde a terra svenuta. Caterina invece si sentì liberata dal Demonio; per di più, le apparve la Vergine che chiese che in quel luogo si costruisse un tempio. Poi, per ordine della Madonna, Caterina chiamò Angela; e questa rinvenne subito, essa pure del tutto liberata dalla possessione diabolica.
Il Vescovo di Como, dal quale allora dipendeva Morbio, aprì un processo canonico da cui risultò la verità dei fatti. Nel verbale di detto processo, si leggono le parole di Caterina che riferisce come la Madonna le aveva detto che ”avvisasse che si facesse rifare quel luogo e che su gli si dicesse Messa”. La Madonna le aveva pure chiesto di dire a tutti che ”dovessero dire 15 Pater Noster e 15 Ave Maria per i misteri della vita, passione, morte e risurrezione del Signore”. Infine, Caterina afferma che la Madonna le aveva fra l’altro chiesto ”che si dovesse fare Capuccina”, e che lei le aveva promesso di fare secondo quanto le veniva richiesto. Questa è la storia delle origini del “Santuario di Santa Maria dei Miracoli”, detto anche “Santuario per gli Indemoniati”.
Tra i miei cari amici defunti, ricordo con gratitudine don Faustino Negrini, prima Parroco e poi Rettore ed Esorcista nel Santuario “Madonna della Stella” di Gussago (Brescia), dove morì carico di anni e di meriti. Riporto alcuni episodi da lui raccontati.
“Evviva la Madonna! Sono liberata!”: questo il grido di gioia di F. S., 24 anni, quando si accorse di non essere più preda del Demonio, il 19 luglio 1967.
Fin dalla prima infanzia essa era stata posseduta da Satana, in seguito a un maleficio che le era stato fatto. Durante le benedizioni (dell’esorcismo) emetteva urla, bestemmie, insulti; abbaiava come un cane e si rotolava per terra. Ma gli esorcismi non sortivano alcun effetto. Tanti pregavano per lei, ma c’era l’influenza negativa del padre, che era un accanito bestemmiatore. Finalmente un Sacerdote convinse il genitore a giurare che non avrebbe mai più bestemmiato: questa decisione, mantenuta fedelmente, fu risolutiva.
Non sempre, però, le liberazioni avvenivano nel Santuario, bensì anche a casa propria o in qualche altro luogo.
Una ragazza di Soresina (Cremona), certa M.B., era posseduta da 13 anni. Invano furono tentate tutte le cure mediche, pensando si trattasse di qualche malattia; perché il male era di altra natura.
Recatasi con fede al santuario della “Madonna della Stella”, pregò a lungo. Quando venne benedetta si mise a urlare e a dimenarsi per terra. Al momento non accadde nulla di straordinario. Ritornata a casa, mentre pregava la Madonna, si sentì di colpo interamente liberata.
Una donna anziana fu liberata a Lourdes. Tante volte per lei erano state fatte preghiere di liberazione al santuario della “Madonna della Stella”. Quando iniziavano, essa diventava stravolta, irriconoscibile, rabbiosa, alzando i pugni contro un’immagine di Maria Santissima. Si fece fatica ad iscriverla ad un pellegrinaggio a Lourdes, perché il regolamento escludeva ”gli isterici, gli ossessi, i malati furiosi”, che potevano disturbare gli altri malati. Un medico compiacente la fece iscrivere, dichiarando che era soltanto soggetta a malesseri generici.
Giunta alla grotta, la posseduta smaniava e cercava di fuggire. Tanto più si infuriava quando volevano trascinarla alle ‘piscine’. Ma un giorno le infermiere riuscirono con la forza ad immergerla in una delle vasche. Fu con grande fatica, tanto che l’indemoniata – afferrata un’infermiera – la trascinò con sé sotto l’acqua. Ma quando uscirono dall’acqua, l’indemoniata era completamente liberata e felice.
Come si vede, in tutti e tre i casi l’intercessione della Madonna fu risolutiva.
Il Vangelo del giorno 26.02.2015
Mt 7,7-12 7Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; 8perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 9Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? 10O se gli chiede un pesce, darà una serpe? 11Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! La regola d'oro 12Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Commento A cura di mons. Vincenzo Paglia Gesù, dopo averci donato il "Padre nostro", torna ad insistere sulla efficacia della preghiera. Ed è molto esplicito: "Chiedete e vi sarà dato", ossia non bisogna avere dubbi circa l'esaudimento della preghiera. Del resto, come può un padre essere sordo all'invocazione dei figli? E Gesù insiste per allontanare dalla mente dei discepoli ogni minima incertezza: "Chiunque chiede ottiene e chi cerca trova". Questa convinzione però non si basa sulla qualità della nostra preghiera (ovviamente necessaria), bensì nella bontà e nella misericordia senza limiti di Dio. Gesù continua a presentare Dio come un padre affettuoso che, ovviamente, non può che dare cose buone ai suoi figli: se i padri della terra non danno pietre al posto del pane, quanto più il Padre celeste - davvero buono! - curerà e proteggerà i suoi figli! Il brano si chiude con una norma – chiamata "regola d'oro" - presente anche in altre tradizioni religiose: "Tutto quanto volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro". Queste parole, vissute da Gesù, acquistano la novità di un amore che non ha nessun limite: egli ci ha donato il suo amore senza pretendere alcun contraccambio da parte nostra.
mercoledì 25 febbraio 2015
Il Vangelo del giorno 25.02.2015
Lc 11,29-32
29Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona. 30Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. 31La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui. 32Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui.
Commento
A cura di a cura dei Carmelitani
1) Preghiera
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui.
Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui”.
3) Riflessione
● Il vangelo di oggi ci presenta un’accusa molto forte di Gesù contro i farisei e gli scribi. Volevano che Gesù desse loro un segnale, perché non credevano nei segni e nei miracoli che stava realizzando. Questa accusa di Gesù continua nei vangeli dei prossimi giorni. Nel meditare questi vangeli dobbiamo fare molta attenzione a non generalizzare l’accusa di Gesù come se fosse diretta contro il popolo ebreo. Nel passato, l’assenza di questa attenzione, ha contribuito purtroppo ad aumentare in noi cristiani l’antisemitismo che ha causato tanti danni all’umanità lungo i secoli. Invece di alzare il dito contro i farisei del tempo di Gesù, è meglio rispecchiarci nei testi per scorgere in essi il fariseo che vive nascosto nella nostra chiesa ed in ognuno di noi, e che merita questa critica da parte di Gesù.
● Luca 11,29-30: Il segno di Giona. “In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona ”. Il vangelo di Matteo informa che erano gli scribi ed i farisei che chiedevano un segnale (Mt 12,38). Volevano che Gesù realizzasse per loro un segno, un miracolo, in modo che potessero rendersi conto se era il mandato da Dio, come loro lo immaginavano. Volevano che Gesù si sottomettesse ai loro criteri. Volevano inquadrarlo nello schema del loro messianismo. Non c’era in loro un’apertura verso una possibile conversione. Ma Gesù non si sottomise alla loro richiesta. Il vangelo di Marco dice che Gesù, dinanzi alle richieste dei farisei, trasse un profondo respiro (Mc 8,12), probabilmente di disgusto e di tristezza dinanzi a tanta cecità. Perché a nulla serve mostrare un bel quadro a chi non vuole aprire gli occhi. L’unico segnale che sarà dato loro è il segno di Giona. “Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione”. Come sarà questo segnale del Figlio dell’Uomo? Il vangelo di Matteo risponde: “Come infatti Giona passo tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, cosi il Figlio dell’Uomo resterà tre giorni e tre notti nel ventre della terra” (Mt 12,40). L’unico segnale sarà la risurrezione di Gesù. Questo è il segno che, nel futuro, sarà dato agli scribi ed ai farisei. Gesù, da loro condannato a morte e ad una morte di croce, sarà risorto da Dio e continuerà a risorgere in molti modi in coloro che credono in lui. Il segnale che converte non sono i miracoli, ma la testimonianza di vita!
● Luca 11,31: Salomone e la regina del Sud. L’allusione alla conversione della gente di Ninive associa e ricorda la conversione della Regina di Saba: “La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui”. Questa evocazione quasi occasionale dell’episodio della Regina di Saba che riconobbe la saggezza di Salomone, mostra come veniva usata in quel tempo la Bibbia. Era per associazione. La regola principale dell’interpretazione era questa: “La Bibbia si spiega con la Bibbia”. Fino ad oggi, questa è una delle norme più importanti per l’interpretazione della Bibbia, soprattutto per la Lettura della Parola di Dio, in un clima di preghiera.
● Luca 11,32: Ed ecco ben più di Giona c’è qui. Dopo la digressione su Salomone e sulla Regina di Saba, Gesù ritorna a parlare del segno di Giona: “Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono”. La gente di Ninive si convertì dinanzi alla testimonianza della predicazione di Giona e denuncia l’incredulità degli scribi e dei farisei. Perché “ben più di Giona c’è qui”. Gesù è più grande di Giona, più grande di Salomone. Per noi cristiani, è la chiave principale per la scrittura (2Cor 3,14-18).
4) Per un confronto personale
● Gesù critica gli scribi ed i farisei che riuscivano a negare l’evidenza, rendendosi incapaci di riconoscere la chiamata di Dio negli eventi. E noi cristiani oggi, ed io: meritiamo la stessa critica di Gesù?
● Ninive si converte dinanzi alla predicazione di Giona. Gli scribi ed i farisei non si convertirono. Oggi, gli appelli della realtà provocano mutamenti e conversioni nei popoli del mondo intero: la minaccia ecologica, l’urbanizzazione che disumanizza, il consumismo che massifica ed aliena, le ingiustizie, la violenza, ecc. Molti cristiani vivono lontani da questi appelli di Dio che vengono dalla realtà.
5) Preghiera finale
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre. (Sal 112)
29Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona. 30Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. 31La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui. 32Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui.
Commento
A cura di a cura dei Carmelitani
1) Preghiera
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui.
Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui”.
3) Riflessione
● Il vangelo di oggi ci presenta un’accusa molto forte di Gesù contro i farisei e gli scribi. Volevano che Gesù desse loro un segnale, perché non credevano nei segni e nei miracoli che stava realizzando. Questa accusa di Gesù continua nei vangeli dei prossimi giorni. Nel meditare questi vangeli dobbiamo fare molta attenzione a non generalizzare l’accusa di Gesù come se fosse diretta contro il popolo ebreo. Nel passato, l’assenza di questa attenzione, ha contribuito purtroppo ad aumentare in noi cristiani l’antisemitismo che ha causato tanti danni all’umanità lungo i secoli. Invece di alzare il dito contro i farisei del tempo di Gesù, è meglio rispecchiarci nei testi per scorgere in essi il fariseo che vive nascosto nella nostra chiesa ed in ognuno di noi, e che merita questa critica da parte di Gesù.
● Luca 11,29-30: Il segno di Giona. “In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: “Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona ”. Il vangelo di Matteo informa che erano gli scribi ed i farisei che chiedevano un segnale (Mt 12,38). Volevano che Gesù realizzasse per loro un segno, un miracolo, in modo che potessero rendersi conto se era il mandato da Dio, come loro lo immaginavano. Volevano che Gesù si sottomettesse ai loro criteri. Volevano inquadrarlo nello schema del loro messianismo. Non c’era in loro un’apertura verso una possibile conversione. Ma Gesù non si sottomise alla loro richiesta. Il vangelo di Marco dice che Gesù, dinanzi alle richieste dei farisei, trasse un profondo respiro (Mc 8,12), probabilmente di disgusto e di tristezza dinanzi a tanta cecità. Perché a nulla serve mostrare un bel quadro a chi non vuole aprire gli occhi. L’unico segnale che sarà dato loro è il segno di Giona. “Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione”. Come sarà questo segnale del Figlio dell’Uomo? Il vangelo di Matteo risponde: “Come infatti Giona passo tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, cosi il Figlio dell’Uomo resterà tre giorni e tre notti nel ventre della terra” (Mt 12,40). L’unico segnale sarà la risurrezione di Gesù. Questo è il segno che, nel futuro, sarà dato agli scribi ed ai farisei. Gesù, da loro condannato a morte e ad una morte di croce, sarà risorto da Dio e continuerà a risorgere in molti modi in coloro che credono in lui. Il segnale che converte non sono i miracoli, ma la testimonianza di vita!
● Luca 11,31: Salomone e la regina del Sud. L’allusione alla conversione della gente di Ninive associa e ricorda la conversione della Regina di Saba: “La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui”. Questa evocazione quasi occasionale dell’episodio della Regina di Saba che riconobbe la saggezza di Salomone, mostra come veniva usata in quel tempo la Bibbia. Era per associazione. La regola principale dell’interpretazione era questa: “La Bibbia si spiega con la Bibbia”. Fino ad oggi, questa è una delle norme più importanti per l’interpretazione della Bibbia, soprattutto per la Lettura della Parola di Dio, in un clima di preghiera.
● Luca 11,32: Ed ecco ben più di Giona c’è qui. Dopo la digressione su Salomone e sulla Regina di Saba, Gesù ritorna a parlare del segno di Giona: “Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono”. La gente di Ninive si convertì dinanzi alla testimonianza della predicazione di Giona e denuncia l’incredulità degli scribi e dei farisei. Perché “ben più di Giona c’è qui”. Gesù è più grande di Giona, più grande di Salomone. Per noi cristiani, è la chiave principale per la scrittura (2Cor 3,14-18).
4) Per un confronto personale
● Gesù critica gli scribi ed i farisei che riuscivano a negare l’evidenza, rendendosi incapaci di riconoscere la chiamata di Dio negli eventi. E noi cristiani oggi, ed io: meritiamo la stessa critica di Gesù?
● Ninive si converte dinanzi alla predicazione di Giona. Gli scribi ed i farisei non si convertirono. Oggi, gli appelli della realtà provocano mutamenti e conversioni nei popoli del mondo intero: la minaccia ecologica, l’urbanizzazione che disumanizza, il consumismo che massifica ed aliena, le ingiustizie, la violenza, ecc. Molti cristiani vivono lontani da questi appelli di Dio che vengono dalla realtà.
5) Preghiera finale
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre. (Sal 112)
martedì 24 febbraio 2015
Davide Bellomo: ho incontrato il califfo
"Ho incontrato Abu Bakr al Baghdadi circa otto mesi fa durante una cena perché dovevo capire l'evolversi di una certa situazione. Non mi sono presentato con il mio vero nome ed ero seduto al tavolo con altre persone". Le rivelazioni choc sono di Davide Bellomo che, parlando con "Il Tempo", ha detto di aver avuto modo di incontrare il Califfo dello Stato islamico, il capo degli jihadisti dell'Isis, l'uomo in questo momento in cima alla black-list dei terroristi ricercato dalle intelligence di tutto il mondo. Un incontro sconvolgente e incredibile, che sarebbe avvenuto in un luogo non meglio identificato. Forse Bellomo ha visto dal vivo il terribile al Baghdadi in Siria. Su questo dettaglio, durante l'intervista, dice di voler rimanere vago per motivi di sicurezza e segretezza. Bellomo attualmente lavora presso Peace operation training institute che, in collaborazione con l'Onu si occupa di offrire assistenza e progetti per il sostegno della pace attraverso aiuti umanitari e operazioni di sicurezza ed è esperto di comunicazione strategica in situazioni di crisi.
Lei sostiene di aver incontrato Abu Bakr al Baghdadi.
Sì.
Quando?
Non ricordo esattamente il giorno preciso, ma è accaduto una volta sola circa otto mesi fa.
Per quale motivo ha incontrato il Califfo del terrore e come ha fatto?
Sono stato accompagnato per una cena, o meglio un incontro. Da quelle parti le cene sono molto lunghe e non le si intende come le intendiamo noi europei. Più che altro sono incontri che si svolgono con chiacchierate presso un tavolo lungo. Quella volta c'erano circa una ventina di persone. Io non ero vicino a lui perché le persone vengono posizionate a seconda della loro importanza, ma ero presente in quella situazione.
In che ruolo e in che modo ha potuto arrivare a sedersi a quel tavolo con l'assenso di un uomo come Abu Bakr al Baghdadi? La vicenda sembra la trama di un film.
Non ero con il mio nome e cognome. Ero presente come persona invitata a capire come doveva evolversi un certo tipo di situazione. Quindi ero seduto lì. Loro (l'Isis, ndr) si occupano molto di comunicazione e il terrorismo in questo momento è comunicazione. Scelgono e pianificano dove fare gli attentati in base al risultato che hanno a livello di comunicazione e cosa riescono a portare a casa senza spendere soldi. In realtà il denaro è poco e se lo mangiano quelli che comandano e quindi devono gestirsi a livello comunicativo, come farebbe qualsiasi azienda: spesa minima guadagno massimo. In ogni caso non ero l’unica persona non islamica e non appartenente al loro gruppo presente a quel tavolo.
Ha una qualifica internazionale che le consente di fare questo?
Diciamo che guardo il mondo.
Visto che ha incontrato al Baghdadi può anche dirci che tipo di persona è?
L'ho incontrato in quel pomeriggio di cena. Tutti i commensali non hanno disdegnato alcolici e nemmeno lui.
Non potrebbe farlo secondo i dettami di quell'Islam integralista che sostiene di rappresentare?
No.
E perchè lo avrebbe fatto?
Ognuno fa i propri affari.
Quindi era una cena di affari?
Era una cena di affari se l'Isis è un affare e per lui Isis è un affare tanto che di recente è stato anche allontanato dai suoi. Un fatto discusso all’interno della struttura e per un periodo era scomparso, per circa 15 giorni, perché è stato contestato. Si diceva che fosse morto, invece non lo era ed era stato soltanto allontanato. Forse perché già ci sono dissapori nei suoi confronti.
Per quale motivo?
Fa troppo i fatti suoi e gli altri vogliono fare i loro. Quindi ognuno ha il suo interesse economico.
L’immagine che offre all’occidente è quella di un’autorità politica e religiosa perfetta.
Non ha un’immagine e non è perfetto.
Si dice che abbia molte mogli..
Questo non lo so, magari ci sono degli amici.
In che senso?
Ognuno sceglie sessualmente quello che vuole.
Mi sta dicendo che al Baghdadi è gay?
Lui che dice che non si dovrebbe.
Lei sostiene di aver incontrato Abu Bakr al Baghdadi.
Sì.
Quando?
Non ricordo esattamente il giorno preciso, ma è accaduto una volta sola circa otto mesi fa.
Per quale motivo ha incontrato il Califfo del terrore e come ha fatto?
Sono stato accompagnato per una cena, o meglio un incontro. Da quelle parti le cene sono molto lunghe e non le si intende come le intendiamo noi europei. Più che altro sono incontri che si svolgono con chiacchierate presso un tavolo lungo. Quella volta c'erano circa una ventina di persone. Io non ero vicino a lui perché le persone vengono posizionate a seconda della loro importanza, ma ero presente in quella situazione.
In che ruolo e in che modo ha potuto arrivare a sedersi a quel tavolo con l'assenso di un uomo come Abu Bakr al Baghdadi? La vicenda sembra la trama di un film.
Non ero con il mio nome e cognome. Ero presente come persona invitata a capire come doveva evolversi un certo tipo di situazione. Quindi ero seduto lì. Loro (l'Isis, ndr) si occupano molto di comunicazione e il terrorismo in questo momento è comunicazione. Scelgono e pianificano dove fare gli attentati in base al risultato che hanno a livello di comunicazione e cosa riescono a portare a casa senza spendere soldi. In realtà il denaro è poco e se lo mangiano quelli che comandano e quindi devono gestirsi a livello comunicativo, come farebbe qualsiasi azienda: spesa minima guadagno massimo. In ogni caso non ero l’unica persona non islamica e non appartenente al loro gruppo presente a quel tavolo.
Ha una qualifica internazionale che le consente di fare questo?
Diciamo che guardo il mondo.
Visto che ha incontrato al Baghdadi può anche dirci che tipo di persona è?
L'ho incontrato in quel pomeriggio di cena. Tutti i commensali non hanno disdegnato alcolici e nemmeno lui.
Non potrebbe farlo secondo i dettami di quell'Islam integralista che sostiene di rappresentare?
No.
E perchè lo avrebbe fatto?
Ognuno fa i propri affari.
Quindi era una cena di affari?
Era una cena di affari se l'Isis è un affare e per lui Isis è un affare tanto che di recente è stato anche allontanato dai suoi. Un fatto discusso all’interno della struttura e per un periodo era scomparso, per circa 15 giorni, perché è stato contestato. Si diceva che fosse morto, invece non lo era ed era stato soltanto allontanato. Forse perché già ci sono dissapori nei suoi confronti.
Per quale motivo?
Fa troppo i fatti suoi e gli altri vogliono fare i loro. Quindi ognuno ha il suo interesse economico.
L’immagine che offre all’occidente è quella di un’autorità politica e religiosa perfetta.
Non ha un’immagine e non è perfetto.
Si dice che abbia molte mogli..
Questo non lo so, magari ci sono degli amici.
In che senso?
Ognuno sceglie sessualmente quello che vuole.
Mi sta dicendo che al Baghdadi è gay?
Lui che dice che non si dovrebbe.
Isis: jihadiste seducono potenti italiani
Giovani, avvenenti e con il compito di avvicinare uomini ricchi e potenti a cui carpire informazioni. Il fronte dell'intelligence femminile dell'Isis in Italia è formato da 70 donne sparse, in modo più o meno uniforme, su tutto il territorio nazionale. Sono nelle università, nei posti di lavoro e si possono incontrare anche la sera nei locali.
Si avvicinano ad imprenditori, professionisti, esponenti delle forze dell'ordine o altre figure maschili che ricoprono ruoli importanti per rubare notizie, a volte riservate, ma utili per portare avanti la jihad.
L'avvertimento, dunque, è quello di prestare molta attenzione, perché sotto le mentite spoglie di indifese e sensuali ragazze, si possono nascondere delle vere e proprie spie al servizio di Abu Bakr al-Baghdadi. Non è la trama di un film, ma la realtà. La prima informativa dei servizi di intelligence straniera, infatti, sarebbe arrivata ai nostri 007 già sette anni fa e segnalava un fenomeno in crescita anche se non di facile individuazione. E le vittime, negli anni, secondo le fonti de Il Tempo, sono state numerosissime. Tra i 162 infiltrati nel nostro paese provenienti dalle fila del Califfato, di cui Il Tempo aveva già dato notizia il 5 febbraio scorso, ora si aggiunge anche un gran numero di Mata Hari. L'utilizzo di donne per raccogliere informazioni da parte del terrorismo di matrice islamica, Al Qaeda e Isis, andrebbe avanti da anni, anche in altri paesi occidentali. In prevalenza si tratta di ragazze musulmane, in età universitaria, addestrate a donarsi fisicamente, bere alcolici e fumare senza alcuna remora e contro i dettami del Corano, all'occorrenza modificato con una deroga secondo cui, in pratica, il fine giustifica i mezzi. E così, attraverso un sistema di relazioni e conoscenze in cui riescono ad intrufolarsi frequentando ambienti universitari o lavorativi, arrivano a carpire notizie su tutto quello che può essere utile all'Isis per pianificare attentati, ma anche per mettere a segno una lenta e dolce colonizzazione compiuta con investimenti economici o costruzione di moschee.
In passato la vicenda era stata resa nota dal dipartimento di studi comportamentali dell'intelligence americana, che aveva segnalato la presenza di spie donne, alcune cellule dormienti e altre attive, che circolavano liberamente in Italia così come in Europa. Le donne infiltrate, anche se è una vecchia tecnica usata anche dal Kgb ad esempio, tornano di gran moda tra le fila dell'Isis, che per portare avanti la jihad ha sdoganato la figura femminile. Questo elemento, però, depista le intelligence di tutto il mondo, ancora in parte legate all'idea secondo cui l'Islam estremista relega il gentil sesso sotto un burqa senza alcuna mansione esterna.
Si avvicinano ad imprenditori, professionisti, esponenti delle forze dell'ordine o altre figure maschili che ricoprono ruoli importanti per rubare notizie, a volte riservate, ma utili per portare avanti la jihad.
L'avvertimento, dunque, è quello di prestare molta attenzione, perché sotto le mentite spoglie di indifese e sensuali ragazze, si possono nascondere delle vere e proprie spie al servizio di Abu Bakr al-Baghdadi. Non è la trama di un film, ma la realtà. La prima informativa dei servizi di intelligence straniera, infatti, sarebbe arrivata ai nostri 007 già sette anni fa e segnalava un fenomeno in crescita anche se non di facile individuazione. E le vittime, negli anni, secondo le fonti de Il Tempo, sono state numerosissime. Tra i 162 infiltrati nel nostro paese provenienti dalle fila del Califfato, di cui Il Tempo aveva già dato notizia il 5 febbraio scorso, ora si aggiunge anche un gran numero di Mata Hari. L'utilizzo di donne per raccogliere informazioni da parte del terrorismo di matrice islamica, Al Qaeda e Isis, andrebbe avanti da anni, anche in altri paesi occidentali. In prevalenza si tratta di ragazze musulmane, in età universitaria, addestrate a donarsi fisicamente, bere alcolici e fumare senza alcuna remora e contro i dettami del Corano, all'occorrenza modificato con una deroga secondo cui, in pratica, il fine giustifica i mezzi. E così, attraverso un sistema di relazioni e conoscenze in cui riescono ad intrufolarsi frequentando ambienti universitari o lavorativi, arrivano a carpire notizie su tutto quello che può essere utile all'Isis per pianificare attentati, ma anche per mettere a segno una lenta e dolce colonizzazione compiuta con investimenti economici o costruzione di moschee.
In passato la vicenda era stata resa nota dal dipartimento di studi comportamentali dell'intelligence americana, che aveva segnalato la presenza di spie donne, alcune cellule dormienti e altre attive, che circolavano liberamente in Italia così come in Europa. Le donne infiltrate, anche se è una vecchia tecnica usata anche dal Kgb ad esempio, tornano di gran moda tra le fila dell'Isis, che per portare avanti la jihad ha sdoganato la figura femminile. Questo elemento, però, depista le intelligence di tutto il mondo, ancora in parte legate all'idea secondo cui l'Islam estremista relega il gentil sesso sotto un burqa senza alcuna mansione esterna.
Carnevale....no grazie!!!!
La Madonna e il Carnevale
CARNEVALE? NO, GRAZIE!
1. MESSAGGI DELLA MADONNA DI ANGUERA
6 febbraio 1988Cari figli, non fatevi ingannare dalle cose che, secondo il parere di molti, vi porteranno gioia e felicità come, ad esempio, il carnevale. Cari figli, il carnevale è una festa diabolica, e chiunque partecipa a tale tipo di festa dà un buon aiuto a satana. Se desiderate il mio consiglio, vi dico di non prendere parte a questo genere di festa, perché è una celebrazione in cui satana è presente dall’inizio alla fine. Se sapeste cosa può succedere quando andate al carnevale, non ci andreste mai più. Rimanete nella pace.
16 febbraio 1993Cari figli, sono vostra Madre e vengo dal cielo per dirvi che siete il popolo di Dio, e che per questo dovreste fuggire da ogni male. Chiudete i vostri occhi alle facili seduzioni del mondo, rinunciate alla televisione, fuggite dal carnevale, perché il carnevale è una festa satanica e, come figli di Dio, dovreste stare lontani da queste feste che offendono il Signore e attirano la Sua ira su di voi; Egli potrebbe anche abbandonarvi. State attenti. Ascoltatemi. Questo è il messaggio che vi trasmetto oggi nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
4 febbraio 1997Cari figli, prendetevi cura della vostra vita spirituale e non permettete a satana d’ingannarvi. Rinunciate al peccato. Fuggite da ogni luogo dove la vostra dignità è profanata. Dite a tutti che Dio è rattristato dai così tanti errori e peccati che vengono commessi. Vi chiedo di non partecipare al carnevale. Se amate veramente il Signore, non disobbedite. Coloro che prendono parte al carnevale offendono il Signore nostro Dio. Coraggio. Rinunciate per il vostro bene. Non voglio forzarvi, ma sono vostra Madre e vi dico che Dio vi chiederà conto di tutto quello che avrete fatto in questo mondo. Il diavolo vi distrugge completamente, conducendovi a una triste cecità spirituale. Ripeto, state attenti. Guai a coloro che non ascoltano la mia voce, perché Dio non risparmierà le loro anime dalla punizione. Pregate. Siate solo di Dio. Non potete servire Dio e il diavolo. Dove volete andare? Voi sapete che il paradiso è più importane per voi. Ascoltatemi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2. DALL'INTERVISTA DI DON LEONARDO A PEDRO REGIS (30 Agosto 2014)
DL quindi la Madonna è preoccupata anche per la situazione dei sacerdoti, o no?P molto, molto. Perché ultimamente il demonio sta tentando molto i sacerdoti. Perché molti sacerdoti non pregano, non hanno vita di preghiera. E per questo i sacerdoti non hanno più la forza spirituale contro il demonio e non danno l'esempio. In Brasile, ad esempio, vedi molti sacerdoti che vanno alle feste, al Carnevale...DL al Carnevale vanno i sacerdoti?!?!P sìDL i sacerdoti vanno al Carnevale?!?!?P sìDL e alle feste?P sì. E' molto grave. Molti finiscono di celebrare la Messa e a volte danno la benedizione e dicono ‘’felice Carnevale!’’. Ma la Madonna dice che il Carnevale è una festa diabolica.DL e lo sappiamo!P e che non bisogna partecipare a questo tipo di festa.DL quindi voi non festeggiate il Carnevale?P no no no no no!DL neanche i bambini fate vestire da Carnevale?P no no no no!DL la sua famiglia non fa vestire i bambini a Carnevale?P no no!DL in Italia io, grazie a Pedro, grazie alla Madonna, io ho fatto un post, l’anno scorso, dove ho denunciato il Carnevale. E le mamme ‘’uuuuh, queste sono esagerazioni!’’
3. NOTIZIE STORICHE SUL CARNEVALE
La tradizione del Carnevale ha radici antichissime, addirittura parliamo dei secoli di predominio Romano: infatti nel secondo libro delle georgiche Virgilio descrive una festa di contadini in onore di Bacco, con canti, tripudi e riti che richiamano, per il loro carattere propiziatorio, molte attuali feste rurali.Le orrende maschere citate da Virgilio, fatte di corteccia d'albero o scavate nel legno, sono tuttora usate dopo duemila anni in alcune aree periferiche più conservative. Se ne hanno in Sardegna e nella cerchia alpina, dalla Valdaosta alla Carnia.Secondo alcune credenze popolari, che si possono ricondurre a concezioni e riti antichissimi, nelle feste di inizio dell'anno agrario ricompaiono sulla terra le divinità e gli esseri degli inferi, i demoni. Il carnevale era una di tali feste e le maschere rappresentavano questi esseri demoniaci. Arlecchino, la più significativa delle maschere, ha la sua etimologia dalla parola holle, inferno. Arlecchino, infatti, significa “l'infernale” o addirittura “il re dell'inferno”. Per questo motivo la maschera di Arlecchino è nera e negli esemplari più antichi presenta un aspetto spaventoso. Arlecchino compare già in Dante (Inferno c. XXI e XXII), nella sua duplice valenza, demoniaca e burlesca.Anche le maschere di tutta la cerchia alpina presentano una espressione chiaramente demoniaca, nel duplice aspetto orrido e comico insieme. Giova ricordare che anche al di la delle nostre Alpi, in Svizzera come in Austria persiste lo stesso tipo di maschera carnevalesca.Un interessante esempio delle mascherate legate ai riti rurali si svolge a Perugia. Vi partecipa una vecchia donna che indossa una maschera di corteccia di albero. La donna incontra dei taglialegna che la confondono con una vecchia quercia e cercano di abbatterla nonostante l'intervento di altri personaggi. In seguito si accorgono dell'errore e cercano di rianimare la donna e chiamano il dottore. Quest'ultimo porta una maschera di legno, le scarpe di legno e una finta coda.Le maschere più conosciute in tutto il Paese sono quelle della Commedia dell'Arte, un genere teatrale che ebbe la sua fioritura dal sedicesimo al diciottesimo secolo. La particolarità dei suoi personaggi mascherati è che rimangono gli stessi nonostante i cambiamenti della vicenda: Arlecchino, Brighella, Pulcinella, Pantalone, Colombina.Oltre alla Commedia dell'Arte, in Italia è conosciuto dal XXVII il carnevale di Venezia. Il carnevale cominciava dopo Natale e finiva verso la fine di giugno. Durante questo periodo delle maschere bianche e nere potevano essere indossate dai ricchi e dai poveri senza distinzione. Ai portatori di maschere erano concessi alcuni privilegi quali, per esempio, il diritto di giocare d'azzardo dalle otto alle nove della mattina conservando il volto coperto.
4. CONSIDERAZIONI
Da queste brevi note storiche emerge che il carnevale è, nella sua essenza, ambiente ideale per far sguazzare satanasso... Il numero dei peccati commessi in questi giorni (specialmente impuri) è enorme... Innumerevoli santi in questi giorni facevano grandi penitenze riparatrici e più di qualcuno ha lottato strenuamente per la sua abolizione. Un nome su tutti: san Carlo Borromeo, che cercò prima di ridurre i giorni di festeggiamenti, poi di limitarne gli effetti, infine di abolirlo del tutto. In tempi di miopia ecclesiale in cui il carnevale si celebra perfino nelle Parrocchie e, purtroppo, anche in qualche Seminario (!), cerchiamo di portare sempre alta la sana allegria e gioia cristiana, che non ha bisogno di sfrenarsi e di divertimenti estremi per essere sempre viva, allietando la vita propria e altrui dalla ridondanza della vita di grazia, come disse l'Immacolata: "il mio spirito esulta in Dio... Tutte le generazioni mi chiameranno beata". Senza bisogno di alcuna carnevalata.
Questa una sintesi di ciò che fece san Carlo.
“Hora qui ricordati, Milano, le mascare, le comedie, i giuochi paganeschi, i balli, i banchetti, gli eccessi delle pompe, le spese disordinate, le risse, le questioni; gli homicidii, le lascivie, le disonestà, le mostruose pazzie e dissolutezze tue”. Così tuonava San Carlo Borromeo nel 1576, anno della peste, contro i milanesi e la loro brama di divertirsi. Anzi due anni prima l'arcivescovo era riuscito, dopo una lunga campagna contro il carnevale, a convincere i fedeli a rinunciare al “quinto” giorno in modo da far finire l'ultimo giorno di carnevale alla mezzanotte del sabato e non della domenica (il carnevale ambrosiano, tradizionalmente, è quattro giorni più lungo...).In seguito riuscì a proibire i festeggiamenti nella piazza del Duomo ma una delegazione cittadina si appellò addirittura al papa perché l'arcivescovo tornasse sui suoi passi.In questo clima si giocava la partita della vittoria piena della Quaresima sul Carnevale, che il vescovo conduceva a colpi di editti e di censure; significativamente, quello che a Milano era per tradizione l'ultimo giorno di festa doveva diventare giorno di penitenza e di astinenza.Da una parte il Borromeo dispensava indulgenze a chi si comunicasse in quella domenica, dall'altra proibiva a chiunque di circolare in maschera nei pressi delle chiese mentre vi si svolgevano le sacre funzioni. L'immagine insistentemente proposta nelle esortazioni alla coesione e all'ordine era quella di un tempio assediato dalla follia del Carnevale, al cui interno si resisteva con eroismo:
“Celebravamo nella nostra chiesa Metropolitana i divini Offici…e quando predicavamo la parola di Dio et il popolo tutto che era nella chiesa con prieghi ad alta voce dimandava a Dio misericordia, strepitavano quasi su tutte le porte della chiesa, et intorno, tamburri, trombe, carozze di concorso, gridi e tumulti di tornei, correrie, giostre, mascherate.”
Nel 1630, dopo la terribile peste descritta dal Manzoni nei “Promessi Sposi”, il Cardinale Federico Borromeo e il governo spagnolo cercarono di abolire quei quattro giorni in più di festa, ma purtroppo senza successo.
I santi hanno lottato con coraggio. A noi proseguirne senza remore e timore, l'opera eroica e lodevole.
CARNEVALE? NO, GRAZIE!
1. MESSAGGI DELLA MADONNA DI ANGUERA
6 febbraio 1988Cari figli, non fatevi ingannare dalle cose che, secondo il parere di molti, vi porteranno gioia e felicità come, ad esempio, il carnevale. Cari figli, il carnevale è una festa diabolica, e chiunque partecipa a tale tipo di festa dà un buon aiuto a satana. Se desiderate il mio consiglio, vi dico di non prendere parte a questo genere di festa, perché è una celebrazione in cui satana è presente dall’inizio alla fine. Se sapeste cosa può succedere quando andate al carnevale, non ci andreste mai più. Rimanete nella pace.
16 febbraio 1993Cari figli, sono vostra Madre e vengo dal cielo per dirvi che siete il popolo di Dio, e che per questo dovreste fuggire da ogni male. Chiudete i vostri occhi alle facili seduzioni del mondo, rinunciate alla televisione, fuggite dal carnevale, perché il carnevale è una festa satanica e, come figli di Dio, dovreste stare lontani da queste feste che offendono il Signore e attirano la Sua ira su di voi; Egli potrebbe anche abbandonarvi. State attenti. Ascoltatemi. Questo è il messaggio che vi trasmetto oggi nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
4 febbraio 1997Cari figli, prendetevi cura della vostra vita spirituale e non permettete a satana d’ingannarvi. Rinunciate al peccato. Fuggite da ogni luogo dove la vostra dignità è profanata. Dite a tutti che Dio è rattristato dai così tanti errori e peccati che vengono commessi. Vi chiedo di non partecipare al carnevale. Se amate veramente il Signore, non disobbedite. Coloro che prendono parte al carnevale offendono il Signore nostro Dio. Coraggio. Rinunciate per il vostro bene. Non voglio forzarvi, ma sono vostra Madre e vi dico che Dio vi chiederà conto di tutto quello che avrete fatto in questo mondo. Il diavolo vi distrugge completamente, conducendovi a una triste cecità spirituale. Ripeto, state attenti. Guai a coloro che non ascoltano la mia voce, perché Dio non risparmierà le loro anime dalla punizione. Pregate. Siate solo di Dio. Non potete servire Dio e il diavolo. Dove volete andare? Voi sapete che il paradiso è più importane per voi. Ascoltatemi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2. DALL'INTERVISTA DI DON LEONARDO A PEDRO REGIS (30 Agosto 2014)
DL quindi la Madonna è preoccupata anche per la situazione dei sacerdoti, o no?P molto, molto. Perché ultimamente il demonio sta tentando molto i sacerdoti. Perché molti sacerdoti non pregano, non hanno vita di preghiera. E per questo i sacerdoti non hanno più la forza spirituale contro il demonio e non danno l'esempio. In Brasile, ad esempio, vedi molti sacerdoti che vanno alle feste, al Carnevale...DL al Carnevale vanno i sacerdoti?!?!P sìDL i sacerdoti vanno al Carnevale?!?!?P sìDL e alle feste?P sì. E' molto grave. Molti finiscono di celebrare la Messa e a volte danno la benedizione e dicono ‘’felice Carnevale!’’. Ma la Madonna dice che il Carnevale è una festa diabolica.DL e lo sappiamo!P e che non bisogna partecipare a questo tipo di festa.DL quindi voi non festeggiate il Carnevale?P no no no no no!DL neanche i bambini fate vestire da Carnevale?P no no no no!DL la sua famiglia non fa vestire i bambini a Carnevale?P no no!DL in Italia io, grazie a Pedro, grazie alla Madonna, io ho fatto un post, l’anno scorso, dove ho denunciato il Carnevale. E le mamme ‘’uuuuh, queste sono esagerazioni!’’
3. NOTIZIE STORICHE SUL CARNEVALE
La tradizione del Carnevale ha radici antichissime, addirittura parliamo dei secoli di predominio Romano: infatti nel secondo libro delle georgiche Virgilio descrive una festa di contadini in onore di Bacco, con canti, tripudi e riti che richiamano, per il loro carattere propiziatorio, molte attuali feste rurali.Le orrende maschere citate da Virgilio, fatte di corteccia d'albero o scavate nel legno, sono tuttora usate dopo duemila anni in alcune aree periferiche più conservative. Se ne hanno in Sardegna e nella cerchia alpina, dalla Valdaosta alla Carnia.Secondo alcune credenze popolari, che si possono ricondurre a concezioni e riti antichissimi, nelle feste di inizio dell'anno agrario ricompaiono sulla terra le divinità e gli esseri degli inferi, i demoni. Il carnevale era una di tali feste e le maschere rappresentavano questi esseri demoniaci. Arlecchino, la più significativa delle maschere, ha la sua etimologia dalla parola holle, inferno. Arlecchino, infatti, significa “l'infernale” o addirittura “il re dell'inferno”. Per questo motivo la maschera di Arlecchino è nera e negli esemplari più antichi presenta un aspetto spaventoso. Arlecchino compare già in Dante (Inferno c. XXI e XXII), nella sua duplice valenza, demoniaca e burlesca.Anche le maschere di tutta la cerchia alpina presentano una espressione chiaramente demoniaca, nel duplice aspetto orrido e comico insieme. Giova ricordare che anche al di la delle nostre Alpi, in Svizzera come in Austria persiste lo stesso tipo di maschera carnevalesca.Un interessante esempio delle mascherate legate ai riti rurali si svolge a Perugia. Vi partecipa una vecchia donna che indossa una maschera di corteccia di albero. La donna incontra dei taglialegna che la confondono con una vecchia quercia e cercano di abbatterla nonostante l'intervento di altri personaggi. In seguito si accorgono dell'errore e cercano di rianimare la donna e chiamano il dottore. Quest'ultimo porta una maschera di legno, le scarpe di legno e una finta coda.Le maschere più conosciute in tutto il Paese sono quelle della Commedia dell'Arte, un genere teatrale che ebbe la sua fioritura dal sedicesimo al diciottesimo secolo. La particolarità dei suoi personaggi mascherati è che rimangono gli stessi nonostante i cambiamenti della vicenda: Arlecchino, Brighella, Pulcinella, Pantalone, Colombina.Oltre alla Commedia dell'Arte, in Italia è conosciuto dal XXVII il carnevale di Venezia. Il carnevale cominciava dopo Natale e finiva verso la fine di giugno. Durante questo periodo delle maschere bianche e nere potevano essere indossate dai ricchi e dai poveri senza distinzione. Ai portatori di maschere erano concessi alcuni privilegi quali, per esempio, il diritto di giocare d'azzardo dalle otto alle nove della mattina conservando il volto coperto.
4. CONSIDERAZIONI
Da queste brevi note storiche emerge che il carnevale è, nella sua essenza, ambiente ideale per far sguazzare satanasso... Il numero dei peccati commessi in questi giorni (specialmente impuri) è enorme... Innumerevoli santi in questi giorni facevano grandi penitenze riparatrici e più di qualcuno ha lottato strenuamente per la sua abolizione. Un nome su tutti: san Carlo Borromeo, che cercò prima di ridurre i giorni di festeggiamenti, poi di limitarne gli effetti, infine di abolirlo del tutto. In tempi di miopia ecclesiale in cui il carnevale si celebra perfino nelle Parrocchie e, purtroppo, anche in qualche Seminario (!), cerchiamo di portare sempre alta la sana allegria e gioia cristiana, che non ha bisogno di sfrenarsi e di divertimenti estremi per essere sempre viva, allietando la vita propria e altrui dalla ridondanza della vita di grazia, come disse l'Immacolata: "il mio spirito esulta in Dio... Tutte le generazioni mi chiameranno beata". Senza bisogno di alcuna carnevalata.
Questa una sintesi di ciò che fece san Carlo.
“Hora qui ricordati, Milano, le mascare, le comedie, i giuochi paganeschi, i balli, i banchetti, gli eccessi delle pompe, le spese disordinate, le risse, le questioni; gli homicidii, le lascivie, le disonestà, le mostruose pazzie e dissolutezze tue”. Così tuonava San Carlo Borromeo nel 1576, anno della peste, contro i milanesi e la loro brama di divertirsi. Anzi due anni prima l'arcivescovo era riuscito, dopo una lunga campagna contro il carnevale, a convincere i fedeli a rinunciare al “quinto” giorno in modo da far finire l'ultimo giorno di carnevale alla mezzanotte del sabato e non della domenica (il carnevale ambrosiano, tradizionalmente, è quattro giorni più lungo...).In seguito riuscì a proibire i festeggiamenti nella piazza del Duomo ma una delegazione cittadina si appellò addirittura al papa perché l'arcivescovo tornasse sui suoi passi.In questo clima si giocava la partita della vittoria piena della Quaresima sul Carnevale, che il vescovo conduceva a colpi di editti e di censure; significativamente, quello che a Milano era per tradizione l'ultimo giorno di festa doveva diventare giorno di penitenza e di astinenza.Da una parte il Borromeo dispensava indulgenze a chi si comunicasse in quella domenica, dall'altra proibiva a chiunque di circolare in maschera nei pressi delle chiese mentre vi si svolgevano le sacre funzioni. L'immagine insistentemente proposta nelle esortazioni alla coesione e all'ordine era quella di un tempio assediato dalla follia del Carnevale, al cui interno si resisteva con eroismo:
“Celebravamo nella nostra chiesa Metropolitana i divini Offici…e quando predicavamo la parola di Dio et il popolo tutto che era nella chiesa con prieghi ad alta voce dimandava a Dio misericordia, strepitavano quasi su tutte le porte della chiesa, et intorno, tamburri, trombe, carozze di concorso, gridi e tumulti di tornei, correrie, giostre, mascherate.”
Nel 1630, dopo la terribile peste descritta dal Manzoni nei “Promessi Sposi”, il Cardinale Federico Borromeo e il governo spagnolo cercarono di abolire quei quattro giorni in più di festa, ma purtroppo senza successo.
I santi hanno lottato con coraggio. A noi proseguirne senza remore e timore, l'opera eroica e lodevole.
Siria: isis brucia chiesa
Sono almeno 90 i cristiani caldei rapiti dai miliziani dell'Isis che hanno bruciato una delle chiese più antiche della Siria sulle colline nel nord-est del Paese, dopo un assalto a due villaggi nella provincia di Hassakeh. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo il sito del settimanale americano Newsweek e secondo quanto confermato dall'agenzia di stampa siriana Sana, gli jihadisti hanno dato alle fiamme la chiesa cattolica di Tal Hermez, una delle più antiche del Paese, e chiederebbero il rilascio di loro prigionieri in mano ai peshmerga curdi per la liberazione degli ostaggi, minacciando altrimenti di ucciderli.
L'attacco è iniziato all'alba di lunedì con l'irruzione in un villaggio nei pressi di Tell Tamer, nell'area di Al-Hasakah in cui vice una nutrita minoranza assiro-caldeo-siriaca. Le donne e i bambini sono stati radunati in una zona del villaggio presidiata dagli jihadisti mentre gli uomini sono stati trasferiti nelle montagne di Abd al-Aziz. (Avvenire)
L'attacco è iniziato all'alba di lunedì con l'irruzione in un villaggio nei pressi di Tell Tamer, nell'area di Al-Hasakah in cui vice una nutrita minoranza assiro-caldeo-siriaca. Le donne e i bambini sono stati radunati in una zona del villaggio presidiata dagli jihadisti mentre gli uomini sono stati trasferiti nelle montagne di Abd al-Aziz. (Avvenire)
lunedì 23 febbraio 2015
Isis: coloreremo il mediterraneo con il vostro sangue
ROMA - “L’Italia non entri in guerra contro lo Stato islamico” o il Mediterraneo “si colorerà del sangue dei suoi cittadini” e dovrà aspettarsi “potenziali lupi solitari italiani”. E’ la nuova minaccia dell’Isis nei confronti del nostro Paese, dopo giorni di dibattito politico interno sull’opportunità o meno di intervenire in Libia.
A darne notizia anche stavolta è il Site, che cita le parole di un jihadista e posta una foto siglata Khelafa media, lo stesso che due settimane fa pubblicò un documento sui lupi solitari rilanciato anche nelle ultime ore. Nell’immagine appare una lapide con un’altra foto, ripresa dal video della decapitazione degli egiziani copti su una spiaggia libica, con il boia che brandisce un coltello.
Secondo gli 007 e l’antiterrorismo italiano, questo susseguirsi di minacce rappresenta una vera e propria “campagna di guerra psicologica“, ma l’evocazione dei “lupi solitari” è un pericolo imprevedibile, da non sottovalutare, per cui resta la massima attenzione.
Mentre va in scena l’ultima follia della propaganda Isis. In un video si vedono, diffuso dai jihadisti, si vedono 21 prigionieri in gabbia, che sfilano sui pick up per strada tra la gente: 16 sono Peshmerga curdi. Li hanno fatti sfilare nelle vie affollate della provincia di Kirkuk ciascuno in una gabbia.
Difficile distinguere tra vere notizie e messaggi di propaganda, sottolineano ancora fonti di intelligence. Quello che è certo è che si è intensificata la campagna mediatica contro l’Italia in un momento in cui il governo italiano si propone di assumere un ruolo di primo piano in Libia.
Si tratta del secondo appello a “lupi solitari italiani”, foreign fighters tornati dai campi di addestramento del “Califfato” per compiere attentati in stile Parigi o Copenaghen, dove a sparare sono stati cittadini francesi e danesi che hanno abbracciato la jihad. La nuova minaccia si rivolge direttamente all’Italia e non come di consueto alla città di Roma, che nella retorica jihadista rappresenta la Cristianità e di conseguenza l’Occidente. E’ stato il caso dell’immagine della bandiera nera sul Vaticano o di quando i tagliagole neri avvertivano di essere ormai “a sud di Roma”, cioè a sud dell’Europa.
Il governo libico di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha intanto assicurato di avere “sotto controllo” il sito di Ruwagha con le residue armi chimiche (le meno pericolose) dell’arsenale di Muammar Gheddafi, che secondo il quotidiano Asharq Al-Awsat sarebbero finite nelle mani delle milizie, con il rischio che l’Isis possa prenderne il possesso. Non è chiaro tuttavia se in Libia ci siano ancora agenti chimici proibiti mai dichiarati all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. O se si tratti di un altro messaggio per mettere sotto pressione la comunità internazionale.
Intanto la coalizione anti-Isis a guida Usa, che da settembre compie raid contro le postazioni del Califfato in Siria e Iraq, si è arricchita della portaerei francese Charles De Gaulle. Il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, si è recato lunedì mattina a bordo di quello che è considerato il fiore all’occhiello della Marina militare francese, di stanza nelle acque del Golfo Persico settentrionale per dare personalmente il via alle nuove operazioni aeree contro l’Isis, che si aggiungono ai raid lanciati dalle basi di Abu Dhabi e Giordania.
A darne notizia anche stavolta è il Site, che cita le parole di un jihadista e posta una foto siglata Khelafa media, lo stesso che due settimane fa pubblicò un documento sui lupi solitari rilanciato anche nelle ultime ore. Nell’immagine appare una lapide con un’altra foto, ripresa dal video della decapitazione degli egiziani copti su una spiaggia libica, con il boia che brandisce un coltello.
Secondo gli 007 e l’antiterrorismo italiano, questo susseguirsi di minacce rappresenta una vera e propria “campagna di guerra psicologica“, ma l’evocazione dei “lupi solitari” è un pericolo imprevedibile, da non sottovalutare, per cui resta la massima attenzione.
Mentre va in scena l’ultima follia della propaganda Isis. In un video si vedono, diffuso dai jihadisti, si vedono 21 prigionieri in gabbia, che sfilano sui pick up per strada tra la gente: 16 sono Peshmerga curdi. Li hanno fatti sfilare nelle vie affollate della provincia di Kirkuk ciascuno in una gabbia.
Difficile distinguere tra vere notizie e messaggi di propaganda, sottolineano ancora fonti di intelligence. Quello che è certo è che si è intensificata la campagna mediatica contro l’Italia in un momento in cui il governo italiano si propone di assumere un ruolo di primo piano in Libia.
Si tratta del secondo appello a “lupi solitari italiani”, foreign fighters tornati dai campi di addestramento del “Califfato” per compiere attentati in stile Parigi o Copenaghen, dove a sparare sono stati cittadini francesi e danesi che hanno abbracciato la jihad. La nuova minaccia si rivolge direttamente all’Italia e non come di consueto alla città di Roma, che nella retorica jihadista rappresenta la Cristianità e di conseguenza l’Occidente. E’ stato il caso dell’immagine della bandiera nera sul Vaticano o di quando i tagliagole neri avvertivano di essere ormai “a sud di Roma”, cioè a sud dell’Europa.
Il governo libico di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha intanto assicurato di avere “sotto controllo” il sito di Ruwagha con le residue armi chimiche (le meno pericolose) dell’arsenale di Muammar Gheddafi, che secondo il quotidiano Asharq Al-Awsat sarebbero finite nelle mani delle milizie, con il rischio che l’Isis possa prenderne il possesso. Non è chiaro tuttavia se in Libia ci siano ancora agenti chimici proibiti mai dichiarati all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. O se si tratti di un altro messaggio per mettere sotto pressione la comunità internazionale.
Intanto la coalizione anti-Isis a guida Usa, che da settembre compie raid contro le postazioni del Califfato in Siria e Iraq, si è arricchita della portaerei francese Charles De Gaulle. Il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, si è recato lunedì mattina a bordo di quello che è considerato il fiore all’occhiello della Marina militare francese, di stanza nelle acque del Golfo Persico settentrionale per dare personalmente il via alle nuove operazioni aeree contro l’Isis, che si aggiungono ai raid lanciati dalle basi di Abu Dhabi e Giordania.
Il Vangelo del giorno 24.02.2015
Mt 6,7-15
7Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. 9Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
10venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
11Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
14Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Commento
A cura di Monaci Benedettini Silvestrini
Talvolta nei nostri rapporti umani siamo convinti di poter ottenere quanto desideriamo dal nostro interlocutore ricorrendo alla forza convincente delle nostre parole e qualche volta si riesce a sortire l’effetto desiderato. Ne erano convinti più di noi i pagani che, anche nell’invocare i loro idoli si profondevano in lunghi e pressanti monologhi, convinti di strappare così i favori di cui avevano bisogno. Non può essere questo il modo per il cristiano che prega; il suo personale interlocutore è Dio stesso che scruta i cuori e vede i nostri pensieri anche più segreti con assoluta limpidezza. Non potranno certamente essere le parole a convincerlo ad aiutarci, ma tutto sgorga, come un effluvio spontaneo, dal suo amore di Padre, dalla sua onnipotenza e dal suo irrefrenabile desiderio di darci tutto quanto ci occorre per salvarci e per vivere in modo proficuo la nostra esperienza terrena. «Egli sa, prima che lo glie lo chiediamo di cosa abbiamo bisogno». Ecco allora l’insegnamento di Gesù, che si rivela per noi maestro di preghiera. «Voi dunque pregate così». Ci detta poi la più sublime preghiera che mai si potesse pensare, il Padre nostro. Facendoci invocare Dio con il nome di Padre ci dice subito che la preghiera s’incarna nell’amore, quello infinito ed eterno dell’Onnipotente, e quello dell’orante. Ci sollecita poi ad affermare il primato assoluto che gli spetta per cui chiediamo che il suo nome sia santificato, che il suo regno venga e si affermi in noi e la sua santissima volontà si compia. Nella seconda parte chiediamo anche per noi, per le nostre primarie necessità quotidiane, chiediamo il pane per noi e per tutti e non solo il pane... Riconoscendoci peccatori, esprimiamo poi l’urgenza della sua misericordia, esprimendo nel contempo il nostro impegno di usare la stessa bontà verso coloro che in qualsiasi modo ci hanno offeso. È ancora l’amore che deve trionfare sempre. L’ultima richiesta riguarda quella santa energia interiore che ci rende forti e saldi nel bene e capaci di respingere ogni male, ogni tentazione dalla nostra vita. Pregando come Gesù ci ha insegnato vediamo rinvigorita la nostra fede nelle verità fondamentali che professiamo, ribadiamo i nostri impegni e le nostre promesse di credenti e nel contempo presentiamo al nostro Padre celeste il miglior programma di vita possibile a ciascuno di noi. Per questo la preghiera di Gesù è diventata il modello di ogni preghiera e non solo nell’ambito cristiano. La sua universalità la tiene aperta ad ogni credente, qualunque sia lo specifico della propria fede. È davvero la preghiera ecumenica per eccellenza.
7Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. 9Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
10venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
11Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
14Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Commento
A cura di Monaci Benedettini Silvestrini
Talvolta nei nostri rapporti umani siamo convinti di poter ottenere quanto desideriamo dal nostro interlocutore ricorrendo alla forza convincente delle nostre parole e qualche volta si riesce a sortire l’effetto desiderato. Ne erano convinti più di noi i pagani che, anche nell’invocare i loro idoli si profondevano in lunghi e pressanti monologhi, convinti di strappare così i favori di cui avevano bisogno. Non può essere questo il modo per il cristiano che prega; il suo personale interlocutore è Dio stesso che scruta i cuori e vede i nostri pensieri anche più segreti con assoluta limpidezza. Non potranno certamente essere le parole a convincerlo ad aiutarci, ma tutto sgorga, come un effluvio spontaneo, dal suo amore di Padre, dalla sua onnipotenza e dal suo irrefrenabile desiderio di darci tutto quanto ci occorre per salvarci e per vivere in modo proficuo la nostra esperienza terrena. «Egli sa, prima che lo glie lo chiediamo di cosa abbiamo bisogno». Ecco allora l’insegnamento di Gesù, che si rivela per noi maestro di preghiera. «Voi dunque pregate così». Ci detta poi la più sublime preghiera che mai si potesse pensare, il Padre nostro. Facendoci invocare Dio con il nome di Padre ci dice subito che la preghiera s’incarna nell’amore, quello infinito ed eterno dell’Onnipotente, e quello dell’orante. Ci sollecita poi ad affermare il primato assoluto che gli spetta per cui chiediamo che il suo nome sia santificato, che il suo regno venga e si affermi in noi e la sua santissima volontà si compia. Nella seconda parte chiediamo anche per noi, per le nostre primarie necessità quotidiane, chiediamo il pane per noi e per tutti e non solo il pane... Riconoscendoci peccatori, esprimiamo poi l’urgenza della sua misericordia, esprimendo nel contempo il nostro impegno di usare la stessa bontà verso coloro che in qualsiasi modo ci hanno offeso. È ancora l’amore che deve trionfare sempre. L’ultima richiesta riguarda quella santa energia interiore che ci rende forti e saldi nel bene e capaci di respingere ogni male, ogni tentazione dalla nostra vita. Pregando come Gesù ci ha insegnato vediamo rinvigorita la nostra fede nelle verità fondamentali che professiamo, ribadiamo i nostri impegni e le nostre promesse di credenti e nel contempo presentiamo al nostro Padre celeste il miglior programma di vita possibile a ciascuno di noi. Per questo la preghiera di Gesù è diventata il modello di ogni preghiera e non solo nell’ambito cristiano. La sua universalità la tiene aperta ad ogni credente, qualunque sia lo specifico della propria fede. È davvero la preghiera ecumenica per eccellenza.
Portaerei nucleare francese pronta per l'assalto al Califfo
Le forze francesi sono pronte all'assalto al Califfo. E' arrivata nel Golfo Persico per partecipare ai raid aerei anti-Isis la portaerei a propulsione nucleare francese Charles de Gaulle con la sua squadra navale. Già stamane il primo caccia-bombardiere Rafale è decollato dal ponte della de Gaulle in direzione dell'Iraq dove, a differenza che in Siria, i jet francesi effettuano raid da settembre contro le postazioni Isis nell'ambito della coalizione internazionale a guida Usa.
L'operazione contro l'Isis. La de Gaulle è accompagnata dalla sua squadra navale di scorta formata da un sottomarino d'attacco a propulsione convenzionale, diverse fregate, un'unità per il rifornimento ed una fregata britannica anti-sommergibile. L'operazione, che durerà diverse settimane, è stata battezzata Chammal e si limiterà, come è stato sin dall'inizio, lo scorso settembre, solo alle postazioni contro Isis in Iraq senza estendersi alla Siria. Con l'arrivo della de Gaulle le truppe francesi nell'area coinvolte nell'operazione Chammal sono ora oltre 3.000. La de Gaulle si è posizionata a 200 km a nord dalle coste del Bahrein. Decollando dalla portaerei i jet francesi dimezzeranno i tempi per raggiungere gli obiettivi in Iraq rispetto a quelli schierati negli Emirati Arabi Uniti. Finora Parigi aveva 6 Mirage e 9 Rafale schierati, rispettivamente, negli Emirati ed in Giordania.
Ritiro passaporti a francesi diretti in Siria. Le autorità francesi hanno ritirato i passaporti a sei connazionali che stavano pianificando un viaggio imminente in Siria. Lo ha riferito una fonte della sicurezza. Si tratta della prima misura preventiva di questo tipo, dopo le nuove leggi approvate a novembre, assunta dalle autorità francesi per impedire che francesi si rechino all'estero per combattere al fianco dei jiahadisti e poi tornare in patria come 'foreign fighters' per portare la jihad in Francia.
Raggiunto accordo per la tregua nell'ovest della Libia. Intanto è stato raggiunto un accordo preliminare tra le milizie di Misurata e quelle di Zintan, nell'ovest della Libia, per il raggiungimento di una tregua in quella regione del paese. Secondo quanto riferisce il quotidiano algerino "el Khabar", l'accordo prevede la riapertura dei corridoi di transito tra le due città libiche per l'arrivo degli aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri. Intanto il tribunale d'Appello di Tripoli ha deciso di rinviare a marzo il processo contro i gerarchi del regime di Muammar Gheddafi alla luce della mancanza di sicurezza che si registra nel paese. Tra gli uomini dello Stato islamico arrivati nei giorni scorsi nel villaggio di al Nawafilia, a sud di Sirte in Libia, erano presenti diversi miliziani mauritani. Secondo quanto denuncia l'agenzia di stampa mauritana "Ani", sarebbero stati mauritani i capi del gruppi jihadista che hanno dato ai funzionari pubblici di al Nawafilia 3 giorni di tempo per firmare un documento di richiesta di pentimento e di giuramento di fedelta' al gruppo islamico. Nella delegazione che ha incontrato i rappresentanti del villaggio c'era anche un saudita.
L'operazione contro l'Isis. La de Gaulle è accompagnata dalla sua squadra navale di scorta formata da un sottomarino d'attacco a propulsione convenzionale, diverse fregate, un'unità per il rifornimento ed una fregata britannica anti-sommergibile. L'operazione, che durerà diverse settimane, è stata battezzata Chammal e si limiterà, come è stato sin dall'inizio, lo scorso settembre, solo alle postazioni contro Isis in Iraq senza estendersi alla Siria. Con l'arrivo della de Gaulle le truppe francesi nell'area coinvolte nell'operazione Chammal sono ora oltre 3.000. La de Gaulle si è posizionata a 200 km a nord dalle coste del Bahrein. Decollando dalla portaerei i jet francesi dimezzeranno i tempi per raggiungere gli obiettivi in Iraq rispetto a quelli schierati negli Emirati Arabi Uniti. Finora Parigi aveva 6 Mirage e 9 Rafale schierati, rispettivamente, negli Emirati ed in Giordania.
Ritiro passaporti a francesi diretti in Siria. Le autorità francesi hanno ritirato i passaporti a sei connazionali che stavano pianificando un viaggio imminente in Siria. Lo ha riferito una fonte della sicurezza. Si tratta della prima misura preventiva di questo tipo, dopo le nuove leggi approvate a novembre, assunta dalle autorità francesi per impedire che francesi si rechino all'estero per combattere al fianco dei jiahadisti e poi tornare in patria come 'foreign fighters' per portare la jihad in Francia.
Raggiunto accordo per la tregua nell'ovest della Libia. Intanto è stato raggiunto un accordo preliminare tra le milizie di Misurata e quelle di Zintan, nell'ovest della Libia, per il raggiungimento di una tregua in quella regione del paese. Secondo quanto riferisce il quotidiano algerino "el Khabar", l'accordo prevede la riapertura dei corridoi di transito tra le due città libiche per l'arrivo degli aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri. Intanto il tribunale d'Appello di Tripoli ha deciso di rinviare a marzo il processo contro i gerarchi del regime di Muammar Gheddafi alla luce della mancanza di sicurezza che si registra nel paese. Tra gli uomini dello Stato islamico arrivati nei giorni scorsi nel villaggio di al Nawafilia, a sud di Sirte in Libia, erano presenti diversi miliziani mauritani. Secondo quanto denuncia l'agenzia di stampa mauritana "Ani", sarebbero stati mauritani i capi del gruppi jihadista che hanno dato ai funzionari pubblici di al Nawafilia 3 giorni di tempo per firmare un documento di richiesta di pentimento e di giuramento di fedelta' al gruppo islamico. Nella delegazione che ha incontrato i rappresentanti del villaggio c'era anche un saudita.
Anguera : messaggio del 17.02.2015
4.102 - 17.02.2015
Cari figli, oggi vi invito al silenzio e alla preghiera. Nel silenzio potete ascoltare il Signore; nella preghiera troverete forze per il vostro cammino spirituale. Vi chiedo di prendere le distanze da tutto quello che vi allontana da mio Figlio Gesù. State attenti: attraverso piccole rinunce potete aprire nei vostri cuori uno spazio maggiore per l’ascolto e la messa in pratica del Vangelo e dei miei messaggi. Datemi le vostre mani e io vi condurrò a colui che è il vostro unico e vero Salvatore. Non rimanete fermi nel peccato. Ecco il tempo opportuno per convertirvi. Assumete il vostro vero ruolo di cristiani e testimoniate ovunque che appartenete al Signore. Voi state nel mondo, ma le cose del mondo non sono per voi. Sono venuta dal cielo per indicarvi il cammino della vera libertà e salvezza. Coraggio. Non perdetevi d’animo. Camminate verso un futuro di tribolazioni, ma riponete la vostra fiducia e speranza nel Signore. Dopo la croce, verrà la vittoria. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Cari figli, oggi vi invito al silenzio e alla preghiera. Nel silenzio potete ascoltare il Signore; nella preghiera troverete forze per il vostro cammino spirituale. Vi chiedo di prendere le distanze da tutto quello che vi allontana da mio Figlio Gesù. State attenti: attraverso piccole rinunce potete aprire nei vostri cuori uno spazio maggiore per l’ascolto e la messa in pratica del Vangelo e dei miei messaggi. Datemi le vostre mani e io vi condurrò a colui che è il vostro unico e vero Salvatore. Non rimanete fermi nel peccato. Ecco il tempo opportuno per convertirvi. Assumete il vostro vero ruolo di cristiani e testimoniate ovunque che appartenete al Signore. Voi state nel mondo, ma le cose del mondo non sono per voi. Sono venuta dal cielo per indicarvi il cammino della vera libertà e salvezza. Coraggio. Non perdetevi d’animo. Camminate verso un futuro di tribolazioni, ma riponete la vostra fiducia e speranza nel Signore. Dopo la croce, verrà la vittoria. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Anguera: messaggio del 19.02.2015
4.103 - 19.02.2015
Cari figli, il mio Gesù attende il vostro sì alla sua chiamata. Mostrate a tutti con i vostri esempi e parole che appartenete al Signore. Non permettete che il luccichio delle cose mondane vi allontani dal cammino della salvezza. Siate uomini e donne di preghiera costante. Voi che avete in abbondanza, tendete la mano ai poveri e ai dimenticati. Guardate ai deboli, soprattutto a coloro che hanno perso i propri diritti e sono stati messi da parte. Gli uomini sono diventati ciechi spiritualmente perché si sono lasciati rendere schiavi dalle cose materiali. Ricordatevi sempre: nel giorno del Giudizio il Signore vi chiederà conto. Aprite i vostri cuori all’amore del Signore. Amate sempre e lasciate che la Luce di Dio risplenda nelle vostre vite. Non siate schiavi del demonio. Arriverà il giorno in cui il Giusto Giudice vi chiamerà e solo le vostre buone opere vi apriranno il cielo. Convertitevi in fretta. Il Signore vi chiama. Non tiratevi indietro. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Avrete ancora lunghi anni di dure prove e sofferenze. Pregate. La Vittoria di Dio verrà per i giusti. Avanti con gioia. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Cari figli, il mio Gesù attende il vostro sì alla sua chiamata. Mostrate a tutti con i vostri esempi e parole che appartenete al Signore. Non permettete che il luccichio delle cose mondane vi allontani dal cammino della salvezza. Siate uomini e donne di preghiera costante. Voi che avete in abbondanza, tendete la mano ai poveri e ai dimenticati. Guardate ai deboli, soprattutto a coloro che hanno perso i propri diritti e sono stati messi da parte. Gli uomini sono diventati ciechi spiritualmente perché si sono lasciati rendere schiavi dalle cose materiali. Ricordatevi sempre: nel giorno del Giudizio il Signore vi chiederà conto. Aprite i vostri cuori all’amore del Signore. Amate sempre e lasciate che la Luce di Dio risplenda nelle vostre vite. Non siate schiavi del demonio. Arriverà il giorno in cui il Giusto Giudice vi chiamerà e solo le vostre buone opere vi apriranno il cielo. Convertitevi in fretta. Il Signore vi chiama. Non tiratevi indietro. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Avrete ancora lunghi anni di dure prove e sofferenze. Pregate. La Vittoria di Dio verrà per i giusti. Avanti con gioia. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
domenica 22 febbraio 2015
Vangelo del giorno 23.02.2015
Mt 25,31-46
31Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».
Commento
A cura di Riccardo Ripoli
L'uomo non è cattivo né egoista di natura, ma nel corso del tempo si assiste ad una forma di inacidimento, di chiusura verso il prossimo, di opportunismo di egoismo allo stato puro. Ognuno sembra muoversi per il proprio interesse personale, ciascuno guarda al suo orticello, in pochi si staccano dai loro interessi per fare quelli di qualcun altro, a meno che non abbiano un proprio tornaconto personale. Ma dentro l'anima non siamo così, dobbiamo solo trovare la forza di uscire dal bozzolo e cominciare a guardare il mondo con altri occhi, accorgersi che esistono altre persone oltre a noi e ai nostri cari, gente che gravita da sempre attorno a noi, il vicino di casa, il povero che chiede l'elemosina vicino al nostro posto di lavoro, l'anziana che cammina con fatica ed è sempre sola, il bambino che pulisce i vetri al semaforo, il collega che è sempre triste e arrabbiato. Ognuno di loro ha bisogno di noi, a volte nemmeno lo sa. Proponiamoci, non aspettiamo che siano gli altri a chiedere, andiamo incontro all'altro ed allora gli altri verranno incontro a noi. Mi capita spesso con l'Associazione di chiedere favori, merce, denaro per i miei ragazzi, per le nostre attività. Stimolando le persone a far del bene ci accorgiamo quanto amore ci sia in ognuno, ma se non chiediamo, se non ci proponiamo in pochi si rivolgono a noi per darci una mano. Questo significa che l'uomo fondamentalmente è buono, ha solo bisogno di essere stimolato, a volte punzecchiato. Il dialogo permette questo scambio di amore, fa sì che emerga la parte buona di noi. Il Vangelo ci aiuta a capire come fare, cosa sia giusto intraprendere, quale strada seguire.
31Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».
Commento
A cura di Riccardo Ripoli
L'uomo non è cattivo né egoista di natura, ma nel corso del tempo si assiste ad una forma di inacidimento, di chiusura verso il prossimo, di opportunismo di egoismo allo stato puro. Ognuno sembra muoversi per il proprio interesse personale, ciascuno guarda al suo orticello, in pochi si staccano dai loro interessi per fare quelli di qualcun altro, a meno che non abbiano un proprio tornaconto personale. Ma dentro l'anima non siamo così, dobbiamo solo trovare la forza di uscire dal bozzolo e cominciare a guardare il mondo con altri occhi, accorgersi che esistono altre persone oltre a noi e ai nostri cari, gente che gravita da sempre attorno a noi, il vicino di casa, il povero che chiede l'elemosina vicino al nostro posto di lavoro, l'anziana che cammina con fatica ed è sempre sola, il bambino che pulisce i vetri al semaforo, il collega che è sempre triste e arrabbiato. Ognuno di loro ha bisogno di noi, a volte nemmeno lo sa. Proponiamoci, non aspettiamo che siano gli altri a chiedere, andiamo incontro all'altro ed allora gli altri verranno incontro a noi. Mi capita spesso con l'Associazione di chiedere favori, merce, denaro per i miei ragazzi, per le nostre attività. Stimolando le persone a far del bene ci accorgiamo quanto amore ci sia in ognuno, ma se non chiediamo, se non ci proponiamo in pochi si rivolgono a noi per darci una mano. Questo significa che l'uomo fondamentalmente è buono, ha solo bisogno di essere stimolato, a volte punzecchiato. Il dialogo permette questo scambio di amore, fa sì che emerga la parte buona di noi. Il Vangelo ci aiuta a capire come fare, cosa sia giusto intraprendere, quale strada seguire.
Issi: curdi in gabbie sulla strada
La propaganda del Califfo lavora a tutto spiano su Internet. In poche ore arrivano la minaccia contro l’Italia partita da un account Twitter legato ai jihadisti libici («con le mani sul grilletto, stiamo arrivando a Roma») e un video che mostra 21 peshmerga curdi rinchiusi in gabbia e portati in giro per le strade di una città irachena dai miliziani dell’Isis.
Accanto alla nuova sfida contro Roma ci sono due foto: la prima ritrae un combattente armato, davanti al mare, che guarda il Colosseo sullo sfondo. Sul monumento sventola la bandiera nera di al Baghdadi. Una scritta recita l’Isis «dalla Libia sta arrivando a Roma». Nella seconda invece è disegnato il gasdotto Greenstream che da Wafa in Libia arriva a Gela, in Sicilia. Si tratta di una delle principali linee di rifornimento energetico dell’Italia.
ANSA
«Le onde ancora ci separano, ma questo è un mare piccolo, è una promessa al nostro Profeta», minaccia il comunicato allegato ai nuovi proclami Isis: «State attenti, ogni stupido passo vi costerà caro», si afferma forse in riferimento al ruolo guida che l’Italia vuole giocare per la stabilizzazione della Libia. «Ogni stupido passo incendiera’ tutto il Mediterraneo», si prosegue citando tutti i Paesi confinanti, dalla Tunisia all’Egitto. E ancora attacchi, «siete i cani da guardia» dei Paesi arabi, riferimento a punizioni e torture. Si cita anche Omar al-Mukhtar, l’eroe libico della resistenza anti-italiana negli Anni 20 del secolo scorso.
Nel nuovo video scovato da Site (sito di monitoraggio dei media jihadisti) si vedono invece i peshmerga catturati trascinati per strada in una città nei dintorni di Kirkuk. Nel filmato i jihadisti minacciano di uccidere i combattenti curdi catturati.
Accanto alla nuova sfida contro Roma ci sono due foto: la prima ritrae un combattente armato, davanti al mare, che guarda il Colosseo sullo sfondo. Sul monumento sventola la bandiera nera di al Baghdadi. Una scritta recita l’Isis «dalla Libia sta arrivando a Roma». Nella seconda invece è disegnato il gasdotto Greenstream che da Wafa in Libia arriva a Gela, in Sicilia. Si tratta di una delle principali linee di rifornimento energetico dell’Italia.
ANSA
«Le onde ancora ci separano, ma questo è un mare piccolo, è una promessa al nostro Profeta», minaccia il comunicato allegato ai nuovi proclami Isis: «State attenti, ogni stupido passo vi costerà caro», si afferma forse in riferimento al ruolo guida che l’Italia vuole giocare per la stabilizzazione della Libia. «Ogni stupido passo incendiera’ tutto il Mediterraneo», si prosegue citando tutti i Paesi confinanti, dalla Tunisia all’Egitto. E ancora attacchi, «siete i cani da guardia» dei Paesi arabi, riferimento a punizioni e torture. Si cita anche Omar al-Mukhtar, l’eroe libico della resistenza anti-italiana negli Anni 20 del secolo scorso.
Nel nuovo video scovato da Site (sito di monitoraggio dei media jihadisti) si vedono invece i peshmerga catturati trascinati per strada in una città nei dintorni di Kirkuk. Nel filmato i jihadisti minacciano di uccidere i combattenti curdi catturati.
Libia: armi chimiche Gheddafi in mano all'isis
L’autorevole quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat, basato a Londra, ha accreditato anonime «fonti militari libiche» secondo le quali milizie filo-islamiche hanno trafugato «armi chimiche» da arsenali di province centrali e meridionali della Libia.
A meno che non si tratti di siti segreti sfuggiti alla distruzione delle armi chimiche libiche completata l’anno scorso - la cui esistenza non è del tutto esclusa dagli esperti - l’allarme non sembra riguardare armamenti pronti all’uso: si tratterebbe “solo” di un’imprecisata quantità di «precursori», ovvero di sostanze che possono essere trasformate in vere «armi chimiche» (in settembre fu annunciato che ne sono rimasti in Libia 850 tonnellate).
Il rischio sottolineato dalle fonti di Asharq Al-Awsat, quotidiano che il New York Times definì «uno dei più influenti» del Medio Oriente, è che queste potenziali armi possano «cadere nelle mani dello Stato islamico». Le sostanze si trovano «in luoghi noti alle milizie, le quali ne hanno preso grandi quantitativi per usarle nella loro guerra contro l’esercito», ha detto una fonte, sostenendo che arsenali segreti in Libia contengono ancora armi chimiche come «l’iprite e il gas nervino Sarin».
Fino ad ulteriore prova contraria, vale però l’annuncio che «la Libia è divenuta totalmente priva di armi chimiche» il 4 febbraio dell’anno scorso, al termine di un processo di smantellamento iniziato nel 2004 quando il paese - all’epoca sotto il regime di Muammar Gheddafi - aderì alla Convenzione sulle armi chimiche (Cac). In quell’anno la Libia possedeva 24,7 tonnellate di iprite e più di 3.500 bombe chimiche. Eppure ci sono fonti «locali» accreditate dal giornale posseduto da un membro della famiglia reale saudita le quali sostengono che un gruppo armato di guardia ad una fabbrica chimica situata nel distretto di Jufra, circa 600 chilometri a sud-est di Tripoli, abbia trasferito sconosciute quantità di «iprite» a Misurata, bastione delle milizie islamiche che appoggiano il Parlamento rivoluzionario di Tripoli (Gnc) in antitesi a quello legittimo costretto a riunirsi a Tobruk. Un video, aggiunge il quotidiano, «sembra mostrare miliziani che conducono test con armi chimiche in una regione montagnosa vicino alla città di Mizda, circa 160 chilometri a sud di Tripoli. Si vede sparare un proiettile, che sprigiona fiamme seguite da una nube di denso fumo bianco che copre un’ampia area».
Le informazioni giungono mentre si apprende che i jihadisti del Califfato di Derna hanno sparato senza far danni sei razzi Grad sull’aeroporto di Labraq, quello che serve una delle due sedi dove sono insediati il governo e il parlamento di Tobruk, riconosciuti dalla comunità internazionale. Un sito che conta il numero di morti violente ha registrato un aumento a febbraio che interrompe una tendenza positiva cominciata ad agosto: un cattivo segnale per la comunità internazionale che, per evitare la necessità di un intervento militare come quello egiziano, sta cercando attraverso l’Onu di riconciliare Tobruk e Tripoli sperando in una loro alleanza contro l’Isis.
A meno che non si tratti di siti segreti sfuggiti alla distruzione delle armi chimiche libiche completata l’anno scorso - la cui esistenza non è del tutto esclusa dagli esperti - l’allarme non sembra riguardare armamenti pronti all’uso: si tratterebbe “solo” di un’imprecisata quantità di «precursori», ovvero di sostanze che possono essere trasformate in vere «armi chimiche» (in settembre fu annunciato che ne sono rimasti in Libia 850 tonnellate).
Il rischio sottolineato dalle fonti di Asharq Al-Awsat, quotidiano che il New York Times definì «uno dei più influenti» del Medio Oriente, è che queste potenziali armi possano «cadere nelle mani dello Stato islamico». Le sostanze si trovano «in luoghi noti alle milizie, le quali ne hanno preso grandi quantitativi per usarle nella loro guerra contro l’esercito», ha detto una fonte, sostenendo che arsenali segreti in Libia contengono ancora armi chimiche come «l’iprite e il gas nervino Sarin».
Fino ad ulteriore prova contraria, vale però l’annuncio che «la Libia è divenuta totalmente priva di armi chimiche» il 4 febbraio dell’anno scorso, al termine di un processo di smantellamento iniziato nel 2004 quando il paese - all’epoca sotto il regime di Muammar Gheddafi - aderì alla Convenzione sulle armi chimiche (Cac). In quell’anno la Libia possedeva 24,7 tonnellate di iprite e più di 3.500 bombe chimiche. Eppure ci sono fonti «locali» accreditate dal giornale posseduto da un membro della famiglia reale saudita le quali sostengono che un gruppo armato di guardia ad una fabbrica chimica situata nel distretto di Jufra, circa 600 chilometri a sud-est di Tripoli, abbia trasferito sconosciute quantità di «iprite» a Misurata, bastione delle milizie islamiche che appoggiano il Parlamento rivoluzionario di Tripoli (Gnc) in antitesi a quello legittimo costretto a riunirsi a Tobruk. Un video, aggiunge il quotidiano, «sembra mostrare miliziani che conducono test con armi chimiche in una regione montagnosa vicino alla città di Mizda, circa 160 chilometri a sud di Tripoli. Si vede sparare un proiettile, che sprigiona fiamme seguite da una nube di denso fumo bianco che copre un’ampia area».
Le informazioni giungono mentre si apprende che i jihadisti del Califfato di Derna hanno sparato senza far danni sei razzi Grad sull’aeroporto di Labraq, quello che serve una delle due sedi dove sono insediati il governo e il parlamento di Tobruk, riconosciuti dalla comunità internazionale. Un sito che conta il numero di morti violente ha registrato un aumento a febbraio che interrompe una tendenza positiva cominciata ad agosto: un cattivo segnale per la comunità internazionale che, per evitare la necessità di un intervento militare come quello egiziano, sta cercando attraverso l’Onu di riconciliare Tobruk e Tripoli sperando in una loro alleanza contro l’Isis.
sabato 21 febbraio 2015
Il Vangelo del giorno 22.02.2015
Mc 1,12-15
12Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
II. IL MINISTERO DI GESU' IN GALILEA
Gesù inaugura la sua predicazione
14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: 15«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Commento
A cura di Casa di Preghiera San Biagio FMA
«Convertitevi e credete nel Vangelo».
Mc 1, 15
Come vivere questa Parola?
La Quaresima ci invita a riflettere sulla persona e sull'insegnamento di Gesù, che ha assunto la nostra condizione umana e non è stato risparmiato dall'esperienza della tentazione: ci ha insegnato a porre la nostra fiducia in Dio nel momento della prova.
Prendiamo coscienza della necessità di convertirci e di credere al Vangelo. Nel deserto e nel silenzio del nostro cuore scopriremo le "bestie selvatiche" (cf Mc 1,13) presenti in noi, simboli dei nostri difetti, del nostro egoismo, del lato oscuro dentro la nostra persona.
Ma allo stesso tempo sono presenti anche gli "angeli", che servono Gesù (cf Mc 1,13): anche noi aiutati dall'angelo custode, affrontiamo la lotta e le rinunce, ci confrontiamo con i nostri vizi, e così dall'ombra arriviamo alla luce.
O signore, spesso la tentazione mi fa scoprire le realtà profonde della mia persona: aiutami a prenderne coscienza per eliminare le ambiguità nella mia vita.
La voce di un predicatore odierno
«Nel deserto non c'è niente e nessuno, allora emergono le grandi domande: "Cosa voglio dalla mia vita? Cosa sono disposto a rischiare? Quanto? A che livello voglio vivere? Quali sono le paure che mi frenano? Quali sono le bugie che mi racconto? Mi va di ascoltare le voci che ho dentro?". Perché si può sfuggire a tutti ma non a se stessi».
dall'Omelia per la prima domenica di Quaresima di d. Marco PEDRON
D. Mario Maritano SDB - maritano@unisal.it
12Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
II. IL MINISTERO DI GESU' IN GALILEA
Gesù inaugura la sua predicazione
14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: 15«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Commento
A cura di Casa di Preghiera San Biagio FMA
«Convertitevi e credete nel Vangelo».
Mc 1, 15
Come vivere questa Parola?
La Quaresima ci invita a riflettere sulla persona e sull'insegnamento di Gesù, che ha assunto la nostra condizione umana e non è stato risparmiato dall'esperienza della tentazione: ci ha insegnato a porre la nostra fiducia in Dio nel momento della prova.
Prendiamo coscienza della necessità di convertirci e di credere al Vangelo. Nel deserto e nel silenzio del nostro cuore scopriremo le "bestie selvatiche" (cf Mc 1,13) presenti in noi, simboli dei nostri difetti, del nostro egoismo, del lato oscuro dentro la nostra persona.
Ma allo stesso tempo sono presenti anche gli "angeli", che servono Gesù (cf Mc 1,13): anche noi aiutati dall'angelo custode, affrontiamo la lotta e le rinunce, ci confrontiamo con i nostri vizi, e così dall'ombra arriviamo alla luce.
O signore, spesso la tentazione mi fa scoprire le realtà profonde della mia persona: aiutami a prenderne coscienza per eliminare le ambiguità nella mia vita.
La voce di un predicatore odierno
«Nel deserto non c'è niente e nessuno, allora emergono le grandi domande: "Cosa voglio dalla mia vita? Cosa sono disposto a rischiare? Quanto? A che livello voglio vivere? Quali sono le paure che mi frenano? Quali sono le bugie che mi racconto? Mi va di ascoltare le voci che ho dentro?". Perché si può sfuggire a tutti ma non a se stessi».
dall'Omelia per la prima domenica di Quaresima di d. Marco PEDRON
D. Mario Maritano SDB - maritano@unisal.it
venerdì 20 febbraio 2015
Il Vangelo del giorno 21.02.2015
Lc 5,27-32
27Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». 28Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Pasto con i peccatori presso Levi
29Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola. 30I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?». 31Gesù rispose: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; 32io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».
Commento
A cura di Paolo Curtaz
Siamo tutti peccatori, tutti bisognosi di conversione. Guai a ritenerci dei giusti o, come accade più frequentemente, meno peccatori di altri... La quaresima dona la giusta prospettiva al peccato che è sempre allontanamento da Dio e da noi stessi. Solo alla luce del sole riconosciamo l'ombra che proiettiamo: i giorni nuvolosi e di caligine non proiettano nessuna ombra! Mettiamoci alla luce potente della Parola di Dio per vedere se nella nostra vita ci sono delle ombre che possono essere illuminate dalla misericordia. Non abbiamo bisogno di dimostrare a Dio di essere dei bravi ragazzi, il Signore ha bisogno di figli, non di giusti. I pubblicani, peccatori pubblici perché riscuotevano le tasse per conto dei romani, erano considerati irrimediabilmente persi. Gesù, invece, riesce a tirar fuori da loro il santo che hanno seppellito sotto uno strato di indifferenza e di tenebra. Il cammino della conversione, per noi discepoli, è continuo e ci aiuta a capire quanto cammino dobbiamo ancora fare per essere totalmente trasfigurati dalla grazia del Vangelo. Non facciamo come i lamentosi farisei del vangelo, che non pensano di avere bisogno di conversione, e accogliamo l'invito del Signore!
27Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». 28Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Pasto con i peccatori presso Levi
29Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola. 30I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?». 31Gesù rispose: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; 32io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi».
Commento
A cura di Paolo Curtaz
Siamo tutti peccatori, tutti bisognosi di conversione. Guai a ritenerci dei giusti o, come accade più frequentemente, meno peccatori di altri... La quaresima dona la giusta prospettiva al peccato che è sempre allontanamento da Dio e da noi stessi. Solo alla luce del sole riconosciamo l'ombra che proiettiamo: i giorni nuvolosi e di caligine non proiettano nessuna ombra! Mettiamoci alla luce potente della Parola di Dio per vedere se nella nostra vita ci sono delle ombre che possono essere illuminate dalla misericordia. Non abbiamo bisogno di dimostrare a Dio di essere dei bravi ragazzi, il Signore ha bisogno di figli, non di giusti. I pubblicani, peccatori pubblici perché riscuotevano le tasse per conto dei romani, erano considerati irrimediabilmente persi. Gesù, invece, riesce a tirar fuori da loro il santo che hanno seppellito sotto uno strato di indifferenza e di tenebra. Il cammino della conversione, per noi discepoli, è continuo e ci aiuta a capire quanto cammino dobbiamo ancora fare per essere totalmente trasfigurati dalla grazia del Vangelo. Non facciamo come i lamentosi farisei del vangelo, che non pensano di avere bisogno di conversione, e accogliamo l'invito del Signore!
Libia: 3 autobombe ( 40 morti e almeno 70 feriti )
Tre autobombe hanno colpito questa mattina la città di Qubbah, nella Libia orientale, uccidendo 40 persone e ferendone almeno altre 70. Anche se fino ad ora nessuno ha rivendicato il gesto, il presidente del Parlamento Aquila Saleh ha dichiarato che l'attentato sembra essere "collegato" agli attacchi dell'aviazione egiziana contro Derna, ormai nelle mani dei terroristi dello Stato islamico.
L'attacco egiziano per via aerea è stato lanciato lo scorso 16 febbraio, in risposta al massacro dei 21 cristiani copti egiziani decapitati dai fondamentalisti islamici. Le autobombe hanno colpito una stazione di rifornimento, il quartier generale della pubblica sicurezza locale e gli uffici del governo municipale. Un funzionario della sicurezza interna ha dichiarato che l'attentato è stato "con ogni probabilità di tipo suicida", ma non ha aggiunto altro.
L'avanzata degli estremisti dello Stato islamico e il generale caos in Libia - quattro anni dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi - preoccupano il mondo occidentale e gli Stati confinanti. A questo va aggiunto che al momento vi sono due governi e due Parlamenti distinti che si contendono il potere nella nazione.
Da una parte vi è il premier riconosciuto dalla comunità internazionale, Abdullah al-Thinni, con base a Bayda. Il suo capo del Parlamento, Saleh, opera invece da Tobruk, dove ha sede la Camera dei Rappresentanti eletta alle ultime votazioni. Tripoli, la capitale, è invece nelle mani di una fazione nota come "Alba libica", che ha costretto il governo eletto a fuggire e ne ha proclamato un altro.
Per sanare la situazione, Bernardino Leon, inviato delle Nazioni Unite, afferma che "l'unica soluzione deve essere di tipo politico". Claudia Gazzini, analista dell'International Crisis Group, è d'accordo: "Un patto di natura politica sarebbe difficile ma non impossibile. La comunità internazionale deve rimanere concentrata nel sostegno al tavolo delle trattative, resistendo alla tentazione di levare l'embargo sulle armi". (Asianews)
L'attacco egiziano per via aerea è stato lanciato lo scorso 16 febbraio, in risposta al massacro dei 21 cristiani copti egiziani decapitati dai fondamentalisti islamici. Le autobombe hanno colpito una stazione di rifornimento, il quartier generale della pubblica sicurezza locale e gli uffici del governo municipale. Un funzionario della sicurezza interna ha dichiarato che l'attentato è stato "con ogni probabilità di tipo suicida", ma non ha aggiunto altro.
L'avanzata degli estremisti dello Stato islamico e il generale caos in Libia - quattro anni dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi - preoccupano il mondo occidentale e gli Stati confinanti. A questo va aggiunto che al momento vi sono due governi e due Parlamenti distinti che si contendono il potere nella nazione.
Da una parte vi è il premier riconosciuto dalla comunità internazionale, Abdullah al-Thinni, con base a Bayda. Il suo capo del Parlamento, Saleh, opera invece da Tobruk, dove ha sede la Camera dei Rappresentanti eletta alle ultime votazioni. Tripoli, la capitale, è invece nelle mani di una fazione nota come "Alba libica", che ha costretto il governo eletto a fuggire e ne ha proclamato un altro.
Per sanare la situazione, Bernardino Leon, inviato delle Nazioni Unite, afferma che "l'unica soluzione deve essere di tipo politico". Claudia Gazzini, analista dell'International Crisis Group, è d'accordo: "Un patto di natura politica sarebbe difficile ma non impossibile. La comunità internazionale deve rimanere concentrata nel sostegno al tavolo delle trattative, resistendo alla tentazione di levare l'embargo sulle armi". (Asianews)
Intervista a padre Gabriele Amorth
STACCANDOSI DA DIO L'UMANITA' SI E' DATA A SATANA. Intervista a Padre Amorth:
● Padre Amorth, innanzi tutto che cos’è un esorcismo e a chi è rivolto?
L’esorcismo è una preghiera con cui la Chiesa, avendo avuto la potestà da Gesù Cristo, caccia i demoni dalle persone che sono possedute o tormentate dal demonio. Le persone totalmente possedute dal demonio sono relativamente rare, mentre quelle che hanno tormenti e mali causati da influenze del demonio oggi sono purtroppo molto numerose.
● Ritiene che i tempi presenti siano, in generale, più sotto “il potere delle tenebre” rispetto a quelli passati? Perché?
No. Il demonio ha lo stesso potere di sempre, che è grandissimo. Il problema è che oggi gli uomini hanno aperto le porte immensamente di più, prima di tutto staccandosi da Dio, creando una cultura senza Dio. Pensiamo all’Europa, con le chiese vuote, il trionfo dell’aborto e del divorzio, lo sfascio delle famiglie, della gioventù e il calo della fede.
Oggi si tradisce Dio e ci si da direttamente al demonio. Basti pensare a come si sono diffusi il satanismo e le scuole sataniche.
Oppure all’uso che si fa di certe invenzioni moderne. Il cinema per esempio: i film arrivati dall’America hanno diffuso certi costumi che noi non conoscevamo. La televisione: quando è nata, padre Pio era furioso, perché prevedeva l’uso che se ne sarebbe fatto. Internet: quanti lo usano male! Da ultimo, l’energia atomica. Oggi l’umanità rischia la distruzione totale.
Quando ci si allontana da Dio, non sta in piedi né l’uomo, né la famiglia, né la nazione, né il mondo intero.
● Lei parla spesso di malefici, malocchi e fatture. Sembrano concetti appartenenti al mondo della superstizione e dei ciarlatani. Può spiegarci meglio?
Oggi sono molto sviluppate forme di violenza che fanno capo al demonio, ossia i malefici, cioè il male causato ricorrendo al demonio: fatture, legature, maledizioni e poi la makumba e il vodoo che sono forme pesantissime di maleficio. Si sono diffuse per cattiveria, vendetta, invidia, interesse.
Quando una persona viene colpita da un maleficio bisogna ricorrere soprattutto alla preghiera, e se necessario, all’esorcismo. C’è poi un gran numero di persone che, quando le cose vanno storte, pensano subito a duna fattura, ma in realtà non hanno niente. Ecco allora che gli esorcisti spesso cercano solo di consolare e riavvicinare l’uomo a Dio.
● Secondo Lei come è possibile uscire dalla crisi di fede e di valori che stiamo vivendo?
La mia speranza parte da Fatima, dove nel 1917 la Madonna Corredentrice ci ha dato una visione del futuro. La Madonna è venuta per insegnarci a evitare i mali. Pensiamo al famoso “Terzo segreto”, che se divulgato nel 1960 avrebbe avuto un senso, mentre aperto nel 2000, ammesso che sia stato rivelato tutto, non ha avuto alcuna efficacia.
La Madonna infatti ha insistito sulla consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. La consacrazione del mondo fatta nel 1985 da Giovanni Paolo II, senza nominare la Russia, ha avuto una certa efficacia, tant’è che dopo qualche anno il comunismo sovietico è crollato senza colpo ferire. Tuttavia, come viene detto anche a Medjugorie c’è ancora la previsione di un castigo. Il fatto che le apparizioni a Medjugorie si prolunghino, sta a significare che la Madonna vuole ingrandire il suo esercito.
Inoltre, come ha rivelato il Signore a una carismatica seria, una suora salesiana, quando un castigo viene ritardato, viene mitigato. Per ottenere la Pace, la Vergine chiede preghiera, conversione e digiuno, in modo particolare la recita del Rosario, che è più forte della bomba atomica.
La Russia non si è ancora convertita e non è ancora venuto il trionfo del Cuore Immacolato, quindi la profezia di Fatima deve ancora avverarsi. Prima però ci sarà una “stangata”, perché solo un castigo può portare un ritorno di massa a Dio. E questo sarà il trionfo di Maria.
● Ciò che colpisce nel suo libro è l’incredulità di molti vescovi e cardinali nei confronti del demonio. Secondo Lei perché non credono più nella sua esistenza?
Perché purtroppo non credono nel Vangelo. E se un vescovo, come spesso accade, in casi seri non provvede a nominare esorcisti nella sua diocesi commette un peccato mortale. In fondo, Gesù è venuto per distruggere le opere di Satana, combattendolo personalmente, cacciando i demoni dalle persone indemoniate e conferendo lo stesso potere agli apostoli.
Tutta la predicazione di Gesù è contro Satana, alla cui libertà senza vincoli contrappone l’obbedienza ai comandamenti di Dio.
● Oggi molti si rifugiano nella spiritualità orientale e dicono di ottenere pace interiore. È proprio così?
Può darsi che anche nelle altre religioni ci siano quelli che in teologia vengono chiamati “”semi della verità. Però l’unica religione fondata da Dio è il Cristianesimo, che dà mezzi di grazia straordinari, come i Sacramenti.
Chi abbandona il Cristianesimo per darsi a culti orientali mi fa pena e compassione, perché abbandona l’oro per prendere il ferro.
In tante religioni poi, soprattutto l’islam, vi sono cose orribili, come la guerra santa e la concezione della donna. Certo, bisogna distinguere l’islam dai maomettani: esistono musulmani moderati, ma lo sono in quanto in contrasto con il Corano.
Pertanto, le religioni non sono tutte sullo stesso piano. Gli incontri fatti ad Assisi per cercare la fraternità universale rappresentano un sogno generoso ma ingannatore, perché portano a pensare che le religioni siano tutte uguali. Così però si nega il Cristianesimo, perché Gesù ha detto di convertire tutti a Lui.
●Da quando scrive, esistono i sensitivi. Anche questo può sembrare strano. Qual’è il giusto atteggiamento da tenere nei loro confronti?
I sensitivi sono persone che possiedono dei doni particolari di natura, per cui hanno sensibilità che altri non hanno. Penso ad esempio ad un mio confratello, grande rabdomante o a un pranoterapeuta che ha guarito mia cognata.
I carismatici invece hanno dei doni straordinari da parte di Dio, come il dono della guarigione, della liberazione dai demoni, dalla conversione.
Si tratta di doni dello Spirito Santo dati per il vantaggio della Chiesa e che possono essere anche tolti quando il carismatico si inorgoglisce. Un vero carismatico deve essere una persona umile, nascosta, pia. Il loro aiuto può essere prezioso per gli esorcisti. Penso per esempio ai casi di possessione demoniaca delle case. Può accadere che sia un carismatico ad aiutare l’esorcista a individuare l’oggetto maleficato, che sta ben nascosto.
● Lei ha scritto che le formule degli esorcismi scritte in latino sono più efficaci. Perché?
Dalla mia esperienza ho visto che, siccome il latino è la lingua ufficiale della Chiesa fino a poco tempo fa, il demonio ne ha più paura. Però non è la lingua che conta, ma la fede. C’è anche chi fa esorcismi pregando in più lingue.
Vedi anche: L’ultimo esorcista”
● Padre Amorth, innanzi tutto che cos’è un esorcismo e a chi è rivolto?
L’esorcismo è una preghiera con cui la Chiesa, avendo avuto la potestà da Gesù Cristo, caccia i demoni dalle persone che sono possedute o tormentate dal demonio. Le persone totalmente possedute dal demonio sono relativamente rare, mentre quelle che hanno tormenti e mali causati da influenze del demonio oggi sono purtroppo molto numerose.
● Ritiene che i tempi presenti siano, in generale, più sotto “il potere delle tenebre” rispetto a quelli passati? Perché?
No. Il demonio ha lo stesso potere di sempre, che è grandissimo. Il problema è che oggi gli uomini hanno aperto le porte immensamente di più, prima di tutto staccandosi da Dio, creando una cultura senza Dio. Pensiamo all’Europa, con le chiese vuote, il trionfo dell’aborto e del divorzio, lo sfascio delle famiglie, della gioventù e il calo della fede.
Oggi si tradisce Dio e ci si da direttamente al demonio. Basti pensare a come si sono diffusi il satanismo e le scuole sataniche.
Oppure all’uso che si fa di certe invenzioni moderne. Il cinema per esempio: i film arrivati dall’America hanno diffuso certi costumi che noi non conoscevamo. La televisione: quando è nata, padre Pio era furioso, perché prevedeva l’uso che se ne sarebbe fatto. Internet: quanti lo usano male! Da ultimo, l’energia atomica. Oggi l’umanità rischia la distruzione totale.
Quando ci si allontana da Dio, non sta in piedi né l’uomo, né la famiglia, né la nazione, né il mondo intero.
● Lei parla spesso di malefici, malocchi e fatture. Sembrano concetti appartenenti al mondo della superstizione e dei ciarlatani. Può spiegarci meglio?
Oggi sono molto sviluppate forme di violenza che fanno capo al demonio, ossia i malefici, cioè il male causato ricorrendo al demonio: fatture, legature, maledizioni e poi la makumba e il vodoo che sono forme pesantissime di maleficio. Si sono diffuse per cattiveria, vendetta, invidia, interesse.
Quando una persona viene colpita da un maleficio bisogna ricorrere soprattutto alla preghiera, e se necessario, all’esorcismo. C’è poi un gran numero di persone che, quando le cose vanno storte, pensano subito a duna fattura, ma in realtà non hanno niente. Ecco allora che gli esorcisti spesso cercano solo di consolare e riavvicinare l’uomo a Dio.
● Secondo Lei come è possibile uscire dalla crisi di fede e di valori che stiamo vivendo?
La mia speranza parte da Fatima, dove nel 1917 la Madonna Corredentrice ci ha dato una visione del futuro. La Madonna è venuta per insegnarci a evitare i mali. Pensiamo al famoso “Terzo segreto”, che se divulgato nel 1960 avrebbe avuto un senso, mentre aperto nel 2000, ammesso che sia stato rivelato tutto, non ha avuto alcuna efficacia.
La Madonna infatti ha insistito sulla consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. La consacrazione del mondo fatta nel 1985 da Giovanni Paolo II, senza nominare la Russia, ha avuto una certa efficacia, tant’è che dopo qualche anno il comunismo sovietico è crollato senza colpo ferire. Tuttavia, come viene detto anche a Medjugorie c’è ancora la previsione di un castigo. Il fatto che le apparizioni a Medjugorie si prolunghino, sta a significare che la Madonna vuole ingrandire il suo esercito.
Inoltre, come ha rivelato il Signore a una carismatica seria, una suora salesiana, quando un castigo viene ritardato, viene mitigato. Per ottenere la Pace, la Vergine chiede preghiera, conversione e digiuno, in modo particolare la recita del Rosario, che è più forte della bomba atomica.
La Russia non si è ancora convertita e non è ancora venuto il trionfo del Cuore Immacolato, quindi la profezia di Fatima deve ancora avverarsi. Prima però ci sarà una “stangata”, perché solo un castigo può portare un ritorno di massa a Dio. E questo sarà il trionfo di Maria.
● Ciò che colpisce nel suo libro è l’incredulità di molti vescovi e cardinali nei confronti del demonio. Secondo Lei perché non credono più nella sua esistenza?
Perché purtroppo non credono nel Vangelo. E se un vescovo, come spesso accade, in casi seri non provvede a nominare esorcisti nella sua diocesi commette un peccato mortale. In fondo, Gesù è venuto per distruggere le opere di Satana, combattendolo personalmente, cacciando i demoni dalle persone indemoniate e conferendo lo stesso potere agli apostoli.
Tutta la predicazione di Gesù è contro Satana, alla cui libertà senza vincoli contrappone l’obbedienza ai comandamenti di Dio.
● Oggi molti si rifugiano nella spiritualità orientale e dicono di ottenere pace interiore. È proprio così?
Può darsi che anche nelle altre religioni ci siano quelli che in teologia vengono chiamati “”semi della verità. Però l’unica religione fondata da Dio è il Cristianesimo, che dà mezzi di grazia straordinari, come i Sacramenti.
Chi abbandona il Cristianesimo per darsi a culti orientali mi fa pena e compassione, perché abbandona l’oro per prendere il ferro.
In tante religioni poi, soprattutto l’islam, vi sono cose orribili, come la guerra santa e la concezione della donna. Certo, bisogna distinguere l’islam dai maomettani: esistono musulmani moderati, ma lo sono in quanto in contrasto con il Corano.
Pertanto, le religioni non sono tutte sullo stesso piano. Gli incontri fatti ad Assisi per cercare la fraternità universale rappresentano un sogno generoso ma ingannatore, perché portano a pensare che le religioni siano tutte uguali. Così però si nega il Cristianesimo, perché Gesù ha detto di convertire tutti a Lui.
●Da quando scrive, esistono i sensitivi. Anche questo può sembrare strano. Qual’è il giusto atteggiamento da tenere nei loro confronti?
I sensitivi sono persone che possiedono dei doni particolari di natura, per cui hanno sensibilità che altri non hanno. Penso ad esempio ad un mio confratello, grande rabdomante o a un pranoterapeuta che ha guarito mia cognata.
I carismatici invece hanno dei doni straordinari da parte di Dio, come il dono della guarigione, della liberazione dai demoni, dalla conversione.
Si tratta di doni dello Spirito Santo dati per il vantaggio della Chiesa e che possono essere anche tolti quando il carismatico si inorgoglisce. Un vero carismatico deve essere una persona umile, nascosta, pia. Il loro aiuto può essere prezioso per gli esorcisti. Penso per esempio ai casi di possessione demoniaca delle case. Può accadere che sia un carismatico ad aiutare l’esorcista a individuare l’oggetto maleficato, che sta ben nascosto.
● Lei ha scritto che le formule degli esorcismi scritte in latino sono più efficaci. Perché?
Dalla mia esperienza ho visto che, siccome il latino è la lingua ufficiale della Chiesa fino a poco tempo fa, il demonio ne ha più paura. Però non è la lingua che conta, ma la fede. C’è anche chi fa esorcismi pregando in più lingue.
Vedi anche: L’ultimo esorcista”
Ministro Giordano: è la terza guerra mondiale
Washington, 19 feb. - La lotta contro il terrorismo e' una "terza guerra mondiale" che non conosce confini. Lo afferma il ministro degli Esteri giordano, Nasser Judeh, alla Conferenza contro il terrorismo a Washington. "La minaccia che abbiamo di fronte oggi - prosegue Judeh - non ha precedenti. Non riconosce confini, religioni, culture, etnie. I terroristi hanno superato ogni limite in quanto a brutalita', barbarie, ferocia. Questa e' la nostra guerra come musulmani e come comunita' internazionale"
giovedì 19 febbraio 2015
Il Vangelo del giorno 20.02.2015
Mt 9,14-15
14Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». 15E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.
Commento
A cura di padre Lino Pedron
Le parole di Gesù e le sue prese di posizione suscitano perplessità e dissenso nei farisei e nei discepoli di Giovanni. Essi digiunavano per affrettare la venuta del Messia e per disporsi ad accoglierlo.
I discepoli di Gesù sono convinti che il Messia è già con loro e quindi vivono il tempo della festa, non del digiuno. Più tardi lo Sposo sarà loro tolto (allusione alla morte di Gesù) e allora digiuneranno.
Il digiuno cristiano è rivolto al passato, in quanto commemora la morte di Gesù, ma è rivolto anche al futuro, in quanto attende l'avvento del regno di Dio. La comunità cristiana è radunata sotto la croce di Cristo in attesa di radunarsi con lui nella gloria della risurrezione e della vita eterna.
14Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». 15E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.
Commento
A cura di padre Lino Pedron
Le parole di Gesù e le sue prese di posizione suscitano perplessità e dissenso nei farisei e nei discepoli di Giovanni. Essi digiunavano per affrettare la venuta del Messia e per disporsi ad accoglierlo.
I discepoli di Gesù sono convinti che il Messia è già con loro e quindi vivono il tempo della festa, non del digiuno. Più tardi lo Sposo sarà loro tolto (allusione alla morte di Gesù) e allora digiuneranno.
Il digiuno cristiano è rivolto al passato, in quanto commemora la morte di Gesù, ma è rivolto anche al futuro, in quanto attende l'avvento del regno di Dio. La comunità cristiana è radunata sotto la croce di Cristo in attesa di radunarsi con lui nella gloria della risurrezione e della vita eterna.
Gli Usa e gli stati membri Onu hanno paura dell'Isis
L’impegno delle democrazie occidentali resta molto limitato, ma gli jihadisti annunciano rappresaglie contro le nostre popolazioni.
Stando agli impegni presi dalle nazioni della Nato al vertice del Galles e dai Paesi della coalizione anti-Isis nel vertice di Parigi, si può già tracciare un primo quadro del piano di intervento.
Risultato? Intervento diplomatico.
Ora voglio elencarvi solo alcuni interventi militari Onu:
Guerra del Golfo dal 1990-1991 Causa: Invasione irachena del Kuwait
Somalia,1992-94: Intervento di truppe e mezzi navali, bombardamenti; l’Onu, sotto la guida degli Usa, procedono all’occupazione del paese; bombardata una delle fazioni in lotta tra loro a Mogadiscio.
Jugoslavia,1992-94: Blocco navale della Nato contro la Serbia e il Montenegro.
Bosnia,1993-95: Bombardamenti aerei; ricognizione aerea delle "no-fly zone" nel corso della guerra civile; abbattuti aerei, bombardati i serbi.
Haiti,1994-96: Intervento di truppe e di mezzi navali; blocco contro il governo militare; le truppe Usa reinstallano nel suo incarico il presidente Aristide tre anni dopo il colpo di stato.
Croazia,1995: Bombardamenti statunitensi sugli aereoporti serbi in Krajna prima dell’offensiva croata.
Zaire,1996-97: I marines intervengono nel campo di rifugiati Hutu dal Rwanda, nell’area in cui comincia la rivoluzione in Congo.
Liberia,1997: I soldati statunitensi evacuano, sotto il fuoco dei ribelli, gli stranieri.
Albania,1997: I soldati statunitensi evacuano gli stranieri.
Sudan,1998: Attacco missilistico contro una fabbrica di medicinali accusata di produrre gas nervino per scopi "terroristici".
Afghanistan,1998: Attacchi contro campi di addestramento istituiti dalla CIA e usati da gruppi fondamentalisti islamici accusati di avere organizzato attentati contro ambasciate statunitensi.
Iraq, dal 1998: Bombardamenti missilistici; quattro giorni di intensi attacchi aerei dopo che l’Iraq ha opposto impedimenti alle ispezioni sui propri impianti bellici.
Jugoslavia,1999: Bombardamenti missilistici; attacchi aerei della Nato dopo che la Serbia si rifiuta di ritirarsi dal Kosovo; Occupazione Nato del Kosovo.
Afghanistan (2001 - in corso) causa: Attentati dell'11 settembre 2001
Iraq 19 marzo 2003 – 18 dicembre 2011 causa Invasione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti, abbattimento del regime di Saddam Hussein e successiva guerra civile e tribale; instaurazione di un regime democratico con conseguenti elezioni politiche
15 febbraio 2011 - 20 ottobre 2011 Libia contro il regime di Gheddaffi causa: Malcontento popolare, desiderio di rinnovamento politico
La cosa che sembra strana che ci sono stati interventi tempestivi dell'ONU per cause come malcontenti popolari,abbattimenti di regimi, evacuazioni di stranieri e altre situazioni che si potevano evitare e ora che lo Stato Islamico uccide ogni giorni centinaia di persone, conquista diversi territori, minaccia in continuazione l'occidente, compie atti terroristici in un vasto territorio del Medio Oriente, si sceglie la via politica?
Allora dopo 8 mesi di ISIS il risultato è questo:
Bisogna restare uniti nel combattere la piaga del terrore": lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, rivolgendosi ai rappresentanti di almeno 60 Paesi e accusando l'Isis di "genocidio", di "violenza inspiegabile che sciocca il mondo intero". Violenza anche "su bambini, donne,
minoranze religiose". Per sconfiggere l'estremismo bisogna combattere la poverta' e l'oppressione", ha detto Obama. "E' anche questo che alimenta la violenza degli estremisti".
L'Onu: la soluzione è politica - La 'polveriera libica' è al centro dell'attenzione dei grandi del mondo e l'Italia e' pronta assumere un ruolo guida nella cornice dell'iniziativa Onu: il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dedicato una riunione fiume alla Libia, mentre l'Egitto e' tornato a martellare i jihadisti dell'Isis che in territorio libico commettono atrocità e rilanciano minacce.
Escludiamo l'ipotesi che l'ONU non abbia paura dell' ISIS allora perchè non c è nessuna vera reazione?
Redazione Headsoul
Papa Francesco nel mirino dell'Isis
Papa Francesco nel mirino del Califfato. «Bisogna garantire la sicurezza del Papa ovunque, perché credo che possano cercare di colpirlo durante i suoi viaggi o anche a Roma. Perché ci sono membri dell'Isis che non sono arabi ma canadesi, americani, francesi, britannici e anche italiani». Parola dell'ambasciatore iracheno presso la Santa Sede Habeeb M.H.Al Sadr. «Non sono a conoscenza di fatti specifici, di progetti operativi. Ma quanto dichiarato dai terroristi dell' autoproclamato 'Stato islamico' è chiaro. Loro vogliono uccidere il Papa». «Questa banda di criminali - continua il diplomatico - non si limita a minacciare: in Iraq ha già violato o addirittura distrutto alcuni dei luoghi più sacri dell'islam sciita. Ha colpito luoghi di culto della religione degli yazidi, e del cristianesimo». «Loro dicono: chi non è con noi è contro di noi. O ti converti o sono legittimato ad ammazzarti. E lo fanno davvero: è un genocidio». Al giornalista che sottolinea la posizione della Santa Sede, che esclude minacce concrete contro il pontefice dice: «in Vaticano mi dicono di essere tranquilli e che le affermazioni dell' Isis non cambieranno la loro posizione». «Ma il Santo Padre è molto vicino ai rifugiati e ai cristiani perseguitati e non smetterà di esserlo perchè l'Isis lo minaccia». «Quando l'ho invitato in Iraq - sottolinea l'ambasciatore - mi ha detto: appena posso, quando le condizioni lo permetteranno, verrò. E io sono sicuro che lo farà».
Pronti i missili dell'isis per l'italia
Libero annuncia lo diciamo da tempo: i tagliagole sono alle porte. E la conferma di questa affermazione arriva direttamente dall’Isis, scritto a chiare lettere nell’edizione 2015 di The islamic state, il Califfato Islamico ha stampato un deplian di 100 pagine scritto in un inglese quasi incomprensibile dove viene spiegato dettagliatamente il loro progetto: attaccare l’europa con un fitto lancio di missili è colpire in modo particolare:Italia, Spagna e Malta in primis, la loro aspirazione maggiore è quella di raggiungere la sicilia con una serie corposa di missili.
Terrorismo: anche Colosseo in propaganda online Isis
La minaccia – “Non appena i persiani saranno sconfitti – spiegano in The islamic state – i mujaheddin di Tunisia e Libia cattureranno gli arsenali dei dittatori, compresi i missili. Ansar al Sharia in Libia e Aquim (acronimo di Al Qaeda nel Magreb islamico, ndr) in Tunisia inizieranno a lanciare i loro missili nel cuore dell’Europa come vendetta per quello che i loro fratelli stanno patendo in Siria. Se studiamo missili con i M75, che hanno un range di 170 chilometri, vediamo che dalla Tunisia possano raggiungere l’Italia, che dista 160 chilometri”. Un addetto ai lavori citato da Il Giorno, però, osserva che “in realtà il testo” dell’Isis è ottimista, poiché “gli M75 citati, missili della famiglia Qassam, hanno infatti un range di 70/80 chilometri (e una testata di soli 20 kg al massimo) e non potremmero mai raggiungere la Sicilia, che, anche partendo da al Huwaria, estrema propaggine della Tunisia, dista 146 km in linea d’aria”.
Il sospetto – Il documento diffuso dall’Isis cita poi anche un altro tipo di missili: “La Libia ha nel suo arsenale missili 9k52 Luna M-Frog 7 e missili Scud B, e non c’è dubbio che missili ancora più avanzati sono presenti negli arsenali sauditi e iraniani che lo Stato islamico spera di conquistare”. Si tratta di testate che hanno una gittata rispettivamente di 210 e 300 chilometri e una testata fino a 600 e 985 chili di esplosivo. Questi missili, dunque, potenzialmente potrebbero colpire, e secondo le intelligence almeno due testate sarebbero già in mano dei tagliagole. “Sappiamo che Ansar al Sharia a Bengasi – scrivono i jihadisti – ha catturato missili dell’arsenale di Gheddafi. La Tunisia è accanto alla Libia e Aqim, ha una presenza lì. Quando il confine tra i due paesi sarà raso al suolo potranno scambiarsi missili: i regimi del nordafrica – concludono – saranno tutti distrutti entro il 2020″.
Terrorismo: anche Colosseo in propaganda online Isis
La minaccia – “Non appena i persiani saranno sconfitti – spiegano in The islamic state – i mujaheddin di Tunisia e Libia cattureranno gli arsenali dei dittatori, compresi i missili. Ansar al Sharia in Libia e Aquim (acronimo di Al Qaeda nel Magreb islamico, ndr) in Tunisia inizieranno a lanciare i loro missili nel cuore dell’Europa come vendetta per quello che i loro fratelli stanno patendo in Siria. Se studiamo missili con i M75, che hanno un range di 170 chilometri, vediamo che dalla Tunisia possano raggiungere l’Italia, che dista 160 chilometri”. Un addetto ai lavori citato da Il Giorno, però, osserva che “in realtà il testo” dell’Isis è ottimista, poiché “gli M75 citati, missili della famiglia Qassam, hanno infatti un range di 70/80 chilometri (e una testata di soli 20 kg al massimo) e non potremmero mai raggiungere la Sicilia, che, anche partendo da al Huwaria, estrema propaggine della Tunisia, dista 146 km in linea d’aria”.
Il sospetto – Il documento diffuso dall’Isis cita poi anche un altro tipo di missili: “La Libia ha nel suo arsenale missili 9k52 Luna M-Frog 7 e missili Scud B, e non c’è dubbio che missili ancora più avanzati sono presenti negli arsenali sauditi e iraniani che lo Stato islamico spera di conquistare”. Si tratta di testate che hanno una gittata rispettivamente di 210 e 300 chilometri e una testata fino a 600 e 985 chili di esplosivo. Questi missili, dunque, potenzialmente potrebbero colpire, e secondo le intelligence almeno due testate sarebbero già in mano dei tagliagole. “Sappiamo che Ansar al Sharia a Bengasi – scrivono i jihadisti – ha catturato missili dell’arsenale di Gheddafi. La Tunisia è accanto alla Libia e Aqim, ha una presenza lì. Quando il confine tra i due paesi sarà raso al suolo potranno scambiarsi missili: i regimi del nordafrica – concludono – saranno tutti distrutti entro il 2020″.
Messaggi da gesù cristo. Scoperta l'identità della veggente
Dall’8 novembre 2010 un’anonima signora irlandese, propaga tramite Internet i «messaggi da Gesù Cristo» (in tedesco: die Warnung – l’Avvertimento) che riceverebbe direttamente dal Cielo.
La «profetessa degli ultimi tempi» si è data il nome di «Maria della divina misericordia».
I suoi messaggi indicano un «avvertimento» di Dio a tutti gli uomini, escludendo Papa Francesco che, secondo tali messaggi, «non è da Dio» ma sarebbe «il falso profeta», ed indicano la necessità di procurarsi dovute riserve (tra l’altro oro, argento, cibo e semi) per il tempo della tribolazione iniziata da dicembre 2012 e che durerà tre anni e mezzo.
Le ricerche su questa presunta veggente sono durate poco più di tre anni.
http//midwaystreet.wordpress.com
Dietro lo pseudonimo di «Maria della divina misericordia (MDM)» si nasconde la manager PR Mary Carberry, che si presenta anche con il suo nome da ragazza Mary McGovern. Ha 58 anni e quattro figli adulti. La sua ditta McGovern PR a Dublino (Irlanda) è stata più volte premiata internazionalmente per pubblicità ed idee commerciali dal quasi fallimento a profetessa degli ultimi tempi.
Dall’8 dicembre 2009, circa un anno prima dell’inizio dei messaggi, i coniugi CARBERRY, avevano da circa 10 mesi un’ipoteca mensile di € 5217,00 non pagata , sulla loro casa. Il loro debito consisteva secondo il giornale Indipendent nella somma di 491.000,00 Euro.
In questo periodo Mary Carberry inizia ad interessarsi al «religioso».
Prima, a suo dire, era una cattolica praticante tiepida.
Dal 2009 al 2010 inizia il suo contatto con il «veggente» Joe Coleman che lavorava in qualità di medium spiritico, veggente e guaritore.
La suddetta signora lo aiutò nel divulgare i suoi «messaggi» tramite internet, finché scopri di possedere lei stessa il «dono della veggenza».
I Vescovi irlandesi avevano giudicato Coleman come ciarlatano dopo che nell’ottobre 2009 aveva annunciato nel luogo di pellegrinaggio Knock un miracolo del sole, non avvenuto, ma per il quale parecchie persone, alle quali Coleman aveva detto di fissare il sole, ottennero bruciature e divennero cieche.
Ancora l’1 novembre 2010 Mary Carberry difese Coleman e si presentò come «seconda veggente».
Entrambi profetizzarono una grande tribolazione e minacce da Dio e dalla Madonna a tutti coloro che non avrebbero creduto loro.
L’8 novembre 2010 apparì il primo messaggio in internet e contemporaneamente Mary Carberry smise di lavorare per Coleman.
La sua chiamata a messaggera del Cielo risalente al 9 novembre 2010 viene descritta da Carberry come un’innaturale possessione del suo corpo tramite «Gesù». Ha scritto sotto dettatura, in esatti 7 minuti, 745 parole. Ciò porta il dubbio della «scrittura automatica» conosciuta come pratica occulta ed esoterica.
Tuttavia secondo i suoi messaggi Carberry MDM sarebbe l’ultimo profeta, il settimo Angelo dell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia. E: il ritorno di Cristo è molto prossimo.
I suoi messaggi (MDM) non solo vengono divulgati in internet, ma anche in forma di libri tramite la casa editrice COMA BOOKS (indirizzo: Block4,Harcourt Center, Harcourt Street, Dublin) che stampa solo detti libri e che le appartiene.
In Germania vengono propagati dal sig. Heinrich Martin Roth, 69 anni, di Colonia, che era già seguace di altri «veggenti». I libri vengono stampati per 2 Euro in Polonia e venduti per circa 16 Euro. Tale sig. Roth ha preso nella ditta, il posto della figlia di MDM. In poche parole «Gesù» parla e Mary Carberry incassa.
Che poi ancora oggi abiti nella sua casa, significa o fa dedurre che ha trovato una soluzione per i suoi problemi finanziari del dicembre 2009.
Parecchi dei suoi messaggi non si sono avverati. Al contrario in tali messaggi si riscontrano linee settarie in quanto Carberry preme su paura e minacce; (vedi mess. 6/03/2013).
I messaggi di Gesù Cristo seminano dubbi sulla direzione della Chiesa di Roma. Carberry dice che l’attuale Papa Francesco « non è da Dio» (7/06/2011) ed è «il falso profeta» (12/4/2012) ed «alleato dell’anticristo e figlio di satana» (25/02/2013) che subito dopo la sua elezione e presa di posizione «propagherà un’unica religione» ed erigerà a Roma «un nuovo tempio pomposo». Chiaro che tutto ciò è assurdo.
Chi si confronta con «i messaggi di Gesù Cristo» deve decidersi: o segue Mary Carberry o segue la Chiesa con il Papa.
La falsa «profetessa degli ultimi tempi» promette la salvezza con la divisione dalla Chiesa Cattolica. I suoi «messaggi» conducono ad uno scisma della Chiesa e proprio questo viene profetizzato da Carberry.
Molti Vescovi giudicano i «messaggi di Gesù Cristo» pubblicamente come eretici e scismatici. Ad esempio alcuni Vescovi dell’America e dell’Australia, la conferenza episcopale della Slovacchia ed il Vescovo Ausiliare Laun di Salisburgo (Austria).
Ma per la signora Carberry questo è indifferente in quanto «non è importante se la Chiesa dichiara veri questi messaggi» (Gesù il 9/07/2011).
Chi crede a tali messaggi e «si divide» dal Papa, si scomunica da solo secondo i diritti della Chiesa (canone 1364,§ 1).
Risultato: Si tratta troppo di soldi, propaga paura, contatti con altri dubbiosi «veggenti», molte false profezie di «Gesù e Maria».
I messaggi di Gesù Cristo sono scismatici, perché tolgono e distruggono ogni fiducia nel Papa, Vicario di Cristo in terra.
http://www.kath.net/news/43708
ED ECCO UN SECONDO ARTICOLO APPENA USCITO
In un articolo di due pagine dell’Irish Mail di domenica 1 febbraio 2015, il giornalista Michael O’Farrell svela i personaggi centrali dietro la frode “Maria Divina Misericordia” così come le pubbliche relazioni del team madre-figlia Mary e Sarah Carberry e il milionario dentista in pensione Breffini Cully.
Questa è la prima e più importante esposizione dei quattro anni di imbrogli nell’affermare messaggi dal Paradiso. I truffatori irlandesi hanno venduto libri e medaglie a circa milioni e più seguaci con le promesse che indossare il ciondolo garantiva la vita eterna in Paradiso.
La ricerca del reporter investigativo dell’Irish Mail, Michael O’Farrell, includeva un confronto personale con Mary Carberry, che usava il suo nome da nubile McGovern nel business.
O’Farrell cita Carberry: “Mi dispiace. Non voglio essere coinvolta con i trolls di internet che provano a distruggere la mia vita per un lavoro svolto per qualcuno”.
Ha aggiunto: “Non posso spacciare questa m***a. Mi spiace, ma se onestamente credi a questa m***a, continua pure”.
Si riferiva ai suoi “messaggi dal Paradiso”?
L’Irish Mail ha inviato le registrazioni dei commenti di Carberry all’ U.S. Voice Analysis esperti nel confronto (vocale/audio) con un’intervista radio “Maria Divina Misericordia” fatta nel 2011. Conclusione: Mary Carberry è Maria Divine Mercy!
La «profetessa degli ultimi tempi» si è data il nome di «Maria della divina misericordia».
I suoi messaggi indicano un «avvertimento» di Dio a tutti gli uomini, escludendo Papa Francesco che, secondo tali messaggi, «non è da Dio» ma sarebbe «il falso profeta», ed indicano la necessità di procurarsi dovute riserve (tra l’altro oro, argento, cibo e semi) per il tempo della tribolazione iniziata da dicembre 2012 e che durerà tre anni e mezzo.
Le ricerche su questa presunta veggente sono durate poco più di tre anni.
http//midwaystreet.wordpress.com
Dietro lo pseudonimo di «Maria della divina misericordia (MDM)» si nasconde la manager PR Mary Carberry, che si presenta anche con il suo nome da ragazza Mary McGovern. Ha 58 anni e quattro figli adulti. La sua ditta McGovern PR a Dublino (Irlanda) è stata più volte premiata internazionalmente per pubblicità ed idee commerciali dal quasi fallimento a profetessa degli ultimi tempi.
Dall’8 dicembre 2009, circa un anno prima dell’inizio dei messaggi, i coniugi CARBERRY, avevano da circa 10 mesi un’ipoteca mensile di € 5217,00 non pagata , sulla loro casa. Il loro debito consisteva secondo il giornale Indipendent nella somma di 491.000,00 Euro.
In questo periodo Mary Carberry inizia ad interessarsi al «religioso».
Prima, a suo dire, era una cattolica praticante tiepida.
Dal 2009 al 2010 inizia il suo contatto con il «veggente» Joe Coleman che lavorava in qualità di medium spiritico, veggente e guaritore.
La suddetta signora lo aiutò nel divulgare i suoi «messaggi» tramite internet, finché scopri di possedere lei stessa il «dono della veggenza».
I Vescovi irlandesi avevano giudicato Coleman come ciarlatano dopo che nell’ottobre 2009 aveva annunciato nel luogo di pellegrinaggio Knock un miracolo del sole, non avvenuto, ma per il quale parecchie persone, alle quali Coleman aveva detto di fissare il sole, ottennero bruciature e divennero cieche.
Ancora l’1 novembre 2010 Mary Carberry difese Coleman e si presentò come «seconda veggente».
Entrambi profetizzarono una grande tribolazione e minacce da Dio e dalla Madonna a tutti coloro che non avrebbero creduto loro.
L’8 novembre 2010 apparì il primo messaggio in internet e contemporaneamente Mary Carberry smise di lavorare per Coleman.
La sua chiamata a messaggera del Cielo risalente al 9 novembre 2010 viene descritta da Carberry come un’innaturale possessione del suo corpo tramite «Gesù». Ha scritto sotto dettatura, in esatti 7 minuti, 745 parole. Ciò porta il dubbio della «scrittura automatica» conosciuta come pratica occulta ed esoterica.
Tuttavia secondo i suoi messaggi Carberry MDM sarebbe l’ultimo profeta, il settimo Angelo dell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia. E: il ritorno di Cristo è molto prossimo.
I suoi messaggi (MDM) non solo vengono divulgati in internet, ma anche in forma di libri tramite la casa editrice COMA BOOKS (indirizzo: Block4,Harcourt Center, Harcourt Street, Dublin) che stampa solo detti libri e che le appartiene.
In Germania vengono propagati dal sig. Heinrich Martin Roth, 69 anni, di Colonia, che era già seguace di altri «veggenti». I libri vengono stampati per 2 Euro in Polonia e venduti per circa 16 Euro. Tale sig. Roth ha preso nella ditta, il posto della figlia di MDM. In poche parole «Gesù» parla e Mary Carberry incassa.
Che poi ancora oggi abiti nella sua casa, significa o fa dedurre che ha trovato una soluzione per i suoi problemi finanziari del dicembre 2009.
Parecchi dei suoi messaggi non si sono avverati. Al contrario in tali messaggi si riscontrano linee settarie in quanto Carberry preme su paura e minacce; (vedi mess. 6/03/2013).
I messaggi di Gesù Cristo seminano dubbi sulla direzione della Chiesa di Roma. Carberry dice che l’attuale Papa Francesco « non è da Dio» (7/06/2011) ed è «il falso profeta» (12/4/2012) ed «alleato dell’anticristo e figlio di satana» (25/02/2013) che subito dopo la sua elezione e presa di posizione «propagherà un’unica religione» ed erigerà a Roma «un nuovo tempio pomposo». Chiaro che tutto ciò è assurdo.
Chi si confronta con «i messaggi di Gesù Cristo» deve decidersi: o segue Mary Carberry o segue la Chiesa con il Papa.
La falsa «profetessa degli ultimi tempi» promette la salvezza con la divisione dalla Chiesa Cattolica. I suoi «messaggi» conducono ad uno scisma della Chiesa e proprio questo viene profetizzato da Carberry.
Molti Vescovi giudicano i «messaggi di Gesù Cristo» pubblicamente come eretici e scismatici. Ad esempio alcuni Vescovi dell’America e dell’Australia, la conferenza episcopale della Slovacchia ed il Vescovo Ausiliare Laun di Salisburgo (Austria).
Ma per la signora Carberry questo è indifferente in quanto «non è importante se la Chiesa dichiara veri questi messaggi» (Gesù il 9/07/2011).
Chi crede a tali messaggi e «si divide» dal Papa, si scomunica da solo secondo i diritti della Chiesa (canone 1364,§ 1).
Risultato: Si tratta troppo di soldi, propaga paura, contatti con altri dubbiosi «veggenti», molte false profezie di «Gesù e Maria».
I messaggi di Gesù Cristo sono scismatici, perché tolgono e distruggono ogni fiducia nel Papa, Vicario di Cristo in terra.
http://www.kath.net/news/43708
ED ECCO UN SECONDO ARTICOLO APPENA USCITO
In un articolo di due pagine dell’Irish Mail di domenica 1 febbraio 2015, il giornalista Michael O’Farrell svela i personaggi centrali dietro la frode “Maria Divina Misericordia” così come le pubbliche relazioni del team madre-figlia Mary e Sarah Carberry e il milionario dentista in pensione Breffini Cully.
Questa è la prima e più importante esposizione dei quattro anni di imbrogli nell’affermare messaggi dal Paradiso. I truffatori irlandesi hanno venduto libri e medaglie a circa milioni e più seguaci con le promesse che indossare il ciondolo garantiva la vita eterna in Paradiso.
La ricerca del reporter investigativo dell’Irish Mail, Michael O’Farrell, includeva un confronto personale con Mary Carberry, che usava il suo nome da nubile McGovern nel business.
O’Farrell cita Carberry: “Mi dispiace. Non voglio essere coinvolta con i trolls di internet che provano a distruggere la mia vita per un lavoro svolto per qualcuno”.
Ha aggiunto: “Non posso spacciare questa m***a. Mi spiace, ma se onestamente credi a questa m***a, continua pure”.
Si riferiva ai suoi “messaggi dal Paradiso”?
L’Irish Mail ha inviato le registrazioni dei commenti di Carberry all’ U.S. Voice Analysis esperti nel confronto (vocale/audio) con un’intervista radio “Maria Divina Misericordia” fatta nel 2011. Conclusione: Mary Carberry è Maria Divine Mercy!
mercoledì 18 febbraio 2015
Vangelo del giorno 19.2.2015
Lc 9,22-25
22«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».
Condizioni per seguire Gesù
23Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
24Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. 25Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
Commento
A cura di a cura dei Carmelitani
1) Preghiera
Ispira le nostre azioni, Signore,
e accompagnale con il tuo aiuto,
perché ogni nostra attività
abbia sempre da te il suo inizio
e in te il suo compimento.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno".
E, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.
Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?"
3) Riflessione
• Ieri abbiamo incominciato il tempo della Quaresima. Finora la liturgia quotidiana seguiva il vangelo di Marco, passo a passo. A partire da ieri fino al giorno di Pasqua la sequenza delle letture del giorno sarà data dalla tradizione antica della quaresima con le sue letture, già fisse, che ci aiuteranno ad entrare nello spirito della quaresima e della preparazione alla Pasqua. Fin dal primo giorno, la prospettiva è quella della Passione, Morte e Risurrezione e del senso che questo mistero ha per la nostra vita. E' quanto ci viene proposto nel testo assai breve del vangelo di oggi. Il testo parla della passione, morte e risurrezione di Gesù ed afferma che seguire Gesù vuol dire caricarsi la croce dietro Gesù.
• Poco prima, in Luca 9,18-21, Gesù chiede: "Chi dice la gente che io sia?". Loro risposero indicando le diverse opinioni: "Giovanni Battista, Elia o uno degli antichi profeti". Dopo aver ascoltato le opinioni degli altri, Gesù chiese: "E voi, chi dite che io sia?" Pietro rispose: "Il Cristo di Dio!", ossia il signore è colui che è atteso dalla gente! Gesù era d'accordo con Pietro, ma proibì di parlarne alla gente. Perché Gesù lo proibisce? Perché in quel tempo tutti aspettavano il messia, però ciascuno a modo suo: alcuni come re, altri come sacerdote, dottore, guerriero, giudice o profeta! Gesù pensa in modo diverso. Lui si identifica con il messia servo e sofferente, annunciato da Isaia (Is 42,1-9; 52,13-53,12).
• Il primo annuncio della passione. Gesù comincia ad insegnare che lui è il Messia Servo ed afferma che, come il Messia Servo annunciato da Isaia, presto sarà messo a morte nello svolgimento della sua missione di giustizia (Is 49,4-9; 53,1-12). Luca è solito seguire il vangelo di Marco, ma qui lui omette la reazione di Pietro che sconsigliava Gesù di pensare al messia sofferente ed omette anche la dura risposta: "Lontano da me, Satana! Perché non pensi le cose di Dio, ma degli uomini!" Satana è una parola ebraica che significa accusatore, colui che allontana gli altri dal cammino di Dio. Gesù non permette che Pietro si allontani dalla sua missione.
• Condizioni per seguire Gesù. Gesù tira conclusioni valide fino al giorno d'oggi: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua". In quel tempo la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati. Prendere la croce e caricarla dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia. Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella Lettera ai Galati: "Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo" (Gal 6,14). La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La Croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accettati e trattati/e da fratelli e sorelle. A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.
4) Per un confronto personale
• Tutti aspettavano il messia, ognuno a modo suo. Qual è il messia che io aspetto e che la gente di oggi aspetta?
• La condizione per seguire Gesù è la croce. Come reagisco davanti alle croci della vita?
5) Preghiera finale
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte. (Sal 1)
22«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».
Condizioni per seguire Gesù
23Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
24Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. 25Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
Commento
A cura di a cura dei Carmelitani
1) Preghiera
Ispira le nostre azioni, Signore,
e accompagnale con il tuo aiuto,
perché ogni nostra attività
abbia sempre da te il suo inizio
e in te il suo compimento.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno".
E, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà.
Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?"
3) Riflessione
• Ieri abbiamo incominciato il tempo della Quaresima. Finora la liturgia quotidiana seguiva il vangelo di Marco, passo a passo. A partire da ieri fino al giorno di Pasqua la sequenza delle letture del giorno sarà data dalla tradizione antica della quaresima con le sue letture, già fisse, che ci aiuteranno ad entrare nello spirito della quaresima e della preparazione alla Pasqua. Fin dal primo giorno, la prospettiva è quella della Passione, Morte e Risurrezione e del senso che questo mistero ha per la nostra vita. E' quanto ci viene proposto nel testo assai breve del vangelo di oggi. Il testo parla della passione, morte e risurrezione di Gesù ed afferma che seguire Gesù vuol dire caricarsi la croce dietro Gesù.
• Poco prima, in Luca 9,18-21, Gesù chiede: "Chi dice la gente che io sia?". Loro risposero indicando le diverse opinioni: "Giovanni Battista, Elia o uno degli antichi profeti". Dopo aver ascoltato le opinioni degli altri, Gesù chiese: "E voi, chi dite che io sia?" Pietro rispose: "Il Cristo di Dio!", ossia il signore è colui che è atteso dalla gente! Gesù era d'accordo con Pietro, ma proibì di parlarne alla gente. Perché Gesù lo proibisce? Perché in quel tempo tutti aspettavano il messia, però ciascuno a modo suo: alcuni come re, altri come sacerdote, dottore, guerriero, giudice o profeta! Gesù pensa in modo diverso. Lui si identifica con il messia servo e sofferente, annunciato da Isaia (Is 42,1-9; 52,13-53,12).
• Il primo annuncio della passione. Gesù comincia ad insegnare che lui è il Messia Servo ed afferma che, come il Messia Servo annunciato da Isaia, presto sarà messo a morte nello svolgimento della sua missione di giustizia (Is 49,4-9; 53,1-12). Luca è solito seguire il vangelo di Marco, ma qui lui omette la reazione di Pietro che sconsigliava Gesù di pensare al messia sofferente ed omette anche la dura risposta: "Lontano da me, Satana! Perché non pensi le cose di Dio, ma degli uomini!" Satana è una parola ebraica che significa accusatore, colui che allontana gli altri dal cammino di Dio. Gesù non permette che Pietro si allontani dalla sua missione.
• Condizioni per seguire Gesù. Gesù tira conclusioni valide fino al giorno d'oggi: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua". In quel tempo la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati. Prendere la croce e caricarla dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia. Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella Lettera ai Galati: "Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo" (Gal 6,14). La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La Croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accettati e trattati/e da fratelli e sorelle. A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.
4) Per un confronto personale
• Tutti aspettavano il messia, ognuno a modo suo. Qual è il messia che io aspetto e che la gente di oggi aspetta?
• La condizione per seguire Gesù è la croce. Come reagisco davanti alle croci della vita?
5) Preghiera finale
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte. (Sal 1)
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Nell’autunno del 1998, ricevetti una telefonata. Un figlio spirituale di padre Pio mi chiedeva di andarlo a trovare. "Lei è un giornali...
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Cari figli, coraggio, non perdetevi d’animo. Il Mio Gesù è con voi, non tiratevi indietro. Egli è il vostro Tutto e senza di Lui nulla potet...