sabato 31 ottobre 2015

Anguera: messaggio del 20.10.2015







4.211 - 20.10.2015
Cari figli, non dimenticate: in tutto, Dio al primo posto. Mio Figlio Gesù vi ama. Egli si è consegnato per amore a voi e la sua consegna ha aperto il cielo per voi. Mio figlio torna al Padre, ma resta tra gli uomini. Egli non ha lasciato un semplice oggetto per essere ricordato, ma la realtà di sé stesso, con la sua presenza nell’Eucarestia in corpo, sangue, anima e divinità. Non permettete che niente vi allontani dall’Eucarestia. La vostra vittoria è in Gesù. Tornate a lui, che vede nel segreto e vi conosce per nome. Allontanatevi dal peccato e servite il Signore con fedeltà. Siate coraggiosi. Amate e difendete la verità. Sono venuta dal cielo per aiutarvi. Non tiratevi indietro. Aprite i vostri cuori e vi condurrò sul cammino del bene e della santità. Verranno tempi difficili e solo quelli che amano la verità resteranno saldi nella fede. Avanti. Io sarò sempre con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

venerdì 30 ottobre 2015

Ad Halloween verrà inaugurato il tempio a lucifero

Attenzione agli inganni di satana, lui è il maestro della mistificazione e della menzogna e quello che vi proponiamo in questo articolo ne è la conferma.

Nella città Americana di Old Town Spring, vicino a Houston (Texas), proprio nella notte di Halloween (guarda caso) verrà inaugurata la sede della Greater Church of Lucifer (Chiesa Maggiore di Lucifero).

Lo hanno annunciato gli stessi componenti della setta anche se loro non si proclamano così, la notizia è stata divulgata attraverso il loro sito web è udite udite annunzia che: “per la prima  nella storia della Chiesa  sarà aperta al pubblico”. Questa setta chiamata chiesa di Lucifero e stata fondata negli Stati Uniti nel 2014, come ci ricorda i leader Jacob No e l’obiettivo è quello di creare “una nuova era per il progresso dell’umanità senza la schiavitù del pensiero dogmatico. Siamo gli dei e le dee della nostra vita”.

 

Il sottile inganno è proprio quello di far passare per dolce e innoquo ciò che non lo è, infatti la tendenza soprattutto negli states è quella di dare voce al satanismo attraverso i mass media. E di farlo passare per una nuova religione che può convivere con tutte le altre nel pieno rispetto del clima di relativismo nel quale siamo caduti. di certo non ci sorprendiamo visto il calo di religiosità e di spiritualità evidente nella nostra società e questo favorisce il proliferare dela così detta spiritualità fai da te senza identificarsi in alcuna forma di religiosità, in una terra di nessuno dove non esistono dogmi o comandamenti da seguire e da rispettare. La chiesa maggiore di lucifero definisce questa ideologia ingannatoria e altamente fuorviante, che non ha leggi e ne confini in piena e totale anarchia “La fiamma nera” e poi manifesta il grande inganno e il sottile ma perverso invito alla ribellione a Dio  “Non c’è papa o autorità su di noi, siamo i capitani delle nostre anime”

La cerimonia di apertura è prevista tra la notte del 30 ottobre e il giorno del 1 novembre che per noi cristiani è la festa di Tutti i Santi, che in realtà è stata trasformata nella festa di Halloween. E’ viene presentata come  “Un tempio all’ego più elevato”  dice l’invito all’apertura della Chiesa.

 

Gli attivisti della chiesa maggiore di lucifero insistono molto sul fatto che questa nuova pseudo religione si basa sulla ricerca di diversi individui simili tra loro di diventare dei del loro mondo carnale e spirituale, intraprendendo un cammino che porta ad auto adorarsi e identificare in ogni persona un dio.

Ma diciamo le cose come stanno, questa presunta chiesa  si definisce l’alternativa ad ogni forma di religiosità, ma in realtà come tutte le altre sette sataniche camuffate da chiese,  persegue l’obiettivo di fuorviare le coscienze e di portare nell’animo delle persone ideologie apertamente sataniche. Dove vengono propagandati deviazioni sessuali, l’aborto , la totale mancanza di regole morali, il libertinaggio , la cupidigia e la totale assenza di rispetto per le cose sacre.

Anguera: messaggio del 19.10.2015

4.210 - 19.10.2015
Cari figli, l’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Siate del Signore. Mostrate a tutti, con i vostri esempi e parole, che le cose del mondo non sono per voi. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per chiamarvi alla santità. Date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Confidate pienamente nel potere di Dio e tutto finirà bene per voi. Non perdetevi d’animo. Quando tutto sembrerà perduto, il Signore manifesterà il suo potere in favore dei giusti. Cercatelo nell’Eucarestia per essere grandi nella fede. Non vivete lontani dalla sua grazia. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Coraggio. Dopo tutta la tribolazione la Terra sarà trasformata e gli uomini e le donne di fede sperimenteranno grande gioia. Rallegratevi. Ciò che il Signore ha preparato per i suoi eletti non è mai stato visto da occhi umani. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 29 ottobre 2015

Una ex maga si racconta

SE C'E' UNA FORTE FEDE....LE FATTURE NON SEMPRE RIESCONO

Tutti coloro che frequentano maghi e fattucchiere non si rendono conto del tremendo legamento che avviene con essi, frequentandoli anche per una sola volta. Solo le preghiere di liberazione dei Sacerdoti li libererà da questo micidiale legamento, che significa dipendenza spirituale dal diavolo, influssi negativi e tristi sulla persona, sul lavoro, sugli affetti, su tutto. Succedono incidenti strani, malattie inspiegabili, e nessuno pensa che la causa è da attribuire alla visita fatta al mago o alla fattucchiera. Mai e poi mai questi che operano nel mondo dell'occulto potranno liberarvi dalle fatture o da strane malattie, anche se per un certo periodo sembrerà che l'intervento del mago sia stato efficace. Invece, se non c'è più il sintomo di una malattia o il matrimonio ritorna in pace, succederà qualcosa di diverso.
Guadagnavo molti soldi e non provavo alcun dolore nel preparare polverine con sangue essiccato, testa di gallina tritata ed altro, che sarebbero servite a rovinare una coppia di sposi, a causare malattie, confusione mentale, squilibrio psichico, turbe mentali, sonnolenza, tristezza, fallimento nella vita, perdita dell'onore, allontanamento da Dio.
La prima cosa che si cercava di fare, era quella di infondere il rifiuto del sacro nelle persone colpite dalla fattura. Infatti, se la persona non prega più (se pregava), avrà pochissime possibilità di chiedere aiuto a Dio. Ma non ero io ad infondere il rifiuto del sacro, bensì colui che invocavo ogni notte. Lui doveva rimanere nella mente della persona colpita, ispirando continui pensieri contro Gesù e la Madonna, contro i Sacerdoti e la preghiera. Col tempo, la persona non avrebbe più creduto in Dio, aprendosi la porta verso l'abisso infer­nale. Sapeste quanti sono oggi quelli colpiti da queste fatture...
Non tutte le fatture che preparavo erano efficaci, perché se la persona che si doveva colpire aveva una Fede forte, non si poteva assolutamente disturbare. E quando mi accorgevo che quella per­sona non poteva essere colpita, diven­tavo come un'ossessa e dicevo molte be­stemmie, più di quelle che ripetevo come le litanie, quando la notte prepa­ravo le fatture ed invocavo il diavolo. Per preparare le fatture occorre essere amici del diavolo e lui è sempre presente quando si mescolano gli intrugli.

Anguera: messaggio del 18.10.2015

4.209 - 18.10.2015
Cari figli, sono venuta dal cielo per indicarvi il cammino della vera felicità. Ascoltatemi. Lasciatevi condurre dalle mani del Signore e date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Sono vostra Madre e sono instancabile. Vi chiamo alla vera conversione, perché desidero condurvi al cielo. Non permettete che il demonio vi inganni. Voi state nel mondo, ma siete del Signore. Vivete nel tempo dei dolori. Tornate a colui che è il vostro tutto. Verranno tempi difficili per gli uomini e le donne di fede. Ci sarà una grande persecuzione e solo quelli che pregano riusciranno a sostenere il peso della croce. Soffro per ciò che vi attende. Pregate. Siate del Signore. Solo in lui è la vostra vera liberazione e salvezza. Non tiratevi indietro. Il mio Signore spera molto da voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

mercoledì 28 ottobre 2015

Falsi profeti: Sun Myung Moon - Chiesa dell'Unificazione

Predicatore coreano che rappresenta perfettamente l’essenza stessa dell’Anticristo: Sun Myung Moon si è fatto incoronare “Nuovo Cristo” ed ha sentenziato che la missione di Gesù “è stata un fallimento” (satanismo allo stato puro).
Secondo Moon il mondo si può salvare solo se tutte le chiese si riuniscono sotto la sua figura e quella di sua moglie, considerata l’essenza dello Spirito Santo (!).
Il “reverendo” condanna il celibato (ovvero lo stato di tutti i religiosi cattolici ed ortodossi) in quanto rovina i suoi piani per la redenzione dell’umanità che intende salvare grazie ai suoi “matrimoni benedetti”.
Alcuni fantomatici rabbini hanno pubblicamente dichiarato che il vero messia venuto sulla terra per salvare Israele è proprio il Reverendo Sun Myung.
Come se non bastasse, i coniugi Moon sono anche stati incoronati “Re e Regina della Pace” (titolo riservato SOLO a Gesù e la Madonna) dal senato coreano e statunitense nel 2006.
Con grande tristezza ci ritornano in mente le parole di Gesù (Matteo 17:12), anch’egli amareggiato poichè il vero Figlio di Dio in questo mondo è stato disprezzato mentre i falsari vengono accolti ed glorificati.
Moon è deceduto nel Settembre del 2012.

Anguera: messaggio del 17.10.2015

4.208 - 17.10.2015
Cari figli, vi chiedo di vivere con amore i miei appelli. Dite a tutti che Dio ha fretta e che questo è il tempo della grazia. Mio Figlio Gesù spera molto da voi. Non state con le mani in mano. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Sono vostra Madre e soffro per le vostre sofferenze. Porte si apriranno e i nemici agiranno contro i figli di Dio. Pregate. Ecco il tempo che vi ho annunciato in passato. Siate coraggiosi. Ho bisogno del vostro sì. Cercate forza nelle parole del mio Gesù e nell’Eucarestia. Non perdetevi d’animo. Io vi amo e sono con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Chiarimenti importanti sul sinodo

Un chiarimento è necessario, molti ingannati dai falsi titoli dei giornali pensano chissà quali e quanti sconvolgenti cambiamenti abbia scatenato la conclusione dei lavori del sinodo straordinario sulla famiglia. Questo articolo ci aiuta a comprendere meglio e in maniera obiettiva cosa sia realmente successo e quali siano le decisioni prese riguardo e soprattutto alla posizione delle persone divorziate e risposate.

Aprendo il quotidiano torinese La Stampa trovo un interessante inchiesta su come le parrocchie a Torino e altrove da oggi “applicheranno” la relazione finale del Sinodo. Una comunità di religiosi torinesi si proclama orgogliosamente, come si diceva un tempo, antemarcia: da tempo, afferma, riconosce il diritto alla comunione dei divorziati risposati «come dice il Sinodo» e si comporta di conseguenza. Inchieste simili appaiono anche in altri grandi quotidiani, non solo italiani. Avevamo messo in guardia su queste colonne sulle possibili falsificazioni mediatiche, ma quanto sta succedendo supera ogni previsione. Occorre dirlo con chiarezza: è una colossale mistificazione, uno scandalo, una vergogna. Ci sono, in questo modo di accostarsi al Sinodo, quattro bugie in una. Esaminiamole, e capiremo nello stesso tempo che cosa ha veramente detto il Sinodo.

Bugia numero uno: nessuna parrocchia, comunità, prete o fedele è chiamato da oggi ad «applicare» il Sinodo. Il Sinodo non ha deciso nulla e non ha prescritto nulla a sacerdoti e fedeli. Non poteva farlo. Non voleva farlo. Due volte, all’inizio e a metà del Sinodo, è intervenuto papa Francesco a ricordare che «un Sinodo non è un parlamento» ed è regolato, in attesa di eventuali riforme, dal motu proprio Apostolica sollicitudo del 1965 di Papa Paolo VI che lo ha istituito. Questo documento precisa che scopo del Sinodo non è introdurre riforme, ma fornire «informazioni e consigli» al Papa in vista di decisioni che lui, e lui solo, potrà eventualmente prendere La relazione finale del Sinodo, non è un testo rivolto immediatamente ai fedeli per regolare la loro vita cristiana. È una sintesi dei consigli e delle informazioni che i padri sinodali intendono fare giungere al Papa, rimettendosi alle sue decisioni.

È vero che al Sinodo si è votato sulle singole proposizioni, ma si è votato su che cosa consigliare al Papa, non su che cosa prescrivere ai fedeli. Ha ancora minore senso scrivere – come altri fanno – che al Sinodo il Papa avrebbe «perso» perché su alcuni punti la relazione non si sarebbe espressa come avrebbe preferito. Forse per essere chiari occorre esprimersi in termini brutali: il Papa «vince» sempre, perché alla fine fa maggioranza da solo anche contro tutti gli altri.

Bugia numero due: il Sinodo non consiglia da nessuna parte al Papa di aprire le porte della comunione ai divorziati risposati. L’espressione «comunione ai divorziati risposati» o altre analoghe nella relazione semplicemente non ci sono. La relazione ribadisce che il matrimonio cristiano è indissolubile e non contiene nessuna apertura al divorzio. Invita ad accogliere i divorziati risposati nelle comunità cristiane, esortandoli a partecipare alla Messa e alla vita parrocchiale, ma questo era stato detto tante volte in passato e non è certo una novità. Quanto alla «più piena partecipazione alla vita della Chiesa» dei divorziati risposati, il numero 85 della relazione invita a un discernimento. Tra i criteri di discernimento si suggerisce riguardo ai divorziati di «chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio». Ma il numero 86 esclude ogni gradualità della legge: «dato che nella stessa legge non c’è gradualità (cf. Familiaris consortio 34), questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità», anche se dovrà mettere insieme verità è misericordia.

Non è dunque neppure esatto scrivere che sulla comunione ai divorziati il Sinodo ha consigliato alPapa di invitare i sacerdoti a «decidere caso per caso». È vero che la «più piena partecipazione» potrebbe in astratto comprendere l’accesso ai sacramenti e questo spiega perché il numero 85 della relazione ha ottenuto la maggioranza prescritta per un solo voto. Ricordando sempre – a costo di sembrare ripetitivi – che la votazione riguardava semplicemente che cosa consigliare al Papa, si possono comprendere le ragioni di chi ha votato contro, osservando però che il numero 85 non consiste di punti esclamativi, ma di punti interrogativi, certo sintesi di posizioni diverse, a proposito delle quali spetterà al Pontefice sciogliere ogni dubbio. Per loro natura, i punti interrogativi si possono leggere in modi diversi. Ma affermare che nel numero 85 c’è scritto che è opportuno dare la comunione ai divorziati risposati significa, molto semplicemente, non averlo letto.

Bugia numero tre. Chi legge certi quotidiani ha l’impressione che il Sinodo si sia riunito per parlare didivorziati risposati e di omosessuali. Il Papa aveva già messo in guardia: qual dei divorziati non è la questione principale. Ma nessuno gli ha dato retta. Di divorziati si parla in una paginetta e mezza di un documento molto ampio. La relazione finale vuole anzitutto che ovunque nella Chiesa si parli di più della bellezza della famiglia, del matrimonio, dell’amore fedele e indissolubile di un uomo e di una donna. Il Sinodo sa che in molti Paesi, Italia compresa, il primo problema non è la sorte dei matrimoni, ma il fatto che un numero crescente di giovani sceglie di convivere senza sposarsi. I padri sinodali non raccomandano al Papa anatemi e condanne, ma gli chiedono di guidare la Chiesa in una grande campagna mondiale perché i giovani si innamorino nuovamente del matrimonio e decidano di spendere la loro vita nel rischio e insieme nella bellezza della famiglia e dei figli.

Nel discorso conclusivo Papa Francesco ha certo parlato di misericordia, ma ha anzitutto «sollecitatotutti a comprendere l’importanza dell’istituzione della famiglia e del matrimonio tra uomo e donna, fondato sull’unità e sull’indissolubilità, e ad apprezzarla come base fondamentale della società e della vita umana». La relazione propone un’amplissima trattazione della grandezza del matrimonio e del ruolo cruciale della famiglia nella Chiesa e nella società. Questo è il cuore del Sinodo.

Quarta bugia: riguarda solo alcuni giornali e giornalisti, ma forse è la più grossa. Qualcuno – a partiredalNew York Times – ha voluto trovare nella relazione del Sinodo perfino un’apertura alle unioni omosessuali. Il Sinodo si è occupato poco di omosessuali, ma se n’è occupato abbastanza per dire precisamente il contrario. Certo, il Sinodo ha ripetuto quanto il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 già affermava: le persone omosessuali vanno accolte nelle famiglie e comunità con «rispetto, compassione e delicatezza». Nello stesso tempo, il Sinodo ribadisce che il matrimonio è solo fra un uomo e una donna, e che la Chiesa non accetta «analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia». L’inciso «neppure remote» è molto importante. Significa che la Chiesa rifiuta non solo il «matrimonio» omosessuale ma anche istituti, comunque si chiamino, che presentano «analogie» anche soltanto «remote» con il matrimonio. La senatrice Cirinnà, che aveva detto di aspettarsi dal Sinodo aperture alle sue unioni civili, che ovviamente hanno ben più di «analogie remote» con il matrimonio, è stata respinta con danni, e non solo lei.

Lungi poi dal cedere a chi cerca d’intimidire la Chiesa sostenendo che la teoria del gender non esiste,il documento afferma al n. 8 che «una sfida culturale odierna di grande rilievo emerge da quell’ideologia del “gender” che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina». Nelle scuole e in altri ambiti educativi, denuncia il n. 58, «spesso vengono presentati modelli in contrasto con la visione cristiana della famiglia. La sessualità è spesso svincolata da un progetto di amore autentico. In alcuni Paesi vengono perfino imposti dall’autorità pubblica progetti formativi che presentano contenuti in contrasto con la visione umana e cristiana»: rispetto ad essi, «vanno affermati con decisione la libertà della Chiesa di insegnare la propria dottrina e il diritto all’obiezione di coscienza da parte degli educatori».

La relazione stigmatizza pure le organizzazioni internazionali che vogliono imporre la teoria delgender ai Paesi in via di sviluppo. Su questo punto come su altri – si condannano duramente aborto ed eutanasia, e in tema di anticoncezionali si afferma che la Humanae Vitae dev’essere «riscoperta», «al fine di ridestare la disponibilità a procreare in contrasto con una mentalità spesso ostile alla vita» – le bugie hanno le gambe corte. Ma non cortissime. Quanti, non solo fra i fedeli ma anche i sacerdoti, leggono solo i quotidiani laici anziché il testo della relazione del Sinodo e i discorsi del Papa?

martedì 27 ottobre 2015

Anguera: messaggio del 14.10.2015

4.207 - 14.10.2015 (trasmesso a Verona/Italia)
Cari figli, vi amo come siete. Vi chiedo di avere fiducia illimitata in mio Figlio Gesù. Egli è il vostro bene assoluto e vi conosce per nome. Siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Datemi le vostre mani e io vi condurrò a colui che è la vostra unica via, verità e vita. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali, ma non perdetevi d’animo. La vittoria sarà del Signore e dei suoi eletti. Abbiate fiducia, fede e speranza. Niente è perduto. Il demonio causerà confusione, ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Inginocchiatevi in preghiera. Non c’è vittoria senza croce. Tra le mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; nel cuore l’amore alla verità. Avanti senza paura. Io camminerò sempre vicino a voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Medjugorje: messaggio del 25.10.2015

“Cari figli! La mia preghiera anche oggi è per tutti voi, soprattutto per tutti coloro che sono diventati duri di cuore alla mia chiamata. Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni che Dio vi da attraverso la mia presenza. Figlioli, decidetevi anche oggi per la sanità e prendete l’esempio dei santi di questi tempi e vedrete che la santità è realtà per tutti voi. Figlioli, gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo. Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Comunione a divorziati e risposati: ha vinto il si

Lo si legge nel testo preparatorio al sinodo. Novità anche in merito alle cause di nullità delle nozze: siano più agili – si legge – e possibilmente gratis. Sulle coppie di fatto: sono la via preparatoria al matrimonio. ‘No’ a nozze gay, ma accoglienza per omosessuali

Basta esclusioni. Le coppie di divorziati risposati non devono essere più escluse dalle funzioni liturgico-pastorale, educative ecaritativo”.  l’Instrumentum laboris pubblicato oggi dal Vaticano. Non solo. Possano i divorziati essere padrini, testimoni di nozze, lettori nelle liturgie e catechisti. Quanto al controverso tema di concedere la comunione, il documento rileva una diversa interpretazione sul percorso penitenziale e sulla capacità di “legare o sciogliere” affidata al singolo sacerdote. “Si richiede da molte parti – rileva il documento – che l’attenzione e l`accompagnamento nei confronti dei divorziati risposati civilmente si orientino verso una sempre maggiore loro integrazione nella vita della comunità cristiana, tenendo conto della diversità delle situazioni di partenza. Fermi restando i suggerimenti di Familiaris Consortio 84, vanno ripensate le forme di esclusione attualmente praticate nel campo liturgico-pastorale, in quello educativo e in quello caritativo. Dal momento che questi fedeli non sono fuori della Chiesa, si propone di riflettere sulla opportunità di far cadere queste esclusioni. Inoltre, sempre per favorire una loro maggiore integrazione nella comunità cristiana, occorre rivolgere un`attenzione specifica ai loro figli, dato l`insostituibile ruolo educativo dei genitori, in ragione del preminente interesse del minore”. Oggi i divorziati risposati sono tendenzialmente esclusi da prassi quali la lettura biblica o il catechismo. Il documento sottolinea l’importanza di un “opportuno discernimento da parte dei pastori circa l`irreversibilità della situazione e la vita di fede della coppia in nuova unione”. Itinerario di riconciliazione per divorziati risposati Quanto alla specifica ipotesi di concedere la comunione ai divorziati risposati, l’Instrumentum laboris sottolinea che “c`è un comune accordo sulla ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale” ma viene suggerito che sul contenuto di tale percorso le interpretazioni divergono: per alcuni, in linea con il paragrafo 84 della Familiaris Consortio, “si suggerisce un percorso di presa di coscienza del fallimento e delle ferite da esso prodotte, con pentimento, verifica dell`eventuale nullità del matrimonio, impegno alla comunione spirituale e decisione di vivere in continenza. Altri – prosegue il testo – per via penitenziale intendono un processo di chiarificazione e di nuovo orientamento, dopo il fallimento vissuto, accompagnato da un presbitero a ciò deputato. Questo processo dovrebbe condurre l`interessato a un giudizio onesto sulla propria condizione, in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione per poter far uso della potestà di legare e di sciogliere – sottolinea il documento – in modo adeguato alla situazione”. L’Instrumentum laboris, che ricorda anche due documenti vaticani degli anni passati, entrambi negativi sulla possibilità di aprire alla comunione, la Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati della Congregazione per la Dottrina della Fede (14 settembre 1994) e la Dichiarazione circa l`ammissibilità alla santa Comunione dei divorziati risposati del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (24 giugno 2000), sembra escludere, inoltre, tanto l’ipotesi di concedere ai divorziati risposati la “comunione spirituale”, che sarebbe stata suggerita in aula sinodale l’anno scorso dal cardinale Angelo Scola, poiché essa “è connessa con la comunione sacramentale”, sia l’analogia, tracciata ad esempio dal cardinale Walter Kasper, con la prassi ortodossa della benedizione delle nuove coppie (“Il riferimento che alcuni fanno alla prassi matrimoniale delle Chiese ortodosse deve tener conto della diversità di concezione teologica delle nozze”). Coppie di fatto da aiutare, sono via preparatoria a nozze Il documento preparatorio si esprime poi anche a favore delle coppie di fato e della convivenza. “La scelta del matrimonio civile o, in diversi casi, della convivenza molto spesso non è motivata da pregiudizi o resistenze nei confronti dell’unione sacramentale, ma da situazioni culturali o contingenti”. Il testo preparatorio al Sinodo suggerisce una strategia pastorale per accompagnare con rispetto e pazienza coppie sposate solo civilmente e coppie di fatto verso “la pienezza del sacramento del matrimonio”. In molte circostanze, rileva infatti il documento elaborato con le risposte dei fedeli di tutto il mondo al secondo questionario voluto da Papa Francesco, “la decisione di vivere insieme è segno di una relazione che vuole strutturarsi e aprirsi ad una prospettiva di pienezza”. L’”Instrumentum laboris” mostra apprezzamento per quanti hanno gia’ nella loro condizione “questa volonta’, che si traduce in un legame duraturo, affidabile e aperto alla vita” e propone loro “un cammino di crescita aperto alla possibilita’ del matrimonio sacramentale: un bene possibile che deve essere annunciato come dono che arricchisce e fortifica la vita coniugale e familiare, piuttosto che come un ideale difficile da realizzare”. La nullità del matrimonio gratis Nel documento si approfondisce anche il tema della nullità del matrimonio. “Si rileva un ampio consenso – si legge nel documento – sull`opportunità di rendere più accessibili ed agili, possibilmente gratuite, le procedure per il riconoscimento dei casi di nullità matrimoniale”. “Quanto alla gratuità, alcuni suggeriscono di istituire nelle Diocesi un servizio stabile di consulenza gratuita. Circa la doppia sentenza conforme, larga è la convergenza in ordine al suo superamento, fatta salva la possibilità di ricorso da parte del Difensore del vincolo o di una delle parti. Viceversa, non riscuote unanime consenso la possibilità di un procedimento amministrativo sotto la responsabilità del Vescovo diocesano, poiché alcuni ne rilevano aspetti problematici. Diversamente, c`è maggiore accordo sulla possibilità di un processo canonico sommario nei casi di nullità patente”. Includere le donne nella formazione sacerdotale Il testo preparatorio per il sinodo d’autunno sulla famiglia, analizzando il ruolo della famiglia nella formazione della persona e dei giovani, afferma inoltre di “includere le famiglie, in particolare la presenza femminile, nella formazione sacerdotale”. “La presenza dei laici e delle famiglie anche nella realtà del seminario è segnalata come benefica, perché i candidati al sacerdozio comprendano il valore della comunione tra le diverse vocazioni”. No alle nozze gay Il docuemnto preparatorio include anche il tema dell’omosessualità. Ribadisce il proprio ‘no’ alle nozze gay, ma esorta al rispetto e all’accoglienza degli omosessuali. “Ogni persona – si legge – indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignita’ e accolta con sensibilita’ e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società. Sarebbe auspicabile – afferma il documento – che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone”.

Terremoto tra il Pakistan e l'Afghanistan si contano già 230 morti

E' salito a circa 230 il bilancio totale delle vittime del potente terremoto che ha colpito il nord dell'Afghanistan e del Pakistan. Oltre 160 persone sono morte in Pakistan, la maggior parte nella provincia nord occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, oltre 1000 i feriti. Almeno 62 le vittime afghane secondo l'ultimo aggiornamento.

Una scossa di magnitudo 7,7 gradi sulla scala Richter ha colpito oggi la regione dell'Hindukush, regione a cavallo fra il Pakistan e l'Afghanistan.

2 repliche a sisma principale - Due repliche, la prima di magnitudo 4,8 Richter e la seconda di magnitudo 4,7, sono state registrate nelle ultime ore nella stessa zona della regione afghano-pachistana dell'Hindu Kush dove oggi pomeriggio locale un forte sisma (7,7 Richter) ha causato quasi 100 morti, centinaia di feriti e gravi danni a case e infrastrutture. L'epicentro delle due scosse, ha reso noto il Centro sismologico europeo mediterraneo, ha coinciso con quello del sisma principale.

Il sisma e' stato avvertito anche in tutto il nord indiano mentre ad Islamabad la gente e' uscita nelle strade. I media pachistani hanno sottolineato che si è trattato di una serie di scosse della durata di vari minuti e che il sisma è stato chiaramente avvertito a Lahore, Islamabadm Rawalpindi, Peshawar, Kohat e Malakand, dove la gente si è precipitata in strada. Il governo ha attivato le procedure di emergenza per verificare i danni soprattutto nella parte settentrionale del Pakistan da giorni peraltro colpita da forti temporali.

Sisma avvertito in India fra Kashmir e Delhi - Il terremoto di magnitudo 7.7 Richter con epicentro nella regione pachistano-afghana dell'Hindu Kush è stato avvertito in India fra Kashmir e New Delhi. In particolare in Kashmir le linee telefoniche e elettriche sono saltate, mentre il panico si è impadronito della popolazione in molte città, fra cui Srinagar, Chandigar in Haryana e Shimla in Himachal Pradesh. La scossa è stata avvertita chiaramente anche a New Delhi anche se nella capitale non sembrano esservi danni. La scossa è durata circa 5 minuti e ha causato l'oscillamento di molti edifici a New Delhi. Molti residenti in preda al panico si sono riversati in strada. Al momento le attività sono riprese normalmente. E' stato ripristinato anche il servizio di metropolitana di Delhi interrotto per precauzione per circa 20 minuti. Secondo il Centro sismologico europeo-mediterraneo (Emcs) l'epicentro è stato localizzato a 215 km di profondità nella regione montagnosa dell'Hindu Kush. L'ultima scossa di magnutudo 5.8 nella stessa area, che è altamente sismica, si era registrata lo scorso 10 agosto. Mentre tre giorni fa un tremore di magnitudo 5.3 aveva interessato il Punjab pachistano senza causare danni o vittime.

Epicentro nelle province del nord - L'epicentro del terremoto che ha colpito oggi all'inizio del pomeriggio locale la regione pachistano-afghana dell'Hindu Kush ha avuto il suo epicentro a circa 260 chilometri a nord di Kabul. Lo hanno reso noto le autorità afghane. Il governo ha dichiarato un'emergenza per le province di Baghlan e Badakhshan, nel nord del Paese. Gli edifici hanno tremato anche nella capitale Kabul, dove il Senato è stato evacuato mentre era in corso una seduta. In alcune province sono saltate le linee telefoniche cellulari.

130 mila siriani in fuga dai raid russi

Appello del Papa per la pace in Iraq e Siria mentre una ong denuncia che 130mila civili siriani sarebbero in fuga dopo i bombardamenti russi.

Mosca, falso che raid russi mietono vittime civili - Il Cremlino definisce "montature" i rapporti di alcune ong, tra cui Human Rights Watch, secondo cui i raid aerei russi in Siria potrebbero aver colpito infrastrutture civili mietendo vittime innocenti. "Conosciamo - ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov - un gran numero di rapporti, notizie infondate, informazioni intenzionalmente fatte trapelare ai media sulle, per cosi' dire, conseguenze dei raid aerei russi". "Nelle ultime settimane - ha aggiunto Peskov - abbiamo registrato un gran numero" di questi rapporti.

Il Papa manda un appello alla comunità internazionale, affinché sappia adottare tutte le strategie valide" per "il raggiungimento della pace in Paesi terribilmente devastati dall'odio". Lo dice il Papa ai Caldei assicurando preghiere per le "amate terre di Iraq e Siria".

Fuga dalla Siria - Circa 130mila civili siriani sono in fuga dall'offensiva aerea e di terra in corso da parte della Russia, dell'Iran e delle forze governative siriane nelle regioni centro-settentrionali di Hama, Idlib e Aleppo. Lo afferma una piattaforma di 47 organizzazioni non governative internazionali basate al confine tra Siria e Turchia. Il Forum di ong internazionali e siriane è basato a Gaziantep ed è partner riconosciuto dalle Nazioni Unite. Nell'ultimo comunicato del Forum, di cui una copia è stata ricevuta dall'ANSA via email, si registra un "aumento significativo della frequenza e dell'intensità dei bombardamenti aerei" russi e governativi siriani nelle regioni di Aleppo, Hama e Idlib. "I raid continuano a prender di mira aree dove c'è un'altra concentrazione di civili. Scuole, ospedali e mercati sono a rischio", si legge. "Nei giorni scorsi sono stati colpiti centri sanitari che lavorano grazie al sostegno delle Ong" locali. "I combattimenti sul terreno - prosegue il comunicato - hanno causato nuovi rischi per i civili, destabilizzando zone che erano state relativamente stabili e sicure. Questa nuova realtà ha costretto almeno 129mila civili a fuggire da Aleppo, Idlib e Hama". Secondo il Forum di Ong internazionali, "ci sono civili rimasti intrappolati nelle città di Aleppo e Homs. E numerose Ngo hanno dovuto sospendere le loro attività". Nei giorni scorsi, fonti mediche che lavorano nella zona di Aleppo avevano denunciato la presenza di almeno 70mila sfollati nella regione a sud della città. L'ufficio Onu per il coordinamento umanitario (OCHA) aveva affermato che 50mila civili erano in fuga dalla zona meridionale di Aleppo

Ad Aleppo chiesa colpita da granata durante la messa - Un colpo di mortaio ha raggiunto ieri sera la chiesa latina di Aleppo dedicata a san Francesco, nel quartiere di Aziziyeh, mentre nell'edificio era in corso la messa. La granata, proveniente dalle aree in mano ai ribelli anti-Assad, ha raggiunto il tetto, creando uno squarcio nella cupola, ma non è penetrata nella chiesa, esplodendo all'esterno. Lo riferisce Fides. Per il vescovo Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo, "se la granata fosse esplosa all'interno sarebbe stata una strage". Sette i feriti.

Isis: a Palmira uomini legati a colonne e fatti esplodere

Altro orrore a Palmira, in una Siria dove i raid russi e quelli della Coalizione a guida Usa non fermano la furia dello Stato islamico. I jihadisti hanno preso tre 'detenuti' li hanno legati a tre colonne nel centro del sito archeologico patrimonio dell'umanità e poi li hanno fatti saltare in aria.

La denuncia arriva dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) che da maggio scorso - da quando i seguaci di Baghdadi hanno conquistato l'area - ha registrato con drammatica puntualità le nefandezze dell'organizzazione terroristica nell'antica città di Palmira. "E' una nuova barbarie", scrive l'Ondus, e segnala che da settimane l'Isis 'inventa' nuove e sempre più crudeli esecuzioni, non limitandosi più solo a decapitazioni e crocifissioni pubbliche.

Due giorni fa il Site, il sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, ha dato conto di un'altra barbara 'esecuzione', immortalata in tragiche foto pubblicate dai jihadisti: un soldato siriano è stato messo davanti a un carro armato, che poi gli è passato sopra, facendolo a pezzi.

Altre decine di militari, in Siria e Iraq, sono stati costretti a scavarsi la fossa, prima di essere sgozzati o colpiti da un proiettile alla nuca. Mentre solo ieri, in Libia, nella roccaforte jihadista di Sirte, l'Isis ha decapitato tre giovani, originari di Misurata, nel cortile di una scuola. Nelle ultime due settimane, nel Paese destabilizzato dalla crisi politica, l'Isis ha crocifisso 12 persone, accusate di "aver fumato sigarette e hashish". La Libia è la ''nuova frontiera'' dell'Isis, molti aspiranti combattenti vengono spediti in Nord Africa "perché entrare in Siria e Iraq è diventato troppo pericoloso", spiegano i reclutatori del 'Califfato'.

Ma la furia omicida e distruttiva dei jihadisti si concentra in particolare su Palmira. All'inizio del mese hanno fatto saltare in aria il monumentale Arco di Trionfo, risalente all'epoca romana. Il 30 agosto il Tempio di Bel, il 'simbolo di Palmira', considerato il piu' importante e meglio conservato del sito archeologico. Pochi giorni prima, il 23, quello di Baal Shamin.

"Gli estremisti sono terrorizzati dalla storia e dalla cultura, perche' la conoscenza del passato toglie credibilita' e delegittima tutti i pretesti usati per i loro crimini", ha tuonato la direttrice generale dell'Unesco, Irina Bokova.

Palmira, la 'sposa del deserto', è divenuta un teatro dell'orrore. Tra le tante esecuzioni di massa, anche la barbara uccisione di Khaled al Asaad, 82 anni, uno dei massimi esperti siriani di antichita' ed ex direttore del sito, decapitato in pubblico in una piazza della città.

lunedì 26 ottobre 2015

Anguera: messaggio del 13.10.2015

4.206 - 13.10.2015 (trasmesso a Salò/Italia)
Cari figli, cercate forza in mio Figlio Gesù. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Voi appartenete al Signore e lui solo dovete seguire e servire. Adorate mio Figlio Gesù presente in tutti i tabernacoli della terra. Lasciate che la luce divina trasformi le vostre vite. Non vivete nel peccato. Pentitevi, perché il pentimento è il primo passo da fare sul cammino della conversione. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per aiutarvi. Aprite i vostri cuori e ascoltate con attenzione i miei appelli. Conosco ciascuno di voi per nome e vi chiedo di essere fedeli al mio Gesù. Cercate di essere in tutto simili a lui. Non tiratevi indietro. Dio ha tutto sotto controllo. Qualunque cosa accada, confidate pienamente nel potere di Dio. Sono venuta dal cielo per portarvi al cielo. Quando tutto sembrerà perduto, ci sarà la vittoria con il trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. La Terra sarà trasformata e i giusti sperimenteranno grande gioia. Coraggio. Io pregherò il mio Gesù per voi. Siate coraggiosi davanti alle vostre prove. Io sarò al vostro fianco, anche se non mi vedete. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 25 ottobre 2015

Apparizione Madonna a Heede

Nel mese di marzo 1948 le Edizioni "Messaggero del Cuore di Maria" davano alle stampe il racconto dei fatti e avvenimenti accaduti tra il 1937 e il 1945 a Heede, in Germania settentrionale. Ne veniva fuori un piccolo libretto che nel 1958 aveva già raggiunto la IX ristampa, con ben tre Imprimatur, intitolato "Heede". Nella breve presentazione leggiamo tra l'al­tro:

"Se non è ancora evidente l'origine so­prannaturale di questi eventi, non è però detto che essi siano opera del maligno, o pura invenzione di malate fantasie; a noi non è lecito credere che manifestazioni di tanta confidenza e amore filiale che condu­ce le anime alla purissima e immacolata Maria, e per mezzo di Lei a Dio, siano opera dello spirito delle tenebre.

La nostra adesione ai fatti meravigliosi di Heede non è definitiva, perché l'Autorità Suprema non si è pronunciata ancora definitivamente. Ma noi speriamo che an­che per Heede suoni l'ora che ha suonato per Lourdes, per Fatima e per cento altri troni e monumenti dell'amore e della misericordia del Cuore di Maria".

Ne stralciamo le parti essenziali:

1) Heede è un paesello della Germania settentrionale, situato non lungi dalla fron­tiera olandese. È un piccolo paesello che conta circa 1000 abitanti; qui sono successi tra il 1937 e il 1945 dei fatti straordinari, poiché Heede fu prescelto dalla Madonna come centro di una serie di meravigliose apparizioni. Infatti, a quanto si racconta, la Madonna si sarebbe degnata di apparire per più di cento volte a quattro fanciulle del paese: Anna Schulte, Greta e Maria Ganseforth e Susanna Bruns, dell'età dai 12 ai 14 anni.

2) Come in molti paesi della Gennania, così anche a Heede, la chiesa parrocchiale è un po' discosta dal paese ed ha accanto il cimitero. È appunto nel cimitero dove la Madonna apparve il 1° novembre 1937, vigilia dei Defunti, a due fanciulle che sta­vano lucrando l'indulgenza per le anime sante. In uno degli intervalli tra una visita e l'altra, esse sostarono presso il campanile, e guardando verso il cimitero, all'improvvi­so, una di esse prende la compagna per il braccio e le dice: "Non vedi laggiù la Ma­donna?" La compagna, che non vedeva niente, le dice: sei pazza!, ma poi guardando meglio, vede anche lei la celeste visione davanti ad un gruppo di tre cipressi. Prese da spavento le due fuggono verso il paese, ma per via si incontrano con due loro coetanee che si dirigevano in chiesa. Narrano loro il fatto e facendosi coraggio, vanno tutte e quattro ad accertarsi un po' meglio di quella strana visione. Infatti, giunte sul posto di prima, sono degnate della celeste apparizio­ne che dolcemente sorride e le invita a tornare di nuovo.

Così ebbero inizio i fatti meravigliosi di Heede.

3) Tanto in quella prima apparizione quan­to nelle seguenti la Madonna era vestita di bianco; i suoi piedi poggiavano su di una nuvoletta azzurrognola, sicché appariva librata in aria, a circa un metro dal suolo. Un bianco velo le scendeva sulle spalle e lungo i lati, sino alla nuvoletta. La Vergine sorreg­geva con la sinistra il Bambino, anche lui biancovestito. Gli occhi di ambedue erano celesti e il Bimbo aveva i capelli biondi. Con la destra Egli sorreggeva un piccolo globo d'oro, sormontato da una croce.

Anche la destra della Madonna poggiava sul globo d'oro, di modo che la croce sem­brava spuntare tra le dita della Madonna. La visione appariva sempre circondata da un alone luminoso. La Vergine appariva di età dai 19 ai 21 anni, mentre il Bambino ne dimostrava uno o due.

Il volto della Vergine era in tutte queste apparizioni amabile e talvolta sorridente, e quando le fanciulle si mettevano a pregare, o a cantare, allora la Visione appariva anco­ra più amabile e sorridente. Così avvenne, per es. il 12 settembre 1940, festa del nome di Maria, quando le fanciulle vollero augu­rare alla Madonna il buon onomastico, di­cendole: "Cara Madre, noi ci congratuliamo con Te per il Tuo onomastico". Ma altre volte, e specialmente a partire dal 1940, il viso della Madonna assumeva un'espres­sione seria e preoccupata.

  • I desideri della Madonna


4) L'invito ricevuto nella prima appari­zione di ritornare nuovamente in quel luo­go, aveva acceso nel cuore delle quattro fanciulle il desiderio di conoscere la volontà della celeste Signora. La Madonna non tar­dò a rivelare qualcuno dei suoi desideri; così il 5 aprile 1938, dopo una domanda rivoltale da Maria G., la Vergine ri­spose che de­siderava di es­sere invocata nelle Litanie lauretane con il titolo di "Re­gina dell'uni­verso" e "Re­gina delle ani­me del Purga­torio".

Il 24 ottobre 1939 ingiunse alle fanciulle di riferire ai sacerdoti ciò che avevano udito da Lei. Il 26 gennaio 1940 poi, la Vergine, cominciò improvvisamente a piangere. Al­lora Maria G., facendosi animo, le chiese: "Madre, che cosa succede?" Per tutta rispo­sta la Madonna le disse: "Figliole, prega­te!".

Il 29 settembre 1940 la diocesi di Osnabrueck si consacrava solennemente a Maria; in quell'occasione Greta G. chiese alla Madonna di benedire la loro diocesi e la Madonna accondiscese amorevolmente. Fin dal maggio 1938 un'altra delle veggenti aveva chiesto alla Madonna se le potevano condurre alcuni infermi, ma Essa rispose: "Per adesso non ancora". Fu solo il 19 ottobre 1940 che disse espressamente che avrebbe ridonato la salute solo a coloro che sarebbero venuti con vero spirito. Final­mente ciascuna delle fanciulle ricevette dal­la Madonna un segreto speciale, con l'ordi­ne espresso di non rivelarlo se non al Papa.

  • Interviene la Gestapo


5) Come accadde in altre simili circostan­ze, i fatti che si andavano raccontando su Heede, determinarono un afflusso sempre crescente di devoti e di curiosi. Quel conti­nuo pellegrinare di gente destò ben presto i sospetti della famigerata "Gestapo". Gli agenti della polizia hitleriana erano convinti in partenza che tutto fosse un'impostura, perciò decisero di agire. Come abbiamo detto più sopra, i fatti cominciarono il 1° novembre 1937; si era appena al 14 dello stesso mese e già la Gestapo aveva messo le mani nella faccenda, spedendo le quattro fanciulle alla casa di salute di Goetingen per farle esaminare da periti psichiatrici e alienisti. Ma l'esame medico, che durò quat­tro settimane, finì con una sentenza di asso­luzione per le quattro fanciulle che furono riscontrate perfettamente sane e normali.

E siccome l'autorità ecclesiastica era di­sposta a trasferire le veggenti per altre quat­tro settimane nell'Ospizio di S. Maria di Osnabrueck, la polizia le rinchiuse in quel­l'istituto, facendo per di più pagare al Ve­scovo mille marchi per la degenza. Final­mente, verso la fine del 1938, poterono tornare in famiglia, ma non senza aver rice­vuto l'ordine tassativo, dalla polizia, di non recarsi più sul luogo delle apparizioni. Ma queste proibizioni furono vane; la Madonna non intendeva sottostarvi affatto e continuò a manifestarsi alle fanciulle ora in un luogo, ora in un altro; talvolta in mezzo ai prati e altre nell'orto di casa.

Il messaggio della Madonna si riferisce a molte cose e avvenimenti; ma esso torna assai sovente sui destini della Chiesa e del mondo, e il consiglio che la Vergine ripete spesso è questo: "Pregate, pregate molto, specialmente per la conversione dei pecca­tori".

Le apparizioni della Madonna incontra­rono sin dal principio l'opposizione delle persone più autorevoli. I primi a non creder­ci furono i genitori delle fanciulle. I sacerdo­ti del luogo, (e più di uno mandato là dalla Curia tra i più restii), si comportarono con oculatezza e prudenza. Ma la profonda tra­sformazione spirituale operatasi nelle giovanette, l'esame scrupoloso dei fatti, a somiglianza di quanto si fece a Lourdes, convinsero anche i più restii ad ammettere, od almeno a non negare sistematicamente il carattere straordinario degli avvenimenti.

Il giorno 3 novembre 1940 segna l'ultima apparizione della Madonna a Heede.

  • Apparizioni di nostro Signore


6) Il cielo tace mentre infuria la guerra. Erano trascorsi cinque anni da che a Heede non avveniva più niente di straordinario. La mobilitazione generale aveva raggiunto anche le quattro confidenti della Madonna le quali erano diventate infermiere.

Ma aveva appena taciuto il cannone, ver­so la fine del 1945, quando cominciarono a circolare delle voci di nuove e più sensazio­nali apparizioni a Heede. Solo che invece della Madonna, questa volta era Gesù che si manifestava. E la voce arrivò alle orecchie del Vescovo di Osnabrueck, il quale decise di arrivare fino in fondo. Perciò mandò a Heede, con l'ufficio di parroco e vice-parro­co, i due sacerdoti più diffidenti e sistemati­ci oppositori di quei fatti, ingiungendo ad essi di esaminarli con ogni cura e di farglie­ne una relazione. Quale fu il risultato di questa inchiesta? Ecco un brano di una lettera del parroco di Heede: "Abbiamo nelle nostre mani delle prove inoppugnabili circa la verità di queste apparizioni di Cri­sto. Il Parroco e il Cappellano (che fecero l'indagine) sono pienamente convinti della verità delle apparizioni, pur essendo ben noto come essi siano stati diffidenti e incre­duli nei riguardi di queste cose".

  • 11 messaggio di Cristo


7) Gesù si è degnato di rivolgere il suo messaggio al mondo. Le sue raccomanda­zioni dovrebbero far pensare e riflettere tutti, ma specialmente i suoi nemici, a non lasciar passare inutilmente il tempo della misericordia. Ecco alcuni brani del Suo messaggio.

"L'umanità non ha ascoltato la mia Santa Madre, rivelatasi a Fatima per esortarla a far penitenza. Ora sono venuto Io stesso, per ammonire il mondo; i tempi sono gravi! Gli uomini facciano finalmente penitenza dei loro peccati; si allontanino con tutto il cuore dal male e preghino, preghino molto, affin­ché si plachi lo sdegno di Dio. Specialmente recitino spesso il S. Rosario: questa preghie­ra può molto presso Dio. Meno divertimenti e passatempi! ... Io sono molto vicino, sono con voi, non temete. Voi vi rallegrerete e mi ringrazierete. Quelli che mi aspettano han­no il mio aiu­to, la mia gra­zia e il mio amore. Ma per coloro che non sono in stato di grazia, sarà spaventoso. Gli angeli del­la giustizia sono già spar­si per il mon­do. Mi darò a conoscere agli uomini. Ogni anima mi rico­noscerà per il suo Dio. Io vengo! Sto alla porta! Il mio amore ha ideato quell'opera­zione prima della creazione del mondo. Gli uomini non ascoltano le mie chiamate; chiu­dono le orecchie, resistono alla grazia e rifiutano la mia misericordia, il mio amore, i miei meriti. Il mondo agonizza nel pantano della colpa. L'odio e l'invidia riempiono il cuore degli uomini. Tutto ciò è opera di satana. Il mondo giace in dense tenebre. Questa generazione meriterebbe di essere annientata; ma Io voglio mostrarmi miseri­cordioso. L'Angelo della pace non tarderà a scendere sulla terra. Io voglio risanare e salvare. Sulle ferite, che ora sanguinano, la misericordia vince, e trionfa la giustizia. Ma i miei fedeli non dormano come i discepoli nell'Orto degli Olivi; anzi attingano costan­temente dal tesoro dei miei meriti. Si prepa­rino alle cose grandiose. Vengo Io stesso e manifesterò la mia volontà.

Tutti coloro che hanno patito in questi ultimi tempi, sono miei martiri e preparano la nuova messe per la Chiesa. Essi hanno preso parte alla mia via dolorosa. Figlie mie, Io vengo presto, molto presto! Quello che avverrà supererà di gran lunga ciò che è avvenuto. La Madre di Dio, Mia Madre, e gli angeli vi prenderanno parte. L'inferno si crede ormai sicuro della vittoria, ma gliela strapperò Io di mano. Molti mi bestemmia­no e devo perciò permettere che si abbattano sul mondo delle sventure, poiché per tal mezzo si salveranno moltissimi.

Beati colori che sopportano tutto in ripa­razione per quelli che mi offendono. Io vengo, e con Me verrà la pace. Con un piccolo numero di eletti edificherò il mio Regno. Questo Regno verrà repentinamen­te, più presto di quel che si crede. Farò splendere la mia luce che agli uni sarà in benedizione e agli altri tenebra. L'umanità riconoscerà il mio amore e la mia potenza. Farò conoscere la mia giustizia e la mia misericordia.

Miei cari figlioli: l'ora si avvicina. Prega­te incessantemente e non sarete confusi. Io raduno i miei eletti. Essi converranno insie­me da ogni parte del mondo e mi glorifiche­ranno. Io vengo! Beati coloro che sono preparati, beati coloro che mi attendono".

  • Uno sguardo finale


8) Diremo forse che i tempi sono maturi perché il Signore si manifesti con potenza e maestà? Bisognerebbe sapere se l'umanità abbia, o no, raggiunto il limite estremo delle sue aberrazioni e che non ci sia più alcuna speranza che si risollevi con i mezzi ordinari della grazia e della misericordia. Ma pur­troppo non possiamo fare a meno di consta­tare che moltissimi, anche onesti e buoni, hanno quasi dimenticato Iddio, o lo hanno accantonato; che il naturalismo, negatore della grazia e della vita soprannaturale, fa strage immensa di anime, specialmente tra la gioventù; che le forze del male si organiz­zano e sono pronte per scacciare Cristo dalla società, dalle leggi, dalla famiglia e dalla coscienza degli individui.

Ma Gesù ha detto: "La mia delizia è lo stare coi figli degli uomini". A Lui il Padre ha promesso in eredità "tutte le genti". Per di più Egli ha profetizzato: "Quando sarò in­nalzato, attirerò tutti a Me!"

Qual meraviglia che Egli sia disposto a fare appello alla Sua Onnipotenza per far valere i Suoi diritti e per salvarci tutti?

Anguera: messaggio del 12.10.2015

4.205 - 12.10.2015 (trasmesso a Pomezia/Italia)
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per incoraggiarvi e dirvi che siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Ho bisogno di ciascuno di voi. Aiutatemi. Il mio Signore vi ricompenserà generosamente. Inginocchiatevi in preghiera. Vivete nel tempo della grande battaglia spirituale. Non tiratevi indietro. Con la vostra testimonianza pubblica e coraggiosa, mostrate a tutti che appartenete al Signore e che le cose del mondo non sono per voi. Restate saldi nella vostra fede. Amate e difendete la verità. Il demonio causerà discordia, ma il Signore vincerà. Non perdetevi d’animo. Io sono con voi. Siate miti e umili di cuore e tutto finirà bene per voi. Camminate verso un futuro di grandi confusioni spirituali. Cercate forza nella preghiera e nell’Eucarestia. Chi cammina con il Signore sarà vittorioso. I lupi travestiti da agnelli agiranno, ma la verità di Dio non si spegnerà mai. In questo momento faccio scendere su di voi una straordinaria pioggia di grazie. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti in cielo. Ricolmatevi di speranza. Il domani sarà migliore per tutti i fedeli. Anche in mezzo alle tribolazioni, confidate. Il Signore asciugherà le vostre lacrime. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace

sabato 24 ottobre 2015

Anguera: messaggio del 10.10.2015

4.204 - 10.10.2015
Cari figli, coraggio, Dio è con voi. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Inginocchiatevi in preghiera. Solo attraverso la preghiera potete contribuire al trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Sono vostra Madre e voglio vedervi felici già qui sulla terra e più tardi con me in cielo. L’umanità berrà il calice amaro della sofferenza ma, dopo tutto il dolore, il Signore asciugherà le vostre lacrime e tutti saranno felici. Non vivete nel peccato. Siete del Signore e le cose del mondo non sono per voi. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

venerdì 23 ottobre 2015

Anguera: messaggio del 06.10.2015

4.203 - 06.10.2015
Cari figli, vi amo come siete. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Non perdetevi d’animo. Dio è con voi. Aprite i vostri cuori e lasciatevi condurre dall’azione dello Spirito Santo. Non permettete che le tenebre del peccato causino cecità spirituale nelle vostre vite. Siete del Signore e lui solo dovete seguire e servire. Non allontanatevi dalla preghiera. Vivete nel tempo delle tribolazioni e solo attraverso la preghiera potete trovare forza per il vostro cammino. Camminate verso un futuro di dubbi e incertezze. Amate la verità e non permettete che la menzogna vinca. Il mio Gesù spera molto da voi. Avanti senza paura. Io pregherò il mio Gesù per voi. Abbiate fiducia, fede e speranza. Chi sta con il Signore sperimenterà grande vittoria. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 22 ottobre 2015

Sceicco si converte a Gesù

“Sono contento di tutto ciò che Dio può fare per me , perché la verità della Bibbia mi ha portato sulla strada giusta . ” Lo afferma un principe reale del Kuwait , che sarebbe diventato un credente in Gesù Cristo e in un file audio postato con  il suo nome , dice che sarà ucciso a causa di questa registrazione che è stata fatta , in cui parla della sua conversione ; crede fermamente che Gesù Cristo esiste e che presto si incontreranno faccia a faccia .

La notizia arriva da fonti mediorientali , secondo cui al- haqiqa un canale cristiana televisione satellitare in lingua araba che trasmette programmi religiosi cristiani , ha messo in circolazione un file audio attribuito a un principe del Kuwait identificato come Abdullah al – Sabah . La famiglia regnante al- Sabah sono in piccolo stato ricco di petrolio . E il nome di Abdullah ( servo di Dio ) è un nome appare spesso nell’albero genealogico della famiglia degli emiri .

Come riportato dal giornalista Marco Tosatti, su Vatican Insider, Abdullah, nel file audio, ha detto: “In primo luogo, sono pienamente d’accordo con la diffusione di questo file audio, e dichiaro che se sarò ucciso a causa di questa registrazione, Andrò con Gesù Cristo per stare con lui per l’eternità” Dimostrando di sapere che cosa è, secondo la dottrina cristiana, il destino di un martire per la fede. Il canale televisivo ha detto che Abdullah fà parte della famiglia regnante, e recentemente ha rinunciato alla fede nell’Islam per convertirsi  al cristianesimo, senza specificare però, in quale confessione. Il principe ha detto, dopo aver dichiarato il suo nome: “Sono contento di tutto ciò che può darmi la fede in Cristo, perché la verità della Bibbia mi ha riportato sulla strada giusta.”

Nel file audio, Abdullah rivisita la cosiddetta ‘primavera araba’ e parla di gruppi islamici che stanno vincendo le elezioni in Egitto, e dichiara: “Le comunità musulmane hanno sempre voluto andare all’attacco in diverse parti del mondo, ma Dio ha protetto il mondo, e ancora lo protegge. È per questo che abbiamo visto di recente il disaccordo tra i diversi gruppi islamici  che sono ora in lotta tra di loro . Essi saranno ulteriormente divisi in frazioni successive. “Mohabat News, un sito cristiano iraniano che sta monitorando da vicino la situazione delle minoranze cristiane in Medio Oriente, e ha monitorato la dichiarazione di Abdullah divulgando questa notizia che brevemente ha fatto la sua comparsa negli elenchi di agenzie in arabo, e in una agenzia di stato iraniana. Alcuni siti web indipendenti di orientamento sciita hanno però preso posizione contro la notizia, e hanno citato un principe kuwaitiano, AZBI al-Sabah, che dice: “. Non c’è nessuno con quel nome nella famiglia reale kuwaitiana” E infatti, il nome di Abdullah non appare nella lista dei quindici membri della famiglia reale al potere nel piccolo ma  ricco paese, non risulta infatti: che da parte dello sceicco, ne della Principessa Nijirah al-Sabah, che ha dato la sua testimonianza al Congresso degli Stati Uniti con il nome di “Nurse Nariyah” parlando della difficile situazione umanitaria  nel loro paese dopo l’invasione da parte dell’Iraq  di Saddam Hussein prima della guerra del Golfo. Ma non si esclude che tra i rami di parentela, ci sia camuffato il nome annunciato, dell’eccellente convertito.

Che naturalmente si vuole coprire per non incoraggiare altre conversioni al cristianesimo, soprattutto se a convertirsi sono personaggi influenti e importanti come lo sceicco.

Anguera: messaggio del 05.10.2015

4.202 - 05.10.2015
Cari figli, sono venuta dal cielo per benedirvi e condurvi sul cammino del bene e della santità. Non allontanatevi dalla verità. Siate fedeli alle Parole del mio Gesù. Non permettete che il demonio vi allontani dal mio Signore. Ecco il tempo del combattimento spirituale. Voi potete vincere il demonio con la forza della preghiera. Tra le mani il Santo Rosario e la Sacra Scrittura; nel cuore l’amore alla verità. Vi invito al pentimento sincero dei vostri peccati. Cercate Gesù attraverso il sacramento della Confessione. Vivete in un tempo peggiore di quello del diluvio ed è arrivato il momento del vostro ritorno al Dio della salvezza e della pace. Camminate verso un futuro doloroso. Soffro per ciò che vi aspetta. Restate con me e io vi aiuterò in questi tempi difficili. Seguitemi e sarete vittoriosi. Coraggio. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

mercoledì 21 ottobre 2015

Flasi profeti: Oprah Winfrey

Oprah Winfrey è una tra le più note conduttrici televisive americane.
L’intraprendente donna iniziò la propria carriera televisiva alla fine degli anni ’80, arrivando negli ultimi anni ad essere addirittura un’opinion leader e scrittrice in carriera.
Tristemente grazie alla sua forte influenza e carisma, amplificati dal mezzo televisivo, è riuscita a sedurre migliaia d’anime negli Stati Uniti con le sue dottrine false e personali, corredate da sequenze strappalacrime e discorsi alquanto semplicistici.
D’eresie ne ha dunque proposte diverse, tra le quali troviamo: la negazione di Cristo come mezzo di salvezza, la negazione del peccato, la creazione di un Dio personale stile New Age e così via.
Solo due anni fa, in una puntata, dichiarava addirittura che l’omosessualità è un dono divino (!).
Gli stessi ospiti dei suoi shows, spesso finti religiosi o pastori protestanti decisamente confusi in materia di fede, son spacciati per “maestri spirituali”.

Smentita di padre Lombardi sulla presunta malattia di Papa Francesco

Anguera: messaggio del 04.10.2015

4.201 - 04.10.2015
Cari figli, coraggio. Non c’è vittoria senza croce. Camminate verso un futuro di grandi tribolazioni, ma il Signore sarà con voi. Egli è fedele e non vi abbandonerà mai. Aprite i vostri cuori e ascoltate la voce di Dio. Non allontanatevi dalla verità. Siate giusti. Date al Signore la vostra vita e testimoniate ovunque che siete uomini e donne di fede. Inginocchiatevi in preghiera. Solo attraverso la preghiera potete raggiungere la pace. Io sono vostra Madre e voglio aiutarvi, ma ascoltatemi. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Datemi le vostre mani e io vi condurrò a colui che è il vostro unico e vero Salvatore. Ecco il tempo della grande battaglia spirituale. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

martedì 20 ottobre 2015

Come contrastiamo le tentazioni?


<Nessuno mentre è tentato dica: “Vengo tentato da Dio”. Dio è infatti immune dal male ed Egli non tenta nessuno. Ciascuno invece è tentato, adescato e sedotto dalla sua concupiscenza. E allora la concupiscenza concepisce e dà alla luce il peccato e il peccato, giunto alla sua pienezza, genera la morte> (Gc 1,13-15).

Queste parole di Giacomo, la dicono lunga su quelle che sono le dinamiche della tentazione.

Cominciamo col dire che nessun uomo è esente dalla tentazione: ognuno di noi, lungo il corso della propria vita, è costantemente in lotta per poter dominare le proprie passioni (la propria concupiscenza) e non diventarne schiavo. Gesù stesso si lasciò tentare nel deserto: Satana doveva sapere che tentare Dio era un’impresa inutile, ma evidentemente non riuscì a resistere alla “tentazione”. Si sarà detto: <Se riesco a far capitolare l’uomo-Dio, allora verrà meno il metro di misura, la linea di confine che separa il bene dal male: tutto si confonderà e non ci sarà più il “garante” di questa dicotomia>. Ma così non fu: l’uomo-Dio non è capitolò, riconfermando il concetto secondo il quale in Lui tutto è santo. E poi il diavolo cosa avrebbe potuto offrire a Dio che Dio desiderasse e non avesse già?

Ogni uomo, quindi, è soggetto alla tentazione, e sappiamo anche che la tentazione non viene da Dio. Se la tentazione, però, non viene da Dio, perché Dio la permette? La nostra vita è una “prova”, e Dio permette la tentazione per provare la nostra fede e il nostro amore per lui.

PERCHÉ DIO CONSENTE CHE VENIAMO SOTTOPOSTI A PROVA? CHE BISOGNO HA DI “PROVARCI”?

Così come anche per gli angeli (e i demoni), anche noi abbiamo il “libero arbitrio“: nessuno mai potrà costringerci a commettere un solo peccato, se noi non lo vogliamo. Satana può fare ricorso a tutte le sue astuzie, a tutte le sue seduzioni, a tutto il suopotere, ma non potrà mai costringerci a commettere un solo peccato. Detto questo, che senso ha il fatto che Dio ci sottoponga a “prova”? Non potrebbe accoglierci direttamente in Paradiso senza alcuna prova da superare?

Per rispondere a questa domanda c’è bisogno di una piccola premessa. Noi sappiamo che alla fine della nostra vita saremo giudicati istantaneamente e, a seconda dei meriti, ammessi in Paradiso, Purgatorio o Inferno. Ci dice, infatti, il Catechismo della Chiesa Cattolica al n°1022:

“Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre”.

Dio, nella sua onnipotenza, si è incredibilmente posto un limite: avrebbe potuto creare un’umanità incondizionatamente adorante, ma non l’ha fatto. Dio ha dato a noi uomini il potere di scegliere se amarlo oppure no: questa possibilità sta nel fatto che possiamo decidere liberamente di commettere un peccato. Dio si ferma dinanzi alla nostra libertà di scelta: Dio non può imporci di amarlo.

Ma perché questo? Perché se Dio ci avesse “imposto” di amarlo incondizionatamente avrebbe limitato la nostra libertà, e così facendo non sarebbe stato ricambiato di una amore vero e sincero che è solo quello che scaturisce da una libera scelta. Dio è amore e desidera essere ricambiato! L’amore vero, tuttavia, è solo quello che matura all’interno di una scelta, e la tentazione è il mezzo che Dio permette per “provare” la bontà del nostro amore, per consentirci di dimostrarGli che lo amiamo veramente e liberamente.

Dio vuole il nostro amore, ma vuole che noi lo amiamo per scelta e non per imposizione. Noi uomini, con illibero arbitrio, disponiamo di un “potere” di fronte al quale Lui stesso si ferma. Amministrare questo potere – scegliere quotidianamente tra il bene e il male – però, comporta una “responsabilità” che ha delle conseguenze: chi sceglie il Male, si separa da Dio; chi sceglie il bene, invece, sceglie di amare Dio rimanendo a Lui unito.

Torniamo alla nostra domanda iniziale? Perché la tentazione? Per provarci. E perché la necessità della prova? Per darci la possibilità di amare Dio in piena libertà, dimostrando – attraverso il superamento della prova – la nostra autentica volontà di amarlo ricambiando il suo amore.

Ma c’è anche un’altra questione. Alla fine della nostra vita, ci sarà un giudizio immediato e particolare che decreterà la nostra “retribuzione” eterna: Paradiso, Inferno o Purgatorio. Non c’è dubbio che per coloro che avranno perseverato in una vita di amore fedele a Dio, la ricompensa sarà il Paradiso. Ma in Paradiso godremo tutti indistintamente della visione beatifica di Dio? La risposta è sì, ma con una differenza: ognuno di noi possiederà una capacità diversa di goderne. Mi spiego. Dio è un essere “infinito”, e questo comporta che quando noi creature “finite” saremo in Paradiso, non potremo godere in maniera “infinita” della sua visione, della sua gloria: semplicemente perché questo non sarà possibile (siamo esseri “finiti”). Quindi in Paradiso i Santi avranno diversi “gradi” di beatitudine. Per capire meglio quanto stiamo dicendo, dobbiamo rifarci a un esempio lasciatoci da Santa Teresa di Lisieux. In Paradiso – diceva la Santa – ognuno di noi sarà simile a un recipiente: c’è chi sarà come una brocca e chi sarà come un bicchiere… Tutti , però, saremo ricolmi fino all’orlo della gloria di Dio e tutti godremo di questa gloria in maniera totalmente appagante. Nessuno proverà invidia per qualcun altro che dovesse avere una maggiore capacità di “godimento”, perché ciascuno sarà completamente e totalmente soddisfatto: ciascuno, a seconda delle proprie capacità, sarà colmo fino all’orlo della gloria di Dio e non ne potrà desiderare di più, perché desiderarne di più significherebbe far traboccare il vaso, e dunque non poterne ricevere. Ma da cosa verrà ad essere determina questa nostra capacità di godere più o meno di Dio, della sua gloria? Semplice. Dalle virtù che avremo saputo far fiorire nella nostra anima durante il corso della nostra vita. Ed ecco che si ritorna al discorso della tentazione. Dio nella sua infinita saggezza, ha predisposto che sia ciascuno di noi a determinare, con le scelte della propria vita, il “grado” di gloria di cui godrà in Paradiso. Cedere alla tentazione e lasciarsi andare a una vita di peccato, significa rinunciare volontariamente all’amore di Dio, significa scegliere deliberatamente di non contraccambiare il suo infinito amore per noi…

MA COME SI PUÒ PECCARE, SAPENDO DI RINUNCIARE AL BENE PIÙ GRANDE: L’AMORE DI DIO

Qui entra in gioco il “falsario”, come lo chiama p. Livio Fanzaca (il direttore di Radio Maria). Il tentatore è subdolo: è abilissimo nel farci credere che il peccato, in verità, non sia altro che un bene desiderabilissimo, che nel peccato c’è più libertà che nel seguire i precetti di Dio, che gli insegnamenti di Dio – i suoi Comandamenti – non servono a nulla, che sono solo delle inutili restrizioni della nostra libertà… Ecco, nel momento della tentazione si insinua in noi l’idea che commettere quel determinato peccato, non sia, poi, così grave, che in fondo lo fanno tutti, che per lo più non c’è niente di male.

Quando stiamo per commettere un peccato, nella nostra mente quel peccato – che è un male! – si configura come un “bene” desiderabile. La nostra intelligenza, però, mantiene la consapevolezza che quel “bene”, è un bene effimero che in realtà porta con sé un autentico male: il peccato.

Il demonio è un maestro nel confondere le carte, nel falsare la verità. Dio glielo permette per sottoporci a prova, per permetterci di amarlo di un amore libero e incondizionato. Il demonio dal canto suo non aspetta altro:

“Simone, Simone, ascolta! Satana ha ottenuto il permesso di vagliarvi come si vaglia il grano” (Lc 22,31).

Ad ogni modo non dobbiamo temere il momento della tentazione: è Dio che ne stabilisce il tempo e l’intensità, e mai oltre le nostre possibilità.

“Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze” (1 Co 10,13).

Oltre a questo, il momento della tentazione rappresenta, se superata, un momento di grande grazia: uscire vittoriosi da una serie di tentazioni ci fortifica e ci fa crescere nelle Virtù rendendoci degni della regalità di Cristo. Se vinciamo nella lotta col Maligno, noi partecipiamo della gloria di Dio e in quanto suoi figli regniamo con lui. Alla stessa maniera, però, se soccombiamo nel momento della prova, fiacchiamo le nostre difese e se non ci rialziamo immediatamente – iniziando da un immediato atto di pentimento seguito da una santa confessione – rischiamo di non riuscire ad alzarci più.

“Chi fa il peccato è schiavo del peccato” (Gv 8,34).

COME SI VINCE LA TENTAZIONE?


“Vegliate e pregate affinché non entriate in tentazione” (Mt 26,41).

È Gesù stesso a darci la ricetta: bisogna pregare, è questa l’arma invincibile. Pregare. Chi prega attira su di sé le benedizioni del cielo; chi prega riceve da Dio le grazie necessarie a sconfiggere ogni tentazione e a superare ogni prova: noi da soli potremmo non potremmo nulla… Ma se glielo chiediamo, Dio non ci negherà il suo aiuto. Però bisogna anche vegliare! Bisogna stare attenti! Il diavolo come un leone ruggente va in giro cercando chi divorare: non bisogna mai abbassare la guardia, non bisogna mai lasciarsi cogliere impreparati, per questo bisogna “vegliare” e “pregare”.

La tentazione va respinta immediatamente, nel momento stesso in cui si insinua nei nostri pensieri! La tentazioni non va presa in considerazione! Se cominciamo a ragionarci sopra, ecco che soccombiamo. Se cominciamo a vagliare l’ipotesi di poter commettere un peccato oppure no, probabilmente finiremo col commetterlo. Non appena ci sentiamo tentati, la cosa migliore è pregare, invocare subito l’aiuto della Madonna, di San Michele Arcangelo o di un Santo al quale siamo devoti… Tutto fuorché dialogare con la tentazione. La tentazione ha il potere di farci desiderare un bene effimero: la nostra ragione percepisce chiaramente che dietro quel falso bene in realtà si nasconde un male, ma nonostante questo la nostra cupidigia se ne sente attratta. Non bisogna interagire con la tentazione! Bisogna scacciarla immediatamente!In che modo? Come ci ha detto Gesù: ricorrendo alla preghiera, e alla vigilanza.

DIETRO OGNI TENTAZIONE SI NASCONDE L’AZIONE DIRETTA DEL DEMONIO?

Non necessariamente. Non sempre dietro una tentazione c’è un demonio che sta cercando di indurci al peccato. Il più delle volte per subire la tentazione ci bastano il “mondo” e la nostra “concupiscenza“. Ci dice Giovanni:

“Non amate il mondo né ciò che vi è nel mondo. Se uno ama il mondo, in lui non c’è l’amore del Padre” (1 Gv 2,15).

Il mondo – del quale Satana è il principe (Gv 12,31) – con i suoi falsi idoli ci fornisce continuamente motivi di tentazione: sesso, potere, soldi, successo… Tutto, nel mondo, sembrerebbe concorrere alla nostra dannazione. Ma non basta. Al mondo va ad aggiungersi la nostra concupiscenza: pur essendo battezzati, infatti, manteniamo un’inclinazione al male a causa dell’antica ferita prodotta in noi dal peccato originale(Catechismo CC 405). È vero che con il Battesimo il nostro peccato originale è stato cancellato, ma la nostra natura ne ha comunque subito un indebolimento che ci porta a dover vivere un continuo combattimento spirituale.

Sempre Giovanni individua tre tipi di concupiscenza: quella della carne, quella degli occhi e quella della ricchezza (1 Gv 2,16). Dobbiamo vigilare e pregare: tutti sappiamo quanto possano essere forti i desideri della carne. È Gesù stesso a dircelo.

“Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mc 14,38).

Tornando alla domanda iniziale di questo paragrafo: “Ma dietro la tentazione si cela sempre l’opera diretta del demonio?” La risposta è: non sempre.

Certo, il mondo, di cui Satana è il principe, concorre nell’indurci in tentazione, ma non per questo dietro ogni nostra tentazione si cela l’operato “diretto” del diavolo. Può accadere che un demonio cerchi “personalmente” di indurci in tentazione, sì, ma non c’è modo di scoprire se la tentazione di cui siamo vittime sia opera di un demonio. Bisogna considerare che gli stessi angeli furono indotti in tentazione prima ancora della ribellione di alcuni di loro (che poi si trasformarono in demoni). Quindi la tentazione per poter esistere, non ha bisogno del demonio (anche se è vero che il demonio può farsene promotore), perché altrimenti chi avrebbe indotto in tentazione il diavolo quando ancora era un angelo?

“Ogni uomo, oltre che dalla propria concupiscenza e dal cattivo esempio degli altri, è tentato anche daldemonio e lo è ancor di più quando meno se ne avvede. (…) Occorre rimanere vigilanti per reagire con prontezza a ogni attacco della tentazione” (Giovanni Paolo II – Angelus del 17 febbraio 2002).

Risolto il mistero delle Toyota in mano all'isis

Risolto il mistero degli automezzi Toyota in mano all’Isis (li hanno forniti gli Usa)

Uno degli “imbarazzanti” misteri dei terroristi dello Stato Islamico è come mai siano in possesso di centinaia di mezzi tutti uguali targati Toyota. L’evidenza, che emerge dai video propagandistici, è tale che il Dipartimento del Tesoro americano ha aperto un’inchiesta. Eppure, nota Global Research in questo articolo, le stesse autorità americane avevano recentemente dichiarato di aver fornito equipaggiamenti e mezzi (molti dei quali Toyota) ai “ribelli siriani” (dipingendoli come combattenti per la libertà) — l’obiettivo degli USA è sempre la stesso: destabilizzare il Medio Oriente con ogni mezzo per imporvi il proprio dominio.

– di Tony Cartalucci –

Il Dipartimento del Tesoro Americano ha recentemente aperto un’inchiesta sull’uso di un gran numero di autocarri targati Toyota da parte del cosiddetto “Stato Islamico” (ISIS). La questione è stata sollevata dopo l’inizio delle operazioni aeree russe in Siria, e dopo l’aumento a livello globale dei sospetti che gli stessi USA abbiano avuto un ruolo fondamentale nell’armare, finanziare, e sostenere intenzionalmente l’esercito terrorista in Iraq e in Siria.

ABC News, nel suo articolo su “Funzionari USA chiedono perché l’ISIS abbia così tanti autocarri Toyota“, scrive:
I funzionari anti-terrorismo degli Stati Uniti hanno chiesto alla Toyota, il secondo maggior produttore di auto al mondo, di aiutarli a capire come l’ISIS sia riuscito ad acquisire un così grande numero di autocarri, SUV e pick-up targati Toyota, come si nota con molta evidenza dai video di propaganda del gruppo terrorista in Iraq, Siria e Libia.

La Toyota dice di non sapere come l’ISIS abbia potuto ottenere quei veicoli, e “supporta” l’indagine guidata dalla Terror Financing Unit del Dipartimento del Tesoro — che è parte di un più ampio sforzo condotto dagli USA per evitare che i beni prodotti in occidente finiscano nelle mani dei gruppi terroristi.

Il report prosegue, e cita l’ambasciatore iracheno negli USA, Lukman Faily:
Questa è una domanda che abbiamo già posto ai nostri vicini” ha detto Faily. “Come è possibile che ci siano tutti questi autocarri nuovi… a quattro ruote motrici, ce ne sono a centinaia — da dove arrivano?

Non sorprende affatto che il Dipartimento del Tesoro, a quanto pare, stia chiedendo spiegazioni alla parte sbagliata. Invece che alla Toyota, il Dipartimento del Tesoro avrebbe dovuto iniziare la sua indagine bussando alla porta accanto, cioè al Dipartimento di Stato USA.

Mistero risolto

Appena lo scorso anno è stato reso noto che il Dipartimento di Stato USA aveva spedito in Siria grosse quantità di autocarri targati Toyota, che dovevano essere destinati al “Libero Esercito Siriano”.

Nel 2014 la Public Radio International (PRI), fondata negli USA, aveva titolato “Questo pick-up Toyota è in cima alla lista degli acquisti da parte del Libero Esercito Siriano — e dei talebani“, che:
Recentemente, quando il Dipartimento di Stato USA ha ripreso a inviare aiuti non-letali ai ribelli siriani, la lista delle consegne includeva 43 automezzi Toyota.

Hiluxes era nella lista dei desideri del Libero Esercito Siriano. Oubai Shahbander, consigliere della Coalizione Nazionale Siriana, con sede a Washington, è un fan di questo automezzo.

“Equipaggiamenti specifici come gli Hiluxes Toyota sono ciò che definiamo dei fornitori di potenza per le forze di opposizione moderata in campo”, ha aggiunto. Shahbander dice che i pick-up forniti dagli USA serviranno a spostare truppe e rifornimenti. Alcuni dei mezzi diventeranno effettivamente armi sui campi di battaglia.

Anche il governo britannico ha ammesso di aver fornito una certa quantità di veicoli ai terroristi che combattono in Siria. L’articolo del 2013 del britannico Independent intitolava “Rivelazione: Ecco cosa l’Occidente ha dato ai ribelli siriani“, e diceva che:
Fino ad ora la Gran Bretagna ha inviato circa 8 milioni di sterline di aiuti non-letali, secondo le carte ufficiali viste dall’Independent, e questa cifra include cinque veicoli a 4 ruote motrici con protezione balistica, 20 set di giubbotti antiproiettile, quattro autocarri (tre da 25 tonnellate, uno da 20 tonnellate), sei SUV 4×4, cinque pick-up non corazzati, un carro di soccorso, quattro carrelli elevatori, tre “kit di resistenza” avanzati per i centri regionali, destinati a recuperare le persone nelle emergenze, 130 batterie a celle solari, circa 400 radio, depuratori d’acqua e kit per la raccolta dei rifiuti, computer, VSAT (piccoli sistemi satellitari per la comunicazione dei dati) e stampanti.

Si può dire che qualsiasi sia stato il mezzo tramite il quale il Dipartimento di Stato USA e il governo britannico hanno usato per rifornire i terroristi in Siria con questi automezzi, è probabile che esso sia stato usato per inviare ulteriori veicoli anche prima e dopo che questi report fossero resi pubblici.

Il mistero di come centinaia di nuovissimi autocarri Toyota, tutti uguali, siano finiti in Siria e siano nelle mani dell’ISIS è risolto. Non solo i governi USA e britannico hanno ammesso in passato di averli forniti, ma le loro forze militari e le loro agenzie di intelligence hanno solcato i confini di Turchia, Giordania, e perfino Iraq, da cui queste colonne di autocarri devono essere necessariamente passate per finire in Siria – anche se sono stati altri agenti regionali a fornirli. Se le precedenti ammissioni di aver fornito i veicoli coinvolgono l’Occidente direttamente, il fatto che nulla sembra aver impedito le operazioni di consegna lungo i confini implica che l’Occidente è complice con altri paesi nell’aver fornito di veicoli i terroristi siriani.

Anguera: messaggio del 03.10.2015

4.200 - 03.10.2015
Cari figli, ecco il tempo della grande battaglia spirituale. In questi giorni, intensificate le vostre preghiere, perché il demonio causerà grande confusione nella Casa di Dio. Vi chiedo di essere uomini e donne di fede. Non allontanatevi dalla verità. Qualunque cosa accada, non tiratevi indietro. La vostra vittoria è nel Signore. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per indicarvi il cammino della santità. Siate docili. Non perdetevi d’animo. Sono al vostro fianco. Cercate forza nell’Eucarestia e nelle Parole del mio Gesù. Quando tutto sembrerà perduto, Dio agirà in favore dei giusti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 18 ottobre 2015

Intervista a Padre Gabriele Amorth

Il fumo di Satana nella casa del Signore 

Sono trascorsi 29 anni da quel 29 giugno del 1972, festa degli apostoli Pietro e Paolo, quando papa Montini parlò del nemico di Dio per antonomasia: «Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa». E oggi? Beh, quel fumo si diffonde in stanze insospettate…

di Stefano Maria Paci

Sono trascorsi 29 anni da quel 29 giugno del 1972. Era la festa di san Pietro, principe degli apostoli. Era la festa di san Paolo, colui che ha portato il Vangelo di Cristo fino all’estremo Occidente. E in quel 29 giugno, festa dei santi protettori di Roma, il successore di Pietro che aveva preso il nome di Paolo lanciò un grido drammatico. Paolo VI parlò del nemico di Dio per antonomasia, di quel nemico dell’uomo che si chiama Satana. Il nemico della Chiesa. «Attraverso qualche fessura» denunciò Paolo VI «il fumo di Satana è entrato nella Chiesa». Un grido angoscioso, che lasciò stupiti e scandalizzò molti, anche all’interno del mondo cattolico.
E oggi, 29 anni dopo? Quel fumo è stato allontanato, o ha invaso altre stanze? Siamo andati a chiederlo a uno che con Satana e le sue astuzie ha a che fare tutti i giorni. Quasi per professione. È l’esorcista più famoso del mondo: padre Gabriele Amorth, fondatore e presidente ad honorem dell’Associazione internazionale degli esorcisti. Siamo andati da lui anche perché poche settimane fa, il 15 maggio, è stata approvata dalla Cei la traduzione italiana del nuovo Rituale degli esorcismi. Per entrare in uso attende solo il placet della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Una nuova arma che ha la Chiesa per combattere il Nemico? Per scacciare, se ancora non è stato fatto, quel fumo penetrato nel tempio del Signore? Macché! Sentite cosa racconta padre Amorth. Scoprirete che la guerra, in corso da millenni, infuria più furibonda che mai. Che la battaglia adesso si è spostata soprattutto all’interno della casa del Signore. E quel fumo... beh, quel fumo si diffonde in stanze insospettate.
Padre Amorth, finalmente è pronta la traduzione italiana del nuovo Rituale per gli esorcisti.
GABRIELE AMORTH: Sì, è pronta. L’anno scorso la Cei aveva rifiutato di approvarla perché c’erano errori di traduzione dal latino. E noi esorcisti, che dovremmo utilizzarla, avevamo approfittato per segnalare ancora una volta che su molti punti del nuovo Rituale non siamo d’accordo. Il testo base in latino resta immutato in questa traduzione. E un Rituale tanto atteso alla fine si è trasformato in una beffa. Un incredibile legaccio che rischia di impedirci di operare contro il demonio.
Un’accusa pesante. A cosa si riferisce?
AMORTH: Le faccio solo due esempi. Clamorosi. Al punto 15 si parla dei malefici e di come comportarsi. Il maleficio è un male causato a una persona ricorrendo al diavolo. E può essere fatto in diverse forme, come fatture, maledizioni, malocchi, vudù, macumba. Il Rituale romano spiegava come bisognasse affrontarlo. Il nuovo Rituale, invece, afferma categoricamente che c’è proibizione assoluta di fare esorcismi in questi casi. Assurdo. I malefici sono di gran lunga la causa più frequente delle possessioni e dei mali procurati dal demonio: non meno del 90 per cento. È come dire agli esorcisti di non operare più. Il punto 16, poi, afferma solennemente che non si debbono fare esorcismi se non c’è la certezza della presenza diabolica. È un capolavoro di incompetenza: la certezza che il demonio sia presente in una persona si ha solo facendo l’esorcismo. Tra l’altro, gli estensori non si sono accorti di contraddire, in entrambi i punti, il Catechismo della Chiesa cattolica, che indica di compiere l’esorcismo sia nel caso di possessioni diaboliche che di mali causati dal demonio. E dice anche di farlo sia sulle persone che sulle cose. E nelle cose non c’è mai la presenza del demonio, c’è solo la sua influenza.
Le affermazioni contenute nel nuovo Rituale sono gravissime e dannosissime, frutto di ignoranza e inesperienza.
Ma non è stato compilato da esperti?
AMORTH: Assolutamente no. In questi dieci anni sul Rituale hanno lavorato due commissioni: quella composta da cardinali che ha curato i Prenotanda, ossia le disposizioni iniziali, e quella che ha curato le preghiere. Io posso affermare con certezza che nessuno dei membri delle due commissioni ha mai fatto esorcismi né ha mai assistito ad esorcismi né ha mai avuto la più pallida idea di cosa sono gli esorcismi. Questo è l’errore, il peccato originale, di questo Rituale. Nessuno che vi ha collaborato era esperto di esorcismi.
Come è possibile?
AMORTH: Non lo chieda a me. Durante il Concilio ecumenico Vaticano II ogni commissione era coadiuvata da un gruppo di esperti che affiancavano i vescovi. E l’abitudine si è mantenuta anche dopo il Concilio, ogni volta che si sono rifatte parti del Rituale. Ma non in questo caso. E se c’era un argomento su cui servivano degli esperti, era questo.
E invece?
AMORTH: Invece noi esorcisti non siamo mai stati consultati. E, tra l’altro, i suggerimenti che abbiamo dato sono stati ricevuti con fastidio dalle commissioni. La storia è paradossale. Vuole che gliela racconti?
Certo.
AMORTH: Man mano che, come aveva chiesto il Concilio Vaticano II, le varie parti del Rituale romano venivano riviste, noi esorcisti attendevamo che venisse trattato anche il titolo XII, cioè il Rituale esorcistico. Ma evidentemente non era considerato un argomento rilevante, dato che passavano gli anni e non succedeva nulla. Poi, improvvisamente, il 4 giugno del 1990, uscì il Rituale ad interim, di prova. Fu una vera sorpresa per noi, che non eravamo mai stati consultati prima. Eppure da tempo avevamo preparato delle richieste, in vista di una revisione del Rituale. Chiedevamo, tra l’altro, di ritoccare le preghiere, immettendovi invocazioni alla Madonna che mancavano completamente, e di aumentare le preghiere esorcistiche specifiche. Ma eravamo stati completamente tagliati fuori dalla possibilità di dare qualsiasi contributo. Non ci scoraggiammo: il testo era stato fatto per noi. E dato che nella lettera di presentazione l’allora prefetto della Congregazione per il culto divino, il cardinale Eduardo Martínez Somalo, chiedeva alle conferenze episcopali di far avere, entro due anni, «consigli e suggerimenti dati dai sacerdoti che ne avranno fatto uso» ci mettemmo al lavoro. Riunii diciotto esorcisti scelti tra i più esperti del pianeta. Esaminammo con grande attenzione il testo. Lo utilizzammo. Abbiamo subito elogiato la prima parte, nella quale venivano riassunti i fondamenti evangelici dell’esorcismo. È l’aspetto biblico-teologico, su cui non mancava certo la competenza. Una parte nuova, rispetto al Rituale del 1614 composto sotto papa Paolo V: del resto, all’epoca non c’era bisogno di ricordare questi princìpi, da tutti riconosciuti ed accettati. Oggi, invece, è indispensabile.
Ma quando siamo passati ad esaminare la parte pratica, che richiede una conoscenza specifica dell’argomento, si è palesata la totale inesperienza dei redattori. Le nostre osservazioni sono state copiose, articolo per articolo, e le abbiamo fatte avere a tutte le parti interessate: Congregazione per il culto divino, Congregazione per la dottrina della fede, conferenze episcopali. Una copia fu consegnata direttamente nelle mani del Papa.
Come sono state accolte le vostre osservazioni?
AMORTH: Accoglienza pessima, efficacia nulla. Ci eravamo ispirati alla Lumen gentium, in cui la Chiesa è descritta come «Popolo di Dio». Al numero 28 si parla della collaborazione dei sacerdoti con i vescovi, al numero 37 si dice con chiarezza, addirittura riferendolo ai laici, che «secondo la scienza, la competenza e il prestigio di cui godono, hanno la facoltà, anzi talora anche il dovere, di far conoscere il loro parere su cose concernenti il bene della Chiesa». Era esattamente il nostro caso. Ma ci eravamo illusi, ingenuamente, che le disposizioni del Vaticano II fossero giunte alle congregazioni romane. Invece ci siamo trovati di fronte un muro di rifiuto e di disprezzo. Il segretario della Congregazione per il culto divino fece una relazione alla commissione cardinalizia in cui diceva che i loro unici interlocutori erano i vescovi, e non i sacerdoti o gli esorcisti. E aggiungeva testualmente, a proposito del nostro umile tentativo di aiuto come esperti che esprimono il loro parere: «Si dovette prendere atto del fenomeno di un gruppo di esorcisti e cosiddetti demonologi, quelli che in seguito si sono costituiti in Associazione internazionale, che orchestravano una campagna contro il rito». Un’accusa indecente: noi non abbiamo mai orchestrato nessuna campagna! Era indirizzato a noi il Rituale, e nelle commissioni non avevano convocato nessuna persona competente: era più che logico che tentassimo di dare il nostro contributo.
Ma allora vuol dire che il nuovo Rituale è per voi inutilizzabile nella lotta contro il demonio?
AMORTH: Sì. Ci volevano consegnare un’arma spuntata. Sono state cancellate le preghiere efficaci, preghiere che avevano dodici secoli di storia, e ne sono state create di nuove, inefficaci. Ma per fortuna ci è stata gettata, all’ultimo, una scialuppa di salvataggio.
Quale?
AMORTH: Il nuovo prefetto della Congregazione per il culto divino, il cardinale Jorge Medina, ha affiancato al Rituale una Notificazione. In cui si afferma che gli esorcisti non sono obbligati ad usare questo Rituale, ma se vogliono possono utilizzare ancora il vecchio facendone richiesta al vescovo. I vescovi devono chiedere l’autorizzazione alla Congregazione che però, come scrive il cardinale, «la concede volentieri».
«La concede volentieri»? È una ben strana concessione…
AMORTH: Vuol sapere da dove nasce? Da un tentativo compiuto dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e dallo stesso cardinale Medina di introdurre nel Rituale un articolo – allora era l’articolo 38 – in cui si autorizzavano gli esorcisti ad usare il Rituale precedente. Indubbiamente si trattava di una manovra in extremis per farci evitare i grandi errori che ci sono in questo Rituale definitivo. Ma il tentativo dei due cardinali venne bocciato. Allora il cardinale Medina, che aveva compreso la posta in gioco, ha deciso di darci in ogni caso questa scialuppa di salvataggio, aggiungendo una notifica a parte.
Come venite considerati, voi esorcisti, all’interno della Chiesa?
AMORTH: Siamo trattati malissimo. I confratelli sacerdoti che vengono incaricati di questo delicatissimo compito sono visti come dei matti, degli esaltati. In genere sono appena tollerati dagli stessi vescovi che li hanno nominati.      Il fatto più clamoroso di questa ostilità?      AMORTH: Abbiamo tenuto un convegno internazionale degli esorcisti vicino a Roma. E abbiamo domandato di essere ricevuti dal Papa. Per non dargli l’aggravio di aggiungere una nuova udienza alle tantissime che già fa, abbiamo semplicemente chiesto di essere ricevuti in udienza pubblica, quella in piazza San Pietro del mercoledì. E senza nemmeno la necessità di essere citati tra i saluti. Abbiamo fatto regolare domanda, come ricorderà perfettamente monsignor Paolo De Nicolò, della Prefettura della casa pontificia, che ha accolto a braccia aperte la nostra richiesta. Il giorno prima dell’udienza però lo stesso monsignor De Nicolò ci ha detto – a dire il vero con grande imbarazzo, per cui si è visto benissimo che la decisione non dipendeva da lui – di non andare, che non eravamo ammessi. Incredibile: 150 esorcisti provenienti dai cinque continenti, sacerdoti nominati dai loro vescovi in conformità con le norme del diritto canonico che richiedono preti di preghiera, di scienza e di buona fama – quindi un po’ il fior fiore del clero –, chiedono di partecipare a un’udienza pubblica del Papa e vengono buttati fuori. Monsignor De Nicolò mi ha detto: «Naturalmente le prometto che le invierò subito la lettera con le motivazioni». Sono passati cinque anni, e quella lettera la aspetto ancora.
Certamente non è stato Giovanni Paolo II ad escluderci. Ma che a 150 sacerdoti venga proibito di partecipare a una udienza pubblica del Papa in piazza San Pietro spiega quanto sono ostacolati gli esorcisti dalla loro Chiesa, quanto sono malvisti da tante autorità ecclesiastiche.
Lei col demonio ci combatte quotidianamente. Qual è il più grande successo di Satana?
AMORTH: Riuscire a far credere di non esistere. E ci è quasi riuscito. Anche all’interno della Chiesa. Abbiamo un clero e un episcopato che non credono più nel demonio, negli esorcismi, nei mali straordinari che il diavolo può dare, e nemmeno nel potere che Gesù ha concesso di scacciare i demoni.
Da tre secoli la Chiesa latina – al contrario della Chiesa ortodossa e di varie confessioni protestanti – ha quasi del tutto abbandonato il ministero esorcistico. Non praticando più esorcismi, non studiandoli più e non avendoli mai visti, il clero non ci crede più. E non crede più nemmeno al diavolo. Abbiamo interi episcopati contrari agli esorcismi. Ci sono nazioni completamente prive di esorcisti, come la Germania, l’Austria, la Svizzera, la Spagna e il Portogallo. Una carenza spaventosa.
Non ha nominato la Francia. Lì la situazione è differente?
AMORTH: C’è un libro scritto dal più noto esorcista francese, Isidoro Froc, dal titolo: Gli esorcisti, chi sono e cosa fanno. Il volume, tradotto in italiano dall’editrice Piemme, è stato scritto per incarico della Conferenza episcopale francese. In tutto il libro non si dice mai che gli esorcisti, in certi casi, fanno esorcismi. E l’autore ha più volte dichiarato alla televisione francese di non avere mai fatto esorcismi e che mai li farà. Su un centinaio di esorcisti francesi, solo cinque credono al demonio e fanno gli esorcismi, tutti gli altri mandano chi si rivolge a loro dagli psichiatri.
E i vescovi sono le prime vittime di questa situazione della Chiesa cattolica, da cui sta scomparendo la credenza nell’esistenza del demonio. Prima che uscisse questo nuovo Rituale, l’episcopato tedesco ha scritto una lettera al cardinale Ratzinger in cui affermava che non occorreva un nuovo Rituale, perché non si dovevano più fare gli esorcismi.
È compito dei vescovi nominare gli esorcisti?
AMORTH: Sì. Quando un sacerdote viene nominato vescovo, si trova di fronte ad un articolo del Codice di diritto canonico che gli dà l’autorità assoluta per nominare degli esorcisti. A qualsiasi vescovo il minimo che si può chiedere è che abbia almeno assistito a un esorcismo, dato che deve prendere una decisione così importante. Purtroppo, non accade quasi mai. Ma se un vescovo si trova di fronte a una seria richiesta di esorcismo – che cioè non viene fatta da uno svitato – e non provvede, commette peccato mortale. Ed è responsabile di tutte le terribili sofferenze di quella persona, che a volte durano anni o una vita, e che avrebbe potuto impedire.

Sta dicendo che la maggior parte dei vescovi della Chiesa cattolica è in peccato mortale?
AMORTH: Quando ero ragazzino il mio vecchio parroco mi insegnava che i sacramenti sono otto: l’ottavo è l’ignoranza. E l’ottavo sacramento ne salva più degli altri sette sommati assieme. Per compiere peccato mortale occorre una materia grave ma anche la piena avvertenza e il deliberato consenso. Questa omissione di aiuto da parte di molti vescovi è materia grave. Ma questi vescovi sono ignoranti: non c’è dunque deliberato consenso e piena avvertenza.
Ma la fede rimane intatta, cioè rimane una fede cattolica, se uno non crede nell’esistenza di Satana?
AMORTH: No. Le racconto un episodio. Quando incontrai per la prima volta don Pellegrino Ernetti, un celebre esorcista che ha esercitato per quarant’anni a Venezia, gli dissi: «Se potessi parlare con il Papa gli direi che incontro troppi vescovi che non credono nel demonio». Il pomeriggio seguente padre Ernetti è tornato da me per riferirmi che il mattino era stato ricevuto da Giovanni Paolo II. «Santità», gli aveva detto, «c’è un esorcista qui a Roma, padre Amorth, che se venisse da lei le direbbe che conosce troppi vescovi che non credono nel demonio». Il Papa gli ha risposto, secco: «Chi non crede nel demonio non crede nel Vangelo». Ecco la risposta che ha dato lui e che io ripeto.
Mi faccia capire: la conseguenza è che molti vescovi e molti preti non sarebbero cattolici?
AMORTH: Diciamo che non credono a una verità evangelica. Quindi semmai li taccerei di propagare un’eresia. Però intendiamoci: uno è formalmente eretico se viene accusato di qualcosa e se persiste nell’errore. Ma nessuno, oggi, per la situazione che c’è nella Chiesa, accusa un vescovo di non credere nel diavolo, nelle possessioni demoniache e di non nominare esorcisti perché non ci crede. Eppure potrei farle tantissimi nomi di vescovi e cardinali che appena nominati in una diocesi hanno tolto a tutti gli esorcisti la facoltà di esercitare. Oppure di vescovi che sostengono apertamente: «Io non ci credo. Sono cose del passato». Perché? Purtroppo perché c’è stata l’influenza perniciosissima di certi biblisti, e potrei farle molti nomi illustri. Noi che tocchiamo ogni giorno con mano il mondo dell’aldilà, sappiamo che ha messo lo zampino in tante riforme liturgiche.
Per esempio?
AMORTH: Il Concilio Vaticano II aveva chiesto di rivedere alcuni testi. Disobbedendo a quel comando, si è voluto invece rifarli completamente. Senza pensare che si potevano anche peggiorare le cose anziché migliorarle. E tanti riti sono stati peggiorati per questa mania di voler buttare via tutto quello che c’era nel passato e rifare tutto daccapo, come se la Chiesa fino ad oggi ci avesse sempre imbrogliato e ingannato, e solo adesso fosse finalmente arrivato il tempo dei grandi geni, dei superteologi, dei superbiblisti, dei superliturgisti che sanno dare alla Chiesa le cose giuste. Una menzogna: l’ultimo Concilio aveva semplicemente chiesto di rivederli quei testi, non di distruggerli.
Il Rituale esorcistico, per esempio: andava corretto, non rifatto. C’erano preghiere che hanno dodici secoli di esperienza. Prima di cancellare preghiere così antiche e che per secoli si sono dimostrate efficaci, bisognerebbe pensarci a lungo. E invece no. Tutti noi esorcisti, utilizzando per prova le preghiere del nuovo Rituale ad interim, abbiamo sperimentato che sono assolutamente inefficaci.
Ma anche il rito del battesimo dei bambini è stato peggiorato. È stato stravolto, fin quasi ad eliminare l’esorcismo contro Satana, che ha sempre avuto enorme importanza per la Chiesa, tanto che veniva chiamato l’esorcismo minore. Contro quel nuovo rito ha protestato pubblicamente anche Paolo VI. È stato peggiorato il rito del nuovo benedizionale. Ho letto minuziosamente tutte le sue 1200 pagine. Ebbene, è stato puntigliosamente tolto ogni riferimento al fatto che il Signore ci deve proteggere da Satana, che gli angeli ci proteggono dall’assalto del demonio. Hanno tolto tutte le preghiere che c’erano per la benedizione delle case e delle scuole. Tutto andava benedetto e protetto, ma oggi la protezione dal demonio non esiste più. Non esistono più difese e neppure preghiere contro di lui. Lo stesso Gesù ci aveva insegnato una preghiera di liberazione, nel Padre nostro: «Liberaci dal Maligno. Liberaci dalla persona di Satana». In italiano è stata tradotta in modo erroneo, e adesso si prega dicendo: «Liberaci dal male». Si parla di un male generico, di cui in fondo non si sa l’origine: invece il male contro cui nostro Signore Gesù Cristo ci aveva insegnato a combattere è una persona concreta: è Satana.
Lei ha un osservatorio privilegiato: ha la sensazione che il satanismo si stia diffondendo?
AMORTH: Sì. Tantissimo. Quando cala la fede aumenta la superstizione. Se uso il linguaggio biblico, dico che si abbandona Dio e ci si dà all’idolatria, se uso un linguaggio moderno, dico che si abbandona Dio per darsi all’occultismo. Lo spaventoso calo della fede in tutta l’Europa cattolica fa sì che la gente si getti tra le mani di maghi e cartomanti, mentre prosperano le sette sataniche. Il culto del demonio viene reclamizzato a masse intere attraverso il rock satanico di personaggi come Marilyn Manson, e viene dato l’assalto anche ai bambini: giornali a fumetti insegnano la magia e il satanismo.
Diffusissime le sedute spiritiche, in cui si evocano morti per averne risposte. Ora si insegna a fare sedute spiritiche con il computer, con il telefono, con il televisore, con il registratore ma soprattutto con la scrittura automatica. Non c’è più nemmeno bisogno del medium: è uno spiritismo “fai da te”. Secondo i sondaggi, il 37 per cento degli studenti ha fatto almeno una volta il gioco del cartellone o del bicchierino, che è una vera seduta spiritica. In una scuola in cui mi avevano invitato a parlare, i ragazzi hanno detto che la facevano durante l’ora di religione sotto gli occhi compiaciuti dell’insegnante.
E funzionano?
AMORTH: Non esiste distinzione tra magia bianca e magia nera. Quando la magia funziona, è sempre opera del demonio. Tutte le forme di occultismo, come questo grande ricorso verso le religioni d’Oriente, con le loro suggestioni esoteriche, sono porte aperte per il demonio. E il diavolo entra. Subito.
Io non ho esitato a dire immediatamente, nel caso della suora uccisa a Chiavenna e in quello di Erika e Omar, i due ragazzi di Novi Ligure, che c’era stato un intervento diretto del demonio perché quei ragazzi erano dediti al satanismo. Proseguendo l’indagine la polizia ha poi scoperto, in entrambi i casi, che questi ragazzi seguivano Satana, avevano libri satanici.
Su cosa fa leva il demonio per sedurre l’uomo?
AMORTH: Ha una strategia monotona. Glielo ho detto, e lui lo riconosce… Fa credere che l’inferno non c’è, che il peccato non esiste ma è solo un’esperienza in più da fare. Concupiscenza, successo e potere sono le tre grandi passioni su cui Satana insiste.
Quanti casi di possessione demoniaca ha incontrato?
AMORTH: Dopo i primi cento ho smesso di contarli.
Cento? Ma sono tantissimi. Lei nei suoi libri dice che i casi di possessione sono rari.
AMORTH: E lo sono davvero. Molti esorcisti hanno incontrato solo casi di mali diabolici. Ma io ho ereditato la “clientela” di un esorcista famoso come padre Candido, e quindi i casi che lui non aveva ancora risolto. Inoltre, gli altri esorcisti mandano da me i casi più resistenti.
Il caso più difficile che ha incontrato?
AMORTH: Ce l’ho “in cura” adesso, e da due anni. È la stessa ragazza che è stata benedetta – non è stato un vero esorcismo – dal Papa a ottobre in Vaticano e che ha creato scalpore sui giornali. È colpita 24 ore su 24, con tormenti indicibili. I medici e gli psichiatri non riuscivano a capirci nulla. È pienamente lucida e intelligentissima. Un caso davvero doloroso.
Come si cade vittime del demonio?
AMORTH: Si può incappare nei mali straordinari inviati dal demonio per quattro motivi. O perché questo costituisce un bene per la persona (è il caso di molti santi), o per la persistenza nel peccato in modo irreversibile, o per un maleficio che qualcuno lancia per mezzo del demonio, o quando ci si dedica a pratiche di occultismo.
Durante l’esorcismo di posseduti, che tipo di fenomeni si manifestano?
AMORTH: Ricordo un contadino analfabeta che durante l’esorcismo mi parlava solo in inglese, e io avevo bisogno di un interprete. C’è chi mostra una forza sovrumana, chi si solleva completamente da terra e varie persone non riescono a tenerlo seduto sulla poltrona. Ma è solo per il contesto in cui si svolgono, che parliamo di presenza demoniaca.
A lei il demonio non ha mai fatto del male?
AMORTH: Quando il cardinale Poletti mi chiese di fare l’esorcista io mi raccomandai alla Madonna: «Avvolgimi nel tuo manto e io sarò sicurissimo». Di minacce il demonio me ne ha fatte tante, ma non mi ha mai fatto nessun danno.
Lei non ha mai paura del demonio?
AMORTH: Io paura di quella bestia? È lui che deve avere paura di me: io opero in nome del Signore del mondo. E lui è solo la scimmia di Dio.
Padre Amorth, il satanismo si diffonde sempre di più. Il nuovo Rituale rende difficile fare esorcismi. Agli esorcisti si impedisce di partecipare a una udienza con il Papa a piazza San Pietro. Mi dica sinceramente: cosa sta accadendo?
AMORTH: Il fumo di Satana entra dappertutto. Dappertutto! Forse siamo stati esclusi dall’udienza del Papa perché avevano paura che tanti esorcisti riuscissero a cacciare via le legioni di demoni che si sono insediate in Vaticano.
Sta scherzando, vero?
AMORTH: Può sembrare una battuta, ma io credo che non lo sia. Non ho nessun dubbio che il demonio tenti soprattutto i vertici della Chiesa, come tenta tutti i vertici, quelli politici e quelli industriali.
Sta dicendo che anche qui, come in ogni guerra, Satana vuole conquistare i generali avversari?
AMORTH: È una strategia vincente. Si tenta sempre di attuarla. Soprattutto quando le difese dell’avversario sono deboli. E anche Satana ci prova. Ma grazie al cielo c’è lo Spirito Santo che regge la Chiesa: «Le porte dell’inferno non prevarranno». Nonostante le defezioni. E nonostante i tradimenti. Che non devono meravigliare. Il primo traditore fu uno degli apostoli più vicini a Gesù: Giuda Iscariota. Però nonostante questo la Chiesa continua nel suo cammino. È tenuta in piedi dallo Spirito Santo e quindi tutte le lotte di Satana possono avere solo dei risultati parziali. Certo, il demonio può vincere delle battaglie. Anche importanti. Ma mai la guerra.

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