martedì 30 giugno 2015

007 Usa: Attentato terroristico entro la fine di questa settimana

L’allerta diramato nei giorni scorsi dall’Fbi e dal dipartimento americano per la sicurezza interna sul rischio di attacchi terroristici negli Stati Uniti in occasione delle celebrazioni del 4 Luglio "non è un allarme di routine"

Lo ha affermato alla rete televisiva Cbs Michael Morrell, ex vicedirettore della Cia. "Non sarei sorpreso - ha aggiunto - se fra una settimana ci troveremmo qui a discutere di un attacco accaduto durante il fine settimana negli Usa".

La nota dell’ Fbi alle autorità locali ed alle forze dell’ordine in tutti gli Usa consiglia un aumento della vigilanza per possibili attentati in coincidenza con l’anniversario dell’Indipendenza. Ma due sono le ragioni di particolare preoccupazione secondo Morell: la "chiamata alle armi" dell’Isis ad attaccare gli infedeli durante il Ramadan ed il vasto numero di persone che, anche in Occidente, sembrano allinearsi con il gruppo terrorista.

Ricordando i tre attacchi terroristici in Kuwait, Francia e Tunisia della scorsa settimana Morell ha osservato come si scoprirà con tutta probabilità che il responsabile di quello in Kuwait è stato mandato direttamente dalla Siria e dall’Iraq: "Questa è una vera minaccia, il fatto che spediscano questa gente da noi". Senza contare - ha aggiunto - che "circa 50 persone sono state arrestate negli ultimi 12 mesi proprio negli Stati Uniti per essersi avvicinati all’Isis e voler condurre attentati qui".

La Casa Bianca tuttavia minimizza: "Non c’è nessuna minaccia credibile di attacchi terroristici negli Stati Uniti per il weekend del 4 luglio. Ma siamo ben consapevoli delle recenti minacce di attacco da parte dell’Isis".

 

via ilgiornale

Medjugorje: messaggio del 25.06.2015

"Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi dona la grazia di potervi amare e d invitare alla conversione. Figlioli, Dio sia il vostro domani, non guerra ed inquietudine, non tristezza ma gioia e pace devono regnare nei cuori di tutti gli uomini e senza Dio non troverete mai la pace. Perciò, figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera perché il vostro cuore canti con gioia. Io sono con voi e vi amo con immenso amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. "

lunedì 29 giugno 2015

Aviazione libica minaccia l'Ue: Colpiremo navi senza permesso

'Ue pronta ad avviare la missione militare sulle coste libiche per fermare gli scafisti. Ma Tobruk minaccia ritorsioni

L’aviazione libica al servizio del governo di Tobruk lancia un avvertimento all'Unione europea.

Le navi che entreranno nelle acque territoriali nazionali senza il permesso saranno bersaglio dei lori caccia. L'altolà arriva all’indomani del lancio formale della missione navale Ue per far fronte al traffico di esseri umani dalla Libia verso l’Europa. "Qualunque mezzo navale trovato nelle acque libiche, che non abbia una precedente autorizzazione - ha dichiarato il comandante dell’aeronautica libica, Saqr al Jarouschi - sarà il bersaglio delle forze aeree".

Già ieri sera, poche ore dopo il via libera dell'Unione europea, la missione militare era stata accolta dal numero due dell'Autorità libica anti-immigrazione di Tripoli con toni ultimativi. "I paesi della Ue - aveva detto detto Mohamed Abu Breida - devono coordinarsi con noi". Colpire barconi in acque libiche sarebbe una "flagrante violazione della sovranità libica". La "fase uno"dell’operazione comincerà ad essere operativa dai primi di luglio, con il dispiegamento delle forze messe a disposizione da quattordici Paesi. La portaerei italiana "Cavour" sarà la nave ammiraglia di una missione che inizialmente sarà dotata complessivamente di cinque navi da guerra, due sommergibili, tre aerei da ricognizione marittima, due droni e tre elicotteri con un migliaio di soldati. La "fase uno" sarà dedicata alla raccolta di informazioni. Opererà in acque internazionali e farà anche soccorso, ma il focus è sulla lotta agli scafisti. Il passaggio alle fasi successive scatterà dopo valutazioni del Consiglio su proposta del comandante, il contrammiraglio Enrico Credendino. Per arrivare alla "fase 3", con operazioni anche in acque territoriali e sulla costa libica, servirà però la risoluzione dell’Onu. E già nelle prime due fasi, comunque, si dovrà tenere conto, spiegano fonti militari europee, che l’operazione si svolgerà in un ambiente "molto complesso" perché già due volte navi mercantili sono state "recentemente" attaccate fuori dalle acque territoriali con aerei e tiri di artiglieria dalla costa a Derna e a Sirte. Anche perché i trafficanti non hanno mai esitato a usare le armi.

domenica 28 giugno 2015

Il quadrifoglio dell'orrore: Terrorismo islamico,immigrazione,guerra fredda e Grecia

Terrorismo islamico; immigrazione; guerra fredda; Grecia (euro): il quadrifoglio dell'orrore è appeso a questo indecente stelo europeo che è la nostra dannazione, e rischia di essere il buco nero in cui sarà inghiottita la pace del mondo

Tutto torna e tutto si tiene. I punti sono quattro, oggi interdipendenti tra loro e resi gravissimi dall'assenza del nostro continente, inteso come soggetto autentico che tuteli e promuova il destino positivo delle nazioni che vi abitano.

1) Terrorismo islamico; 2) immigrazione; 3) guerra fredda; 4) Grecia (euro). Il quadrifoglio dell'orrore è appeso a questo indecente stelo europeo che è la nostra dannazione, e rischia di essere il buco nero in cui sarà inghiottita la pace del mondo.

Su tutte queste sfide l'atteggiamento dell'Unione europea è uno e uno solo: non decide, china la testa e si fa del male. Sono tutte sfide che l'Europa a trazione tedesca, egoista, impotente e senza una linea politica non riesce a risolvere. È chiaro, quindi: senza unione politica l'Ue non esiste più. Per questo diciamo che questa Europa non ci piace. E siamo profondamente convinti che non piaccia neanche a Matteo Renzi. Che fare? Cambiare verso. Basta con le burocrazie senz'anima. Basta con l'imperialismo tedesco.

La tragedia attuale e incombente è tale da non tollerare retorica. Per quanto riguarda il nostro Paese, l'operatività che chiediamo al governo deve comprendere l'istituzione e convocazione immediata del tavolo della coesione nazionale. Il presidente Mattarella ha chiesto «coesione e compattezza». E noi siamo d'accordo.

L'interesse nazionale non tollera polemiche nei momenti gravi. Esso ha però (...)

(...) bisogno di strumenti efficaci e snelli. Che anche simbolicamente comunichino questa unità mentre si è in guerra. Senza confondere la coesione su 4 temi essenziali a livello geopolitico internazionale con un bonus per le politiche disgraziatissime del governo Renzi, che non sta capendo nulla dell'interdipendenza delle crisi.

Il premier (si fa per dire) italiano ha partecipato al Consiglio europeo senza toccare palla, senza capacità di esercitare una proposta o una mediazione sul nodo decisivo della governance di questa multinazionale della finanza e dell'economia merkeliana, dove i singoli Paesi cercano di far valere dinanzi a Berlino i loro interessi in senso disgregativo, senza la forza e la visione di una vera Europa, quale quella che volevano i padri fondatori, e che è stata tradita.

L'ordine del giorno del Consiglio europeo che si è concluso venerdì sera a Bruxelles appariva come un guazzabuglio di temi e chiacchiere devianti, quasi fastidiose. Un documento preparato dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, sembrava un addendum. In realtà, in esso è il punto che riassume tutti i malesseri dell'Europa di oggi, e di domani.

Noi, che da bravi gufi siamo abituati a pensare male, non vorremmo che questo documento fosse stato messo all'ordine del giorno insieme a tutti gli altri punti precedentemente elencati proprio affinché passasse in secondo piano. In secondo piano magari anche, come tante volte è successo in passato, rispetto alla crisi economica; lo spread; l'euro che rischia di crollare; o la «famigerata» Grecia. Ci aspettavamo che il presidente (si fa per dire) del Consiglio si opponesse a questa deriva. Ma temiamo, invece, che sia caduto ancora una volta anche lui nel tranello.

La governance dell'eurozona sta prendendo una brutta china antidemocratica, per cui se un governo dei 19 Paesi che hanno adottato l'euro cerca di rimanere sovrano, contravvenendo a quella prassi che è ormai diventata, paradossalmente, costituzione materiale dell'Ue, quel governo che non ci sta viene fatto fuori. Gli si scatena contro la speculazione finanziaria, lo si sostituisce con un governo tecnico, come già avvenuto in casa nostra nel 2011, e come rischia di succedere oggi con la Grecia.

Lo schema è ormai chiaro a tutti: l'Europa a trazione tedesca si alimenta inesorabilmente dello scippo di sovranità degli Stati membri non allineati e della conseguente delegittimazione politica dei loro leader.

Lo ha detto in maniera molto chiara il filosofo tedesco Jürgen Habermas: «Sorretto dalla legittimazione democratica, il governo greco sta tentando di ottenere un cambio di politica nell'eurozona. Le elezioni greche hanno gettato sabbia negli ingranaggi di Bruxelles. Le carenze del governo greco non tolgono nulla allo scandalo dell'atteggiamento dei politici di Bruxelles e Berlino, che rifiutano di incontrare i loro colleghi di Atene in quanto politici, e riducono ogni cosa su un piano tecnico».

Tutto questo non può lasciarci inerti. Tutto questo dimostra che l'attuale Europa non ha intelligenza politica e democratica, ma vive di violenza tecnocratica, di dominio della Germania di Angela Merkel, con vassalli ipocriti come la Francia, e servi sciocchi come l'Italia di Monti, Letta e, ahimè, nonostante ogni tanto sbotti, salvo fare subito dopo marcia indietro, anche di Renzi.

Una Germania forte con i deboli, che poi però a volte si vendicano, e debole con i forti, come con Obama nel caso delle sanzioni alla Federazione russa. Bel risultato: senza politica, senza democrazia, senza solidarietà, senza sviluppo, il Vecchio continente non esiste più politicamente, ma è destinato a diventare una mera espressione geografica, come a suo tempo diceva Metternich dell'Italia.

Per questo diciamo: sì all'Europa, ma non a questa Europa. Prima la cambiamo meglio è. Senza unione politica non si va da nessuna parte. E vince il Califfato. Con buona pace dell'irresponsabile Schauble e delle sue teutoniche minacce.

 

via ilgiornale

Isis: Uccidete i cristiani ​durante il Ramadan

Il portavoce Abu Muhammad al-Adnani esorta i musulmani ad "attaccare i cristiani, gli sciiti e i musulmani apostati che sostengono la coalizione internazionale in Iraq e in Siria"

Non bastava l'ultimo video choc in cui delle presunte spie vengono affogate in una gabbia o fatte saltare in aria.

Adesso l'Isis invia anche un nuovo messaggio audio nel quale il portavoce Abu Muhammad al-Adnani esorta i musulmani ad "attaccare durante il Ramadan i cristiani, gli sciiti e i musulmani apostati che sostengono la coalizione internazionale in Iraq e in Siria".

"Trasformiamo il mese di digiuno del Ramadan, cominciato la settimana scorsa, in un tempo di calamità per gli infedeli sciiti e i musulmani apostati, sollecitando nuovi attacchi in Iraq, Siria e Libia", dice la voce registrata nel messaggio diffuso dai siti jihadisti, della durata di 28 minuti.

sabato 27 giugno 2015

Ufficiale: Isis ha iniziato a coniare la sua moneta

Arrivano le prime monete ufficiali coniate dallo Stato islamico

Sono pezzi da 5 dinari islamici, in oro, del valore di 139 dollari per dinaro. Un grammo d’oro vale circa 35 dollari, e quindi la moneta da 5 dinari dovrebbe pesare circa 20 grammi per rispettare il cambio di mercato. Ma è probabile che la valutazione sia gonfiata.

Il conio delle nuove monete era stato annunciato dall'Isis nel novembre scorso. Ne sono previste sette diverse: due in oro, tre in argentoe due in rame, che avranno corso legale in tutti i territori controllati dall'autoproclamato Califfato, principalmente in Siria e Iraq.

Ancora non è stato comunicato se siano previsti equivalenti cartacei. Secondo i più, la diffusione delle monete avrà un valore simbolico più che pratico.

 

via ilgiornale

Il Vaticano riconosce la Palestina. Israele: Forte delusione

Lo Stato del Vaticano riconosce la Stato di Palestina come un'entità sovrana. Lo ha fatto oggi, siglando al Palazzo apostolico "un accordo globale" sugli "aspetti essenziali della vita e dell'attivitò della Chiesa in Palestina".

Una mossa attesa da tempo, dopo l'accordo base firmato il 15 febbraio 200 tra il Vaticano e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) cui erano seguiti numerosi negoziati svolti da una commissione bilaterale.

L'accordo è stato firmato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati, e Riad Al-Malki, ministro degli Affari esteri della Palestina.

A margine della firma dell'accordo storico, Gallagher è anche tornato sulla questione territoriale, chiedendo che al più presto venga formalizzata a livello internazionale l'esistenza di due Stati: "Spero che l'auspicata soluzione dei due Stati divenga realtà quanto prima". "Il processo di pace - ha aggiunto - può progredire solo tramite il negoziato diretto tra le Parti con il sostegno della comunità internazionale. Ciò richiede certamente decisioni coraggiose, ma anche sarà un grande contributo alla pace e alla stabilità della Regione".

La firma e la rinnovata richiesta del riconoscimento internazionale per la Palestina ha irritato e non poco le autorità di Israele. Il minstero degli Esteri israeliano, infatti, ha espesso "rincrescimento rispetto alla decisione del Vaticano di riconoscere ufficialmente l'Autorità Palestinese come uno Stato". "Israele - si legge nel comunicato diffuso dall'ambasciata israeliana presso la Santa Sede - studierà l'accordo in dettaglio e le sue implicazioni per la futura cooperazione tra Israele e il Vaticano". Israele considera la firma dell'accordo un "passo affrettato" che potrebbe mettere a rischio il cammino dell'accordo di pace con l'Ap.

Il ministro degli Affari esteri palestinese, invece, lo considera un "accordo storico". Raid Al-Malki ha aggiunto: "Per la prima volta l'accordo include un riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato, quale segno di riconoscimento del diritto del popolo palestinese all'autodeterminaione, alla libertà e dignità in un proprio Stato indipendente libero dalle catene dell'occupazione"

La scelta del Vaticano in merito al riconoscimento della Palestina non è una novità. Lo scorso 16 maggio, infatti, il presidente dell'Anp Abu Mazen aveva fatto visita a papa Francesco ed era stato ricevuto come capo di Stato. E anche nei loro viaggi in Terra Santa Bergoglio e Benedetto XVI avevano sostenuto la soluzione dei due Stati.

Ma oggi arriva l'ufficialità: per la Santa Sede la Palestina è uno Stato.

via ilgiornale

venerdì 26 giugno 2015

Kuwait: Attacco terroristico contro gli sciiti in una Moschea,almeno 7 vittime

Un altro attacco contro una moschea sciita dopo quello di Lione e Tunisi oggi.

Il bilancio dell'attentato nel Kuwait, a Kuwait City, è di almeno sette morti. L'attacco, come nei casi precedenti, è avvenuto mentre i fedeli si trovavano riuniti per la preghiera del venerdì. Un uomo si è fatto esplodere all'interno.

Non va trascurare il fatto che il mondo islamico è nel pieno del Ramadan e che circa un anno fa i jihadisti del sedicente Stato islamico avevano annunciato la nasciata di un "Califfato". Pochi giorni fa il portavoce del gruppo, Abu Mohammad al-Adnani, aveva invitato lupi solitari e sostenitori ad attaccare proprio durante questo mese, centrale nel calendario lunare islamico.

I miliziani dell'Isis puntano, ormai la strategia è chiara, ad accendere contrasti tra la popolazione musulmana sunnita e quella sciita. I fedeli dei questa branca dell'islam sono ritenuti dai jihadisti dei miscredenti. Nello Stato del Golfo gli sciiti rappresentano il 30% della popolazione, circa 1,3 milioni di abitanti.

Importante il gesto dell'emiro del Kuwait, che appena dopo l'attentato ha raggiunto la moschea sciita presa di mira.

I Terroristi colpiscono anche Tunisi, bilancio provvisorio 19 morti

Nel giorno in cui due persone volevano far esplodere una centrale del gas vicino Lione, ci sarebbe stato un altro attentato con sparatoria in un resort a Susa in Tunisia.

La notizia è stata annunciata prima da una radio locale e dalla tv satellitare al-Arabiya - che parla di un "attacco terroristico" a circa 140 chilometri da Tunisi, teatro di un altro attentato il 19 marzo, quando un commando era entrato prima nel parlamento e poi al museo del Bardo - e infine confermata da una fonte della sicurezza.

Un uomo armato di kalashnikov ha fatto irruzione nell'hotel Imperial a Hammam-Sousse, nella zona turistica di Kentaoui, e ha aperto il fuoco sui turisti. Secondo il ministero dell'interno ci sarebbero "almeno sette vittime", tra cui ospiti del resort e lo stesso attentatore.

 

via ilgiornale

Francia: Attacco Islamico, un morto, 2 feriti e un uomo decapitato

È di un morto e due feriti il bilancio definitivo di un attentato messo a segno questa mattina a Saint-Quentin-Fallavier (nord dell'Isère, sud est della Francia), non lontano da Lione.

Uno o due uomini hanno fatto irruzione in un impianto di gas industriale, la Air Products, sfondando un cancello con un'automobile e poi provocando un'esplosione all'interno della struttura.

Poco dopo all’interno del complesso industriale è stato ritrovato un corpo decapitato vicino l’impianto. La testa mozzata, trovata infilzata sulla recinzione dello stabilimento, è ricoperta di scritte in arabo. Non è al momento chiaro se l'uomo sia stato ucciso sul posto o il cadavere trasportato, dopo essere stato ammazzato altrove.

A fermare il terrorista è stato un pompiere. "Il suo sangue freddo ha permesso l'arresto del criminale".

Un uomo in manette
Una persona è stata fermata dalla gendarmeria: è sospettato di essere l'autore dell'attentato. Trentacinquenne, era già noto ai servizi anti-terrorismo. Per un periodo - dal 2006 al 2008 - era stato sotto sorveglianza, ma non avrebbe precedenti penali.

Dopo essersi rifiutato di fornire le sue generalità agli uomini delle forze dell'ordine, si è fatto identificare. Si tratta di Yacine Salhi. Secondo le prime informazioni sarebbe sposato e con tre figli, originario di Pontarlier e residente a Saint Priest. Avrebbe avuto in passato legami con ambienti dell'islam salafita.

L'aggressore avrebbe detto di essere un uomo dell’Isis, mostrando un drappo con scritte in arabo. Su questo aspetto non c'è però al momento nessuna certezza. Il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve ha sottolineato che la bandiera deve ancora essere analizzata e tradotta e che altre persone sarebbero state fermate.

In una prima ricostruzione l'emittente BFM TV riferisce di un'auto con due individui a bordo che avrebbe forzato l'ingresso della fabbrica provocando delle esplosioni. Le forze di sicurezza starebbero cercando un uomo che questa mattina era passato molto volte davanti all'impianto. Le autorità hanno aperto un'indagine per terrorismo.

Riunione al vertice nel pomeriggio
Il ministro dell’interno francese, Bernard Cazeneuve, si sta recando sul luogo dell’attentato, che si trova a 30 km da Lione. Con lui anche il ministro degli Esteri, Laurent Fabius. Sul posto c’è già il prefetto del dipartimento d’Isere. "Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggere i suoi cittadini", ha detto il sindaco di Bordeaux, l'ex premier Alain Juppé.

Intanto il governo francese ha rafforzato la sicurezza in tutti i siti sensibili della regione di Lione, e in particolare nei tre comuni vicini al luogo dell’attentato, Valencie, Romans-sur-Isere e Montelimar dans la Drome. Questo pomeriggio, alle 15.00, una riunione del Consiglio della Difesa.

I dipendenti dell’impianto, in stato di choc, sono stati trasferiti in una palestra in un comune vicino.

via ilgiornale

giovedì 25 giugno 2015

Isis, minacce all'Italia: Dopo Tripoli ci prenderemo Roma

I jihadisti mostrano le bandiere italiane sventolare sulle navi durante gli anni del colonialismo, che vengono ricordati per sottolineare l'odio dei libici nei confronti dell’Italia

Ancora un messagio dell'Isis: l'Italia è nel mirino dei jihadisti. In un video apparso in Rete, i jihadisti mostrano le bandiere italiane sventolare sulle navi durante gli anni del colonialismo, che vengono ricordati per sottolineare l'odio dei libici nei confronti dell’Italia.

Secondo quanto racconta ilTempo, la clip dell'Isis mostra come le truppe dell'esercito del terrore abbiano deciso di fare un salto di qualità.

Il Califfato con la conquista di Roma sta per compiere un'impresa epica e tutti i
libici sono invitati a tornare nel loro paese per ristabilire la legge di Allah".

"Non è possibile fermare l'espansione del Califfato in Libia perché i musulmani del paese sono con lo Stato islamico". Nel filmato,poi,gli jihadisti sirivolgono all'Italia partendo dagli anni del colonialismo in Libia e ripercorrendo le tappe della liberazione. I
mujaheddin hanno già combattuto contro i miscredenti italiani, spiega la voce narrante, e non temono di rifarlo. Il tentativo del'Occidente di stabilire nel Paese un governo apostata è votato al fallimento perché i musulmani stanno con lo Stato islamico".

La tempistica del video è allarmante. La clip infatti, come sottolinea sempre ilTempo, è arrivata nel giorno dell'incontro a Expo a Milano tra Hollande e Matteo Renzi. Durante il vertice si è parlato di immigrazione ma anche di una strategia per fermare gli sbarchi dalla Libia gestiti dai jihadisti. Un messaggio quello dell'Isis chiaro: dopo Tripoli è Roma la città su cui puntano i jihadisti.

Apparizione madonna di Amsterdam

La veggente Ida Peerdeman


Sicuramente non sarebbe piaciuto alla veggente Ida Peerdeman che oggi, nel primo incontro internazionale di preghiera della SIGNORA DI TUTTI I POPOLI, si parli molto di lei. Come giustamente ha fatto notare il Vescovo Mons. Bomers, nell’omelia del funerale di Madre Ida: "Rimase molto semplice fino all’ultimo giorno e le ripugnava moltissimo che venisse esaltata la sua persona. Non voleva che nemmeno si parlasse di lei".


Ed era così, veramente; a lei interessava sempre e soltanto Maria. Perciò, della sua vita parleremo solo molto brevemente.


Ida è nata nel 1905 ad Alkmaar, nel nord dell’Olanda. All’età di 12 anni ebbe il suo primo incontro con la bella Signora luminosa. Questo accadde tre volte nel 1917, nel mese di ottobre, il mese del Rosario, nel quale Maria apparve anche l’ultima volta ai tre pastorelli di Fatima. Ma soltanto 28 anni più tardi, il 25 Marzo 1945, incomincia la vera vocazione di Ida.


Se si pensa al grande significato dei messaggi di Amsterdam, non ci stupisce il fatto che Maria abbia scelto precisamente, per incominciare le sue apparizioni come CORREDENTRICE, il giorno nel quale la Chiesa ricorda l’evento più grande della storia della Creazione: Dio si è fatto Uomo nel seno della Vergine Maria. E’ quello il momento in cui incomincia in modo particolare la vocazione di Maria come Corredentrice, perché con il suo "Sì", quel giorno Lei si è unita intimamente alla vita del suo Redentore, il Redentore dell’umanità.


Nel corso della sua vita, Madre Ida impara con dolore che cosa significa ricevere scherni ed essere messa in ridicolo dai mass-media. Molti la ritengono una pazza e soffre anche per le incomprensioni e le umiliazioni da parte della Chiesa.


La veggente capisce sempre di più che, in quanto portatrice dei messaggi della Corredentrice, deve soffrire in anima e corpo. Queste sofferenze, il suo silenzio di anni, la sua attesa e la sua obbedienza, sono la sua cooperazione, come il seme che cade a terra e muore, affinché adesso possa maturare il frutto.


Quando Madre Ida muore a 90 anni, Mons. Bomers volle presiedere egli stesso la cerimonia del funerale, tanta era la stima che aveva della sua grandezza umana. Nonostante tutta la sua prudenza, sempre si mostrò un pastore nei confronti della veggente.


 

L’autenticità dei messaggi.


Vorrei dire qualche parola sull’autenticità dei messaggi, senza voler anticipare il giudizio della Chiesa. Per poter compiere in modo convinto ciò che viene chiesto in un messaggio, dobbiamo essere sicuri che esso viene da Dio e che il profeta è un profeta di Dio. Il Signore non si attende da noi un atteggiamento di credulità o di fanatismo, anzi, ci mette in guardia contro i falsi profeti. Ma se c’è l’autenticità, dobbiamo aprirci al messaggio con riconoscenza, ubbidire come bambini e compiere ogni cosa esattamente come Dio ci chiede per mezzo di Maria.


A Guadalupe, in Messico, nel 1531, Maria fece fiorire in pieno inverno rose "di Castiglia", come prova di autenticità; inoltre lascia stampata la sua immagine miracolosa sulla tilma del veggente Juan Diego, immagine non dipinta da mano umana e i cui colori non esistono sulla terra.


A Lourdes, l’Immacolata fa scaturire una sorgente miracolosa il 25.02.1858 e a Fatima compie il miracolo del sole, davanti a 70.000 testimoni oculari (il 13.10.1917).


La Madonna qui, ad Amsterdam, traccia un cammino del tutto diverso. Dimostra continuamente l’autenticità dei suoi messaggi nell’avverarsi, nel corso degli anni, delle numerose predizioni. Qui ad Amsterdam sono date prove stupende di autenticità, come poche si vedono nella storia delle apparizioni mariane.


Per citare qui solo alcuni esempi: già il 10 Dicembre 1950, Ida vede il crollo del muro di Berlino. Appena tre settimane prima che accadesse, il Presidente Honecker aveva garantito: "Il muro ancora resterà altri cento anni".


L’11 Febbraio 1951, mentre Ida si trova in Germania, è portata dalla Signora in visione alla Basilica di San Pietro. Lì vede tutti i Vescovi del mondo con mitrie bianche e il Santo Padre con la tiara e un grande libro. Nessuno nel mondo e meno ancora la stessa veggente poteva allora immaginare che stava assistendo al Concilio Vaticano II, che si doveva realizzare appena undici anni più tardi.


Ma la prova più grande di autenticità è data alla veggente la notte tra il 18 e il 19 Febbraio 1958. La Madonna le annuncia che il Papa Pio XII, che allora era perfettamente sano, sarebbe morto ai primi di Ottobre, cioè, otto mesi dopo: "Ascolta, il Santo Padre attuale, il Papa Pio XII, raggiungerà i Nostri al principio di ottobre di quest’anno. LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI, LA CORREDENTRICE, MEDIATRICE E AVVOCATA lo condurrà alla gioia eterna".


La Madonna ha un dito sulle labbra e dice: "Di questo non dirai niente a nessuno"; ma il padre spirituale di Ida le chiede di lasciare il contenuto segreto di quel messaggio in una busta chiusa e di conservare una copia in casa della veggente. Ida fa ciò che le chiede il suo padre spirituale. Pio XII muore, infatti, il 9 ottobre a Castelgandolfo. Madre Ida va immediatamente a trovare suo padre spirituale e gli mostra la copia di quel messaggio, che si è realizzato.


Questa prova sorprendente è tanto più convincente per il padre spirituale, in quanto che egli sa bene che soltanto Dio decide e conosce il giorno della morte di ogni persona.


Si può facilmente valutare quanto grande sia il significato dei messaggi di Amsterdam per la Chiesa e per il mondo, se Dio ricorre, come prova dell’autenticità, a delle visioni, come quella del Concilio e della morte di un santo Pontefice.


 

La preghiera per implorare il vero Spirito sul mondo.


Già fin dal primo messaggio, il 25 Marzo 1945, la Madonna parla della sua preghiera, come se fosse ormai conosciuta: "La preghiera deve essere divulgata". In realtà la rivela soltanto sei anni dopo, mentre la veggente era in Germania.


Il fatto che Maria abbia dettato la sua preghiera durante la visione del Concilio Vaticano II, è un chiaro segno dell’importanza di questa preghiera per la Chiesa e per il mondo.


Ancora prima che la Signora incominci a parlare, Ida viene portata davanti alla Croce e resa partecipe di una grande sofferenza: "Mi trovavo ancora con la Signora davanti alla Croce e poi mi disse: "Ripeti quello che dico"... Innalzò le mani, che aveva sempre aperte e le mise insieme. Il suo viso divenne così celeste, così sublime, da non potersi descrivere. La sua figura diventò ancora più trasparente e più bella... La Signora disse allora: "Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre..." Ma come lo diceva! Penetrava nelle ossa! Non l’ho mai sentito dire nel mondo da nessuno in quel modo. "Manda ora il tuo Spirito" accentuando "ORA" e "Fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli", dicendo con particolare enfasi la parola "TUTTI". La Signora pronunciò anche la parola "Amen" in un modo così bello, così solenne... Mentre la Signora diceva "Amen", tutto restava scritto in grandi lettere davanti a me".


All’inizio, le parole "che una volta era Maria" causarono meraviglia e perplessità, non soltanto nella gerarchia ecclesiastica, ma anche nella stessa veggente e nel suo padre spirituale. Quando nella prima pubblicazione queste parole problematiche vennero semplicemente eliminate, Maria precisò in messaggi successivi che non era contenta di quel cambiamento del testo: "Che la Signora di tutti i Popoli, che una volta era Maria, sia la nostra Avvocata": questo deve rimanere così" (06.04. 1952). La Madonna spiega in modo chiaro, breve e semplice: "Che una volta era Maria: significa che molti uomini hanno conosciuto Maria come Maria. Ora però voglio, in questo nuovo periodo, essere LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI. Questo è comprensibile a tutti". Comprendete? Maria, la giovane Piena di Grazia, al principio non era la Madre di tutti gli uomini, ma con la sua fedele corrispondenza alla Grazia e per mezzo della sua sofferenza, unita a suo Figlio, diventò LA MADRE DI TUTTI I POPOLI.


Lei stessa spiega perché insegna questa nuova preghiera: "Essa è data affinché scenda sul mondo il vero Spirito" (20.09.1951). "Non puoi comprendere il valore che avrà, perché non sai ciò che il futuro apporterà" (15.04.1951).


La sua richiesta speciale è rivolta al Santo Padre, affinché spieghi questa preghiera ai popoli: "Apostolo di Nostro Signore Gesù Cristo, insegna ai popoli questa semplice, ma così significativa preghiera" (10.05.1953). Maria promette ancora: "Tramite questa preghiera, la Signora salverà il mondo" (10.05.1953). "Voi non sapete quanto sia grande e significativa questa preghiera presso Dio. Egli ascolterà sua Madre, se essa vorrà essere la vostra Avvocata" (31.05.1955). "Recitate questa preghiera in ogni cosa che fate" (31.12.1951). Per quanto sia possibile, dobbiamo dire questa semplice preghiera ogni giorno davanti alla Croce, lentamente, devotamente, come desidera Maria.


 

L’immagine. Il significato del nuovo dogma.


I messaggi di Amsterdam sono così unici nella storia delle apparizioni mariane, anche perché la Madonna stessa descrive in ogni particolare l’immagine miracolosa: "Questa immagine è il significato e la raffigurazione del nuovo dogma. Perciò io stessa ho dato questa immagine ai popoli"(08.12.1952).


In effetti, Maria si manifesta tre volte come LA CORREDENTRICE, perché è davanti alla Croce di suo Figlio, dalla quale proviene la luce che la illumina con i suoi raggi.


Un panno le avvolge la vita; e lei spiega: "Ascolta bene ciò che questo significa: esso è come la fascia che cinse i fianchi del Figlio sulla Croce. Io mi trovo in quanto la Donna davanti alla Croce del Figlio" (15.04.1951).


Nelle sue mani si vedono piaghe luminose. Con questa immagine, Maria descrive perciò la sofferenza fisica e spirituale che ha sopportato, unita al Figlio Divino, per la Redenzione dell’umanità. La Signora di nuovo chiede a Ida di fissare lo sguardo sulle sue mani. Si manifesta così come LA MEDIATRICE DI TUTTE LE GRAZIE. "Ora guarda le mie mani e di’ ciò che vedi". Allora Ida vede in mezzo al palmo delle mani come se ci fosse stata una piaga. Tre raggi partono dalla ferita di ogni mano e sembrano riflettersi sulle pecore. La Signora sorride e dice: "Questi sono tre raggi, i raggi di Grazia, Redenzione e Pace" (31.05. 1951). La Grazia che viene dal Padre, la Redenzione dal Figlio e la Pace dallo Spirito Santo.


"Ho posto i miei piedi fermamente sul globo, perché il Padre e il Figlio vogliono presentarmi in questo periodo, in questo mondo, come la Corredentrice, Mediatrice e Avvocata" (31.05.1951). "Questo tempo è il Nostro tempo" (02.07.1951).


Come un’immagine biblica, Maria fa vedere alla veggente, tutto intorno al globo, il gregge che rappresenta tutti i popoli e le razze della terra, aggiungendo poi: "Non troveranno il riposo fino a quando non si umilieranno e guarderanno pacificamente la Croce, il centro di questo mondo"(31.05.1931).


Di nuovo Maria ci chiede di guardare la Croce, il centro del mondo! Maria ci chiede di diffondere questa immagine nel mondo, perché essa "è il significato e la raffigurazione del nuovo dogma" (08.12.1952).


Per questo motivo Maria sottolinea più volte che questa immagine deve precedere il dogma: "Questa immagine precederà, precederà un dogma, un nuovo dogma" (15.04.1951).


Quando nel 1966 l’immagine fu portata durante un anno in Francia e la veggente visitò la cappella delle apparizioni nella Rue du Bac, la cappella dei vincenziani, la Madonna le spiegò: "Ciò che qui è iniziato verrà portato avanti dalla Signora di tutti i Popoli" (31.05. 1969). Lo sapeva il Santo Padre, quando nominò un provinciale dei vincenziani (), Mons. Henrik Bomers, come Vescovo di Harlem?


E’ vero: l’Immacolata della Rue du Bac rappresenta l’inizio luminoso dell’epoca mariana in cui viviamo adesso. Ma Amsterdam è il coronamento o, come dice Lei stessa, "questo dogma sarà la pietra finale del pensiero mariano" (04.04.1954).


Cari fratelli e sorelle dei Paesi Bassi, vi rendete conto del gran tesoro che avete?


Il nuovo titolo "SIGNORA DI TUTTI I POPOLI" (De Vrouwe van alle Volkeren) (in olandese "vrouwe" significa, sia "signora" che "donna") appare scritto in lettere oscure all’interno di un semicerchio luminoso, che si stende da un braccio all’altro della Croce. Ma qual è il significato di questo nuovo titolo?


Il titolo, riassunto del nuovo dogma


La Madonna adopera più di 150 volte questo nuovo nome, che esprime la sua più profonda vocazione: "Puoi dire LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI o LA MADRE DI TUTTI I POPOLI" (11.02.1951).


Se si leggono i messaggi con attenzione, si nota che il nuovo titolo è un riassunto del dogma di triplice contenuto. Per provarlo, apriamo la Sacra Scrittura, perché in essa Maria è chiamata "Donna" quattro volte. E precisamente in situazioni nelle quali si parla della sua vocazione universale di Madre.


1) Fin dalle prime pagine della Sacra Scrittura, nel libro della Genesi, Maria è indicata come la Donna che, unita al Figlio, schiaccerà la testa al serpente. Dio disse a satana, che aveva portato Adamo ed Eva alla superbia e alla disobbedienza: "Porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua e la sua Discendenza" (Gen., 3,15).


2) Nelle nozze di Cana, Gesù, rivolgendosi a sua Madre, per la prima volta la chiama "Donna", ricordandole così la sua vocazione di essere la Donna, la Signora di tutti i Popoli; e Lei, MEDIATRICE E AVVOCATA, ottiene il miracolo.


3) Sul Calvario, il Redentore morente si rivolge con le sue ultime forze a sua Madre per dirle come testamento personale soltanto quattro parole decisive: "Donna, ecco tuo figlio". Con queste parole divine, Maria Corredentrice diventa LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI. Lo conferma il messaggio del 6 Aprile 1952: "Al Sacrificio della Croce lei è diventata la Signora, la Corredentrice e Mediatrice. Questo è stato annunciato dal Figlio, mentre Egli tornava al Padre".


4) L’ultima delle quattro citazioni la troviamo nell’Apocalisse. Qui, al culmine della storia della salvezza, di nuovo appare la Donna vestita di Sole. Essa è nelle doglie a causa della nuova nascita dell’umanità (cfr. Apoc., 12,1 ss.). Allora appare un enorme drago rosso, che perseguita la Donna che ha dato alla luce un Figlio maschio.


La Donna promessa nella Genesi, che insieme al Figlio schiaccia la testa del serpente, la Donna di Cana, la Donna del Calvario e la Donna dell’Apocalisse è "la Signora di tutti i Popoli", perché Lei, unita al Redentore, ha sofferto per tutti i popoli, ha trasmesso a tutti i popoli la vita della Grazia e intercede per tutti i popoli.


E adesso sentite, cari amici, una delle più belle promesse che Maria ha fatto qui, ad Amsterdam: "Essa salverà il mondo sotto questo titolo"... "Essa è inviata dal suo Signore e Creatore sotto questo titolo, per poter liberare il mondo da una grande catastrofe mondiale" (20.03.1953 e 10.05. 1953).


Questo titolo di "MADRE E SIGNORA DI TUTTI I POPOLI" esprime quindi, in modo unico, la vocazione universale di Maria verso tutti i popoli di tutti i continenti, verso tutte le razze e gli uomini di tutte le confessioni religiose, perché Lei è veramente la Madre di tutti gli uomini.


Ama tutti i suoi figli, lo vogliano o no!


Ama tutti i suoi figli, lo sappiano o no!


Perciò, il santuario della "SIGNORA DI TUTTI I POPOLI" sempre di più diventerà il luogo dell’accordo profondo tra i popoli, del vero ecumenismo e dell’unità nello Spirito Santo.


 

Il Dogma che porta alla salvezza


Maria chiede esplicitamente qui ad Amsterdam un dogma. E’ qualcosa di unico. In nessun altro luogo del mondo aveva mai chiesto nulla di simile. Sarà l’ultimo e più grande dogma della storia mariana: Maria, la Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Penso che a nessun teologo sarebbe mai venuto in mente l’idea di mettere insieme questi tre titoli in un unico dogma. Soltanto Maria, divina teologa e Madre della Sapienza, poteva farlo.


Ma che cosa è un dogma? Quando il Papa proclama solennemente un dogma, vuol dire che quella verità proclamata non è stata immaginata dagli uomini, ma rivelata da Dio. Pertanto un dogma, fermamente creduto, rappresenta un’arma incredibilmente potente nella lotta contro il demonio, il padre della menzogna. Il demonio sa che sarà vinto da Maria e dai suoi figli. Perciò, come mai prima ha intrapreso in questo secolo una battaglia senza risparmio di colpi contro Maria e contro i suoi figli.


Quando Giovanni Paolo II parla del nostro secolo come il "secolo della morte", dobbiamo purtroppo dargli la ragione. Mai nella storia umana ci sono state tante guerre, tante sofferenze, tanta miseria e tanta morte.


Questa fotografia fa vedere una chiesa in Ruanda piena di cadaveri, migliaia di martiri della fede, un milione di morti soltanto in un mese. Nelle apparizioni di Kibeho, in Ruanda, Maria aveva esortato alla conversione. Ma non abbiamo voluto ascoltarla.


Qui vediamo la Bosnia-Erzegovina. Forse la Regina della Pace non ci aveva messo in guardia quando ancora nessuno sospettava una guerra? Un veterano del Vietnam, ufficiale delle truppe di pace dell’ONU, ha detto: "La guerra del Vietnam fu un gioco di bambini, al confronto di quello che qui è avvenuto, in quanto a crudeltà satanica".


"Il nemico di Nostro Signore Gesù Cristo ha lavorato piano piano, ma con sicurezza. Le sentinelle sono appostate. Il suo lavoro è quasi terminato" (08.12.1952) "Tutto il mondo è in disfacimento e perciò il Figlio manda LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI" (04.03.1951).


Questa MADRE E SIGNORA DI TUTTI I POPOLI ci aveva solennemente promesso: "Essa salverà il mondo sotto questo titolo" (20. 03.1953); "per mezzo di questa preghiera libererà il mondo da una grande catastrofe mondiale" (10.05.1953).


Ma come farà? "Quando il dogma, l’ultimo dogma della storia mariana sarà proclamato, allora LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI donerà la Pace, la vera Pace al mondo. I popoli però debbono recitare con la Chiesa la mia preghiera" (31.05.1954).


Vedete, solo con i messaggi di Amsterdam si può dimostrare quale potenza e grazia produrrà questo incoronamento di Maria e come è urgente il tempo. Maria promette che lo Spirito Santo scenderà con una nuova pienezza sulla Chiesa e sul mondo.


Ma come potrà un dogma mariano produrre una nuova Pentecoste? Mediante la solenne proclamazione del più grande dogma mariano, la Chiesa colloca Maria in mezzo ad essa, nel suo cuore, come fu all’inizio nel cenacolo di Gerusalemme. E che cosa accadde quando gli Apostoli diedero alla Corredentrice, Mediatrice e Avvocata il suo posto in mezzo a loro? Che sulla prima Chiesa discese lo Spirito Santo in lingue di fuoco. "E la Signora rimase presso i suoi apostoli finché venne lo Spirito. Così anche la Signora può venire ai suoi apostoli e popoli di tutto il mondo, per riportare loro nuovamente lo Spirito Santo" (31.05.1954).


 

La chiave per il trionfo di Maria


Questo dogma è la chiave della porta, attraverso la quale entreremo in un nuovo tempo, in una nuova epoca, l’epoca dello Spirito Santo. Quando avverrà questo incoronamento di Maria, il demonio sarà sconfitto definitivamente. Ida ha visto questa sconfitta di satana con immagini drammatiche:"Ho visto il drago che si raggomitolava per cadere esausto e sconfitto. E la Voce diceva: "Il tuo potere è infranto e la tua forza ti è stata tolta. Il tuo orgoglio e la tua alterigia vengono calpestati" (11.02.1975). "Tutto questo accadrà" (25.03.1975).


Come non pensare alla visione di San Giovanni Bosco? Egli vede il Papa, che dopo una dura battaglia nel mare, lega la nave della Chiesa a due colonne: la colonna della Madre di Dio e la colonna dell’Eucaristia. Non è forse lecito pensare, dopo tutto quello che abbiamo sentito, che quel gesto di legare la nave alla colonna di Maria si compirà con la proclamazione del dogma?


"Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà", ha detto Maria a Fatima. Sono sicuro che quel trionfo di Maria si compirà soltanto mediante la proclamazione del più importante e più grande dogma mariano.


E la colonna dell’Eucaristia? Ci sono dei rapporti tra la SS. Eucaristia e Amsterdam? Moltissimi! Maria dice il 20.03.1953 che ha scelto Amsterdam perché è la città del miracolo, la città del Miracolo Eucaristico, avvenuto 600 anni prima.


Il 23 Luglio 1946, cinquantamila olandesi festeggiarono il 600.mo anniversario del Miracolo di Amsterdam. Con l’aiuto della SIGNORA DI TUTTI I POPOLI e con l’impegno di tutti potremo organizzare, per la gloria di Dio, una giornata simile di preghiera, il 31 Maggio 1998, Domenica di Pentecoste.


Inoltre, la SS. Eucaristia è il centro della SIGNORA DI TUTTI I POPOLI, perché in modo parallelo ai messaggi, a partire dal 1958 incominciarono per Ida le cosiddette "esperienze eucaristiche". Ma di questo parleremo l’anno venturo.


 

Una lotta spirituale


Ringrazio ancora di cuore tutti coloro che hanno domandato questo dogma al Santo Padre con le loro firme, nei gruppi Vox Populi Mariae Mediatrici e Vox Populi Dei. Sono ormai quattro milioni di credenti, quattrocento settanta vescovi di tutti i continenti e più di quaranta cardinali. Ma ci sono anche molte persone che sono contrarie, cari amici, dovete saperlo: ci sono cardinali influenti, non pochi vescovi, sacerdoti, teologi, molti fratelli e sorelle nella fede, i quali, da un punto di vista umano, per buoni e comprensibili motivi, non sono d’accordo con la proclamazione di un nuovo dogma mariano. Dobbiamo rispettare le loro convinzioni con amore.


I professori continueranno a studiare e a discutere se sia o no giusto teologicamente chiamare Maria la Corredentrice. Ma per poter dimostrare quale potente e benefico effetto avrà questo dogma mariano sulla Chiesa e sul mondo, abbiamo bisogno dei messaggi di Amsterdam.


Così come soltanto con le parole della SIGNORA DI TUTTI I POPOLI si può provare che il tempo stringe e che Dio vuole adesso questo dogma. Facciamo tutto il possibile affinché il Santo Padre possa proclamare solennemente questa verità che porta alla salvezza. Certamente si renderanno conto, in un modo sempre più forte, che le loro firme non possono bastare. La vera forza consiste nel collaborare con coraggio e con zelo ardente al piano d’amore che Maria chiama "opera di redenzione e di pace" (01.04. 1951) e anche "azione mondiale" (11.10. 1953). Voi tutti potete collaborare in questa opera di redenzione e di pace, poiché è un’azione mondiale, sostenuta soprattutto dai piccoli e dai deboli.


 

L’azione mondiale mediante la preghiera e l’immagine della Signora di tutti i Popoli


In che consiste? E’ un’azione molto semplice e alla portata di tutti. Portate questa immaginetta con la preghiera, oppure il manifestino con la preghiera, alle proprie famiglie, agli amici, conoscenti, colleghi di lavoro, così come ai gruppi di preghiera, ai carceri, agli orfanotrofi e agli ospedali, perché la preghiera di chi soffre in quei luoghi sarà la più potente.


La Madonna incoraggia la veggente: "Hai paura? Ti aiuto pure. Vedrai, la propagazione andrà da sé" (15.04.1951). "Maria si assume tutta la responsabilità" (04.04.1954).


Ida molti anni prima vide l’effetto di questa azione: "Come i fiochi di neve turbinano sopra il mondo e cadono formando uno spesso strato sul suolo, così la preghiera e l’immagine si propagheranno per il mondo e scenderanno nei cuori di tutti i popoli" (01.04.1951).


Madre Ida s’impegnò durante anni nell’invio di immagini e messaggi stampati con approvazione ecclesiastica a quanti glieli chiedevano.


Il sacerdote olandese P. J. Sanders racconta un bell’esempio sulla straordinaria diffusione dell’immagine. Mentre si trovava nell’Irak, paese islamico, trent’anni fa, per motivi linguistici, un giorno qualcuno mise sotto la porta della sua stanza un’immagine della SIGNORA DI TUTTI I POPOLI con la preghiera. "Rimasi senza parole", disse lo studioso olandese.


A coloro che vogliono vedere un miracolo ancora prima di lavorare per Lei, Maria dice: "Cominciate quest’opera di salvezza e di pace con un grande ardore e pieni di zelo e vedrete il miracolo" (01.04.1951).


Anche noi dobbiamo soltanto condividere i doni di Dio, come fecero gli Apostoli nella moltiplicazione dei pani. Egli farà il miracolo e Maria sa come toccare i cuori dei suoi figli.


Comprendete adesso per quali vie di Grazia LA MADRE DI TUTTI I POPOLI prepara Lei stessa il suo ultimo e più grande dogma? L’azione voluta da Dio in questa attuale durissima lotta spirituale rappresenta la preparazione pacifica e l’introduzione diretta al dogma.


Non è possibile immaginare quale esplosione di Grazia succederebbe se tutte le persone, quattro milioni, che hanno firmato la richiesta, venerassero pure l’immagine miracolosa della SIGNORA DI TUTTI I POPOLI e recitassero la sua preghiera con molto amore, i religiosi nei loro conventi, i sacerdoti nelle loro parrocchie, i vescovi nelle loro diocesi... Lavoriamo per questo! Allora l’anno prossimo, l’anno dello Spirito Santo, nel quale il 31 Maggio coincide con il giorno di Pentecoste, celebreremo una Pentecoste straordinaria.


Sono convinto che arriverà il tempo in cui i cristiani si rallegreranno di poter celebrare la festa di Pentecoste ad Amsterdam, come adesso gioiscono di poter andare in pellegrinaggio a Roma per la Pasqua.25

mercoledì 24 giugno 2015

2 Musulmani hanno avuto piacere di giocare con la statua della Madonna

La Redazione di Headsoul è in continua caccia di scandali verso l'umanità e specialmente verso persone che in Italia li trattiamo da Signori, ma che in realtà non sono definibili neanche come esseri umani,in Italia non ci siamo mai permessi di offendere e giocare con le religioni e culture di altri, probabilmente perchè l'ignoranza regna altrove e per questa causa purtroppo non esiste nessun medicamento. Noi della Redazione siamo molto amareggiati di questi gesti insignificanti compiuti da queste 2 (persone), questo è sinonimo di mancanza di rispetto culturale,Religioso e umanitario verso il paese ospitante,preferiamo non aggiungere altro.

L'amministrazione

Headsoul.org

Terzo video Isis: Teste esplosive

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Secondo video Isis: affogati in gabbia


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Anguera: messaggio del 09.06.2015

4.151 - 09.06.2015
Cari figli, calmate i vostri cuori e sperate nel Signore con gioia. Il seme dell’amore nel cuore di coloro che sono fedeli non morirà mai. La Luce Divina che avete ricevuto nel vostro battesimo, vi indica il cammino da seguire per incontrare la salvezza. Ascoltate la voce del Signore. Non state con le mani in mano. Nella forza della preghiera troverete il coraggio per testimoniare l’amore di Dio tra gli uomini. Amate sempre e fate del bene a tutti. Io voglio aiutarvi. Non perdetevi d’animo davanti alle prove. Lasciate il Signore agire in voi e scoprirete i tesori che sono dentro i vostri cuori. Fortificatevi nell’amore del Signore. Non perdetevi d’animo. I giusti saranno sempre con il Signore. Convertitevi. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Rallegratevi. Il Signore non vi abbandonerà. Egli si prenderà cura di voi e nella grande battaglia finale, voi che state ad ascoltarmi sarete protetti dagli angeli del Signore. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Primo video Isis: Esplosi in macchina

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Spie affogate e fatte saltare in aria: l'ultimi video choc dell'Isis

L'ultimo video postato su Twitter dallo Stato islamico mostra 13 presunte spie uccise nei peggiori dei modi. Chi viene fatto esplodere all'interno di una macchina, chi viene affogato all'interno di una gabbia e chi, infine, viene fatto esplodere con una bomba

È un video agghiacciante quello postato dagli uomini del Califfato. L'orrore dell'Isis si fa in tre.

Non è più sufficiente sgozzare con scimitarre e coltelli.

Ora, gli jihadisti fanno esplodere teste, saltare macchine con dentro presunte spie e, infine, annegare i nemici all'interno di gabbie. Orrore senza fine, appunto.

L'ultimo video postato dagli uomini del Califfo mostra quattro persone, accusate di essere spie che vengono caricati su una macchina, accanto alla quale si posiziona un uomo con un bazooka, che poi fa esplodere l'auto con un colpo. Poi altre quattro presunte spie. Questa volta vengono messe in una gabbia. Immerse e uccise per annegamento. Chi si dimena e chi urla. Tutti però vengono uccisi dalla lucida violenza degli uomini di Al Baghdadi. Infine altre cinque vittime. Un laccio blu attorno al collo. Sono inginocchiati. L'esplosione. I loro corpi vengono dilaniati.

martedì 23 giugno 2015

Anguera: messaggio del 07.06.2015

4.150 - 07.06.2015
Cari figli, non temete. Non siete soli. Confidate pienamente in mio Figlio Gesù e il domani sarà migliore. Sono venuta dal cielo per aiutarvi. Datemi le vostre mani e io vi condurrò a Colui che è la vostra unica Via, Verità e Vita. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. L’umanità è diventata povera spiritualmente perché gli uomini si sono allontanati dal Creatore. Tornate. Il vostro Dio vi ama e vi attende a braccia aperte. Conosco le vostre necessità e supplicherò il mio Gesù per voi. Non allontanatevi dalla preghiera. Quando siete lontani diventate bersaglio del nemico di Dio. Cercate forza nell’ascolto della Parola e nell’Eucarestia. Valorizzate la preghiera in famiglia e testimoniate ovunque che appartenete al Signore. Rallegratevi, perché siete importanti per il Signore. Date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. La vostra ricompensa sarà grande in cielo. Non tiratevi indietro. Nella grande tribolazione, il Signore invierà i suoi angeli per proteggervi. Essi vi guideranno e sarete liberi da ogni pericolo. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

lunedì 22 giugno 2015

Iraq, l'Isis rapisce 1200 bambini

I tagliagole dell'Isis continuano le loro scorribande. A Mosul, capitale del "califfato" in Iraq, i jihadisti avrebbero rapito 1.227 bambini.

La denuncia il portavoce del Kurdistan democratic party, Said Mimousini. I bambini sono portati al campo di al-Salamiya per essere addestrati", denuncia il portavoce del Kurdistan Democratic Party della città. Secondo alcune testimonianze - su cui però non ci sono conferme - nel famigerato campo l’Isis avrebbe creato un vero e proprio dipartimento per addestrare i minori di 18 anni, sia al combattimento che agli attacchi suicidi. Una scuola per jihadisti da inculcare nelle menti dei più giovani, mandandoli allo sbaraglio nel loro folle disegno criminale.

A Palmira, invece, tra le antichissime rovine romane, l’Isis ha piazzato mine e ordigni esplosivi. Lo riferisce l’Osservatorio per i diritti umani (Ondus). "Non sappiamo perché abbiano minato le rovine, se per distruggerle o per impedire l’avanzata dei governativi", afferma l’Ondus. L’Ong riferisce poi di bombardamenti dei caccia di Damasco sulla città, che hanno causato vittime, e violenti combattimenti a al-Baiarat al-Gharbia. Secondo l’Ondus, le forze siriane "stanno avanzando".

A Mosul si muore anche di fame
Nelle mani dello Stato islamico dal giugno 2014, oggi a Mosul sono morte diciassette persone a causa della malnutrizione. Secondo il portavoce del Kurdistan democratic party "ogni giorno diverse persone muoiono di fame negli ospedali della seconda maggiore città dell’Iraq, dove la situazione peggiora giorno dopo giorno". Secondo quanto riferito dalla giornalista irachena Suha Oda in una recente audizione alla commissione Affari esteri della Camera dei Deputati, "non c’è alcun tipo di rifornimento e di commercio con Mosul: l’unica cosa che arriva è il cibo proveniente dalle zone siriane, ma la popolazione ha difficoltà ad acquistare anche a causa del taglio degli stipendi pubblici effettuato dal governo centrale iracheno".

A Tikrit torna la normalità
Gli uffici e i servizi pubblici hanno riaprerto a Tikrit, città natale di Saddam Hussein in Iraq, strappata alla fine di marzo dalle forze lealiste ai jihadisti dell’Isis dopo oltre nove mesi di occupazione. Lo ha annunciato una fonte del quartier generale della polizia federale, mentre i civili che erano fuggiti stanno facendo lentamente ritorno. "La situazione è calma - ha sottolineato la fonte - e le famiglie che tornano stanno cercando di riprendere la vita normale. I servizi pubblici verranno ripristinati sia per coloro che sono tornati, sia per quelli che rientreranno in città nelle prossime settimane". Le autorità assicurano che a Tikrit potranno trovare provvisoriamente rifugio anche le famiglie costrette ad abbandonare le aree di Baiji e di Shirqat,
più a nord, dove i combattimenti proseguono con le milizie dello Stato islamico.

via ilgiornale

giovedì 18 giugno 2015

Civili in fuga e battaglie si allarga il caos dell’Isis

L’arrivo di sedicimila profughi siriani in Turchia in meno di 96 ore e 700 mila drusi che minacciano di riversarsi sulle frontiere di Israele e Giordania sono le ultime emergenze umanitarie innescate dagli sconvolgimenti in atto in Medio Oriente mentre in Maghreb la Libia è teatro della sanguinosa faida islamica a Derna.

 

La caduta di Tal Abyad

I ribelli curdi siriani delle Unità popolari (Ypg) hanno circondato Tal Abyad, cittadina ai confini con la Turchia, dove è asserragliato un contingente di miliziani dello Stato Islamico (Isis). L’assedio preannuncia una feroce resa dei conti, strada per strada, ripetendo quanto avvenuto a Kobane in autunno, e i civili fuggono riversandosi sul piccolo centro turco di Akçakale. Da sabato sono almeno 16 mila gli abitanti di Tal Abyad arrivati in Turchia. L’esercito di Ankara prima li ha fatti passare, poi ha usato i cannoni d’acqua per allontanarli ed ora gli consente di entrare, tenendoli a ridosso del confine. Abdülhakim Ayhan, sindaco di Akçakale, accusa i ribelli curdi di «spingere alla fuga arabi e i turcomanni» sfruttando la battaglia anti-Isis «a fini di pulizia etnica». Per i curdi controllare Tal Abyad significa continuità territoriale fra Qamishi e Kobane, le enclave che controllano lungo i confini turchi. I raid Usa li sostengono perché Tal Abyad dista appena 80 km da Raqqa, la principale città siriana nelle mani di Isis. Per Brett McGurk, inviato Usa, «i curdi stanno bastonando Isis». Ma il presidente turco Erdogan ammonisce: «L’avanzata curda crea un’area che ci minaccia».

L’Incubo dei drusi

Circa 700 mila drusi temono il genocidio per mano dei miliziani islamici: Israele e Giordania ritengono che potrebbero riversarsi sui loro confini. L’epicentro della nuova crisi umanitaria è la regione del Monte Druso, a 60 km dalla Giordania e 50 da Israele. I drusi che la popolano sono stati per decenni sostenitori degli Assad ed ora temono la vendetta sanguinosa degli islamici, Al Nusra come Isis. È stato il raid jihadista in un villaggio druso ad avere causato 20 vittime, innescando il timore di quello che Moafaq Tarif, leader spirituale dei drusi israeliani, definisce «Olocausto druso». Per scongiurarlo i leader drusi dei Paesi confinanti si mobilitano: in Libano si dicono pronti a formare una milizia di 100 mila uomini per difendere i confratelli siriani e in Israele sono scesi in piazza, guidati dal viceministro Ayoub Kara, chiedendo di «intervenire per evitare un genocidio». La scelta del premier è stata di chiedere al Pentagono di proteggere Monte Druso ma il «Jerusalem Post» scrive che l’esercito israeliano sta preparando ogni sorta di piani: anche la creazione di un ombrello aereo sui villaggi drusi del Golan per scongiurare una fuga di massa verso i propri confini. Nella difesa dei drusi c’è una convergenza di interessi fra Israele e gli acerrimi nemici Hezbollah, alleati di Assad da proteggere a ogni costo.

 

Libia, faida a Derna

È giallo sulla presunta eliminazione a Ajdabiya, in Libia, di Mokhtar Belmokhtar, leader di Al Qaeda in Maghreb, da parte di jet Usa. Per il governo di Tobruk il super-terrorista è stato eliminato ma gruppi islamici ma da Tripoli smentiscono. Il Pentagono conferma l’obiettivo del blitz ma chiede «tempo» per confermare l’identità delle vittime. Intanto a Derna le milizie «Abu Salim Martyr Brigate», espressione di Al Qaeda, affermano di aver strappato il controllo della città di Isis, aggiungendo un nuovo tassello alla guerra civile libica: la faida fra jihadisti.

mercoledì 17 giugno 2015

I missili Isis possono colpire l’Italia

L'Isis è in possesso di missili Scud che dalla Libia sono in grado di raggiungere l'Italia. Un nuovo allarmante avvertimento arriva dal governo di Tobruk, riconosciuto a livello internazionale, sulla minaccia jihadista che dal Paese nordafricano punta all'Occidente. Il ministro dell'Informazione, Omar Gawari, parlando con la tv egiziana «CbcExtra», è tornato proprio sulla presenza dello Stato islamico in Libia spiegando che gli jihadisti si sarebbero dotati di missili in grado di oltrepassare il Mediterraneo e arrivare a colpire le regioni meridionali dell'Italia. Fonti locali de Il Tempo non scartano questa ipotesi, e riferiscono che nelle mani dell'Isis potrebbero essere finiti 15 missili, una parte Scud-B comprata nel Fezzan, la regione nel sud della Libia, dove si trova un mercato a cielo aperto di armi e non solo. Altri, invece, Scud-C facevano parte dell'arsenale di Gheddafi razziato dal gruppo islamista Ansar al-Sharia che poi li avrebbe consegnati all'Isis.


Un'ipotesi agghiacciante, dunque, che già nei mesi scorsi il Califfato aveva divulgato attraverso la fitta attività propagandistica in Rete. A febbraio scorso dal suo account Twitter, un presunto militante dello Stato islamico, ha ricordato che Sirte dista 450 chilometri dal suolo italiano e un missile Scud può raggiungere il nostro territorio. Sempre a febbraio, nell’e-book del terrore, «The islamic State 2015», l'Isis promette di lanciare missili verso l'Italia dalle stesse postazioni oggi usate per far partire i flussi migratori. In un recentissimo video, invece, divulgato per celebrare l'anniversario della nascita ufficiale del Califfato, compare una mappa in cui si vedono i Paesi nordafricani che affacciano sul Mediterraneo, l'Italia e tutti i Paesi che dividono il nostro paese dalla Siria, tutti racchiusi in un rettangolo ad indicare l'estensione che dovrà raggiungere lo Stato islamico nei progetti jihadisti.


Il ministro dell'Informazione, Omar Gawari, sempre ieri ha anche spiegato che nelle zone controllate in Libia, l'Isis avrebbe fatto arrivare ex ufficiali iracheni di Saddam Hussein. Come anticipato da Il Tempo nei mesi scorsi, sono circa 150 gli uomini che hanno fatto parte del regime del dittatore e che ora sono con lo Stato islamico in Libia. Tra questi, ricordano fonti locali, proprio alcuni tecnici specialisti nella gestione dei missili Scud.


La presenza del Califfato nel Paese in cui per anni è stato al potere Gheddafi, diventa sempre più inquietante anche per la presenza di numerosi terroristi. Uno di questi, Mokhtar Belmokhtar, l’algerino considerato la mente dell'attacco al sito di gas algerino di In Amenas nel 2013, sarebbe stato ucciso la notte fra sabato e domenica durante un bombardamento Usa sulla Libia.



via iltempo

martedì 16 giugno 2015

Qasim al-Raymi è il nuovo leader di Al Qaeda in Yemen

Il gruppo terroristico Al Qaeda nella Penisola Araba, che ha confermato la morte del suo leader Nasser al-Wuhayshi, ha annunciato in un video di aver già scelto il suo successore

Si tratta di Qasim al-Raymi, cittadino yemenita già noto come comandante del gruppo terroristico.

Il 3 febbraio del 2006, assieme ad altri 23 militanti di Al Qaeda, al-Raymi riuscì a evadere da un carcere dello Yemen. L'anno dopo si parlò di lui come uno dei responsabili dell'attentato contro un gruppo di turisti diretto verso un sito archeologico nella provincia di al-Marib. Le nove vittime erano sette spagnoli e due yemeniti.

Nel 2009, le autorità di Sanaa lo hanno indicato come il responsabile di un campo di addestramento di Al Qaeda nella provincia di Abyan.

Mers, una vittima europea: il contagio fa davvero paura

La Mers fa una vittima in Europa. Un uomo di 65 anni è morto durante la notte in Germania per complicazioni derivate dal virus.

Lo riporta la stampa tedesca. L'uomo era stato infettato nel mese di febbraio durante una vacanza negli Emirati Arabi.

La notizia è stata confermata dal ministero della Salute tedesco che ha spiegato che l'uomo si è spento lo scorso 6 giugno nella città di Ostercappeln, nel Nord Reno Westfalia.

Mers è un acronimo, sintesi dell’inglese "Middle East Respiratory Syndrome"

Nelle ultime settimane in Corea del Sud ha causato la morte di 19 persone, mentre con i quattro nuovi casi di oggi, i contagiati salgono a 154. Tre dei quattro nuovi pazienti, secondo quanto è stato reso noto dal ministero della Sanità sudcoreano, sono stati infettati nel corso di una visita fatta al Samsung Medical Center di Seul, un ospedale tra i più grandi della capitale, individuato come fonte di contagio per circa la metà dei casi. Ieri la struttura è stata in parte chiusa nel tentativo di bloccare la diffusione del virus.

Anche per questo virus, come successo per Ebola, si sta sperimentando una terapia a base di plasma di persone guarite. Sempre secondo quanto fa sapere il ministero, i test sono iniziati in due ospedali. "La procedura è stata condotta su due pazienti che hanno dato il consenso – è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa - in aggiunta alle terapie usuali". In passato la strategia stata tentata su alcuni pazienti con la Sars, virus "parente" del Mers, su cui ha ridotto la mortalità fino al 23%.

Intanto l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha comunicato i primi risultati delle analisi sul ceppo presente in Corea e Cina, concludendo che si tratta dello stesso che ha colpito il Medio Oriente negli ultimi due anni, senza particolari mutazioni. "Anche la modalità di trasmissione – si legge nel comunicato - è rimasta la stessa. Il numero di nuovi casi in Corea del Sud sta diminuendo, questo suggerisce che le misure di contenimento stanno avendo effetto nel ridurre i contagi. Le misure sono state rafforzate recentemente, ma è ancora presto per dire se questo ha avuto un impatto nella trasmissione della malattia".

Intanto la paura si diffonde tra i turisti, tutti in fuga dalla Corea del Sud e il governo corre ai ripari con l'offerta dei piani assicurativi alle persone straniere in visita nel caso di contagio. Il governo ha reso noto che 108.000 turisti stranieri hanno cancellato i loro viaggi. A partire da lunedì prossimo, saranno garantite le spese di cura e rimborsato il viaggio ai turisti infettati dal virus, oltre a un indennizzo di 3.000 dollari. Circa il 75% delle cancellazioni sono giunte da Cina, Taiwan e Hong Kong. La presidente sudcoreana Park Geun-hye ha deciso di recarsi al Dongdaemun Market, popolare attrazione turistica di Seul, per incontrare lavoratori e salutare i turisti stranieri. I funzionari del ministero della Sanità, inoltre, hanno detto che anche stranieri residenti in Corea del Sud sono stati messi in quarantena in via precauzionale nelle proprie case a causa della Mers, anche se le possibilità sono"considerate minime".

domenica 14 giugno 2015

Anguera: messaggio del 06.06.2015

4.149 - 06.06.2015
Cari figli, coraggio. Non perdetevi d’animo. Io supplicherò il mio Gesù per voi. Vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Date il meglio di voi e tutto finirà bene per le vostre vite. Inginocchiatevi in preghiera. Allontanatevi dalle cose del mondo e servite il Signore con gioia. Non voglio obbligarvi, ma quello che dico dev’essere preso sul serio. Non perdete la speranza. Dio ha tutto sotto controllo. Quando tutto sembrerà perduto, il Signore verrà con grande vittoria e vedrete il trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Non tiratevi indietro. Sono vostra Madre e sono al vostro fianco, anche se non mi vedete. Non dimenticate: siete del Signore e lui solo dovete seguire e servire. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

sabato 13 giugno 2015

Anguera: messaggio del 04.06.2015

4.148 - 04.06.2015
Cari figli, tornate a mio Figlio Gesù, presente in tutti i tabernacoli della Terra. Lasciatevi attrarre dalla grazia che emana dall’Eucarestia. È Gesù presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Il mio Gesù, che chiamò i peccatori e li benedisse, vi chiama nell’Eucarestia. Egli, che conquistò i giovani e insegnò loro, vi chiama nell’Eucarestia per istruirvi e rendervi grandi nella fede. L’umanità vive lontana dal Salvatore e affamata della sua grazia. Alimentatevi con il prezioso alimento dell’Eucarestia e lasciate che le parole del mio Gesù trasformino le vostre vite. Purificate i vostri cuori e lasciate che la Luce Divina entri in voi. Il mio Gesù vi chiama e vi aspetta. Siate pronti, mediante il Sacramento della Confessione, a riceverlo. Non fuggite da lui. Verranno giorni in cui gli uomini cercheranno il prezioso alimento ma lo troveranno in pochi luoghi. Coraggio. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

venerdì 12 giugno 2015

Anguera: messaggio del 02.06.2015

4.147 - 02.06.2015
Cari figli, allontanatevi dal peccato e servite il Signore con gioia. Prendetevi cura della vostra vita spirituale. Tutto in questa vita passa, ma la grazia di Dio in voi sarà eterna. Non permettete che le tenebre del male dominino le vostre vite. Mio Figlio Gesù vi ama e vi attende. Siate coraggiosi. Camminate verso un futuro doloroso e di grandi confusioni spirituali. Gli eletti a difesa della verità berranno il calice amaro della sofferenza. Inginocchiatevi in preghiera e restate saldi nella vostra fede. Qualunque cosa accada, non allontanatevi dalla verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 11 giugno 2015

Il vero volto di Maria Santissima

Storia dell’immagine lasciata dalla Vergine in un incontro con la3maria5 “Serva di Dio” Luigina Sinapi con il messaggio: “Fate quello che Egli vi dirà” Il “regalo” della Madonna a Luigina

Ella attendeva, come ogni primo sabato del mese, la visita della “Mamma” nella sua casa di via Urbino, e più esattamente nella sua Cappellina; ma quel sabato la Madonna non era venuta. Luigina si fece triste e, per consolarsi, pensò di proiettarsi alcune immagini sacre, ed in particolare le diapositive dei Luoghi Santi.

Un’abitudine, questa, che incrementò dopo il pellegrinaggio in Terra Santa, avvenuto nell’agosto 1967. Sulla parete che funge da schermo, ecco che arriva, nell’ordine , ladiapositiva della località, Cana, luogo dell’evangelico “Festino di Nozze”, dove Gesù “diedi inizio ai suoi miracoli”.

All’’improvviso la scena si anima per la presenza reale della Madre di Gesù che intercede preso il Figlio. Maria è rivestita della Veste di Nozze, ed è adorna dei “gioielli della Casa di Davide”, dono dello Sposo Giuseppe: due magnifici orecchini di perle e una fibula analoga sull’omero a fermare la lieve cadenza del manto. Un tessuto impalpabile, quasi un velo, bianco, poggia sul suo capo. In una prima posa la Vergine è rivolta con gli occhi al Figlio e dice a Lui: “Non hanno più vino”. In un’altra posa, la seconda, l’immagine si presenta il sembiante verginale della “Donna”, allorché la Madre di Gesù, rivolta ai servi, pronuncia le arcane parole: ”Fate quello che Egli vi dirà”. Nell’atto di allontanarsi la Madonna dice a Luigina: “Ti lascio un regalo, vedi!”, e aggiunge: “In Me troverai Gesù”.

La testimonianza è di Don Attilio Malacchini, Paolino, che fu con lei in quel pellegrinaggio, e, successivamente, provvide Luigina del proiettore, preso in affitto vicino Porta Cavalleggeri, nonché delle diapositive. Maria indossava abitualmente il costume del suo popolo, di tessuto bigio, ma usava per le festività anche un abito turchino con ricami d’argento. Sono particolari, questi, dati da Luigina.

Luigina 3sinapiconstata che la presenza della Madre di Gesù alle “Nozze di Cana” ha impressionato per due volte il materiale adoperato per la proiezione, producendo il ritratto della Madre di Dio in due pose diverse. Essa chiamerà
l’effige “La Vergine alle Nozze di Cana”.

L’evangelica “Festa di Nozze” è il misterioso grembo da cui è sorta l’immagine. Quale “regalo” più bello avrebbe potuto lasciarle, la “Mamma”? Più desiderato? Ma Luigina era anche depositaria di un materno avviso: “In me troverai Gesù”, le aveva detto la “Mamma” all’’atto di allontanarsi. Quali parole misteriose, queste! Luigina dapprima non le intende. La sua fede, fede di “eventi maturati in silenzio”, diventa operosa attesa. Sorge la viva esigenza di decifrare il senso delle arcane parole. Il giubilo del materno “regalo” era attraversato da quella domanda.Ed ecco, a un tratto, la sublime, consolante scoperta: nel Volto bello e santo della “Mamma”, c’era –c’è– ben visibile, il Volto di Gesù.

Bisogna coprire con un foglio bianco la parte sinistra del Volto della Madre, perché nella parte destra emerga una sagoma, uguale e diversa: l’immagine del Figlio. I sembianti del Figlio e del Figlio e della Madre sono uguali, ma non identici, nei tratti e nelle espressioni.

Luigina cerca una conferma alla sua scoperta e la trova in modo convincente nell’unico termine di paragone irrefragabile: i tratti del Salvatore presenti nel Volto della “Donna” che intercede alle Nozze di Cana, sono conformi al divino sembiante dell’Uomo della Sindone, l’unico archetipo dell’Uomo–Dio. Nel regalo fatto dalla “Mamma” a Luigina “il Figlio di Maria” è conforme nei tratti al Volto della Madre. Ma la Madre, “Figlia del Suo Figlio”, è conforme a Lui. Allorché Luigina mostrava nel volto di Maria il volto adorabile del suo Gesù era presa da un’intima consolazione. Era questo il messaggio più grande dell’immagine: “Lì –e cioè in Me– troverai Gesù”, aveva detto la “Mamma”. Le riproduzioni Luigina attribuiva molta importanza a questa 3gesù1compenetrazione fisionomica del Figlio e della Madre e, con Lei, anche Padre Raffaele Preite, il Servo di Maria che le fu “amico e fratello per venticinque anni”.

L’autodefinizione di Padre Raffaele sta nell’unica intervista, concessa a “Prospettive 2000”, che egli stesso diffondeva.

Padre Raffaele Preite diffondeva la “foto” della “Vergine alle Nozze di Cana” con poche parole, solo qualche espressione diretta e franca, esercitando una delicatissima forma di equilibrio tra il proporre e il non imporre. O meglio, eglidava l’immagine a chi credeva fosse pronto ad accoglierla. Ma egli, nelle “retrovie” del suo ministero sacerdotale, ad insaputa di tutti, combatteva a favore dell’immagine un’altra singolare battaglia, quella di farla riprodurre: un’impresa che non sempre gli riusciva. “Se non è scritto, non riesce”, diceva. Ma era anche un avvertimento. Significava: “Non a tutti riesce”. La sorella di Padre Raffaele, Paolina Preite vedova Letizia, ricorda:

“Quando la dava per riprodurla, a qualche fotografo si rompeva l’obiettivo. È capitato a Roma ma anche a Spongano. Uno dei nostri fotografi, quando ripeteva, ripeteva i tentativi, ma non credeva, si rompeva l’obiettivo.”

Si spiega così il piccolo capitale di immagini di diverso formato ed esecuzione che alla sua morte è accaduto di trovare nella valigia dove aveva disposto con estrema precisione tanti suoi documenti. Padre Raffaele le aveva accumulate amorosamente, quelle foto, sovvenendo, certo, alle spese di suo. Le copie del materno “ricordo” a Luiginada lui realizzate, egli le distribuiva con parsimonia nel tempo: le ha lasciate come impreveduta sua eredità. Per quello che riguarda la prima riproduzione dell’ “originale” e cioè l’impressione della Sua Presenza lasciata come “regalo” a Luiginadalla Madonna, se ne occupò il fisico On. Prof. Enrico Medi, a quel tempo vicino aLuigina.

Il Santo Padre Pio XII aveva disposto che si instaurasse una collaborazione della carismatica romana con lui all’’Istituto Nazionale di Geofisica. L’On. Medi sottopose l’immagine, ma senza denunciarne l’origine, alla perizia di un esperto dell’Università “La Sapienza”. Da questa perizia gli viene risposto che la persona3sinapi2rappresentata era di razza semitica e propriamente del Medio Oriente.

L’On. Medi estese le sue indagini scientifiche anche negli Stati Unititi avvalendosi delle strutture di elaborazione dati dalla N.A.S.A.; lo ricordano Alfonso Malacchini dell’Istituto Nazionale di Geofisica, Pina Nuccitelli Sinapi e Maria Rosaria Calabrese. Alla morte diLuigina, il 17 Aprile 1978, nel trambusto, nel via vai di gente che si verificò nella sua casa, il Padre Raffaele Preite ebbe “un solo pensiero”, com’egli mi disse più tardi, e cioè ritrovare il cosiddetto “negativo” –che negativo non era– e cioè recuperare la matrice dell’immagine. “La ritrovai fortunatamente dentro il suo passaporto”, mi disse, “posto in un cassetto”. Ma l’immagine originale sembra essere scomparsa, vale a dire non sia più tornata nella casa di Via Urbino.

“Da ogni mia immagine, anche la più povera, effondo la mia benedizione sui miei figli”, dice la Madonna a Luigina. “Mamma, Ti amerò e Ti farò amare come mai sei stata amata”, aveva detto Luigina a Maria Santissima. La “Madre universale”, le ha dato uno strumento perché possa davvero essere “amata come mai è stata amata”,perché possano essere accorciate le distanze tra Lei e tutti i Suoi figli.

Così che l’amore per lei possa parlare “a tu per tu” con ciascuno. In ogni punto della terra.

 

 

mercoledì 10 giugno 2015

Combattente dell'isis dopo che sogna Gesù si converte

Un combattente dell’ ISIS (stato islamico) si è convertito a Cristo dopo aver fatto un sogno che ha letteralmente scosso la sua vita portandolo al ravvedimento.
Questo combattente che è rimasto nell’anonimato, e di cui abbiamo notizie per mezzo di un membro dell’Agenzia Missionaria dell’YWAM impegnata nel Medio Oriente, si è reso responsabile di massacri a carico dei cristiani.

Il guerriero ISIS ha raccontato di aver sognato un uomo in veste bianca che gli diceva: “Voi state uccidendo il mio popolo”. Lui capii che si trattava di Cristo e rimase talmente scosso e tremante nel cuore e nell’animo che decise per un cambiamento nella sua vita affidando la sua stessa vita a Gesù; non è il primo caso, ma uno tra i tanti casi di musulmani convertiti al cristianesimo tramite visioni e sogni.

Il direttore YWAM, Gina Fadely, ha detto, al programma radiofonico Voice of the Martyrs, che l’uomo ha parlato della sua diserzione dal movimento jihadista, dopo aver avuto un sogno rivelatore che lo ha portato a convertirsi a Cristo confessando con pentimento di aver ucciso molti cristiani.

Padre Amort: Il diavolo parte 1

martedì 9 giugno 2015

Mappa attuale dell'Isis aggiornata a Giugno 2015 e riepilogo

 

 

 

 

 

Ecco come si presentava la Mappa dell' Isis da Giugno 2014 quando fu' proclamato il Califfato, lo Stato islamico che comprende parte dell'Iraq e della Siria


ISISmappaagosto2014

 

 

Ecco come si presentava la situazione a Marzo 2015 quando lo Stato Islamico,conquisto' anche una parte della Siriaisismappamarzo2015


Ecco la situazione oggi Giugno 2015, vediamo come è cosi evidente l'espansione del territorio verso la Siria e verso cuore dell Iraq, lasciando intatta pero' la parte Curda a nord est ed i sciiti a sud Iraq ma conquistando piu' territorio sulla parte Sunnita ad Ovest.


isismappagiugno2015


Ecco una mappa prototipo rilasciata nel 2014 della prima fase che desideravano conquistare entro 1 anno dal rilascio


isismappaentroagosto2015


Credo che le ultime due mappe siano molto simili e che il loro obiettivo si stia quasi realizzando nei tempi previsti e senza intoppi, ora mi chiedo, perchè dopo 1 anno dall'esistenza dello stato Islamico la coalizione internazionale non ha fatto niente per fermarli? Dato che questo materiale e queste informazioni le sanno anche le pietre? Vi invito a riflettere.

Iraq, jihadisti dell'Isis trasformano una chiesa in moschea a Mosul

L'Isis, a un anno dalla conquista della città irachena di Mosul, ha annunciato l'imminente apertura della "moschea dei mujaheddin". L'edificio è frutto della trasformazione della ex chiesa dedicata a Sant'Efrem, uno dei luoghi cristiani più grandi della città. Lo riferisce l'agenzia Fides citando fonti locali.

A novembre la chiesa siro-ortodossa era stata svuotata dei suoi arredi interni, con i banchi e altre suppellettili messe in vendita nell'area antistante il luogo sacro. Subito dopo la conquista della città, poi proclamata capital' dello Stato islamico, i miliziani avevano scelto la chiesa di Sant'Efrem come sede del Consiglio di stato. La croce che svettava sulla cupola era stata divelta.

lunedì 8 giugno 2015

I raid Usa in Siria che aiutano Al Qaeda

Nella guerra degli Stati Uniti contro lo Stato Islamico regna la confusione. Non solo a causa delle continue accuse da parte dell'Iraq che chiede un maggiore sforzo alle forze della coalizione occidentale.

Non solo per le recenti critiche riguardo alle armi che gli americani inviano agli iracheni e che finiscono direttamente nelle mani dell'Isis. Non solo a causa dell'allarme lanciato dai piloti americani che lamentano la lentezza con cui l'America porta avanti i raid. Non solo, infine, a causa del fatto che in Siria gli Stati Uniti hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco ed accettare la collaborazione di Assad contro lo Stato Islamico, a lungo tempo avversato. Oggi, infatti, si aggiunge un nuovo elemento di confusione, che dimostra come un intervento contro il terrorismo islamico che si limiti a sganciare qualche bomba sui territori occupati dei tagliagole non porterà molto lontano.

L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha definito i raid americani di questa notte nel nord di Aleppo hanno favorito "i ribelli rivali dello Stato islamico, tra cui le milizie che sono state prese di mira in precedenza dagli attacchi aerei Usa". Che tradotto significa che nel colpire l'Isis gli Stati Uniti stanno avvantaggiando il Fronte Al-Nusra, un movimento che dal 2012 è nella lista nera Usa delle "organizzazioni terroristiche" e che è la filiale siriana di Al-Qaeda. "La coalizione ha eseguito almeno quattro raid durante la notte, prendendo di mira le posizioni dello Stato islamico nella città di Suran", ha dichiarato l'osservatorio con sede in Gran Bretagna. Ma quello che sorprende è che è "la prima volta che la coalizione internazionale, sostiene le forze ribelli non-curde che lottano contro lo Stato islamico".

Ma se per combattere l'Isis si dà vantaggio ad al-Qeada, il risultato finale potrebbe essere ugualmente catastrofico. Le due organizzazioni, infatti, sono in lotta per motivi politici e militari, ma condividono lo stesso ideale: la Guerra Santa. "Lo Stato islamico - ha dichiarato Abu Mohamed al-Jolani, guida del Fronte al-Nusra - ha fondato un Califfato illegittimo, viola i codici di condotta previsti per i guerrieri dell'islam e di fatto ha abbandonato la lotta contro il dittatore Assad. Spero che possano tornare sui loro passi e divenire dei bravi sunniti". Una riconciliazione attuale tra le due organizzazioni appare al momento impossibile, ma non è escluso che possa avvenire in futuro, se cadesse il governo di Assad. "Non vedo una possibile soluzione a questa situazione - ha aggiunto al-Jolani - Posso solo sperare che i membri dello Stato islamico si pentano e tornino al popolo sunnita. Con il loro comportamento, di fatto hanno permesso al regime siriano di rifiorire". Dalle condanne religiose all'Isis ("hanno perso il sentiero dell'islam, ma non sono infedeli") a quelle politiche ("non sono seri nel combattere il regime del presidente siriano Bashar Assad"), rimane l'ideale di fondo che accomuna l'Isis e al-Nusra: "L'unica possibile soluzione viene dal jihad, dalla guerra santa".

I raid americani di questi giorni, quindi, pur combattendo l'Isis stanno favorendo Al-Nusra, che ormai controlla buona parte del territorio siriano. Una confusione nel fronte militare e politico in Siria che gli Stati Uniti stanno facendo molta difficoltà a gestire. Il tutto per evitare di dover arrivare ad accordi espliciti con Assad. Combattuto per molto tempo, ma l'unico governo nel territorio siriano non legato alla Jihad.

 

via ilgiornale

Il G7 alla Russia: Pronti a inasprire le sanzioni. Mosca: Reagiremo

I Paesi del G7 sono d'accordo nel non fare sconti alla Russia per la crisi ucraina. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel alla chiusura del vertice svoltosi al castello di Elmau, in Germania.

"Siamo pronti a rafforzare le sanzioni nel caso in cui la situazione lo richiedesse", ha ribadito nella conferenza stampa di chiusura del summit a cui hanno partecipato i capi di Stato e governo di Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Stati Uniti, Canada e Giappone

"Ulteriori misure restrittive per aumentare i costi per la Russia, se le sue azioni lo renderanno necessario", si legge nel comunicato finale del summit. "L’eliminazione delle sanzioni" contro la Russia "è legata all’applicazione degli accordi di Minsk", ha ricordato la Merkel, e "se la situazione lo dovesse richiedere", le sanzioni potrebbero "essere rafforzate". La Merkel ha però precisato che occorre "fare di tutto per andare avanti con il processo di Minsk". Massimo sostegno viene garantito a Kieva: "Sosteniamo le riforme in Ucraina", ha ribadito la Merkel, aggiungendo che "gli ambasciatori del G7 a Kiev devono creare un gruppo di sostegno per aiutare il Paese a realizzare "le riforme economiche".

Molto duro l'intervento di Barack Obama nei confronti della Russia. Per il presidente americano il suo omologo russo vuole "ricreare le glorie dell’impero sovietico" ma la grandiosità della Russia "non richiede la violazione della sovranità di altre nazioni".

Il riferimento, neanche troppo implicito, è all’Ucraina, i cui territori orientali sono finiti sotto il controllo dei separatisti pro-Mosca che secondo l’Occidente sono appoggiati dal Cremlino, tesi da sempre negata da Putin. Parlando durante la conferenza stampa al termine del G7, l’inquilino della Casa Bianca ha aggiunto che "il popolo russo e l’economia russa stanno soffrendo a causa delle politiche di Putin". Poi ha osservato che i leader del G7 "stanno valutando passi addizionali" contro la Russia, che nel marzo del 2014 decise di annettere la penisola ucraina della Crimea, mossa criticata dall’Occidente. Al G7 "c’è consensus nel credere che la Russia debba rispettare gli accordi di Minsk".

Pronta la riposta della Russia. "Ci riserviamo il diritto di reagire conseguentemente a tutte le iniziative non amichevoli compiute contro di noi dagli Usa", ha detto il ministero degli Esteri russo Sergei Lavrov. Che poi ha aggiunto: "Partiamo dal fatto che Germania e Francia, altri colleghi nell'Unione europea e gli Stati Uniti lavorino con le autorità ucraine incoraggiandole con onestà ad applicare completamente gli accordi di Minsk".

"Non ho niente da spiegare a Putin che non sappia già da solo" sulla crisi in Ucraina - ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, a margine del vertice del G7 -. La bussola è l’accordo di Minsk: se sarà rispettato sarà una svolta per l’Ucraina, per l’est dell’Ucraina". Quanto alle sanzioni contro la Russia, ha aggiunto il premier, "saranno affrontate nel consiglio europeo del 25-26 giugno". "Per noi si apre adesso una fase molto interessante di politica internazionale - ha aggiunto Renzi -. Mercoledì Putin sarà all’Expo, venerdì ci saranno alcuni tra i leader dei Paesi Sudamericani, mercoledì 17 sarà a Milano David Cameron, domenica 21 Francois Hollande. Infine all’Expo, nella stessa settimana, ci sarà la first lady americana Michelle Obama".

domenica 7 giugno 2015

Anguera: messaggio del 30.05.2015

4.146 - 30.05.2015
Cari figli, amate e difendete la verità. Siete del Signore. Non permettete che il demonio vinca. L’umanità è diventata schiava del peccato e molti dei miei poveri figli camminano come ciechi alla guida di altri ciechi. Sono venuta dal cielo per aiutarvi. Siate docili. Non state con le mani in mano. Ecco il tempo opportuno per la vostra testimonianza sincera e coraggiosa. Date il meglio di voi e il Signore vi ricompenserà generosamente. Cercate forza nella preghiera, nell’ascolto del Vangelo e nell’Eucarestia. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera in famiglia. Chiamate Gesù ed egli sarà sempre vicino a voi. I traditori della fede causeranno grande danno spirituale nella vita dei miei poveri figli. Pregate. Dopo tutta la tribolazione il Signore asciugherà le vostre lacrime. Soffro per quello che vi attende. Non perdetevi d’animo. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Apparizioni madonna di rue du bac

LA PRIMA APPARIZIONE – Nella notte del 18 luglio 1830, verso le ore 23,30, Suor Caterina Labouré, Figlia della Carità di S. Vincenzo De Paoli, si sentì sommessamente chiamare dai piedi del letto: «Suor Labouré!... Suor Labouré!...». Si svegliò di soprassalto e vide un bimbo risplendente di luce, il suo angelo custode, che la invitava a recarsi in cappella: «Vieni!, in cappella la Madonna ti aspetta». La novizia non se lo fece ripetere. Si vestì e seguì la sua guida celeste. Nella cappella, la giovane suora fu condotta fino al presbiterio e qui la SS. Vergine non si fece attendere. Un fruscìo di veste di seta ed ecco la Regina del cielo avanzare dalla parte destra e venire a sedersi sulla poltroncina, da cui il direttore, Padre Aladel, soleva tenere le sue istruzioni alle novizie. Col cuore traboccante di gioia, Suor Caterina si gettò in ginocchio, giunse le mani e le posò in grembo alla Vergine Santa. Ebbe così inizio, tra la Mamma Celeste e l'umile suora, un colloquio durato oltre due ore.

IL MESSAGGIO – La Madonna disse a Suor Labouré queste parole: «Figlia mia, il Buon Dio vuole incaricarvi di una missione. Essa sarà per voi fonte di molte pene, ma le supererete pensando che sono per la gloria del Buon Dio. Avrete la grazia; dite tutto quanto in voi succede, con semplicità e confidenza. Vedrete certe cose, sarete ispirata nelle vostre preghiere; riferitele a chi è incaricato di guidarvi. Figlia mia, i tempi sono molto tristi, gravi sciagure stanno per colpire la Francia, il trono sarà rovesciato, tutto il mondo sarà sconvolto da disgrazie di ogni specie. Ma venite ai piedi di questo altare, qui le grazie saranno sparse su tutti, sopra tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervore, sui piccoli e sui grandi. (...) Verrà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma Io sarò con voi, abbiate fiducia, Avrete prove evidenti della mia venuta e della protezione di Dio e di S. Vincenzo sulle due Comunità. In altre Comunità ci saranno vittime; vittime ci saranno nel clero di Parigi e lo stesso Arcivescovo morirà. Figlia mia, la Croce sarà disprezzata, per le vie scorrerà il sangue, il mondo intero sarà nell'afflizione». La Vergine aveva previsto ciò che sarebbe accaduto 40 anni più tardi: la Rivoluzione del 1870. Prima di scomparire, come qualcosa che si spegne, la SS. Vergine disse a Suor Caterina: «Ritornerò, figlia mia, perché ho una missione da affidarti!».

LA SECONDA APPARIZIONE – La seconda apparizione ebbe luogo il 27 novembre 1830, sempre nella cappella della Casa Madre delle Figlie della Carità, mentre Suor Caterina faceva la meditazione pomeridiana delle 17,30. Senza che nessuno se ne accorgesse, l'ormai noto fruscìo di veste di seta la scosse. Con un tuffo al cuore alzò gli occhi e scorse sull'altare maggiore la Madonna. Aveva una veste color bianco-aurora, un manto azzurro, un velo bianco in testa ed era ritta su di una mezza sfera, avvolta da un serpente verdastro. All'altezza del cuore, l'Immacolata reggeva con le mani e stringeva amorosamente un altro piccolo globo dorato, offrendolo a Dio con atteggiamento materno. Una voce disse alla veggente: «Questo globo che vedi rappresenta il mondo intero; in particolare la Francia e ogni singola persona. I raggi sono il simbolo delle grazie che Io spargo sulle persone che me le domandano». Poi le dita della SS. Vergine si riempirono di anelli splendenti, ornati di pietre preziose che irradiavano fasci di luce verso il basso.

 

LA MEDAGLIA "MIRACOLOSA" – Ad un tratto il piccolo che la Madonna teneva sul cuore scomparve in alto e le sue mani si abbassarono, avvolgendo il mondo che aveva sotto i piedi con raggi luminosi, simbolo delle grazie ottenute per noi. Si formò quindi, attorno alla figura della SS. Vergine, una cornice ovale con le parole della giaculatoria a caratteri d'oro:"O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a voi!". Poi il quadro sembrò voltarsi. La figura della Madonna scomparve e rifulse al centro una grande M, sormontata da una croce e separati da una sbarra. Sotto la "M" brillarono i Sacri Cuori di Gesù e di Maria e ttorno si stagliarono 12 fulgidissime stelle. La veggente sentì una voce che le diceva: «Fa' coniare una medaglia su questo modello. Tutte le persone che la porteranno benedetta, specialmente al collo, e reciteranno la breve preghiera, godranno di una specialissima protezione della Madre di Dio e riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno abbondanti per chi la porterà con fiducia!». Al termine, la Vergine prese congedo dalla sua figlia prediletta dicendo: «Figlia mia, d'ora innanzi non mi vedrai più, ma sentirai la mia voce nelle tue orazioni».

LA DIFFUSIONE DELLA MEDAGLIA – Suor Caterina, secondo l'ordine della Madonna, riferì ogni cosa al suo direttore spirituale, Padre Aladel, che prudentemente mostrò di non dare importanza alla cosa temendo una illusione. Solo successivamente Aladel, persuaso della santità della sua penitente, decise di rivolgersi all'Arcivescovo di Parigi, Mons. De Quelen, per avere il permesso di procedere alla coniazione della Medaglia. Il permesso venne accordato con entusiasmo ed ebbe modo di sperimentarne l'efficacia con laconversione dell'ex vescovo di Malines, Mons. Pradt che, divenuto scismatico, era in pericolo di morire fuori della Chiesa. Quello fu il primo vero miracolo della Medaglia! La sua diffusione fu davvero prodigiosa, non solo in Francia ma in tutta Europa. Fin dai primi anni furono coniate milioni e milioni di queste medaglie, e le grazie spirituali e materiali ottenute per intercessione di Maria furono così numerose che la Medaglia fu ben presto chiamata "Miracolosa" dal popolo. In realtà la medaglia benedetta, secondo la teologia, non ha nulla di "miracoloso", ma è un sacramentale molto importante che dimostra la devozione della persona per Maria Santissima. sul modello di medaglia che Maria stessa commissionò a Caterina stava scritta l'affermazione che soltanto nel 1854 fu definita come dogma, quella dell'immacolata concezione: "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi". Dopo la morte il suo corpo venne sepolto nella cripta sotto la chiesa del convento di Rue du Bac. Nel 1933, quando fu riesumato, venne trovato incorrotto. Le sue spoglie attualmente sono esposte nella stessa cappella dove Caterina ricevette le apparizioni della Madonna, non lontano dall’urna in cui è custodito il cuore di San Vincenzo de’ Paoli.

Il corpo incorrotto di Suor Caterina Labouré,
conservato nella cappella dove ebbe le apparizioni










LA CONVERSIONE DI ALFONSO RATISBINNE



L'apparizione della Madonna del Miracolo nella Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte a Roma (20 gennaio 1842)


di VITTORIO MESSORI


In effetti, il giovane Alphonse, fedele all'Ebraismo più come riti e tradizioni che come pratica, sente doveroso battersi per l'assistenza e il riscatto dei fratelli nella fede d'Israele. La sua ostilità verso il Cristianesimo in generale, e il Cattolicesimo in particolare, non solo non è nascosta, ma è pubblicamente manifestata.Innamorato di una cugina, Flore, ha fissato con lei la data di un matrimonio vantaggioso anche sul piano sociale, ma voluto dai due soprattutto per amore. Prima di sposarsi, decide di fare un viaggio che lo porti sino a Gerusalemme, per vedere la terra dei suoi padri. Con una imprevista variazione, però, al suo programma, sceglie di visitare anche Roma. Arrivato nel giorno dell'Epifania del 1842, una delle sue prime visite è al Ghetto, dove vivono gli oltre quattromila ebrei romani. "Ho capito", scriverà ai familiari a Strasburgo, "quanto sia meglio far parte dei perseguitati piuttosto che dei persecutori".Alfonso Ratisbonne appartiene a una delle più ricche e influenti famiglie della numerosa comunità ebraica di Strasburgo. Il figlio maggiore, Théodore, convertitosi al Cristianesimo, era stato ordinato sacerdote nel 1830, l'anno stesso delle apparizioni a Santa Caterina Labourè. Don Thèodore diventerà uno dei principali collaboratori del parroco di Nostra Signora delle Vittorie e, come tale, propagandista entusiasta e instancabile della devozione all'Immacolata della "Medaglia miracolosa", cui raccomanderà ogni giorno il fratello Alphonse.

A Roma, il Ratisbonne seppure di malavoglia viene in contatto con il gruppo dei ferventi cattolici francesi (molti dei quali convertiti) dei quali fa parte il barone Thèodore de Bussières, venuto dal Protestantesimo e amico del fratello sacerdote. Il de Bussières non solo impegna gli amici perché preghino per quel giovane ebreo, ma quasi come per una sfida lo convince a portare su di sé la "Medaglia miracolosa". Di più: ottiene da lui la promessa (poi mantenuta) di ricopiare il testo della famosa preghiera di san Bernardo che inizia con il Memorare, quel "Ricordati, Vergine Maria, che non si è mai sentito al mondo che qualcuno abbia invocato il tuo soccorso e sia stato abbandonato…".

Malgrado abbia già prenotato la partenza in diligenza per Napoli (per proseguire poi da qui, in bastimento, verso Instambul e da lì in Palestina) Alphonse, spinto da una forza misteriosa, decide di restare ancora qualche giorno a Roma. Nella tarda mattinata del 1842 accompagna il barone de Bussières nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte, dicendo che resterà sulla carrozza mentre quel suo conoscente (più che amico) deve intendersi con i frati per l'organizzazione di un funerale. Malgrado l'intenzione di trattenersi su quel veicolo nobiliare, restato solo con il cocchiere, la curiosità di vedere l'interno della chiesa lo spinge ad entrare. E qui del tutto inaspettato, giungerà il "colpo di fulmine" che sconvolgerà radicalmente la sua vita, cambiandola per sempre. Diamo a lui la parola, traducendo il testo che Renè Laurentin (dedicatosi per anni anche alla ricostruzione critica di questo caso) ha ricostruito sulle fonti più sicure.
La sconvolgente testimonianza di Ratisbonne termina con una frase che, per tutta la vita, amò ripetere: "Elle ne m'a rien dit, mais j'ai tout compris" ("Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto"). Come divorato nel desiderio di ricevere il battesimo (la cui importanza era stata rivelata), undici giorni dopo è ammesso al sacramento, assumendo il semplice nome di "Maria", che non abbandonerà neppure entrando nell'Ordine dei Gesuiti. Ordinato sacerdote nel 1848, resterà nella Compagnia con soddisfazione sua e dei superiori per alcuni anni: l'abbandonerà, in pieno accordo anche con il Papa, per unirsi al fratello Thèdore (prete già dal 1830, come sappiamo) che aveva fondato una congregazione quella di Notre Dame de Sion, ancora esistente per la conversione degli ebrei al Vangelo."All'improvviso, mi sentii preso da uno strano turbamento e vidi come scendere un velo davanti a me. La chiesa mi sembrò tutta oscura, eccettuata una cappella, come se la luce si fosse concentrata tutta là. Non posso rendermi conto di come mi sia trovato in ginocchio davanti alla balaustra di quella cappella: in effetti, ero dall'altra parte della chiesa e tra me e la cappella c'erano, a sbarrare il passo, gli arredi che erano stati montati per un funerale. Levai comunque gli occhi verso la luce che tanto risplendeva e vidi, in piedi sull'altare, viva, grande, maestosa, bellissima e dall'aria misericordiosa, la santa vergine Maria, simile nell'atto e nella struttura all'immagine della Medaglia che mi era stata donata perché la portassi. Cercai più volte di alzare gli occhi verso di lei, ma il suo splendore e il rispetto me li fecero abbassare, senza impedirmi però di sentire l'evidenza dell'apparizione. Fissai lo sguardo, allora, sulle sue mani e vidi in esse l'espressione del perdono e della misericordia. Con quelle stesse mani, mi fece segno di restare inginocchiato. Ma una forza irresistibile mi spingeva verso di lei. Alla sua presenza, benché ella non abbia detto alcuna parola, compresi di colpo l'orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della religione cattolica: in una parola, compresi tutto, di colpo".

Morirà in Terra Santa, ad Ain Karin, il luogo tradizionale della Visitazione di Maria a Elisabetta. Curiosa l'annotazione che ho trovato nel Diario di Paul Claudel, alla data del 14 marzo 1950: "La Provvidenza riservava a un giudeo convertito, padre Alphonse Ratisbonne, l'onore di ritrovare, sotto l'ammasso di rifiuti da lui acquistati a Gerusalemme, il lastricato autentico del Litostroto, il luogo dell'Ecce Homo". In effetti, è proprio così: il luogo comprato a Gerusalemme dai due fratelli Ratisbonne, nel 1856, si rivelerà uno dei più illustri della storia evangelica, addirittura il posto dove Pilato aveva stabilito il suo tribunale la fatale mattina di quel venerdì che precedeva la Pasqua. In Terra Santa, comunque, il lavoro dei due fratelli convertiti sarà massacrante e sarà posto soprattutto a favore degli orfani e, in genere, dei giovani (musulmani, ebrei, cristiani) privi di mezzi di sussistenza.

Sulla conversione di Alphonse più ancora che su quella di Thèodore si accaniràl'opposizione violenta da parte dei membri della sua numerosa famiglia e dei correligionari sparsi in mezza Europa. Questa conversione, seguita all'esperienza del 20 gennaio 1842 a Sant'Andrea delle Fratte, fu sottoposta a processo davanti al tribunale canonico del Vicario di Roma. Sfilarono molti testi giurati, e dopo mesi di lavoro, il cardinale Costantino Patrizi firmava un decreto (porta la data del 3 giugno 1842) che così si conclude: "Consta pienamente la verità dell'insigne miracolo operato da Dio onnipotente per intercessione della Beata Vergine Maria, cioè la istantanea e perfetta conversione di Alfonso Ratisbonne dall'Ebraismo".

Alle diffamazioni che accompagnarono la vita di "padre Maria", come volle sempre essere chiamato, si sono poi unite le divagazioni psicologiche o psicanalitiche, per ridurre a fenomeno patologico la visione che determinò la conversione. Non è qui il caso di entrare in discussioni di questo tipo. Basti però ricordare quale sia stata la forza dell'evento di quel 20 gennaio 1842: per 42 anni, sino alla morte (sopravvenuta nel mese "mariano" di maggio, del 1884), Alphonse Ratisbonne mai mise in dubbio la verità di quanto gli era successo e fu fedele alla sua assistenza di sacrificio, come religioso impegnato al contempo nella preghiera e nell'azione. Poco prima della morte uscì in espressioni come questa: "Perché mi tormentate con le vostre cure? La Santissima Vergine mi chiama e io ho bisogno di lei. Desidero solo Maria! Per me è tutto". All'avvicinarsi della fine, pur ribadendo di sentirsi peccatore, confidò ai suoi che lo assistevano di non temere la morte ma di desiderarla, per vedere finalmente faccia a faccia la Signora che gli era apparsa splendente di luce, per pochissimi minuti, in quel lontano inverno romano. Una "illusione" una "manifestazione patologica"; i cui effetti vanno così in profondità e durano tanto? Tutti quei decenni di fedeltà al lampo nella cappella di Sant'Andrea sono la migliore smentita.

 

via holyqueen

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