L'Isis è in possesso di missili Scud che dalla Libia sono in grado di raggiungere l'Italia. Un nuovo allarmante avvertimento arriva dal governo di Tobruk, riconosciuto a livello internazionale, sulla minaccia jihadista che dal Paese nordafricano punta all'Occidente. Il ministro dell'Informazione, Omar Gawari, parlando con la tv egiziana «CbcExtra», è tornato proprio sulla presenza dello Stato islamico in Libia spiegando che gli jihadisti si sarebbero dotati di missili in grado di oltrepassare il Mediterraneo e arrivare a colpire le regioni meridionali dell'Italia. Fonti locali de Il Tempo non scartano questa ipotesi, e riferiscono che nelle mani dell'Isis potrebbero essere finiti 15 missili, una parte Scud-B comprata nel Fezzan, la regione nel sud della Libia, dove si trova un mercato a cielo aperto di armi e non solo. Altri, invece, Scud-C facevano parte dell'arsenale di Gheddafi razziato dal gruppo islamista Ansar al-Sharia che poi li avrebbe consegnati all'Isis.
Un'ipotesi agghiacciante, dunque, che già nei mesi scorsi il Califfato aveva divulgato attraverso la fitta attività propagandistica in Rete. A febbraio scorso dal suo account Twitter, un presunto militante dello Stato islamico, ha ricordato che Sirte dista 450 chilometri dal suolo italiano e un missile Scud può raggiungere il nostro territorio. Sempre a febbraio, nell’e-book del terrore, «The islamic State 2015», l'Isis promette di lanciare missili verso l'Italia dalle stesse postazioni oggi usate per far partire i flussi migratori. In un recentissimo video, invece, divulgato per celebrare l'anniversario della nascita ufficiale del Califfato, compare una mappa in cui si vedono i Paesi nordafricani che affacciano sul Mediterraneo, l'Italia e tutti i Paesi che dividono il nostro paese dalla Siria, tutti racchiusi in un rettangolo ad indicare l'estensione che dovrà raggiungere lo Stato islamico nei progetti jihadisti.
Il ministro dell'Informazione, Omar Gawari, sempre ieri ha anche spiegato che nelle zone controllate in Libia, l'Isis avrebbe fatto arrivare ex ufficiali iracheni di Saddam Hussein. Come anticipato da Il Tempo nei mesi scorsi, sono circa 150 gli uomini che hanno fatto parte del regime del dittatore e che ora sono con lo Stato islamico in Libia. Tra questi, ricordano fonti locali, proprio alcuni tecnici specialisti nella gestione dei missili Scud.
La presenza del Califfato nel Paese in cui per anni è stato al potere Gheddafi, diventa sempre più inquietante anche per la presenza di numerosi terroristi. Uno di questi, Mokhtar Belmokhtar, l’algerino considerato la mente dell'attacco al sito di gas algerino di In Amenas nel 2013, sarebbe stato ucciso la notte fra sabato e domenica durante un bombardamento Usa sulla Libia.
via iltempo
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