Il film documentario “Liberami”, firmato Federica Di Giacomo, ha fatto scalpore alla Mostra del Cinema di Venezia vincendo anche il premio “Orizzonti”. Dopo il successo di critica e pubblico, la pellicola è approdata nei cinema di tutta Italia e la settimana prossima verrà distribuito in versione retail (cofanetto e dvd) con il settimanale ‘Famiglia Cristina’.
Protagonista assoluto di questo docu-film è il frate francescano Padre Cataldo Migliazzo (78 anni) che da 15 anni effettua esorcismi nella diocesi di Palermo. In occasione dell’uscita del film in dvd, Padre Cataldo ha parlato della genesi del film, un esigenza nata dalla esponenziale crescita di richieste di esorcismo in Italia. Questa situazione, ha spiegato Padre Carmine(sparring partner di Padre cataldo nella vita e nel film), nasce dai disturbi psichici crescenti nella nostra società moderna, le persone si vogliono sentire dire di essere possedute per non ammettere di avere problemi mentali.
Dunque il lavoro dell’esorcista è primariamente un lavoro di ascolto, di contatto con le persone (in un articolo di qualche settimana fa vi parlavamo della fase preliminare in cui esorcisti e psicologi lavorano fianco a fianco nella disamina del caso) ed è questo che il documentario vuole fare emergere primariamente: “Il nostro è prima di tutto un lavoro di accoglienza, di ascolto, di discernimento», un abilità acquisita, spiega Padre Carmine: “Grazie all’esperienza, perché il confine tra possessione e malessere psichico spesso è molto labile. E ci sono persone che vogliono sentirsi dire che stanno male per colpa del diavolo, perché è molto difficile ammettere il proprio disagio psichico”.
Proprio perché il confine tra possessione e problema psichico è molto labile, ci sono altrettante persone che cercano di risolvere i loro disagi andando in cura presso psichiatri e non riescono a risolvere i propri problemi a causa della possessione demoniaca, allora, come ultima istanza si recano da un esorcista, di queste persone parla Padre Cataldo e ci dice: “Sono persone veramente possedute, che vanno in trance, hanno continue ossessioni, alternano il pianto a manifestazioni di aggressività. Io pratico l’esorcismo, ma dico sempre che il vero rimedio è la fede vissuta ogni giorno attraverso i Sacramenti e la lettura della Bibbia”.
Del film parla, infine, la regista e spiega come le persone abbiano permesso determinate riprese spinte sia dalla dedizione di questi due sacerdoti, sia dal desiderio inconscio che nessuno provi quello che stanno patendo loro, che con il loro esempio capiscano quando bisogna farsi aiutare da un sacerdote per smettere di soffrire. La Di Giacomo conclude dicendo che molte di queste persone, prima dell’esorcismo non erano praticanti ed in alcuni casi erano persino atei.
fonte: luce di maria
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