lunedì 28 dicembre 2015

Anonymous: Abbiamo sventato un attentato in Italia

Esplora il significato del termine: Dicono di aver sventato un attentato di Isis in Italia. «Questo mese stiamo lavorando in silenzio. Abbiamo già sventato un attacco dell’Isis in Italia, speriamo di bloccarne altri», ha scritto il gruppo di hacker sull’account twitter Operation Paris il 25 dicembre. Il post è stato poi rimosso. E non è stato fornito nessun dettaglio sul presunto complotto terroristico. Domenica il gruppo ha poi scritto un nuovo messaggio sempre su Twitter: «Sì, un obiettivo è stato fermato, un filmato verrà rilasciato quando l’operazione sarà completata, non c’è tempo per soddisfare le vostre curiosità...Stay Tuned». Niente dettagli, dunque, mentre la stampa britannica - in particolare il Daily Mail - riprende il loro messaggio.
shadow carouselLondra: corteo di Anonymous, 3 agenti feriti e 40 arresti

Londra: corteo di Anonymous, 3 agenti feriti e 40 arresti
Dicono di aver sventato un attentato di Isis in Italia. «Questo mese stiamo lavorando in silenzio. Abbiamo già sventato un attacco dell’Isis in Italia, speriamo di bloccarne altri», ha scritto il gruppo di hacker sull’account twitter Operation Paris il 25 dicembre. Il post è stato poi rimosso. E non è stato fornito nessun dettaglio sul presunto complotto terroristico. Domenica il gruppo ha poi scritto un nuovo messaggio sempre su Twitter: «Sì, un obiettivo è stato fermato, un filmato verrà rilasciato quando l’operazione sarà completata, non c’è tempo per soddisfare le vostre curiosità...Stay Tuned». Niente dettagli, dunque, mentre la stampa britannica - in particolare il Daily Mail - riprende il loro messaggio.
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Come funziona il collettivo e la lotta al terrorismo
Anonymous da tempo, e più precisamente dopo gli attacchi di Charlie Hebdo, ha dichiarato guerra a Isis, attaccando e segnalando tutti gli account affiliati all’organizzazione terroristica, soprattutto su Twitter. Subito dopo gli attentati di Parigi le operazioni del collettivo di hacktivist sono riprese e si sono formati vari gruppi e sottogruppi che si sono messi al lavoro per fermare la propaganda creando delle vere e proprie liste di obiettivi informatici da colpire. Da quando infatti il Califfato si è dotato di una sua cyber divisione, la rete è diventata uno dei campi di battaglia. E se da un lato queste operazioni sono state salutate con favore perché viste come un tentativo di resistere alla forte presenza dei jihadisti in rete, dall’altro c’è stato chi ha criticato gli hacktivist sottolineando come la chiusura indiscriminata degli account possa essere pericolosa, perché toglie informazioni preziose agli investigatori e perché rischia di danneggiare persone estranee ai fatti. Anonymous infatti in molti casi ha segnalato a Twitter gli account da chiudere ma essendo l’organizzazione priva di un vertice e di una gerarchia, c’è chi teme che queste caratteristiche possano favorire persone che magari hanno obiettivi diversi dalla lotta al terrorismo. D’altro canto il gruppo è stato uno dei pochi a smontare i messaggi dei jihadisti, “trollando” Isis con fotomontaggi e messaggi ironici che smontano la propaganda dello Stato Islamico. In Italia poi lo scorso febbraio il gruppo aveva segnalato una serie di account che si sono poi rivelati appartenere effettivamente a jihadisti attivi sul suolo italiano.

 

via corriere.it

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