Il TTIP (Transatlatic Trade and Investment Parnership) è un RISERVATISSIMO accordo commerciale, attualmente in fase di negoziazione, tra Europa e Stati Uniti.
É un trattato per rimuovere quelli che le grandi multinazionali ora vedono come ostacoli: i diritti dei lavoratori e i regolamenti che difendono l’ambiente, la salute e la privacy.
1. Libero accesso al mercato per i prodottI agricoli e Industriali
Gli Stati Uniti non riconoscono la denominazione di origine controllata o protetta “DOC” e nemmeno la “DOCG” (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) o la “IGP” (Indicazione Geografica Protetta). Abbattendo questa barriera, importante soprattutto per il mercato italiano, nessuno sarà più obbligato a specificare da dove viene un determinato prodotto destinato sulla vostra tavola. E questo
non farà male solo a voi, ma anche a tutte quelle PMI che fanno della qualità e del “Made in Italy” il loro punto di forza. In sostanza: Grazie al TTIP non capiremo se i pomodori Pachino che mettiamo nell’insalata sono OGM provenienti dal Texas o dalla bella Sicilia, se il Parmigiano Reggiano è stato amabilmente fatto stagionare in California, o se il nostro Barolo provenga da una cantina piemontese o
sia un prodotto dell’Oklahoma.
2. Appalti pubblici aperti a tutti
Le lobby USA avranno libero accesso a tutti gli appalti pubblici indetti negli Stati membri dell’Unione Europea. E chi vincerà tra una grande multinazionale americana e le Piccole Medie Imprese locali?! Inoltre, in caso di errori e/o chiara negligenza a fine progetto, come potrà il cittadino o l’istituzione fare un richiamo che
abbia un qualche effetto?
3. Energia e materie prime nelle mani delle multinazionali
Si o no al nucleare? Non lo deciderete voi! Ci penserà un americano in giacca e cravatta a farvi sentire come a Springfield. Con il TTIP l’ambiente sarà definitivamente sacrificato in nome del profitto, la
fornitura e il controllo delle materie prime saranno gestiti da grandi corporations a stelle e strisce.
4. Materie regolamentari… deregolamentate!
Il trattato punta ad abbattere le barriere non tariffarie, cioè i divieti di importazione e di tasse specifiche che hanno finora tenuto lontano, grazie anche all’attivazione dei cittadini, la carne agli ormoni, il pollo
allevato con il cloro, gli ftalati nei giocattoli, i residui dei pesticidi nel cibo, gli OGM e molti elementi tossici della nostra catena alimentare.
5. Misure sanitarie e fitosanitarie al servizio del profitto
Malati? Nessun problema: potrete comprare una marea di farmaci nuovi di pacca! Quello che non saprete è se la pillola che state ingerendo è stata sperimentata per soli 6 mesi invece dei 10 anni richiesti oggi in molti casi … ma questa è la controindicazione della libertà! Con il TTIP saranno le lobby
americane a decidere quanto vale la salute umana e ad inventare nuovi improbabili malattie pur di vendervi le loro miracolose cure.
6. I servizi pubblici? privati!
Tutti i servizi che non sono privati e che sono rigorosamente mantenuti con i soldi pubblici perché democraticamente considerati diritti imprescindibili, saranno messi in vendita alle multinazionali e quindi privatizzati e snaturati. Ma ancora mantenuti con il nostro denaro. In sostanza: Gli ospedali, le autostrade, le scuole pubbliche e l’acqua potabile (in barba alle lotte e a referendum passati) saranno messi in vendita. Scommettiamo in quanto tempo saranno svendute?
Quale Asl nazionale avrebbe la possibilità economica di poter vincere contro una potenza americana?
7. I diritti di proprietà Intellettuale: un’arma di ricatto
Un altro aspetto particolarmente preoccupante riguarda l’esautorazione dei tribunali nazionali in caso di dispute legali. L’accordo prevede infatti l’inclusione dell’Investor to State Dispute Settlements (ISDS), uno strumento che consentirebbe ad un colosso privato di denunciare un Governo per i mancati profitti derivanti da politiche sociali. Accordi simili hanno fatto sì che, per esempio, la Philip Morris stia chiedendo il risarcimento al Governo uruguaiano e a quello australiano per le politiche di restrizione del fumo a tutela della salute.
Un esempio concreto: Mettete che “ un’onestissima” azienda dell’Alabama decida di vendervi dei fagioli pieni di OGM. E che, per questo, insieme alla vostra Regione, decidiate di creare una campagna di allerta contro gli OGM. Bene, i potenti avvocati della suddetta corporation possono citarvi per discriminazione.
via geosnews.com
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