Legata, malmenata e stuprata da sette diversi militanti Isis. E' successo ad una ragazza yazidi di 12 anni, rapita dalla sua casa in Iraq. Il suo nome è stato estratto da una sorta di "lotteria" tenuta dagli jihadisti.
La storia di Jalila (nome di fantasia) è solo uno degli agghiaccianti racconti delle donne che sono ruiscite a scappare dopo essere state catturate dallo Stato Islamico tra Siria e Iraq.
La notizia è stata data dall'organizzazione Human Rights Watch che ha denunciato rapimenti e stupri da parte dei terroristi dell'Isis anche nei confronti di bimbe di otto anni, poi costrette a sposarsi e a convertirsi all'Islam.
«Li ho supplicati di non toccarmi e di lasciarmi andare - ha raccontato Jalila - Ero solo una ragazzina e ho chiesto loro cosa volevano da me. Mi hanno stuprata per tre giorni».
La testimonianza di Jalila, che è poi riuscita a scappare, è solo una delle tante e Human Rights Watch ora parla di un sistema organizzato di violenze sessuali, schiavitù e matrimoni forzati, tutti da ricondurre alla fattispecie dei crimini di guerra e genocidio contro la minoranza Yazidi.
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