giovedì 16 aprile 2015

Satana: il padrone del mondo

La curiosità, la malizia, l’attrazione e il piacere scardinano le porte dell’anima e assopiscono le sue sentinelle, la preghiera e la vigilanza. Il pudore è abbattuto e crolla la prudenza. Satana entra e si chiude dietro la porta mediante l’ipocrisia: spegne la luce della mente, indebolisce la volontà e si impadronisce dei sensi. Lo spirito è ingabbiato nella malizia, l’oscurità non dà spazio a spiragli di luce e mette sotto torchio il cuore da cui spreme ogni palpito di amore vero a Dio, al prossimo ed a sé stesso. Satana e l’anima si chiudono nella cella tenebrosa e piacevole del potere, del denaro e specialmente della carne e insieme camminano nella via della malizia, nella quale l’anima stordita e drogata si lascia derubare i beni uno dopo l’altro: le convinzioni, i propositi, i desideri, le scelte e forse anche i doni di predilezione. Si disprezzano i sacrifici, i fioretti e le virtù, si è indifferenti dinanzi alla salvezza e alla dannazione, il Paradiso è lontano e impossibile o addirittura una favola, egualmente l’inferno è invenzione ridicola, una condanna disumana e sproporzionata, una irragionevole realtà che porta alla convinzione della inesistenza. L’anima spoglia e sporca, cade di vergogna in vergogna e, cieca ed affamata, si arrampica invano ad un muro unto di grasso e senza presa. Cerca la luce di Dio, ma non la trova perché satana con l’ipocrisia ne ha staccato gli interruttori e suggerisce subdolamente la luce della ragione, che egli ha già capovolto verso il basso sottraendole la verità. Niente Dio, niente consigli, tanto meno comandamenti, niente aiuti di sorta: io e solo io devo essere il costruttore del mio avvenire. Se sbaglio, voglio sbagliare da me, non voglio sbagliare per aver sentito gli altri: mi dannerò, ma con la soddisfazione di averlo voluto io con la mia testa e la mia libertà. La malizia viene coperta, travestita di progresso, di cultura, di libertà, di virilità. L’ipocrisia arriva al punto di cambiare il piacere volgare in esigenza di libertà, l’animalità in razionalità, il vuoto più abissale in pienezza di vita, il piacere in divinità. Il ribaltamento è completo, la malizia ha occupato tutto l’uomo immerso nelle tenebre più fitte e nella morte più agghiacciante. L’ipocrisia è furto della stima che non spetta, è idolatria dell’io, non è l’io per l’altro, ma l’altro per l’io: questo è l’itinerario del piacere. Satana sostiene l’ipocrisia come una piattaforma e sopra vi danzano una ragione priva di verità e una volontà carente di beni ed il corpo che fa da padrone. Satana si ferisce e si mette in fuga con la spada della parola di Dio, preceduta dalla conversione nell’umiltà e nella penitenza; la piattaforma della ipocrisia traballerà e, tolto il sostegno, crollerà: satana sarà smascherato dalla luce della verità, la ragione con penosa sorpresa riconoscerà con la fede l’inganno, la volontà, avvertendo la rapina dei beni, guarderà alla speranza e alla sofferenza come forza e strumento di ogni recupero, e il corpo, umiliato dal vizio, ritornerà al suo giusto posto mediante la preghiera e il digiuno. La maschera dell’ipocrisia sarà strappata, si avvertirà il bisogno di aprirsi al Signore nel ritorno per avere da Lui l’aiuto a riordinarsi e a fornirsi di nuovo dei beni perduti cioè dell’amore e della pace.
(don Pierino)=============
“I delitti chi li comprende?” Quale dolcezza può esservi nei peccati? Invero chi può comprendere il rifiuto di Dio? I peccati chiudono la mente, e non lasciano scorgere né la luce del bene né se stessi. “Dio mio, immacolata è la tua via” il mio Dio non viene agli uomini e alle donne se essi non hanno purificata la via della fede, per la quale Dio viene fino a noi, perché immacolata è la sua via. “Le parole del Signore sono temprate dal fuoco”: le parole del Signore sono messe alla prova dal fuoco della sofferenza che viene dalla rinunzia alla dolcezza dei peccati. “È il protettore di quanti sperano in Lui”: quanti sperano non in se stessi ma in Dio, non sono consumati dalla sofferenza che viene dalla mortificazione delle passioni, perché la speranza delle vita eterna diventa certezza quando si vive di fede.
“Perché chi è Dio, all’infuori del Signore al quale serviamo?, e chi è Dio all’infuori del nostro Dio?” E chi è Dio all’infuori del Padre Celeste che Gesù ci ha rivelato? Gesù a coloro che sono fedeli al suo Vangelo dona la figliolanza divina, essendo figli fedeli e buoni, avremo una eredità che noi speriamo, dopo un servizio fedele alla parola di Dio. “Dio, che mi ha cinto di fortezza”: Dio ci ha dato la forza della Grazia perché siamo forti di fronte alle seduzioni del male, in modo che i traboccanti abissi della cupidigia non ostacolino le nostre opere e i nostri passi. “E ha reso immacolata la mia via”; ha stabilito la via immacolata dell’amore a Dio e al prossimo per la quale noi possiamo giungere a Lui. Immacolata è anche la via della fede per la quale Dio viene a noi. “ha reso perfetti i miei piedi come quelli del cervo”: ha reso puro e santo il nostro amore, perché saltassimo oltre le macchie spinose e ombrose di questo mondo, che ha perso tutti i valori del cristianesimo. “E sopra le vette mi ha stabilito”: ha fissato la nostra volontà con la decisione di raggiungere le vette della bontà e dell’amore vero, così saremo ricolmi di ogni pienezza di Dio. “Che addestra le mie mani al combattimento”: ci insegna come dobbiamo operare per sconfiggere i nemici che tentano di sbarrarci il Regno dei Cieli. “E hai reso le mie braccia come un arco di bronzo”: ha suscitato cioè un infaticabile zelo per le buone opere. “E mi hai dato la protezione della mia salvezza, e la tua destra mi ha sostenuto”: La Grazia dello Spirito Santo ci sostiene nella resistenza contro il male. “E la tua disciplina mi ha guidato sino alla fine”: la correzione che il Signore ci manda, non ci consente di deviare, ci guida in modo che qualsiasi cosa facciamo, abbia per scopo quel fine nel quale noi siamo uniti a Lui. E la disciplina ci insegna come dobbiamo comportarci. La medesima correzione ci insegnerà a giungere alla salvezza eterna dove siamo diretti. “Hai dilatato i miei passi sotto di me”: non ci saranno di ostacolo le angustie carnali, perché il Signore ha dilatato il nostro amore che opera con letizia anche nelle cose di questo mondo, che sono al di sotto delle nostre aspirazioni. “E non hanno vacillato le mie orme”: non hanno vacillato né i miei passi né le tracce che ho impresso per essere imitato da chi mi segue. “Inseguirò i miei nemici e li raggiungerò”: inseguirò i miei sentimenti carnali ma non per essere da loro catturato, anzi li catturerò perché siano consumati dalla mia preghiera e penitenza. “E non tornerò indietro finché non vengano meno”: non desisterò da questo intento finché non verranno meno coloro che mi molestano. “Li abbatterò e non potranno più stare in piedi”. Quando iniziamo il cammino della conversione a Dio, satana e i suoi angeli malvagi non saranno più in grado di avvicinarsi a noi, non insisteranno più contro di noi. “Cadranno sotto i miei piedi”: abbattuti costoro da Cristo da noi invocato, porremo davanti a noi quegli affetti con i quali camminiamo verso l’eterno. “E mi hai cinto di forza per la guerra”: Gesù tiene a freno con la sua forza i desideri che fluiscono dalla nostra carne, così noi non saremo più ostacolati nella battaglia contro le forze del male. “Hai fatto cadere sotto di me coloro che contro di me insorgevano”: Gesù ha tratto in inganno coloro che ci inseguivano con gli allettamenti delle passioni del mondo e della carne, cosicché sono finiti sotto il dominio della nostra volontà coloro che desideravano essere sopra di noi. “E hai fatto voltare le spalle ai miei nemici”: Gesù ha fatto retrocedere i nostri nemici, li ha posti alle spalle, ossia in modo che i demoni venissero dietro di noi, e non più nell’amore del nostro cuore. “E hai disperso coloro che mi odiavano”: quelli poi di loro che insistevano nell’odio perché volevamo essere di Cristo, li hai dispersi. “Hanno gridato ma non c’era chi li salvasse”: chi infatti potrebbe salvare coloro che Gesù non salva? “Al Signore, ma non li ha esauditi”: non hanno gridato ad uno qualunque, ma al Signore; ed egli non li ha giudicati degni di essere esauditi, perché non hanno voluto rinunziare dalla loro malvagità. Gesù dice a quei cristiani che chiedono di non essere esclusi dal Regno di Dio: “in verità vi dico non vi conosco” “E li stritolerò come polvere innanzi al vento”: li stritolerò perché sono aridi, non hanno voluto ricevere la pioggia della misericordia di Dio; in modo che, tracotanti e gonfi di superbia, siano strappati via dalla speranza ferma e immutabile. “Come fango delle piazze li distruggerò”: distruggerò loro, lussuriosi e lascivi, lungo le ampie strade della perdizione che molti percorrono. “Mi libererai dalle contraddizioni del popolo”; si riferisce a Cristo che viene liberato dalle contraddizioni di coloro che dissero: “se lo lasciamo libero, tutti andranno dietro a lui”. “Mi porrai a capo delle Genti”. “Il popolo che non ho conosciuto mi ha servito”; il popolo dei Gentili che non ha visto Cristo, mi ha servito organizzandosi nella Chiesa. “Ascoltandomi con le orecchie mi ha obbedito”. Non mi ha visto con gli occhi, ma, accogliendo i miei predicatori, mi ha obbedito ascoltandomi con le orecchie, perché hanno creduto in me.

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