lunedì 27 aprile 2015

Selfie dell’Isis in Italia: Siamo tra voi, in attesa dell'ora X



 

«Siamo nelle vostre strade». Firmato «Stato islamico a Roma». Nuove sconvolgenti foto girano da ieri su Twitter in cui l'Isis propaganda la sua presenza in Italia. Immagini che lasciano senza fiato e che mostrano bigliettini scritti a mano che recano il disegno della bandiera del Califfato e nuove minacce al Bel Paese. Sullo sfondo dei messaggi, vergati con la penna nera, si vedono scorci di Milano, la stazione ferroviaria centrale del capoluogo lombardo, il Mc Donald’s all’interno dello scalo ferroviario, e l’esterno di alcune fermate della metropolitana, una in particolare davanti alle bandiere colorate dell’Expò che sventolano. Poi le parole agghiaccianti in cui gli islamisti sottolineano la loro presenza nelle città e nelle strade: «Siamo ovunque». Una decina di foto in tutto, a simboleggiare che gli jihadisti sono nel nostro Paese. Da alcuni di questi messaggi è possibile, forse, anche risalire alla nazionalità di chi li ha preparati. Oltre alle frasi «Siamo nelle nostre strade» e «Islamic state in Rome», infatti, si legge un nome: Omar Moktar. Se non fosse la firma dell’autore degli scritti, il riferimento potrebbe essere a Omar bel Moktar, leader di Al Qaeda nel maghreb islamico (Aqim) che interagisce con Ansar al Sharja anche in quei posti. L’autore potrebbe essere un cittadino libico se Moktar sta per Muktar, ossia Omar al-Muktar, un combattente considerato eroe nel suo Paese per aver guidato la guerra contro le colonie italiane. Anche in questi messaggi, poi, non manca il riferimento a Roma, che rappresenta l’ultima tappa della riconquista, l’obiettivo più alto per evidenziare il potere dell’Islam autentico professato dall’Isis. La conquista della capitale della cristianità da parte degli jihadisti, anche se costituisce un progetto difficile da portare avanti, rappresenta l’aspetto più forte della propaganda. L’Italia è Roma e Roma è l’Italia: due facce della stessa medaglia che rappresenta gli «infedeli». I fanatici seguaci dell’Isis, quindi, non hanno paura di dimostrare che si sono infiltrati nel nostro Paese. La strategia del terrore messa in campo dal Califfato si manifesta anche attraverso questo tipo di operazioni attraverso i social network, che mirano a creare il panico facendo capire di essere onnipresenti e onnipotenti. Sale, dunque, l’allerta per la giornata inaugurale dell'Esposizione universale, che avverrà a Milano il 1 maggio. Il rischio attentati è alto. Il ministero dell'Interno ha predisposto opportune misure di sicurezza che, ovviamente, non vengono rivelate. La grande incognita, poi, restano i «lupi solitari» che, agendo in maniera autonoma, in qualsiasi momento potrebbero decidere di colpire. La vetrina mediatica che offrirebbe anche un solo tentativo di attacco durante l'evento previsto nel capoluogo lombardo è enorme. L'attenzione su Milano, però, lascia scoperti altri obiettivi che, a quel punto, potrebbero diventare il nuovo bersaglio dei terroristi. Proprio in questo sono impegnati i servizi di intelligence, che nella loro attività di prevenzione non trascurano di monitorare altri luoghi, così come gli arrivi dei clandestini con possibili collegamenti ad organizzazioni terroristiche. In Italia, secondo un elenco che avrebbe stilato il ministero dell'Interno dal 2001 in poi, sono 13mila gli obiettivi sensibili tra chiese, palazzi istituzionali, aeroporti e altri. Nella Capitale, invece, il Giubileo rimane l'evento che, dopo l'Expo, potrebbe catalizzare l'attenzione dell'Isis. Il Vaticano e il Papa sono stati oggetti di numerosi messaggi da parte dello Stato islamico e la sorveglianza su piazza San Pietro è altissima ormai da mesi.

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